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1 agosto 2011

Dai Ugo, la Sardegna te lo chiede, dimetitti!

Dice di avercela con il Governo Nazionale, dice che la Sardegna èstata umiliata e per questo ha preannunciato di voler restituire la tessera del Pdl, si proprio lui, quello che candidato al Comune di Iglesias ha ottenuto 39 voti e poi da allora solo nomine e nessun peso elettorale fino al Febbraio del 2009 quando è stato imposto come candidato alla Presidenza della Regione.

Passando i suoi anni prima da Assessore Regionale nella disastrosa Giunta Masala e poi Assessore al Comune di Cagliari, fino all’imposizione di Silvio Berlusconi. Lo stesso che fino a tre giorni prima di questa sua ultima sparata diceva del Governo Berlusconi solo bene ed è lo stesso che non più di una settimana fa ha incontrato a Roma il Sottosegretario Letta, i Ministri Romani,  Fitto e Matteoli che in quell’occasione ha elogiato l’azione del Governo, come ha affermato il Ministro Matteoli proprio ieri.

Ugo Cappellacci dal 2001 al 2003 è stato, inoltre, Presidente della Sardinia Gold Mining, la stessa società che ha procurato un grave disastro ambientale nella zona di Furtei, ma è anche componente dell’Ufficio di Presidenza della Conferenza delle Regioni edelle Province Autonome, nonché membro titolare del Consiglio Nazionale dell’AICCRE (Associazione Italiana dei Comuni, delle Province, delle Regioni e della altre comunità locali), in seno al Comitato delle Regioni di Bruxelles, è membro titolare nel Bureau di Presidenza del CdR, membro titolare del Bureau del gruppo politico EPP (PPE - Partitolo Popolare Europeo), nonché membro titolare della Commissione CIVEX (Commission for citizenship, governance, institutional and external affaires) e della Commissione ENVE (Commission forthe environment, climate change and energy) della quale, dal marzo 2010, è il Primo Vice Presidente per il mandato 2010-2015.

Tutti importanti incarichi, ma non è tutto, infatti negli ultimi mesi, esattamente il 15 Maggio 2010 viene indagato per una presunta corruzione nell'aggiudicazione degli appalti dell'energia eolica sull'isola.

In questi tre anni nessuno si è accorto dell’esistenza di Cappellacci alla Presidenza della Regione e l’economia è caduta sempre più in basso, come dimostrato dai principali dati economici.

Caro Ugo, non serve annunciare la restituzione della tessera, serve un azione chiara e forte, dimettiti!


Simone Spiga

30 luglio 2010

Quale sarà il futuro del Pdl???

 

Devo dire la verità, quello che è successo nelle ultime 24 ore mi ha scosso, non mi sarei mai voluto trovare in questa situazione, senza capire perché uno come me, da sempre contrario all’annessione di Alleanza Nazionale, oggi non sa che decidere rispetto all’ipotesi di scissione nel Pdl.

Ricordo dentro An, tanti, troppi berluscones, (Gasparri, La Russa, Urso, Matteoli), troppi servi sciocchi del berlusconismo e ricordo Gianfranco Fini, cameriere oscuro di Berlusconi. Ricordo la menzogna del Partito nato dal basso, di un Pdl che doveva rappresentare tutti e tutto e ricordo Gianfranco Fini, dire che il futuro sarebbe stato il Pdl.

Ma non dimentico le mie posizioni, quelle prima, durante e dopo le ultime Elezioni Politiche, quando le lettere di minacce di Antonello Liori e Mariano Delogu, mi invitavano ad allinearmi alle posizioni del Pdl.

Ricordo i miei pezzi, ancora leggibili sul mio Blog, http://www.simonespiga.ilcannocchiale.it/?r=79546

Era il Febbraio e Marzo 2008, era il momento in cui, mi sentivo preso per il culo dai cialtroni di An, servi, nani e ballerine pronti a svendere identità e storia per finire dentro il marasma del Pdl.

Ma oggi? Perché ascoltare il neo moralizzatore Gianfranco Fini? Ma invece perché stare con Silvio Berlusconi? Colui che non mi ha mai rappresentato e che oggi più che mai trovo politicamente ed eticamente lontano da me?

