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14 ottobre 2012

DIMISSIONI SUBITO!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. CAPPELLACCI DIMISSIONI

permalink | inviato da simonespiga il 14/10/2012 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

25 maggio 2012

Consiglio Regionale VERGOGNA, Giunta complice, Cappellacci ignavo

La nottata di ieri verrà ricordata dai sardi come l'ultima barricata della casta che non ha voluto ascoltare il volere dei sardi che lo scorso 6 Maggio si sono espressi chiaramente su province, enti inutili e stipendi dei Consiglieri Regionali. In tarda notte è stata approvata una leggina che di fatto proroga  l'esistenza delle province e che calpesta il risultato referendario.
"Il volere dei sardi non è stato rispettato, evidentemente questo Consiglio Regionale non ha ben chiaro il significato di questa ennesima presa in giro, l'assenza in aula  del Presidente Cappellacci ci rattrista, l'abbiamo visto così convinto assertore dei quesiti referendari che non vedevamo l'ora di sentire un suo intervento in difesa del volere popolare, ma nulla...", afferma polemicamente Simone Spiga, Portavoce del Comitato Sardegna contro la casta, oggi promotore del Referendum abrogativo sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari.
"Segnale gravissimo, ancora di più se collegato alla nota di ieri degli uffici della Giunta Regionale che esaltavano il rispetto del Referendum con la nomina di un Amministratore Unico alla Carbosulcis, dimenticando che l'abolizione del CDA ha un significato chiaro e che i sardi non hanno l'anello al naso, ma non c' è stato verso stanno ancora una volta calpestando i sardi e trincerandosi dietro anomalie e terremoti istituzionali", incalza Spiga.
"Il Presidente Ugo Cappellacci si è dimostrato ignavo, la Giunta vergognosa complice e il Consiglio Regionale simbolo del potere più cupo e meno incline al voler ascoltare i sardi, ma non si sono resi conto che sono gli ultimi colpi di coda di chi non ha più nulla da dire", denuncia Spiga.
"Lanciamo il nostro appello ai referendari seri, a quelli che il 6 Maggio si sono spesi perchè credevano realmente a questa grande battaglia di civiltà, a quelli che hanno volantinato, affisso manifesti e non hanno gradito i vari Andrea Prato, Ugo Cappellacci e tanti altri che sono salito sul carro dei vincitori, lanciamo loro l'appello di aderire subito a questo nuovo Referendum Abrogativo che sarà la tomba per politicanti e affaristi"..."inoltre ci aspettiamo una presa di posizione anche da parte dei Riformatori Sardi che hanno creduto al Referendum del 6 Maggio e che oggi hanno l'unica oportunità per far vedere ai sardi che credono nella democrazia partecipata, altrimenti quelle dei mesi scorsi sembreranno solo delle parole al vento...", conclude Simone Spiga

25 gennaio 2012

Spiga (An - Fli): Partita la mobilitazione regionale contro la Giunta Cappellacci



"Questa notte è partita la grande mobilitazione Regionale di Arcipelago Nazionale, Associazione aderente a Futuro e LIbertà contro la Giunta Regionale di Ugo Cappellacci con l'affissione dei mianifesti in cui si chiede le dimissioni del Governatore", afferma Simone Spiga, Coordinatore Regionale di Arcipelago Nazionale.
"Le località coinvolte dalla prima affissione sono state, oltre a Cagliari e Sassari, anche Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Selargius, Monserrato e Assemini, da domani si svolgeranno volantinaggi e a breve partirà una raccolta di firme tra i simpatizzanti e gli iscritti di Futuro e LIbertà per chiedere al partito di uscire dalla maggioranza di Ugo Cappellacci"..."tenendo presente che le motivazioni che portano i due Consiglieri Regionali di Fli a sostenere la maggioranza non si ritiene siano valide per stare dentro una maggioranza incapace di dare risposte ai sardi", incalza Spiga.
"In tanti dentro Fli ci chiediamo perchè Fini, eletto con il Pdl abbia fatto una scelta coraggiosissima uscendo dalla maggioranza e la stessa scelta non la possano fare i due Consiglieri Regionali che tra le altre cose erano all'opposizione fino a due mesi fa", denuncia Spiga.
"Senza dimenticare che lo scorso 3 Gennaio  è giunta la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d'ufficio nella vicenda P3, con l'ipotesi di aver nominato una persona all'ARPAS su indicazione di Denis Verdini e Marcello Dell'Utri e che tale nomina, per i Pm, sarebbe avvenuta: "in assenza di predeterminazione dei criteri oggettivi da seguirsi nella procedura, senza alcuna valutazione di merito comparativo e senza riguardo agli obiettivi della piena efficienza e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma sulla base di un provvedimento arbitrario", Afferma ancora Spiga.
"Arcipelago Nazionale si pone all'interno di Fli come anima critica ed è pronta ad azioni politiche di vario livello per rivendicare la propria posizione politica dentro e fuori da Futuro e Libertà, nel solo interesse di far crescere un Partito che oggi rischia di non essere capito dalla sua base elettorale", conclude Spiga.

