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14 ottobre 2012

DIMISSIONI SUBITO!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. CAPPELLACCI DIMISSIONI

permalink | inviato da simonespiga il 14/10/2012 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

25 gennaio 2012

Spiga (An - Fli): Partita la mobilitazione regionale contro la Giunta Cappellacci



"Questa notte è partita la grande mobilitazione Regionale di Arcipelago Nazionale, Associazione aderente a Futuro e LIbertà contro la Giunta Regionale di Ugo Cappellacci con l'affissione dei mianifesti in cui si chiede le dimissioni del Governatore", afferma Simone Spiga, Coordinatore Regionale di Arcipelago Nazionale.
"Le località coinvolte dalla prima affissione sono state, oltre a Cagliari e Sassari, anche Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Selargius, Monserrato e Assemini, da domani si svolgeranno volantinaggi e a breve partirà una raccolta di firme tra i simpatizzanti e gli iscritti di Futuro e LIbertà per chiedere al partito di uscire dalla maggioranza di Ugo Cappellacci"..."tenendo presente che le motivazioni che portano i due Consiglieri Regionali di Fli a sostenere la maggioranza non si ritiene siano valide per stare dentro una maggioranza incapace di dare risposte ai sardi", incalza Spiga.
"In tanti dentro Fli ci chiediamo perchè Fini, eletto con il Pdl abbia fatto una scelta coraggiosissima uscendo dalla maggioranza e la stessa scelta non la possano fare i due Consiglieri Regionali che tra le altre cose erano all'opposizione fino a due mesi fa", denuncia Spiga.
"Senza dimenticare che lo scorso 3 Gennaio  è giunta la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d'ufficio nella vicenda P3, con l'ipotesi di aver nominato una persona all'ARPAS su indicazione di Denis Verdini e Marcello Dell'Utri e che tale nomina, per i Pm, sarebbe avvenuta: "in assenza di predeterminazione dei criteri oggettivi da seguirsi nella procedura, senza alcuna valutazione di merito comparativo e senza riguardo agli obiettivi della piena efficienza e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma sulla base di un provvedimento arbitrario", Afferma ancora Spiga.
"Arcipelago Nazionale si pone all'interno di Fli come anima critica ed è pronta ad azioni politiche di vario livello per rivendicare la propria posizione politica dentro e fuori da Futuro e Libertà, nel solo interesse di far crescere un Partito che oggi rischia di non essere capito dalla sua base elettorale", conclude Spiga.

21 gennaio 2012

Spiga (An - Fli) : Elezioni Subito in Sardegna


Nei giorni scorsi il sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore evidenziava il crollo del consenso di Ugo Cappellacci, risultando l'ultimo tra i Governatori delle Regioni e qualche giorno prima la Procura di Roma aveva chiesto il rinvio a giudizio per l'inchista sull'eolico che coinvolge Dell'Utri e Verdini, tra le altre cose al Governatore della Sardegna viene contestata la nomina alla carica di direttore generale dell'Arpa Sardegna di Ignazio Farris.  Secondo i Pm la nomina sarebbe avvenuta "in assenza di predeterminazione dei criteri oggettivi da seguirsi nella procedura, senza alcuna valutazione di merito comparativo e senza riguardo agli obiettivi della piena efficienza e del buon andamento della pubblica amministrazione, ma sulla base di un provvedimento arbitrario".
Ieri dentro la sua stessa maggioranza si sono sollevate critiche e la prossima settimana il Consiglio Regionale discuterà dell'esercizio provvisorio perchè non c'è ancora alcuna certezza sulla presentazione della Manovra Finanziara.
L'Alcoa ha annunciato la chiusura di Portovesme e il Ministro Passera non si presenta all'incontro, le O.O.S.S. proclamano sciopero e le Partite Iva sono pronte alla mobilitazione, ma la Giunta Regionale è totalmente assente dalle decisioni che riguardano i sardi.
"La situazione è drammatica e il fatto che il Consiglio Regionale discuta sull'esercizio provvisorio dimostra che è falllimentare la politica di questo pseudo centro destra, la Sardegna ha bisogno di sceltre coraggiose, di idee chiare e di collaborazione tra le categorie sociali, ma questa Giunta è incapace davanti alla drammatica situazione", afferma Simone Spiga, Coordinatore Regionale di Arcipelago Nazionale, movimento aderente a Futuro e Libertà.
"Il 31 gennaio l’assemblea regionale dei quadri e delegati dei settori produttivi di Cgil, Cisl e Uil si ritroveranno  a Nuoro, poi una fiaccolata contro emarginazionazione e la povertà il 10 febbraio a Cagliari, sono queste le prime iniziative delle Organizzazioni Sindacali per chiedere un totale cambio di rotta, ma questo non basterà se non ci sarà nella testa dei Consiglieri Regionali la convinzione che le elezioni anticipate sono l'unica strada per risollevare la Sardegna", denuncia Spiga.
"Arcipelago Nazionale aderirà alla fiaccolata del 10 Febbraio presentata nei giorni scorsi dai Segretari Generali Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca ed esorta  il Gruppo Consiliare di Futuro e Libertà in Consiglio Regionale ad uscire immediatamente dalla maggioranza che non rappresenta in alcun modo il volere dei sardi e di aprire urgentemente un tavolo con tutte le forze politiche autonomiste, oltre al Terzo Polo per sfiduciare Cappellacci e costruire un grande progetto identitario per il futuro della Sardegna", conclude Simone Spiga.