Devo dire la verità, esiste una comunità politica e umana che al congresso nazionale di An ha posto paletti, ha motivato criticamente l’ingresso di An nel Pdl, era Gianni Alemanno, era Roberto Menia, era Fabio Granata, ma oggi?

Il primo rimarrà dentro il Pdl, con le sue forti rivendicazioni e le sue proposte politicamente indiscutibili, ma Roberto e Fabio seguiranno la scissione e mi trovo, ci troviamo in una situazione difficile.

Tanti elettori, tanti amici, tanti camerati sono spiazzati e con loro molti dirigenti…

Apriamo una riflessione e capiamo insieme


Simone

30 luglio 2010

Il nuovo partito dei finiani? «An»

Tratto dal Corriere online

ROMA - Il nome è ufficiale: i nuovi gruppi dei parlamentari che fanno riferimento a Gianfranco Fini si chiameranno «Azione nazionale». In un primo momento era circolata la voce che fosse stato scelto il nome «Nazione e libertà». Alla fine, ha confermato l'on Roberto Menia alle agenzie di stampa, si è invece preferito un nome che riproponesse l'acronimo An, lo stesso della «vecchia» Alleanza nazionale poi confluita nel Pdl. IL GRUPPO AUTONOMO - Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl con un passato tra i radicali, ha poi spiegato che la creazione del gruppo parlamentare autonomo, a Montecitorio, arriverà già quest'oggi «perché è l'ultimo giorno di lavoro a Montecitorio prima della pausa estiva» mentre «al Senato ci sarà tempo fino alla prossima settimana». «E' un gruppo che nasce in seguito all'espulsione politica di Fini e dei finiani dal Pdl» ha poi precisato, a rimarcare la responsabilità berlusconiana della rottura.

24 luglio 2010

Orvieto 2010, Alemanno: TROPPI YES MAN NASCOSTI DIETRO LA LEADERSHIP DI BERLUSCONI

Nel corso del suo intervento alla tavola rotonda pomeridiana della giornata odierna del seminario di Orvieto, Alemanno ha detto:
“Più che il problema della leadership carismatica, che è ben salda nelle mani di Berlusconi e lì deve rimanere, credo che abbiamo il problema di troppi yes man che si nascondono dietro a questa leadership e non permettono al partito di strutturarsi in maniera corretta”.


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20 luglio 2010

Pdl, Fini: "E' giunto il momento di fare il Congresso"

Gianfranco Fini rilancia sulla necessità di eleggere le strutture del Pdl, a partire da quelle locali "come si fa nei partiti democratici", per poi discutere su chi ha i mezzi, le capacità e la credibilità per dirigerlo. Per questo motivo è venuto il momento di fare il congresso, spiega nel corso di un incontro con i dirigenti locali di Generazione Italia e gli amministratori locali.


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11 dicembre 2009

Aperta una nuova rubrica nel blog

Dopo aver superato le 720.000 visite e dopo aver cercato in tutti i modi di portare questo Blog fuori dagli stereotipi del Berlusconismo e dell'Antiberlusconismo, proseguiamo un percorso di coerenza critica verso questo Centro Destra che dovrebbe rappresentare maggiormente le istanze popolari e sociali.

In vista dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali, nasce oggi una nuova rubrica che riguarderà le Elezioni Regionali 2010.

Simone

 

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Regionali, La Russa: "Entro Natale le candidature"

 

Ignazio La Russa si è detto sicuro"che riguardo alle candidature per le regionali entro Natale ci saranno notizie ufficiali". "Avremo a breve - ha aggiunto - un incontro con la Lega. Non abbiamo escluso nessuna soluzione; che la richiesta della Lega sia Piemonte e Veneto è pacifico ma la Lega sa benissimo che non decide da sola. In un contesto complessivo può darsi che finisca a quel modo, o che finisca in quel modo al 50%, ma io vi posso dire con certezza che finirà con una intesa". Per il Veneto la scelta potrebbe essere il 16 dicembre "e sono convinto - ha aggiunto - che con la Lega ci sarà una candidatura unitaria. Il modo con cui abbiamo avviato la discussione è da partiti che stanno in coalizione insieme, che sanno che il successo dell'uno è precondizione del successo dell'altro".

8 ottobre 2009

Berlusconi sia lodato....