21 gennaio 2012

Spiga (An - Fli) : Arcipelago Nazionale aderente a Fli, ribadisce la richiesta di dimissioni di Cappellacci


In relazione ad un comunicato apparso a nome di un fantomatico Coordinamento Regionale di Fli,  organo mai isitutito successivamente al Congresso Regionale svolto lo scorso 3 Dicembre 2011, il Coordinamento Regionale di Arcipelago Nazionale, movimento aderente  a Futuro e Libertà, ribadisce la propria presa di posizione espressa lo scorso 3 Dicembre, ponendosi come minoranza interna nel Partito in Sardegna e ribadisce la propria posizione politica in merito alla disastrosa gestione politica della Giunta Cappellacci.
"Arcipelago Nazionale, nata in Sardegna nel mese di Dicembre si pone come minoranza politica interna e pone all'attenzione della base elettorale di Fli la necessità di aprire un dibatito sulla permanenza nella maggioranza di Ugo Cappellacci", afferma Simone Spiga, Coordinatore Regionale di Arcipelago Nazionale.
"La nostra struttura appena nata, fonda le basi su un progetto identitario, ambientalista e sociale di Futuro e Libertà e proprio in questi giorni sta strutturando la propria organizzazione in tutte le provincie della Sardegna"..." Pertanto ribadiamo la nostra netta opposizione alla Giunta Cappellacci ad accordi sottobanco con il Pdl per sostenere politiche distanti dal Manifesto per l'Italia di Gianfranco Fini", conclude Spiga.

7 agosto 2011

Nonnis, Ledda, Cappellacci: l'incredibile caso politico di Oristano

Tratto da metronews.it


Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, si è dimessa dal Comune nel giorno stesso in cui è stata nominata da Cappellacci assessore regionale ai Lavori Pubblici, in quota Riformatori Sardi. Nella città di Eleonora è un weekend di polemiche dopo mesi di sfibrante tensione all'interno del centrodestra. Nei giorni scorsi ben dodici consiglieri, con l'intero gruppo del Pdl, avevano chiesto l testa e le dimissioni del contestatissimo assessore all'Urbanistica Salvatore Ledda, accusato di amministrare "con prepotenza e arroganza". Il sindaco stesso non aveva più la fiducia della sua coalizione, ma è andata avanti sino al giorno della nomina in Regione. Sarebbe una storia politica come le altre se non condannasse Oristano a un anno ormai quasi certo di commissariamento, in una città già povera e in difficoltà, in una delle aree dell'Isola dove c'è meno lavoro, la stessa in cui un benzinaio licenziato tre settimane fa si è tolto la vita per disperazione con la soda caustica, per fare un esempio. Cosa pnsate di questa vicenda?


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10 gennaio 2011

Cappellacci il governatore meno amato d'Italia.Sul Sole 24ore la classifica sul consenso degli amministratori. Male anche Floris

Il consenso degli amministratori locali. Oggi Il Sole 24 ore ha pubblicato la tradizionale classifica che analizza il gradimento di presidenti di provincia, regione e sindaci. Cappellacci è ultimo in Italia tra Governatori. Si ferma al 47 per cento insieme a presidenti di Molise e Abruzzo. Rispetto all’elezione perde quasi 5 punti percentuali.

In fondo alla classifica anche Emilio Floris. Il sindaco di Cagliari è al 97 posto su 101. Dall’inizio del mandato ha perso oltre sei punti percentuali.

Meglio per Graziano Milia tra i presidenti di provincia: è 82esimo su 104 posti. Ha il 52 per cento dei consensi, guadagna 2 punti rispetto all’anno scorso, praticamente stabile rispetto all’elezione.

31 agosto 2010

Eolico, Cappellacci di nuovo in Procura: i pm romani convocano il governatore

Al governatore i pm chiederanno di chiarire quanto dichiarato da una dirigente regionale: «Non si parlò mai delle delibere anti-eolico».

di ANTHONY MURONI

«Sì». Il presidente Cappellacci sarà risentito dalla Procura di Roma che indaga sull'affare eolico. «No». Non c'è ancora una data per la nuova audizione. Anzi, l'unica certezza è che non se ne parlerà prima del prossimo 20 settembre. Di più dagli uffici del procuratore capo Giancarlo Capaldo è impossibile far uscire.

Al primo piano del corpo B della città giudiziaria di piazzale Clodio il ritmo del lavoro è incessante, ma non sono previste attività istruttorie prima della prossima settimana.

