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30 dicembre 2012

LISTA PAOLA MUSU

21 aprile 2008

Alcune considerazioni del dopo elezioni

alcune considerazioni da faber2008.blogspot.com

In questa campagna elettorale si è sentito di tutto. Prima qualcuno ha parlato di `voto utile´, poi di `voto disgiunto´. Si è affacciato timidamente anche il `voto inutile´. Da anni conosciamo il `voto di protesta´ ed il `voto di scambio´. Ancora mancava il `voto degno´, ma non si è fatto attendere.
L´operazione è di alcuni esponenti della comunità ebraica romana che hanno `intimato´ ad Alemanno di non accettare alcun apparentamento con la lista La Destra-Fiamma tricolore per il ballottaggio a Sindaco di Roma.
Sentir riecheggiare in campagna elettorale la persecuzione contro gli ebrei e le leggi razziali degli anni ´30 (a proposito, qualcuno sa dire quante volte chi milita a destra, affinché sia valida, deve esprimere la condanna per un capitolo di storia patria di settant´anni fa?) desta qualche perplessità, soprattutto in merito all´attinenza. Un dubbio sorge spontaneo... Che si tratti del consueto uso strumentale della storia per incidere sulla politica e porre un´ipoteca sulla libera scelta dei cittadini?
Se così non fosse, considerando che il regime comunista sovietico ha avuto grosse responsabilità sulla morte di numerosi ebrei nell´Urss (lo scrittore russo Arkady Vaksberg nel suo volume "Stalin contro gli ebrei" sostiene che gli ebrei eliminati da Stalin siano stati «presumibilmente cinque milioni») perchè non chiedere a Rutelli di rifiutare i voti di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani, conclamati eredi di quella tradizione? Oppure - se Riccardo Pacifici, Tullia Zevi & C. non avessero buona memoria - potrebbe essere la comunità ucraina in Italia a prendere posizione contro il candidato Sindaco del Pd, infatti negli anni ´30 furono almeno 7 milioni le vittime del genocidio di quel popolo perpetrato dalla Russia stalinista.
Non è sufficiente? Allora, diritto di parola alla comunità armena (nel 1915-16 ha subito uno sterminio di oltre un milione ad opera dei turchi) che potrebbe contestare Alemanno perché il Pdl è favorevole all´ingresso della Turchia nella Unione Europea. Indegno sarebbe trascurare i nostri connazionali istriano-dalmati, che - prima vittime dei partigiani comunisti del maresciallo Tito nelle foibe, poi protagonisti dell´esodo con totale privazione dei propri beni da parte della Jugoslavia 'rossa' - avrebbero avuto ottimi motivi per fare appelli eterni al voto anticomunista, ma che si sono sempre riservati di esercitare la loro scelta nel segreto dell´urna. Infine, se avessimo una consistente comunità cecena, questa avrebbe potuto ricordare che Vladimir Putin (loro peggior nemico, detto con un abile eufemismo) vanta una consistente amicizia col Cavalier Berlusconi, fino ad essere omaggiato di uno spettacolo live del Bagaglino.
Per evitare lo scatenarsi delle infinite recriminazioni storiche e l´avvio di una serie incrociata di veti, sarebbe opportuno consegnare definitivamente la storia alla ricerca storica, senza consentire che le vicende del passato possano condizionare le preferenze elettorali di chi sceglie i propri futuri amministratori tra coloro che si affrontano legittimamente nella loro diversità. Ma la storia costantemente percorsa a senso unico, al fine di utilizzarla come una spada di Damocle sulla testa degli Italiani, e l´influenza sulla vita sociale ed economica del Paese - oltre al numero cospicuo dei suoi elettori - della comunità ebraica non mi rendono fiducioso.


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15 aprile 2008

Adieu mes communistes!!


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15 aprile 2008

Siamo così convinti della vittoria della Pdl?

I dati sono sempre interpretabili, ma i risultati con le rispettive percentuali no!
Ora ad un totale di 60245 sezioni scrutinate su 61062 della Camera dei Deputati, possiamo senza interpretazioni discutere sui numeri che non sembrano sostenere la tesi del grande risultato del Popolo della Liberta, anzi!
Se oggi con 13.380.569 voti il Pdl si attesa al 37,24 % risultando il primo partito, dobbiamo ricordare che nel 2006 il totale dei voti e della percentuale di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Alternativa Sociale ottenevano 14.011.456 voti per una percentuale del 36,73%.
In parole povere aver buttato al cesso un grande Partito come An e aver creato dal nulla un contenitore ha portato un aumento dello 0,51%.
MIRACOLO!!!! Grazie Gianfranco Fini, Grazie Silvio Berlusconi...
ma questo dato va scorporato per ogni singola città della nostra nazione per verificare come le cose sono andate.
I dati che ho calcolato riguardano 19 città italiane ed escludo da questo dato Palermo, Catania e Roma perchè non sono state scrutinate tutte le sezioni.
Partiamo dal Nord e arriviamo al profondo Sud
Chiaramente nei dati del Nord si scorporano i voti della Lega Nord che è l'unico vero partito vincitore di questa tornata elettorale.