1 agosto 2011

Dai Ugo, la Sardegna te lo chiede, dimetitti!

Dice di avercela con il Governo Nazionale, dice che la Sardegna èstata umiliata e per questo ha preannunciato di voler restituire la tessera del Pdl, si proprio lui, quello che candidato al Comune di Iglesias ha ottenuto 39 voti e poi da allora solo nomine e nessun peso elettorale fino al Febbraio del 2009 quando è stato imposto come candidato alla Presidenza della Regione.

Passando i suoi anni prima da Assessore Regionale nella disastrosa Giunta Masala e poi Assessore al Comune di Cagliari, fino all’imposizione di Silvio Berlusconi. Lo stesso che fino a tre giorni prima di questa sua ultima sparata diceva del Governo Berlusconi solo bene ed è lo stesso che non più di una settimana fa ha incontrato a Roma il Sottosegretario Letta, i Ministri Romani,  Fitto e Matteoli che in quell’occasione ha elogiato l’azione del Governo, come ha affermato il Ministro Matteoli proprio ieri.

Ugo Cappellacci dal 2001 al 2003 è stato, inoltre, Presidente della Sardinia Gold Mining, la stessa società che ha procurato un grave disastro ambientale nella zona di Furtei, ma è anche componente dell’Ufficio di Presidenza della Conferenza delle Regioni edelle Province Autonome, nonché membro titolare del Consiglio Nazionale dell’AICCRE (Associazione Italiana dei Comuni, delle Province, delle Regioni e della altre comunità locali), in seno al Comitato delle Regioni di Bruxelles, è membro titolare nel Bureau di Presidenza del CdR, membro titolare del Bureau del gruppo politico EPP (PPE - Partitolo Popolare Europeo), nonché membro titolare della Commissione CIVEX (Commission for citizenship, governance, institutional and external affaires) e della Commissione ENVE (Commission forthe environment, climate change and energy) della quale, dal marzo 2010, è il Primo Vice Presidente per il mandato 2010-2015.

Tutti importanti incarichi, ma non è tutto, infatti negli ultimi mesi, esattamente il 15 Maggio 2010 viene indagato per una presunta corruzione nell'aggiudicazione degli appalti dell'energia eolica sull'isola.

In questi tre anni nessuno si è accorto dell’esistenza di Cappellacci alla Presidenza della Regione e l’economia è caduta sempre più in basso, come dimostrato dai principali dati economici.

Caro Ugo, non serve annunciare la restituzione della tessera, serve un azione chiara e forte, dimettiti!


Simone Spiga

13 luglio 2011

Mafia: Granata, Romano si dimetta


ROMA - ''Nella settimana che ci avvicina alla commemorazione del sacrificio di Paolo Borsellino e' intollerabile che il Governo abbia un ministro imputato di concorso esterno in associazione mafiosa''. Lo dichiara in una nota il vicepresidente della commissione antimafia, Fabio Granata. ''Fli chiede che il ministro si dimetta immediatamente. In caso di mancate dimissioni presentera' una mozione e chiedera' che si esprima il Parlamento.