IL CALENDARIO Questi sono giorni nei quali magistrati e investigatori spulciano le carte, incrociano tabulati e conti correnti, studiano le prossime mosse. La settimana tra il 6 e il 12 settembre potrebbe essere quella dell'iscrizione di nuove persone sul registro degli indagati, sia per quel che riguarda il filone della P3 che dell'inchiesta eolico. In quella successiva dovrebbero essere sentiti gli indagati sardi fin qui non convocati a Roma: l'assessore Asunis, l'ex commissario Ato Franco Piga, l'ex consigliere provinciale del Sulcis Pinello Cossu. In quella dal 20 al 26 potrebbero esserci le nuove audizioni del governatore Cappellacci e dell'ex direttore dell'Arpas Ignazio Farris.

CAPPELLACCI Perché un nuovo interrogatorio per il governatore, già sentito per diverse ore lo scorso 16 luglio? Anzitutto per chiedere chiarimenti su alcuni passaggi della memoria difensiva successivamente depositata dai suoi legali Guido Manca Bitti e Alessandro Diddi. E poi per cercare di chiarire un particolare noto da tempo e che sembra cozzare con la ricostruzione tutto sommato logica proposta dal governatore a sostegno della sua tesi difensiva: «Ho ascoltato i consigli di Verdini e Del'Utri, ho finto di andare incontro alle richieste di Carboni per una legislazione più morbida in materia di autorizzazioni sull'eolico. Ma non ho mai rilasciato una concessione (fatto incontestabile) e non ho mai avuto intenzione di farlo».

L'ACCUSA Ecco, proprio quest'ultimo particolare è quello che non convince né i pm Capaldo e Sabelli, né il gip De Donato, né il giudice del Riesame Muntoni (quest'ultimo si è pronunciato in maniera indiretta, parlando della posizione di Flavio Carboni). Perché Cappellacci sostiene di aver avviato un percorso virtuoso già nell'ottobre 2009 (in contemporanea con i suoi numerosi incontri con Verdini, Dell'Utri e Carboni, documentati da intercettazioni e appostamenti dei carabinieri) attraverso il lavoro di una commissione che lavorava per rendere centrale il ruolo della Regione nella gestione degli impianti eolici ed escludendo, in sostanza, i privati. Una circostanza che sarebbe stata smentita, nel corso di un interrogatorio reso ai carabinieri a fine primavera, da una funzionaria della presidente della Giunta regionale. Che avrebbe testimoniato di come mai, prima del 5 marzo 2010 (a una settimana dalla delibera anti-eolico del 12) la commissione regionale avrebbe discusso della creazione della società Sardegna energia e della conseguente esclusione dei privati».

GLI SVILUPPI Questa è l'unica crepa, a quanto è dato sapere, che i giudici romani hanno trovato nella ricostruzione del governatore: a lui toccherà ora chiarire anche quest'aspetto. Ma l'inchiesta continua. E minaccia di riservare presto nuove sorprese.


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permalink | inviato da simonespiga il 31/8/2010 alle 10:18 | Versione per la stampa

3 agosto 2010

Non solo l'affare eolico per l'amico di Carboni

Unione Sarda

No

on c'era solo il business dell'eolico nei programmi del comitato d'affari in Sardegna. Nelle mani dei Pm romani un corposo plico con la richiesta alla Regione di installare la sanificazione degli impianti idrici negli edifici pubblici della Sardegna.

DAL NOSTRO INVIATO

ANTHONY MURONI

ROMA Non solo eolico. Nel mirino di Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi (finiti in carcere lo scorso 8 luglio con l'accusa di aver costituito un'associazione segreta, finalizzata a commettere illeciti) c'erano anche altri affari e appalti nell'Isola. Su tutti quello della sanificazione degli impianti idrici negli edifici pubblici, con particolare attenzione alla prevenzione della legionella. Un "colpo" potenzialmente milionario.

L'INDAGINE Il sospetto, che i magistrati avevano manifestato già in occasione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, si è rafforzato nel corso delle indagini proseguite in queste settimane. Tanto che nelle mani dei pm di piazzale Clodio c'è il corposo plico che l'imprenditore napoletano Arcangelo Martino ha consegnato al governatore Ugo Cappellacci nel corso di un incontro svoltosi nella Capitale, all'hotel Colonna Palace. Lo stesso che, il 17 marzo di quest'anno, venne seguito in "diretta" dai carabinieri, convinti che il sedicente avvocato partenopeo fosse stato mandato in avanscoperta da Flavio Carboni per tastare il polso al presidente. Appena cinque giorni prima Cappellacci aveva firmato le delibere anti-eolico, quelle che chiudevano la porta al possibile sbarco nell'Isola del comitato d'affari che, da mesi, esercitava pressioni su di lui, anche e soprattutto attraverso i parlamentari Denis Verdini e Marcello Dell'Utri.