La sentenza di questa sera mi ha portato a riflettere e per tutto il tardo pomeriggio ho smosso il mio piccolo cervellino per capire come da militante di destra poter rispondere a questa sconfitta di Berlusconi e del suo entourage.
Bene dopo alcune ore e diverse letture, sono arrivato alla conclusione che se c'è un responsabile in questa situazione ha un nome e cognome e si chiama Gianfranco Fini.
Si si proprio lui, quello che oggi sbraita contro Berlusconi e che ieri ne era il cameriere di fiducia.
Voglio dire, se oggi, dobbiamo in qualche modo difendere Berlusconi è perché non abbiamo un nostro partito per provare a smarcarci.
Io lo dissi prima del congresso nazionale di scioglimento di An e oggi lo ribadisco con forza, abbiamo prima perso le idee e oggi la faccia. Nel mentre il Presidente della Camera che non ha più il giocattolino in mano, urla contro il Pdl, dopo che ci ha infilato gambe, braccia e altro...
Il problema di Gianfranco Fini è che non ha il controllo della situazione e che non può sostituire il Berlusca, per questo chiede i congressi che non si è mai sognato di fare in An.
Parla di cesarismo, quando lo ha applicato regolarmente in An.
Basta con questa politica, basta con questa inutile contrapposizione tra italiani, pensiamo al bene della nazione, riscopriamo le differenze politiche per dare dignità all'Italia.

Simone Spiga

15 giugno 2009

Il 16 e il 18 Giugno giornate di incontri nazionali per l'UGL. Polverini: “Chiederemo impegni concreti per i lavoratori italiani”

Martedì 16 giugno alle ore 11.15 a Torino il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, incontra le Rsu e i candidati dell’Ugl di Mirafiori in vista del rinnovo delle rappresentanze sindacali del Gruppo.
L’incontro si svolgerà nei locali sindacali dell’Ugl nello stabilimento di Mirafiori e vedrà la partecipazione anche del segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella e del segretario Utl Torino e coordinatore nazionale Fiat, Giuseppe Failli .
L’Ugl Metalmeccanici alle ultime elezioni ha ottenuto un importante consenso, in particolare a Carrozzerie Montaggio, cuore dello stabilimento torinese, e ha posto per la prima volta una donna quale coordinatore delle Rsu. Si ripresenta al voto confermando la volontà di proseguire il proprio impegno attraverso il contatto diretto e quotidiano con i lavoratori”.
Il 18 giugno l’Ugl sarà all’incontro con Fiat convocato dal governo. “Chiederemo – ha detto Polverini - garanzie sulla centralità delle fabbriche italiane e rassicurazioni per i lavoratori, da Nord a Sud. Si tratta di un tavolo che abbiamo più volte sollecitato perché è importante che tanto l'azienda quanto il governo confermino la centralità degli stabilimenti Fiat in Italia e si indichino le strategie di sviluppo del Gruppo nel nostro Paese, anche valutando le possibili ricadute dell’alleanza con Chrysler che sancisce un primato di professionalità e tecnologia del Gruppo. A questo tavolo – ha concluso – chiederemo impegni concreti a sostegno dei lavoratori e delle fabbriche italiane, anche alla luce della partita Opel non del tutto archiviata e che potrebbe alimentare ulteriori preoccupazioni”.

9 giugno 2009

Berlusconi, frenata sul referendum «Il sostegno diretto non è opportuno»

 MILANO - «Non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum». All'indomani del successo di Pdl e Lega alle Europee e alle Amministrative, Silvio Berlusconi frena sulla consultazione popolare del 21 giugno. E, a conclusione della cena di lunedì ad Arcore con il numero uno della Lega Umberto Bossi, affida ad una nota della presidenza del Consiglio la sua posizione sul referendum. Durante l'incontro nella villa del premier, i leader di Pdl e Lega hanno inoltre condiviso la necessità di un «comune e forte impegno» a sostegno dei candidati nei ballottaggi per «completare l'eccezionale successo» della maggioranza e hanno garantito il loro «personale coinvolgimento» nella campagna elettorale.

PASSO INDIETRO - La posizione di Berlusconi sul referendum, emersa al termine dell'incontro ad Arcore con il leader del Carroccio, rappresenta in un certo senso un passo indietro rispetto a quanto dichiarato dal premier a fine aprile. «Il referendum - confidò Berlusconi ai cronisti che lo avevano seguito nella sua visita a Varsavia - dà il premio di maggioranza al partito più forte. Vi sembra che io possa votare no? Va bene tutto, ma non si può pensare di essere masochisti».