25 marzo 2011

ROMANO DIMETTITI

5 luglio 2010

Aldo Brancher si e' dimesso

MILANO- Il ministro Aldo Brancher ha annunciato nell'aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell'ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Nell'anticipare le sue "dimissioni irrevocabili" da ministro "al fine di consentire una rapida chiusura della vicenda che mi riguarda", ha chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato. Nel corso della breve dichiarazione spontanea Brancher ha spiegato al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che "la mia presenza è un segno di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza".

QUI DIFENDO MIA INNOCENZA,BASTA STRUMENTALIZZAZIONI - Aldo Brancher in tribunale a Milano ha detto di essere venuto in aula per difendere la sua innocenza e ha spiegato ai giudici di aver fatto una scelta "prima di tutto nel rispetto dalla mia famiglia e anche perché finiscano le strumentalizzazioni e le speculazioni". E' questo un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, dell'ormai ex ministro Aldo Brancher che oggi alla ripresa del processo per il tentativo della scalata ad Antonveneta in cui è imputato insieme alla moglie, ha anche preannunciato le sue dimissioni da ministro. Brancher nel comunicare di aver rinunciato al legittimo impedimento ha detto: "pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perché finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni". Poi ha confermato la rinuncia al legittimo impedimento già annunciata dai suoi legali, le dimissioni da ministro e la scelta del rito abbreviato incondizionato.


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permalink | inviato da simonespiga il 5/7/2010 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 giugno 2010

Cagliari, Farris rinuncia al seggio: l'opposizione è senza il suo leader

l candidato presidente: no ai doppi incarichi. L'assessore comunale a Personale e Affari legali ha scelto di conservare il suo posto nella giunta guidata da Floris.

Ormai è ufficiale: Giuseppe Farris, assessore comunale al Personale e agli Affari legali, candidato alla presidenza della Provincia per il centrodestra alle elezioni dello scorso 30 e 31 maggio, non siederà sui banchi dell'assemblea di Palazzo Regio.

DIMISSIONI Il leader dell'opposizione in pectore ha già preso contatto con il segretario generale dell'amministrazione provinciale per manifestare la sua intenzione, tanto che molto probabilmente la sua surroga (a subentrargli dovrebbe essere Vittorio Monni, dell'Uds, originario di Burcei) sarà ufficiale ancora prima della seduta di insediamento.

LE MOTIVAZIONI «Credo che la mia sia una scelta assolutamente coerente con quanto da me affermato nel corso non solo dell'ultima e intensa campagna elettorale ma anche della mia precedente esperienza politica - commenta l'assessore Farris - sono stato sempre contrario ai doppi incarichi, anche perché convinto che ogni impegno debba essere portato avanti con serietà e dedizione». A questo punto il dado è tratto e il centrodestra dovrà cercarsi un altro leader, che avrà il ruolo di guidare l'opposizione al riconfermato presidente della Provincia Graziano Milia: «Non credo ci saranno problemi - conclude Farris - abbiamo tanti giovani e volenterosi esponenti di tutte le liste, che potranno fare un ottimo lavoro, non solo di contrasto ma anche a livello di proposte costruttive».

GLI EFFETTI La decisione era nell'aria e comporterà un inevitabile rimescolamento negli equilibri all'interno del centrodestra cittadino. Nel senso che sia all'interno del Pdl (ma nel caso del Comune sarebbe più corretto parlare di Forza Italia e Alleanza nazionale, che non si sono mai fuse nel soggetto politico che a livello nazionale ha visto la luce oltre due anni fa) che negli altri partiti della coalizione si era iniziato a parlare di successione a Farris nella giunta guidata da Emilio Floris.

LA RIMONTA Il ribaltone nel ballottaggio ha allontanato una possibilità che, dopo il primo turno, era sembrata concretissima. C'è da ricordare, infatti, che in occasione delle elezioni del 30 e 31 maggio Farris sfiorò l'elezione diretta, sfiorando il 47 per cento. Mentre il suo rivale, in quell'occasione, si fermò al 33. A incidere, nel turno di ballottaggio, la crescente disaffezione rispetto alle urne (soprattutto tra gli elettori di centrodestra) e la spaccatura con l'orbita della lista Massidda. I voti del senatore del Pdl, che si era presentato con una coalizione tutta sua, non si sono infatti riversati sul candidato ufficiale del centrodestra.