IL COMITATO D'AFFARI A confermare che Martino era interessato all'affare della sanificazione degli impianti idrici (tanto da sollecitare la Regione su questo argomento) è stato lo stesso Cappellacci, che ai pm ha raccontato le ragioni dell'incontro al Colonna Palace: «Martino mi portò un plico con dentro un po' di legislazione delle altre regioni», ha detto il governatore, sentito a verbale dai magistrati lo scorso 16 luglio. Quella documentazione, che in questi mesi è stata custodita negli uffici della Presidenza di viale Trento, è stata poi consegnata al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Rodolfo Sabelli. La richiesta di Martino (non è dato sapere se presentata a nome di Carboni o in maniera autonoma) è rimasta inevasa, visto che la Regione non ha mai avviato un programma di prevenzione del tipo di quello segnalato il 17 marzo a Roma.

I CARABINIERI Quella data, e l'incontro tra Cappellacci e Martino nell'albergo di fronte alla Camera dei Deputati, è centrale nell'indagine. Nell'informativa consegnata alla Procura i carabinieri lo raccontano così: «Alle 9.30 Carboni e Martino si incontrano in piazza Colonna, al centro di Roma e alle successive 10.30 lo stesso Martino vede Cappellacci in un hotel. La sequenza appena illustrata - scrivono gli investigatori ai pm - porta a ritenere che l'incontro sia avvenuto a seguito di una richiesta di intervento avanzata a Martino da Carboni, forse rimasto scontento per le notizie tino a quel momento assunte sulla delibera approvata il 12 marzo e ormai privo, dopo l'abbandono da parte di Verdini, di altri strumenti d'intervento sul governatore».

GLI SVILUPPI Questa l'ipotesi investigativa fino ai giorni scorsi, quando invece i pm hanno iniziato a prendere sul serio l'ipotesi che il gruppo di pressione romano avesse deciso di "differenziare" gli affari in Sardegna, cercando di inserirsi nel business della sanificazione degli impianti idrici. Ulteriori conferme potrebbero arrivare da altre attività d'indagine, che sono in corso. L'inchiesta continua, come aveva promesso il procuratore Capaldo, e altri colpi di scena potrebbero arrivare nelle prossime settimane.


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permalink | inviato da simonespiga il 3/8/2010 alle 18:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 luglio 2010

«Sì al voto nel 2011 per il referendum contro il nucleare»

«Sì al voto nel 2011 per il referendum contro il nucleare»

Sì all'accorpamento della data del referendum regionale sul nucleare con quella delle elezioni comunali, previste nella primavera del 2011. Ma purché la consultazione sia indetta subito e ben pubblicizzata. Lo ha stabilito il Comitato promotore del referendum contro il nucleare in Sardegna, che ieri a Oristano si è incontrato con il Comitato per il sì-Nonucle, per discutere della data da proporre alla presidenza della Regione.
La decisione fa seguito all'incontro col capo di gabinetto della presidenza, Giandomenico Sabiu: al comitato promotore, che chiedeva di indire il referendum entro novembre, Sabiu aveva proposto l'accorpamento per risparmiare alla Regione una spesa di circa 12 milioni di euro.

http://fareverdecagliari.ilcannocchiale.it/

26 luglio 2010

Pdl e Cappellacci, sono i giorni più caldi: governatore in aula prima del "rimpasto"

Unione Sarda

Settimana delicata per il centro destra, alle prese con i problemi del Pdl e la nuova giunta. Per il governatore, per il partito di vertice, per l'alleanza che guida la Regione. Ugo Cappellacci dovrà sopportare il peso di una mozione di sfiducia, la prima a diciassette mesi dalla sua elezione.

Nel Popolo della libertà sardo spifferi gelidi attraversano le stanze di comando e l'attesa per le decisioni del presidente del Consiglio è forte, perché da quel segnale dipendono diversi passaggi.

Gli alleati del Pdl sono ancora in stand by, aspettano che le beghe interne si risolvano per accomodarsi, con facce nuove e argomenti più forti, attorno al tavolo della giunta. Tre strade, un solo percorso: quello che dovrebbe portare a un rilancio dell'attività politica. E della Sardegna, prigioniera all'interno di un quadro nerissimo.

CAPPELLACCI Il governatore arriva in Consiglio, per un passaggio delicato della legislatura, senza aver chiuso il “patto per il rilancio” con gli altri partiti della coalizione, cioè senza aver chiamato al suo fianco, in giunta, i leader politici che lo sostengono. E in Aula la fiducia sarà rinnovata (nessuno vuole tornare a casa, questa è una certezza) ma il clima degli interventi del centro destra - si sente dire - potrebbe essere tiepido.