«PREMIER OSTAGGIO DELLA LEGA» - Dura la reazione del Pd al comunicato di Palazzo Chigi: i democratici accusano il premier di essere «ostaggio della Lega». «Come volevasi dimostrare - sostiene il senatore Giorgio Tonini - il premier molla il suo impegno sul referendum. Berlusconi ha una parola molto ondivaga, i suoi impegni della mattina non sono validi a sera. È evidente - attacca Tonini - che dopo il risultato elettorale deve privilegiare l'alleato Bossi del quale è sempre più ostaggio per assicurarsi l'impegno per i ballottaggi». Una posizione, quella di Tonini, condivisa anche dal presidente del Comitato promotore del referendum sulla legge elettorale Giovanni Guzzetta. «Bossi ricatta e Berlusconi segue», è il commento di Guzzetta. «Sono passate 24 ore dalle elezioni - continua - ed è evidente che Bossi ha già chiesto un posto in più in Rai, due Regioni e la rinuncia al referendum». Quanto all'opportunità, sostenuto dal ministro leghista Calderoli, di procedere a una riforma costituzionale e della legge elettorale, Guzzetta risponde: «Sono trent'anni che dicono che vogliono fare la riforma costituzionale, chissà perché se ne ricordano sempre prima dei referendum».

«I CITTADINI NON RITIRINO LE SCHEDE» - Il Carroccio, d'altra parte, forte del comunicato di Palazzo Chigi, torna a ribadire con forza il suo no al referendum. In un'intervista di Gian Antonio Stella su Rai Radio3, il ministro leghista Luca Zaia chiede ai cittadini di astenersi dal voto. «I cittadini vadano a votare ai ballottaggi e, con grande coerenza, non ritirino le schede del referendum». La Lega, ha poi sottolineato l'esponente del Carroccio, «è un alleato leale in questa compagine. E nessun ministro ha intralciato il lavoro degli altri».

«NO AI DIVIETI» - «I referendum - commenta il ministro della Difesa Ignazio La Russa - per loro natura attraversano gli schieramenti, le coalizioni e i partiti, è sempre stato così, quindi è corretto non dare indicazioni tassative, l'importante è non vietare nulla».

LA NOTA - «Silvio Berlusconi e Umberto Bossi - si legge nella nota della presidenza del Consiglio -, in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l'eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale». «Il Presidente Berlusconi - si legge ancora - ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle da tutti auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto - conclude il comunicato - non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 p.v.».


18 dicembre 2008

Senza troppe parole..

Pdl: Berlusconi, "Io forse piu' a destra di Fini"

18 dic 23:15

ROMA - Nella campagna elettorare in Abruzzo "sono sempre stato acclamato e circondato da uomini di An: forse hanno capito che sono piu' a destra di Fini". Cosi' Silvio Berlusconi nell'incontro con i senatori del PdL. Il presidente del Consiglio ha comunque sottolineato di ritenersi soddisfatto per come An e FI si sono fusi nel PdL. (Agr)


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23 ottobre 2008

Scuola: invio polizia, Berlusconi: "non l'ho mai detto"

PECHINO - "Non ho mai detto ne' pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole". Cosi' Silvio Berlusconi da Pechino torna sulle sue dichiarazioni di ieri. Secondo il premier "i titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realta'". Ieri in conferenza stampa Berlusconi aveva annunciato di voler "convocare il ministro Maroni per dare istruzioni dettagliate sull'intervento delle forze dell'ordine in caso di occupazione delle Universita'". (Agr)

Per fortuna ha smentito quelle dichiarazioni anche perchè non potevano in alcun modo essere condivise..

Simone

21 ottobre 2008

Nuovo sondaggio sul sito www.destrasociale.org

Berlusconi a Bush: «Storia dirà che sei stato un grandissimo presidente». Sei d'accordo anche tu?


Si, Bush è stato Presidente ineccepibile
Si, ha lavorato per estendere la democrazia
Si, ha risposto bene a momenti difficili
Si, se non altro è meglio di Clinton
Non so
No, troppo legato ai poteri forti
No, guerra in Iraq parla per tutto
No, perché non condivido ideologia repubblicana
No, troppi errori in questi anni


VOTA SUL SITO
http://www.destrasociale.org

21 ottobre 2008

Berlusconi e la Politica ambientale di Al Gore...