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permalink | inviato da simonespiga il 24/6/2010 alle 9:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 giugno 2010

Pdl, l'analisi di Piergiorgio Massidda: "Pre-primarie e commissariamento"

Pre-primarie in autunno per la scelta dei candidati nella coalizione di centrodestra ed il commissariamento del Pdl sardo perché "ce lo siamo meritato". E' questa l'analisi politica del voto delle provinciali in Sardegna da parte del senatore Pdl Piergiorgio Massidda che mette sul banco degli imputati uno dei coordinatori regionali del Popolo della libertà, Salvatore Cicu

"Non credo che nessuno debba essere sacrificato, ma Berlusconi ha ricevuto tre relazioni da parte mia e l'ultima relazione aveva annunciato quello che è accaduto - ha spiegato Massidda - io sono membro del Pdl ed intendo starci dentro per democraticizzare il partito, ma sono pronto a mettermi da parte se lo fanno tutti quelli che hanno la mia stessa storia politica. I vincitori morali siamo noi, cioè quel mondo di centrodestra e centrosinistra che ha detto basta e quelli che non avrebbero mai votato nè Farris nè Milia - ha detto ancora Massidda - il grande sconfitto di questa campagna si chiama Salvatore Cicu che è molto bravo come politico, ma un disastro come dirigente". Massidda si è detto "non felice che si arrivi al comnmissariamento, ma non ci si può assolvere dicendo che la colpa è di tutti e poi pensare che si vada avanti senza processi".

27 aprile 2010

Oristano, caos in consiglio comunale,Angela Nonnis furibonda: mi dimetto

Il sindaco spara a zero sugli alleati che bocciano la proposta di discutere il Puc: mi avete messo ko. «Vicino a me politici senza etica ma la città vi punirà»

Consiglio di fuoco ieri con il sindaco incontenibile e fortemente amareggiato. «Mi avete messo all'angolo, forse perché chi dovrebbe sostenermi non condivide le logiche di trasparenza, legalità».

Angela e demone. Accusa e va contro tutti. Evita il pianto. Stringe i denti. Poi si dimette. «Non ho più una maggioranza, questo mi impone di uscire di scena». Tono fermo, rabbia e amarezza disegnate sul viso. Il sindaco Angela Nonnis lascia dopo una rottura netta con quasi tutto il consiglio comunale sul Puc, o meglio sulle date e il calendario dei lavori. Sette giorni di differenza che (forse) manderanno in fumo una legislatura e un Piano urbanistico ormai a un passo da un'approvazione condivisa, dopo che la città è da quaranta anni che aspetta. «Corto circuiti della politica - ha detto il sindaco in aula - ma non sono l'unica responsabile di questa disfatta. Ha prevalso una politica becera che non mi appartiene e che Oristano non merita».

IN AULA La cronaca del crollo è concitata. Il volto scuro del sindaco di inizio seduta non promette nulla di buono. In tanti, dopo lo strappo di venerdì scorso quando la maggioranza l'aveva praticamente sfiduciata decidendo per il rinvio del Puc al 7 maggio (il sindaco Nonnis e l'assessore Ledda pretendevano la discussione entro il 30 aprile), si aspettava subito le dimissioni. E invece a sorpresa inizia la relazione sul bilancio. Tailleur nero, intonato all'umore, Angela Nonnis elenca progetti e programmi per il futuro che sembrano escludere decisioni drastiche. Poi il colpo di scena. «Potrei fare tutto questo se avessi una maggioranza che mi sostiene, ma spesso vengo misconosciuta, abbandonata forse perché chi dovrebbe sostenermi non condivide le logiche di trasparenza, legalità e imparzialità». E via un j'accuse contro gli alleati, ma anche contro la minoranza.