Cappellacci ha ascoltato, in questi giorni, alcuni fra i rappresentanti dei partiti della coalizione. Da giovedì, le consultazioni si chiuderanno con Uds, Mpa e socialisti, formazioni politiche che non hanno rappresentanti in giunta e che rivendicano - con tesi differenti - un maggiore coinvolgimento. Segnali contrastanti, negli ultimi giorni, sono arrivati dall'Udc, dai Riformatori e dal Partito sardo d'Azione. Uno, chiarissimo, lo hanno lanciato in coro contro uno degli assessori dalla maggiore visibilità, Andrea Prato, titolare dell'Agricoltura, chiedendo un passo indietro rispetto a una sua decisione sull'impiego di energie alternative in agricoltura. La lealtà verso il governatore non è mai mancata, da parte di Udc, Riformatori e sardisti, ma quelle condizioni dettate al presidente nei giorni scorsi (rifare la giunta, fissare metodi e criteri di governo) sono in attesa di una soluzione.

LA GIUNTA Il patto a tre stretto dagli alleati più forti non riguarda solo i nomi, ma anche i punti programmatici. Ovvero, quella che verrà fuori da questa calda estate dovrà essere una giunta capace - dicono alcuni fra i candidati a farne parte - capace di una vera ripartenza, perché «c'è un anno e mezzo da far dimenticare in fretta». Lo schema dell'esecutivo che verrà, secondo indiscrezioni, regala all'Udc un assessorato in più rispetto ai giorni scorsi (tre anziché due), con il Pdl che passerebbe a cinque poltrone. Mentre due per parte andrebbero a Riformatori e Partito sardo. Badando soprattutto a soddisfare i territori, l'Udc sistemerebbe Giorgio Oppi, Sergio Milia e Roberto Capelli. Diversa la situazione dei Riformatori, per i quali non si discute l'incompatibilità fra le cariche di assessore e consigliere: Gianni Giagoni e Maurizio Onorato sono quindi i papabili, ma se Cappellacci dovesse chiedere un sacrificio al partito, la rosa si allargherebbe ai sei consiglieri regionali. Il Partito sardo vuole confermare Angelo Carta, affiancandogli un ex assessore di esperienza come Giacomo Sanna.

DENTRO IL PDL La mancata riunione del gruppo in Consiglio è stato un segnale forte, inedito, non certo ascrivibile solo ai dissidenti. Il commissariamento virtuale è un altro colpo alle certezze del partito guida della coalizione, dopo una tornata elettorale da dimenticare. Nelle prossime ore, il senatore romano Comincioli trasferirà al presidente Silvio Berlusconi le sue impressioni, al termine di un viaggio dentro il partito durato un mese. Da quell'incontro, nascerà un nuovo Pdl?



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permalink | inviato da simonespiga il 26/7/2010 alle 9:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 luglio 2010

Invito a comparire per Cappellacci

Tratto dall'Unione Sarda

di ANTHONY MURONI

Una vasta rete di contatti ai più alti livelli politici, imprenditori disposti a investire e prestanome pronti a firmare. Funzionari regionali da far nominare e da muovere come pedine, con l'obiettivo di realizzare profitti in maniera illegale. Questo e molto altro ancora, secondo i magistrati romani, dietro le mosse di Flavio Carboni a proposito dell'affare energie-rinnovabili in Sardegna. Il filone principale dell'inchiesta romana, quello che ha poi generato il fascicolo sulla presunta costituzione di una società segreta che mirava a condizionare politici e magistrati. Ieri un'altra novità: la Procura ha notificato al presidente Ugo Cappellacci e all'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis, un invito a comparire per l'interrogatorio. A Cappellacci è stato comunicato il suo status di indagato. «Andremo per dovere morale e istituzionale - ha spiegato il legale del governatore, l'avvocato Guido Manca Bitti -, anche se la contestazione è talmente generica che non consente di comprendere da cosa dobbiamo difenderci».

LE INDAGINI Nell'ordinanza che ha portato in carcere l'uomo d'affari originario di Torralba ci sono infiniti riferimenti e telefonate intercettate che riguardano l'assessore Asunis, il direttore dell'Arpas Ignazio Farris, l'ex consigliere provinciale Pinello Cossu e l'ex commissario dell'Ato Franco Piga. Tutti indagati per concorso in corruzione e abuso d'ufficio. Agli atti anche due telefonate del governatore: una con Carboni (al quale comunica la nomina di Farris all'Arpas) e un'altra con l'amico Piga, nel corso della quale annuncia di voler tagliare i ponti con il gruppo che da mesi esercita pressioni su di lui.

L'AVVIO L'indagine sull'eolico prende il via nel giugno del 2009, il periodo nel quale Carboni pensa di ottenere la nomina del suo amico Ignazio Farris alla direzione generale dell'Arpas (obiettivo raggiunto a settembre). Con che finalità? Condizionare le scelte dell'agenzia, che si occupa dello sviluppo sostenibile e ambientale, al momento del rilascio delle autorizzazioni. Di più: dopo la nomina di Farris, l'uomo d'affari di Torralba tiene costanti contatti con lui, allo scopo di ottenere l'approvazione di una legislazione regionale funzionale ai propri progetti.