Quest'oggi leggendo la prima pagina de L'Unità, il quotidiano della Sinistra Italiana, sopra il titolo di primo piano, si trovava una frase estrapolata da un discorso di Al Gore, leader dei democratici e oggi sostenitore delle tesi più interessanti in materia ambientale.
Riporto a seguire le sue dichiarazioni che mi portano ad una riflessione su Berlusconi e le sue Politiche Ambientali:
"Ogni giorno che passa si riduce la dose di tempo a nostra disposizione per salvare il pianeta. Siamo ad uno stato di allerta che i tecnici definiscono cinque: cavalchiamo sull'orlo dell'abisso. Per fortuna si può ancora invertire la rotta. Dobbiamo quindi credere a una nuova generazione di uomini in grado di prendere presto decisioni coraggiose" .
La riflessione che mi viene e che proprio Berlusconi ha saputo interpretare le parle di Gore nel peggior modo possibile, infatti ha avuto il coraggio di prendere coraggiose decisioni contro tutto e contro tutti!

Simone



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11 luglio 2008

Azione Giovani Tivoli chiede a Barlusconi di non andare a Pechino all'inaugurazione delle Olimpiadi



Si è paventato più di una volta in questi giorni, ne parlano i giornali e le agenzie di stampa. Il presidente del consiglio dal Giappone, per il vertice G8, ha dichiarato di valutare la possibilità di presiedere ai giochi olimpici 2008 di Pechino. Dal canto nostro la comunità di Azione Giovani Tivoli lancia un appello accorato a disertare le olimpiadi più discusse degli ultimi tempi. Noi del nucleo tiburtino abbiamo aderito a numerose iniziative anche su scala nazionale indette da Azione Giovani e in primis dal nostro presidente e ministro Giorgia Meloni. Proprio a lei, facente parte della compagine governativa, chiediamo di porre in essere il problema al premier, lei che ha fatto dei diritti umani calpestati in Cina dal regime comunista, ma anche in Tibet e Birmania, una bandiera di militanza negli ultimi anni. Il nostro movimento ha bisogno che in questo momento qualcuno alzi la voce, che faccia valere Azione Giovani e le sue battaglie all’interno del governo. Ministro Meloni ti chiediamo accoratamente di “ribellarti” all’idea che Berlusconi vada a Pechino: se così non fosse cadrebbero le nostre battaglie, cancellate da un colpo di spugna che si chiama assoggettamento alle logiche di potere governativo e di potere politico internazionale. Non foraggiamo le olimpiadi della morte!!!!
AZIONE GIOVANI TIVOLI

25 giugno 2008

Berlusconi fischiato all'Assemblea di Confesercenti

Forse è ora che Berlusconi la smetta con questo ritornelo sui Magistrati politicizzati, non possiamo continuare a tollerare queste affermazioni e dimenticare i tantissimi Magistrati seri che sono morti per difendere l'Italia come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Simone


ECCO IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE


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19 giugno 2008

Trattato Ue, IO STO CON LA LEGA!

 ROMA - Sul Trattato di Lisbona è braccio di ferro tra Lega e Pdl. Per Silvio Berlusconi, intervenuto all'assemblea di Confcommercio, bisogna «superare l'ostacolo» dovuto allo stop irlandese alla carta Ue trattato. E per questo, ha annunciato il premier, «daremo indicazioni di approvare il Trattato di Lisbona, così avremo 26 approvazioni mentre l’Irlanda dovrà dare una sua diversa valutazione».

CALDEROLI - Parole alle quali replica il ministro leghista della Semplificazione Roberto Calderoli «Il Trattato di Lisbona non esiste più, perché per il Trattato si richiede l'unanimità e quindi o l'Irlanda chiede di votare in favore della sua esclusione o il Trattato di Lisbona non esiste più». «Il gatto - prosegue l'esponente del Carroccio - si è morso la coda». Roberto Calderoli si dice convinto che la bocciatura dell'Irlanda al Trattato di Lisbona è una conseguenza naturale della decisione di sottoporre la questione al voto della popolazione: «Con questo modello di Ue è ovvio che se lo sottoponi al giudizio del popolo poi il popolo lo boccia». Il ministro è convinto che «fino ad oggi la Ue si sia occupata di cose inutili» e quindi in questo senso dice di condividere l'intervento di Silvio Berlusconi di questa mattina che ha invitato l'Unione Europea a cambiare direzione: «Io ho sentito e condivido la critica costruttiva agli stati membri».