L'AFFONDO «Devo dire cose che pesano come macigni». Incontenibile, non fa sconti. «In campagna elettorale dissi che avrei approvato il Puc nei primi tre anni, ma per poterlo fare ho bisogno di una maggioranza e di una minoranza che non mi mettono sempre all'angolo». Ricorda di aver sollecitato al rientro dalla convalescenza di parlare subito di Piano urbanistico «in intergruppo ho chiesto di approvarlo entro aprile e mi era stato detto di si, ma poi sono stata letteralmente fischiata e messa a bordo ring». Da qui la scelta della convocazione urgente «metodo legale» per il sindaco, ma «prova di forza» agli occhi del consiglio che, esclusi quattro, aveva già deciso per la data del 7 maggio.

«L'insensibilità dei più ha voluto che si andasse contro la mia richiesta di iniziare subito almeno con la relazione dell'assessore - va avanti - Forse si sarebbe dovuto avere un po' più di rispetto per il sindaco considerato il momento». Poi l'affondo: «Non voglio fare lezioni di etica a nessuno, ma mi viene difficile stare accanto a persone che si comportano in questo modo, che peccano anche dal punto di vista morale e mancano di responsabilità verso la città. Il Puc non posso approvarlo da sola».

LA ROTTURA Alla fine l'estremo tentativo. «Chiedo ai capigruppo di maggioranza e minoranza di iniziare ora l'esame del Puc. Riunitevi e decidete. Poi io prenderò le mie decisioni». Seduta sospesa, dietro le quinte si cerca un accordo ma il clima è teso. La sensazione è che ormai il giocattolo si sia rotto: accuse pesanti che in pochi digeriscono. Ma soprattutto nessuno intende fare retromarcia. E infatti il sindaco continua a insistere per convocare l'assemblea sul Puc il 29 aprile, i capigruppo rispondono picche. Si va avanti con la decisione già presa dal Consiglio per parlarne a maggio. «Cosa cambiano sette giorni? - si interroga l'indipendente Antonio Scanu - Il sindaco non ci dà chiarimenti per questa fretta». Attesa estenuante, Angela Nonnis rientra in aula molto provata e tesa. Poche battute con l'assessore Salvatore Ledda, poi la chiusura.

LA FINE «La linearità che mi ha sempre contraddistinto mi impone le dimissioni» e il tono fermo quasi le si spezza in gola. Sono circa le 20.30 di una serata elettrica, in cui si è visto di tutto, dagli applausi del pubblico agli abbracci passando dai pesanti attacchi. «So di avere la coscienza a posto, ho dato tutto il contributo possibile - dice- io ci ho creduto e mi dispiace per la città. La gente quando vuole sa premiare e sa punire, sarà punito chi probabilmente ha sbagliato».

15 ottobre 2009

Il consigliere regionale Giorgio Locci (Pdl) contro l’ingresso in Giunta dell’Udc nel Sulcis

Chiede a Pierfranco Gaviano di togliere il disturbo e ricorda a Giorgio Oppi che i ribaltoni al Pdl non piacciono. Giorgio Locci, consigliere regionale del Popolo delle Libertà, apre ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale.
Fa capire senza mezzi termini che «il Pdl – come si legge in un comunicato diffuso ieri – non accetterà mai un percorso che porti a un candidato presidente eletto con i voti degli elettori del centrosinistra e sostenuto da chi ha ricevuto un mandato elettorale opposto. Chi dovesse farlo, seppure a titolo personale, si pone automaticamente fuori dal partito».
La situazione politica si ingarbuglia sempre di più dopo l’ingresso nella Giunta di assessori di centrodestra, in particolare dell’Udc.
Il presidente Gaviano è sostenuto da una solida maggioranza trasversale e non dovrebbe avere problemi per portare a termine la legislatura. Alcuni partiti, come i Riformatori, e adesso il Pdl prendono le distanze, ma in Consiglio il presidente ormai può contare sul sostegno del centrodestra. Il 24 aprile scorso il Bilancio venne approvato anche con i voti favorevoli di Mario Corongiu (Riformatori), Antonio Vigo (Udc), Gianni Carboni (Pdl) e Alessandro Masciarelli (Pdl).
«Oggi – sottolinea Giorgio Locci – in assenza di una maggioranza di centrosinistra, noi dovremmo accettare, in aperto contrasto con i nostri principi, un ribaltone in piena regola con l’ingresso in giunta di un esponente dell’Udc e con un appoggio politico del suo partito di riferimento. Noi vorremmo, invece, che l’Udc avesse un atteggiamento di ferma coerenza, come giustamente l’onorevole Oppi ha avuto a livello regionale per esempio nel momento della nomina dei commissari delle Asl, dove ha posto la pregiudiziale, da me condivisa, nei confronti di persone che avessero ricoperto incarichi nella gestione della sanità per conto del centrosinistra».