LE TELEFONATE La prima telefonata sull'argomento viene registrata il 29 luglio, quando Carboni parla al telefono con l'allora consigliere comunale del Sulcis Pinello Cossu: « A me interessa solo cosa si è deciso, se si è deliberato Ignazio. Mi interessa solo che per Ignazio non si è ancora deciso niente ». Concetti che ribadisce due giorni dopo al telefono con Marcello Garau, consulente dell'Arpas: « Ora tocca a noi? - dice Carboni - tu sarai uno dei vice, su questo ci puoi contare.... Poi devo vedere Farris prima di te, per le nomine. Dobbiamo fare un piano operativo».

LA GIUNTA Il 5 agosto Carboni decide di rompere gli indugi e telefona al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, che lo rassicura: « Domani ci sarà la cosa delle Agenzie, la nomina delle Agenzie ». È la stessa telefonata nel corso della quale Verdini dice al suo interlocutore sardo: « Ti volevo ricordare anche del mio problema a Firenze sul giornale, ricordatene, eh ». Sono quelli i giorni nei quali due persone di fiducia di Flavio Carboni versano dei soldi sui conti del Credito cooperativo di Firenze, presieduto dal leader nazionale del Pdl. Il 6 agosto sembra sbloccarsi la questione dell'Arpas: l'assessore agli Enti locali Gabriele Asunis «comunica in termini allusivi a Carboni la notizia della nomina di Farris», scrive il Gip. Tanto che Carboni telefona all'interessato per comunicargliela. Ma si tratta di un nuovo falso allarme. Nel senso che per tutto il mese di agosto non arrivano atti ufficiali in materia. Carboni si innervosisce e chiama Verdini: « Sono in via Senato, ecco vedo Marcello ( Dell'Utri) con il giudice Lombardi, stiamo completando alcune cose. Dopo di che mi precipiterei a Firenze, se sei d'accordo. Ecco, ti è possibile chiamare il nostro Ugo, per sapere? Perché devo presentare le domande. Hanno cambiato la legislazione in materia, no? ».

LA NOVITÀ Che la nomina fosse funzionale ai progetti di Carboni lo si desume dal tenore della conversazione del 27 agosto. All'altro capo del telefono c'è Farris: « Io quelle domande non le presento finché non è chiarito quel discorso ». Ma l'intervento di Verdini ha evidentemente successo se, nel pomeriggio di quello stesso giorno, è il presidente della Regione Ugo Cappellacci a intrattenersi al telefono con Carboni: « È tutto a posto. Perché noi avevamo già assunto la... il provvedimento che ha efficacia dal primo settembre e quindi dal primo settembre è operativo ». Carboni, rassicurato dalla massima autorità regionale, prende e porta a casa. Chiama Farris e mette a punto i piani: « A questo punto dobbiamo accelerare l'altra questione noi, giusto? ». A gioire è anche Pinello Cossu, sempre nella serata del 28 agosto: « È stata provvidenziale la tua cosa di ieri mattina, il tuo intervento. L'essenziale è vincere, ogni gioco sotterraneo del personaggio che conosciamo. Ignazio è troppo contento. Speriamo che ce ne renda merito strada facendo, ma non ho dubbi. Ce ne darà dimostrazione, credo sia la persona giusta al posto giusto ».

LE SOCIETÀ A questo punto Carboni e i suoi presunti complici sono pronti a far partire il piano criminoso. Ignazio Farris il 20 settembre dice: « Ci rivolgiamo alla Regione con una delle nostre società. Nostra e loro, insieme ». E quando Carboni replica parlando di società miste, Farris lo corregge: « No, non fare una società mista, diciamo un'associazione temporanea d'impresa. Due società si presentano insieme per realizzare un parco » Il 9 ottobre Carboni tira di nuovo in ballo Cappellacci, parlando al telefono con Farris: « Proprio Ugo l'altro giorno a Roma ci ha detto che le istruttorie le fa l'Arpas ». Il direttore replica contento: « Vuol dire che ha recepito il mio pro-memoria ».

LA TRUFFA In una telefonata viene tirato in ballo il commissario dell'Autorità d'ambito Franco Piga. Farris lo indica come « uomo di totale fiducia di Cappellacci. Lui mi ha detto di parlare con lui di tutte queste cose, però ne volevo parlare con te, su cosa dirgli e cosa non dirgli ». In una conversazione della stessa serata, Franco Piga concorda un appuntamento con Carboni e Farris.