«EUROPA DEI POPOLI» - Il Carroccio è da sempre il più euroscettico tra i partiti del centrodestra e in più occasioni ha chiesto che siano i cittadini ad esprimersi con un referendum sull'eventuale adesione italiana. Dopo il no dell'Irlanda al trattato di Lisbona sulla Costituzione europea i leghisti hanno festeggiato a Milano sventolando bandiere col trifoglio e bevendo birra Guinness. Ma il premier sembra avere sposato una linea diversa, anche se ai leghisti tende idealmente una mano spiegando che il risultato irlandese è l'effetto di un sentimento negativo verso la Ue, percepita come «l'Europa delle burocrazie». E per questo la linea dell'Italia sarà per un sì al trattato Lisbona.. ma con l'impegno ad andare poi subito verso «un'Europa dei popoli e della gente», formula questa particolarmente cara al Senatur.

LA LEGA E IL REFERENDUM - I leghisti, però, hanno già lanciato un avvertimento pesante a Berlusconi facendo passare un emendamento dell'Udc sull'emergenza rifiuti e mandando in minoranza il governo. Un «segnale politico», secondo la loro stessa definizione, che fa capire come la Lega non intenda avere un ruolo subalterno nella maggioranza. E a proposito dell'annuncio del sì del premier al Trattato, il capogruppo leghista alla Camera Roberto Cota mette in guardia: «La nostra posizione è nota. Noi crediamo che sia giusto fare il referendum. Abbiamo presentato una proposta di legge per renderlo possibile sia alla Camera che al Senato». Un'adesione, quella italiana, che dunque potrebbe non essere così scontata, se i bossiani decideranno di puntare i piedi.

«SERVE UN DRIZZONE!» - Il Cavaliere sembra mostrare nostalgia per il periodo in cui, nella sua precedente esperienza di governo, ha avuto su di sè la responsabilità della presidenza di turno. «Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c'erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso - ha detto . Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro». Anche per questo, ha annunciato, è necessario intervenire: la Ue, secondo Berlusconi, ha bisogno di un «drizzone». E sarà proprio lui, ha promesso, a darglielo.

Trovo del tutto inutile approvare il Trattato senza un coinvolgimento degli italiani su un testo così importante e compromettente, ancora di più dopoil voto dell'Irlanda.

Simone

11 giugno 2008

Pasini (Federacciai - Confindustria) fa disinformazione sui costi del nucleare

Tratto da Fare Verde.it

Apprendiamo dalle fonti di informazione che Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai (Confindustria), ha affermato nel corso del convegno ''Nucleare: speranza o tabu''' tenutosi a Milano sabato 7 giugno di essere ''favorevole a uno sviluppo di tutte le fonti energetiche alternative''. ''Dobbiamo svilupparle - ha aggiunto - ma oggi hanno un costo di gran lunga superiore al nucleare, anche se non emettono Co2''. ''Eolico e fotovoltaico - ha spiegato - costano molto al Paese, tant'e' che il solare viene incentivato dallo Stato, altrimenti non sarebbe conveniente'' (ANSA, 07/06/2008 15:07).

A Pasini Fare Verde ricorda che il costo del solare fotovoltaico scende mentre quello del nucleare sale: il costo del fotovoltaico per Watt di picco installato e' diminuito del 77% tra il 1998 e il 2007. Allo stesso tempo, i costi di realizzazione dell'unica centrale nucleare di terza generazione in costruzione in Europa, quella di Olkiluoto (Finlandia) sono passati dai 2,5 miliardi di euro stimati agli attuali 4 miliardi. E l'impianto non e' ancora finito: si stima che ci vogliano ancora 6 anni per completarlo.