14 ottobre 2009

Il Fronte Identitario Gonnesa chiede le dimissioni del Presidente della Provincia del Sulcis

30 giugno 2009

Inchiesta Bari: Gli assessori pugliesi rimettono il mandato

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani. Lo ha annunciato poco fa lo stesso Vendola ai giornalisti.


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7 maggio 2009

La Noli si deve dimettere

6 maggio 2009

La Circoscrizione n°4 del Comune di Cagliari chiede le dimissioni dell'Assessore Noli

La Commissione Decentramento del Consiglio della Circoscrizione n°4, in merito alle dichiarazioni manifestate dall’Assessore al Decentramento del Comune di Cagliari, Dott.sa Daniela Noli, in data 29 Aprile 2009 sul quotidiano Il Sardegna, ritiene che le opinioni espresse dalla stessa siano in assoluto contrasto con la carica da questa ricoperta e pertanto chiede al Sindaco di Cagliari, Dott. Emilio Floris la revoca della delega riguardante il Decentramento.

In particolare si ritiene particolarmente grave che l’Assessore non distingua tra funzioni proprie e quelle delegate.

La Commissione chiede urgentemente, al Presidente Dott. Alessandro Sorgia, la convocazione del Consiglio della Circoscrizione al fine di prendere una posizione in merito, a tale adunanza sarà gradita la presenza dell’Assessore Noli.

Cagliari, addì 6 Maggio 2009

 

La Commissione Decentramento

Sergio Mascia (Presidente)

Mario Firinu (Componente)

Simone Spiga (Componente)

18 dicembre 2008

SORU VATTENE


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26 novembre 2008

Il Centro Sinistra sardo ha fallito!





Domani mattina sarò il momento per un maggiore approfondimento della notizia e per una riflessione politica.

Notte

Simone


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25 novembre 2008

Soru si dimette e noi festeggiamo...

Il presidente della Regione Renato Soru si è dimesso in Consiglio regionale. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge Urbanistica. Con un breve discorso pronunciato alle 21 e 46 Soru ha spiegato le sue ragioni: "Manca la fiducia della maggioranza, in queste condizioni non si può governare. Siamo in un momento di crisi, ma pur essendo consapevole di questa situazione la cosa migliore da fare è essere chiari con i sardi e verificare lo stato della maggioranza". Poi ha spiegato: "Non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica. Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me". Soru ha detto che domani mattina formalizzerà la scelta e che utilizzerà i prossimi giorni per valutare la situazione, difendendo il suo operato. "Ho servito con tutta l'onestà possibile di cui sono capace, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo - ha detto - di servirlo anche oggi con la mia decisione". 


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24 novembre 2008

Lazio, Di Carlo rimette delega sui rifiuti dopo il fuorionda su «Report»

 ROMA - È pronto a riconsegnare al presidente Piero Marrazzo la delega sui rifiuti. Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa della Regione Lazio, annuncia la sua decisione all'indomani della puntata di "Report" dedicata al piano rifiuti nel Lazio. «La situazione non permette che deleghe così importanti siano gestite da un ingenuo» spiega l'esponente del Pd. Tutto nasce da alcune frasi "fuorionda" trasmesse durante la trasmissione di Milena Gabanelli: in un modo decisamente colorito, Di Carlo parla dei suoi rapporti con Manlio Cerroni, il gestore della discarica di Malagrotta. «Vengo dipinto come un volgare maneggione, probabilmente anche corrotto - spiega Di Carlo - Sono una persona onesta, sono solo un ingenuo. Ho risposto per due ore a domande sul piano rifiuti del Lazio, sui gassificatori di Roma e Albano, sugli inceneritori di San Vittore e Colleferro, sulle discariche di Roma, Guidonia, Viterbo, Latina, Roccasecca, Colleferro, Civitavecchia e Bracciano, sulla raccolta differenziata, e non mi sono accorto che all'intervistatore di tutto questo non importava nulla».