LA DELIBERA Incontri e telefonate si susseguono, mentre il gruppo d'affari attende che la Giunta approvi la delibera attesa. Provvedimento che non arriva e del quale Carboni parla al telefono con Farris anche il 21 ottobre, al termine di un vertice a casa Verdini, al quale avrebbe partecipato anche Cappellacci: « Abbiamo parlato di quei vuoti legislativi, sono stato fino a poco tempo fa con Ugo, capito? Gli ho detto che tu stai suggerendo quei vuoti legislativi ». Farris risponde di averne parlato il giorno prima con l'assessore Asunis e che il provvedimento dovrà essere preparato dall'ufficio legislativo della Regione: « Abbiamo visto questa cosa e ora ci vuole l'approfondimento di chi deve preparare la legge, perché devono evitare che questa legge abbia difetti. Pare che l'avvocato sia bravissima. è una signora. Deve evitare che la legge sia impugnata ».

LO STOP Ma qualcosa non gira per il verso giusto. E allora Carboni incontra Franco Piga e gli dà una copia delle delibere, così come lui vorrebbe fossero adottate: « Gli ho spiegato bene la questione - racconta a Farris - gli ho detto che siccome lui ha in rapporto diretto con Cappellacci, deve spiegare bene al presidente che non può fare promesse così, che poi gli si ritorcono contro di lui ». Ma non sembra cambiare molto. Dopo un altro vertice a casa Verdini (è il 26 novembre, partecipano Carboni, Dell'Utri, Martino e Cappellacci), l'uomo d'affari di Torralba è deluso: « Non è andata benissimo, secondo me ». Le bozze di delibera continuano a cambiare ma la situazione non si sblocca: se ne parla il 9 dicembre ancora a casa Verdini (presenti Farris, Garau e Carboni) e il 13 in Sardegna (presenti Carboni, Garau, Piga, Dell'Utri, Verdini e Cappellacci) e poi ancora il 20 gennaio a Roma, tra Verdini, Carboni e Cappellacci.

LA SVOLTA Quando il desiderio di Carboni sta per essere esaudito, argomenta il Gip, succede l'imponderabile: il 20 febbraio un quotidiano nazionale rende note intercettazioni telefoniche tra Verdini e Cappellacci. E tutto si blocca. Se ne trova traccia in due telefonate. Nella prima è Verdini a parlare con Carboni: « Mi costringono a essere anche maleducato, di non rispondere, non parlare. Non vorrei inguaiare anche te ». Nella seconda Cappellacci annuncia a Franco Piga che niente verrà fatto: è il 12 marzo, giorno nel quale la Giunta adotta le delibere che vietano i nuovi parchi eolici: « Con le delibere di oggi mi sono liberato delle pressioni, se la prendono in culo guarda, che se la prendono in culo, ci liberiamo da mille. A parte il fatto che secondo me questa è la soluzione che porta a un risultato concreto per la Sardegna. Io di essere sollecitato mattina, sera e anche di notte da chi ti chiede. Cioé lo sai bene, mi sono rotto i coglioni, da oggi in poi caro Franco mi dispiace, hanno abbassato la serranda, è chiusa la bottega... E andate a rompere i coglioni da un'altra parte, mi sono veramente rotto le palle ».

26 febbraio 2009

Cappellacci sul nucleare: «Dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. Berlusconi manterrà le promesse fatte»

CAGLIARI - Nessuna centrale nucleare in Sardegna. Dopo la firma dell'accordo italo-francese tra Berlusconi e Sarkozy Ugo Cappellacci, neopresidente sardo, mette i primi puntini sulle "i" ricordando al premier gli impegni presi. «State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. E comunque nessuna centrale in Sardegna: il presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta. Ricordo anche che l’accordo programmatico da me firmato con il Partito Sardo d'Azione recita: riconoscimento della esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia denuclearizzato». Cappellacci è intervenuto sull'argomento dalla sua pagina su Facebook, rispondendo alla domanda di un internauta sull'eventualità che in Sardegna vengano realizzate centrali nucleari. Mercoledì alcuni quotidiani nazionali avevano scritto che anche l'isola, e in particolare la piana di Arborea nell'Oristanese, è inserita nell'elenco dei territori candidati a ospitare una delle quattro centrali previste nell'accordo.