Parlare, poi, di incentivi al solare senza menzionare le sovvenzioni all'industria atomica e' vera e propria disinformazione. Di recente Rubbia ha ricordato come in Germania il costo dell'energia nucleare e' superiore del 250% rispetto alla Francia dove i costi sostenuti direttamente dallo stato sono nettamente maggiori.
In Italia e' lo stato che sta pagando ancora oggi la Sogin per la dismissione delle quattro centrali italiane e la messa in sicurezza degli scarti radioattivi (componente A2 della bolletta elettrica - 178 milioni di euro solo nel 2007), senza che il problema sia stato risolto.
Infine, in Francia, lo stato piu' nuclearizzato del mondo, le centrali atomiche sono gestite da un'azienda di stato. Anche il nucleare, quindi, se non fosse sovvenzionato non sarebbe conveniente. Inoltre, a differenza del fotovoltaico, costa di piu' e inquina.

''Il convegno durante il quale Pasini ha potuto fare disinformazione e' stato uno spot pubblicitario per il nucleare'' - ha affermato Massimo De Maio presidente di Fare Verde - ''Basta guardare l'elenco dei relatori: tutti appartenenti all'industria interessata al rilancio del nucleare a spese dello stato, tranne un paio di favorevoli bipartisan: lo specialista in ''scoop antiecologici'' Franco Battaglia e l'ex-presidente nazionale di Legambiente ''folgorato sulla via del nucleare'' Chicco Testa. Ma e' una pubblicita' ingannevole e a smascherarla ci si mette veramente poco''.

6 giugno 2008

Chissà cosa ci hanno mandato in Sardegna...

BERLINO - Stop allo smaltimento dei rifiuti campani ad Amburgo. In un carico e' stata infatti riscontrata una quantita' di radioattivita' superiore a quello normale. Il portavoce della societa' che smaltisce i rifiuti ha fatto sapere che le operazioni riprenderanno non appena il governo italiano assicurera' controlli sulla presenza di radioattivita'. (Agr)


Sarebbe interessante sapere dal TecnoCasic che tipo di sostanze sono state smaltite da loro derivanti dai rifiuti campani che non volevamo e non vogliamo anche ora che c'è un Governo "amico".

Simone

4 giugno 2008

Slovenia: centrale nucleare ferma per qualche ora

LUBIANA - La centrale nucleare di Krsko e' stata fermata ''per qualche ora'', per capire le cause di una fuga che non dovrebbe avere alcun impatto sull'ambiente. Lo ha assicurato la direzione del sito sloveno, dopo l'allerta della Commissione europea. (Agr)

4 giugno 2008

Incidente in centrale nucleare slovena

È di pochi minuti fa la notizia secondo la quale la Commissione Europea ha ricevuto la segnalazione di un incidente nella centrale nucleare di Krsko (Slovenia). È già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell’impianto.
Il messaggio d’allerta sembra sia arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore era stata già ridotta al 22%.

Secondo quanto riferito sempre Commissione, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che «il team d’emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane all’erta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo».

"Non c'è stata alcuna perdita nell'ambiente" - ha detto un portavoce della Nek, la società che gestisce la centrale nucleare di Krsko - "la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. È stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione".
Si spera che non si ripeta il caso dell'incidente alla centrale nucleare giapponese di Kashiwakazi-Kariwa verificatosi il 16 luglio 2007: anche il quel caso i gestori della centrale minimizzarono l'incidente per poi smentirsi poche ore dopo.

Quella di Krsko è l'unica centrale nucleare della Slovenia e funziona con un reattore Westinghouse da 632 MW che fin dall’inizio dell’attività, iniziata nel 1983 con 5 anni di ritardo sui tempi previsti, a causa di disfunzioni tecniche, ha manifestato numerosi problemi di funzionamento. La centrale nucleare dista solo 150 km dalla città italiana di Trieste (130 km in linea d'aria) e 230 km da Venezia, è costruita in una zona che, per la presenza di faglie, risulta a alto rischio sismico e, per questo motivo, potrebbe non resistere a una scossa sismica superiore al VI° grado della scala Richter.
La centrale dovrebbe chiudere nel 2023, ma la situazione non è per niente a buon punto: per lo smantellamento occorrono un miliardo e 700 milioni di euro, mentre sono stati accantonati finora solo qualche centinaio di milioni di euro. Inoltre, Slovenia e Croazia che sono proprietarie al 50% della centrale, oltre a risolvere i problemi economici legati alla dismissione della centrale, devono accordarsi su dove sistemare le scorie radioattive.
Nonostante il 2023 sembri lontano, si prevede quindi, che la vita della centrale sarà allungata. Addirittura si pensa di raddoppiare l'impianto, investendo in un ampliamento invece che nella dismissione.

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