Video: Di Carlo, Cerroni e le code alla vaccinara (da Report)

RACCONTATO COME UNA MACCHIETTA - Di Carlo prosegue nel suo racconto spiegando che «finita l'intervista, e apparentemente spente le telecamere, per un'altra ora gli ho parlato in modo intollerabilmente volgare purtroppo, e me ne scuso, della storia di amicizia tra me e l'avvocato Cerroni. L'ho fatto perché conosco l'intervistatore da 20 anni. Ho visto che nella trasmissione sono state utilizzate solo quelle frasi che consentivano di raccontarmi come una macchietta. Quindi - aggiunge - con la mia ingenuità ho contribuito ad alimentare questo clima di sospetti».

IL FUORI ONDA - A proposito del suo rapporto con Cerroni, Di Carlo - durante il fuori onda trasmesso dal programma condotto dalla Gabanelli - afferma: «A tutti e due ci piace andare a mangiare, che c….o ne so, la coda alla vaccinara, capito? Nel mondo che vive lui, co chi c…o ce va, co' Caltagirone a mangiare la coda alla vaccinara? Lui non ce l'ha sostituti. Non ce l'hai una soluzione, no? Tuo nipote c'ha 14 anni, te ce n'hai 82, quanto c…o pensi di campare ancora? Cioè quanto pensi di campare lucido?». L'intervistatore gli chiede: lui (Cerroni, ndr) ti ha chiesto di sostituirlo? Risposta: «No di sostituirlo, lui aveva visto che io non m'ero candidato alla Camera, non avevo seguito Rutelli, nel 2001, e quindi mi disse: "Perché non te ne vieni a lavorare con me?". No, io se fossi andato a lavorare con lui gli avrei chiesto la televisione, cioè ormai la politica la fanno i giornali no? La fanno i giornali e la televisione, i politici sono degli utili idioti!».

REAZIONI - Il caso Di Carlo ha sollevato una vera e propria bufera. In una nota congiunta del gruppo federato "La Sinistra", Prc, Verdi e Sd affermano che la restituzione della delega è «un atto dovuto: quanto accaduto è oggettivamente incompatibile con un incarico istituzionale delicato e importante». Bruno Astorre, assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, difende invece il collega: «Conosco Mario Di Carlo, la sua storia personale e politica. La sua amicizia è per me un fatto positivo. Gli riconosco le doti della lealtà, della franchezza, della trasparenza di comportamento». L'opposizione attacca: «Mario di Carlo si dimetta da assessore - chiedono il capogruppo di Alleanza nazionale alla Regione Lazio, Antonio Cicchetti e il consigliere Francesco Lollobrigida -. Dopo le ammissioni inequivocabili ascoltate nella trasmissione "Report", che dimostrano i suoi coloriti rapporti con l'indiscusso leader del sistema dei rifiuti nel Lazio, crediamo non sia sufficiente la rinuncia alla sola delega ai rifiuti, che peraltro non capiamo quando gli sia stata attribuita». Il coordinatore regionale e Capogruppo di FI alla Regione Alfredo Pallone e il Consigliere regionale di FI Massimiliano Maselli chiedono un Consiglio straordinario: «Marrazzo farebbe bene ad accettare le deleghe rimesse da Di Carlo e quest'ultimo, sebbene sia solo una pedina di uno scacchiera ormai disordinata, dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi anche dal suo ruolo di assessore».

29 ottobre 2008

nè rossi nè neri ma solo liberi pensieri

I due video pubblicati nei precedenti post evidenziano alcuni aspetti sui quali anche il Ministro dell'Interno dovrebbe risponderci, infatti mi chiedo perchè la Polizia di Stato non è intervenuta prima dell'aggressione, c'era tutto il tempo per dividere le frange e non si sarebbero avuti questi scontri e il secondo aspetto più grave riguarda la scelta del Questore di Roma di arrestare i ragazzi del Blocco Studentesco facendo scappare la teppaglia antifascista..
Questo è un motivo valido per chiedere che il Questore di Roma si dimetta perchè incapace a controllare, prevenire e impedire aggressioni a studenti.

Simone

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