17 febbraio 2009

Il trionfo di Cappellacci. Pd, riunione dei vertici

tratto da L'Unione Sarda


Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Il dato pressochè definitivo arriva intorno alle 6 e mezza del mattino - 15 ore dopo la chiusura dei seggi - e assegna a Cappellacci il 51,90% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,9, un distacco di 9 punti che pesa come un ko. Crolla la coalizione di centrosinistra inchiodata al 38,62% contro il 56,71 del centrodestra. Ma Soru si conferma vincente nella leadership conquistando quasi cinque punti in più della sua coalizione. Cappellacci ne ha presi esattamente 5 in meno. Il Pdl diventa il primo partito nell'isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%). Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell'Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd'Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi). Nella casa degli avversari, netto balzo in avanti dell'Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all'attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%. I dissidenti del Psd'Az, invece, raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%. I Socialisti, cinque anni fa alleati con Soru, hanno fatto una corsa solitaria che li ha portati a superare di poco il 2% contro il 3,76 del 2004: una scommessa persa quella di rompere con il centrosinistra, perché il partito vede sfumare la possibilità di conquistare anche solo un seggio. L'Irs dell'indipendentista Gavino Sale si conferma intorno al 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale. Irrompe un inedito "partito", quello dell schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall'elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000). A risultato ormai acquisito, una prima proiezione dei seggi ne assegna 54 al centrodestra e 26 al centrosinistra per un totale di 80 consiglieri che andranno a comporre la nuova Assemblea regionale contro gli 85 della precedente legislatura. La schiacciante vittoria dello schieramento guidato da Cappellacci non fa infatti scattare il premio di maggioranza che determina l'eventuale aumento del numero minimo di 80 consiglieri previsto dalla legge. Nella nuova maggioranza 26 seggi verrebbero attribuiti al Pdl, 7 all'Udc, 5 ai Riformatori, 3 al Psd'Az, 2 a Sardegna Unita-Uds e 2 all'Mpa. Nello schieramento dell'opposizione 17 seggi andrebbero al Pd, 3 all'Idv, 2 al Prc, uno ai Rosso Mori, uno al Pdci e uno a La Sinistra. Rispetto al Consiglio regionale uscente, il rapporto si capovolge: nel 2004 il centrosinistra aveva ottenuto 51 seggi (grazie al premio di maggioranza) contro i 34 dell'opposizione.

CAPPELLACCI "La Sardegna è una terra particolare anche in materia di sondaggi evidentemente. E' successo semplicemente che i sardi hanno compreso attraverso la Sardegna reale quella con tanti problemi con una crisi senza precedenti rispetto ad una Sardegna virtuale che era quella che veniva rappresentata dal centrosinistra, un paese dei balocchi in realtà inesistente". E' la spiegazione di Ugo Cappellacci, neo presidente della Regione, rispondendo a "Panorama del giorno" su Canale5, a Maurizio Belpietro che gli chiedeva cosa fosse successo alla luce di sondaggi che fino all'ultimo lo davano perdente su Soru. Il neo Governatore ha aggiunto che i sardi hanno compreso che questi cinque anni sono stati veramente fallimentari e hanno scelto la proposta del centrodestra. "Poi hanno compreso che questa vicinanza , questa attenzione del presidente Berlusconi sulla quale si è tanto strumentalizzato - ha osservato - in realtà è una grandissima opportunità per la nostra terra e quindi hanno premiato questo". Cappellacci che ha ringraziato il premier ("per quello che ha fatto non in campagna elettorale e non solo in campagna elettorale ma per quello che sta facendo per la Sardegna") ha ribadito che il programma dei primi cento giorni sarà incentrato "sull'attenzione agli ultimi e quindi ai 190 mila disoccupati, ai 370mila sardi che vivono sotto la soglia della povertà, a quei cassintegrati che stanno diventando veramente un popolo. Poi metteremo mano a quelle norme che in questo momento hanno incatenato la Sardegna". In questo contesto rientreranno le modifiche al contestato piano paesaggistico:"lo modificheremo ma sempre in nome della tutela del territorio che è la nostra più grande e straordinaria risorsa". Infine, per la nuova Giunta ha annunciato tempi molto stretti. "Mi auguro entro una settimana - ha concluso - di aver già definito tutto.

PD Volti scurissimi stamattina nella sede nazionale del Pd dove il segretario Walter Veltroni ha riunito il coordinamento del partito per analizzare la sconfitta in Sardegna. Una sconfitta pesante sia per il risultato in sè sia perché arriva dopo il voto in Abruzzo e in un momento di tensione interna. Il vertice del Partito analizzerà il voto e cercherà di tracciare la rotta per i prossimi mesi. Alla riunione partecipano tra gli altri Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro.      

DI PIETRO "L'Italia dei Valori sale e il Partito Democratico scende, siamo l'unica vera forza di opposizione". Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, legge così il risultato delle elezioni regionali in Sardegna. Di Pietro non ha parole tenere nei confronti degli alleati di opposizione: "Il Pd - dice - non è nè carne nè pesce, noi abbiamo contrastato Berlusconi nelle istituzioni e nelle piazze. L'alternativa deve essere seria". Il leader dell'Idv candida il suo partito "alla guida di una coalizione che si rivolge ai cittadini senza etichette, che chiede consenso al Paese per dare un'alternativa alla dittatura sudamericana di Berlusconi e che guarda alla fasce deboli e alla tutela del lavoro".  
 


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20 gennaio 2009

REGIONE, Soru e Cappellacci, sfida a “Ballarò”

 Si confronteranno a “Ballarò”, il programma di Raitre condotto da Giovanni Floris, il governatore uscente della Regione Sardegna, Renato Soru, candidato per il centrosinistra, ed il suo sfidante, Ugo Cappellacci, che corre sotto le bandiere del Popolo delle Libertà.

(red) (admaioramedia.it)


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