TRIESTE
PDL                                             50.515 voti pari al 40,23
FI+An+Alt.Soc.  (2006)              61.346 voti pari al 44,26

GENOVA
PDL                                            181.922 voti pari al 33.50
FI+An+Alt.Soc.  (2006)              191.849 voti pari al 31,95

TORINO
PDL                                            167.556 voti pari al 31.57
FI+An+Alt.Soc.  (2006)              188.419 voti pari al 32,42

MILANO
PDL                                            283.9612 voti pari al 36,88
FI+An+Alt.Soc.  (2006)              339.435  voti pari al 41,13

BOLOGNA
PDL                                             67.393 voti pari al 27,07
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               77.155 voti pari al 28,68

VERONA
PDL                                             40.502 voti pari al 24,92
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               63.153 voti pari al 36,65

LATINA
PDL                                             44.737 voti pari al 57,27
FI+An+Alt.Soc.  (2006)              46.698 voti pari al 56,93

RIETI
PDL                                             13.072 voti pari al 43,28
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               13.128 voti pari al 40,80

ANCONA
PDL                                             19.495 voti pari al 30,83
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               20.285 voti pari al 29,60

FIRENZE
PDL                                             68.599 voti pari al 29,44
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               71.554 voti pari al 28,49

PERUGIA
PDL                                             33.608 voti pari al 32,72
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               36.167 voti pari al 33,66

POTENZA
PDL                                             14.979 voti pari al 3488
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               14.765 voti pari al 31,99

PESCARA
PDL                                             35.235 voti pari al 43,46
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               33.826 voti pari al 40,55

REGGIO DI CALABRIA
PDL                                             49.005 voti pari al 50,91
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               44.343 voti pari al 41,62

NAPOLI
PDL                                             236.669 voti pari al 45,44
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               214.786 voti pari al 37,01

BARI
PDL                                             93.212 voti pari al 47,56
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               94.687 voti pari al 45,13

CAGLIARI
PDL                                             42.720 voti pari al 43,66
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               41.981 voti pari al 39,46

SASSARI
PDL                                             29.942 voti pari al 39,03
FI+An+Alt.Soc.  (2006)               28.854 voti pari al 34,76

14 aprile 2008

Stranezze e drammi nei seggi: morti, cinghiate in faccia e schede sparite

ROMA - Il lato oscuro delle elezioni politiche. Quello dei fatti strani, in alcuni casi drammatici, accaduti nel pressi delle cabine elettorali; come la morte di uomo di 71 anni in un seggio ad Agugliano (Ancona), presumibilmente per un infarto. C'è anche chi ha preso a cinghiate in faccia un elettore il cui telefonino ha iniziato a suonare nel seggio con un motivetto inneggiante a Forza Italia, chi ha votato per la prima volta a 87 anni, chi ha restituito le schede perché già segnate, chi ha fotografato la scheda dopo aver votato. E poi c'è il caso-Palermo, dove sono sparite da un seggio cento schede bianche, già timbrate. E non sono mancate le note «di colore»: in Sardegna si è recata regolarmente al seggio la coppia più longeva d'Italia, mentre in Calabria ha votato un'elettrice di 104 anni; un disabile ha votato dentro un pullmino dei servizi sociali; hanno votato anche i ragazzi del «Grande fratello».

CINGHIATE IN FACCIA - Ha reagito violentemente, un elettore di Modena, al trillo di un cellulare lasciato fuori dalla cabina da un altro votante: la suoneria infatti, un motivetto inneggiante a Forza Italia, non gli è piaciuta e perciò si è sfilato la cintura e ha colpito il proprietario del telefono al volto. Il malcapitato lo ha poi denunciato ai carabinieri.

SCHEDE SPARITE - Il presidente di un seggio palermitano ha denunciato la scomparsa di 100 schede elettorali del Senato, ancora in bianco ma già timbrate. Sull'episodio indaga la Digos. Altri casi di schede sparite sono stati segnalati, sempre in seggi del capoluogo siciliano, secondo quanto ha denunciato un candidato dell'Idv.

MATITE CANCELLABILI - In una sezione palermitana e in alcuni seggi genovesi, si è scoperto che le matite in dotazione per il voto non erano indelebili. Ma le operazioni di voto, almeno a Genova, sono andate avanti ugualmente.

FOTO CON I CELLULARI - Tante le denunce per aver fotografato le proprie schede dopo aver votato. Un fenomeno che ha riguardato tutto il territorio nazionale: è successo a Cuneo, a Falerna (Catanzaro), a Macerata, nel viterbese, in provincia di Rovigo e nel trapanese. A pochi minuti dalla chiusura delle urne, su Youtube è anche spuntato il video di un elettore che si firma «italianostanco» e mette a disposizione di tutti un breve video (11 secondi in tutto) fatto col cellulare nella cabina elettorale, intitolato «Ho venduto il mio voto - cellulare in cabina elettorale».

SCHEDE MANOMESSE -
Un elettore nel barese ha scoperto che la sua scheda per l'elezione del sindaco era stata già segnata. Un altro, in Umbria, ha restituito le schede sostenendo che erano già segnate e ha potuto votare con schede nuove. Segnalazioni di schede manomesse anche nel palermitano. Cinque schede del collegio di Cerveteri sono finite erroneamente in un seggio di Ciampino, entrambi comuni della provincia di Roma.

PRESIDENTI DI SEGGIO RIMOSSI - A Sant'Orsola, in Trentino, un presidente di seggio si è presentato ubriaco ed è stato multato e sostituito. A Siracusa, la presidente di una sezione è stata rimossa dopo che la Digos ha accertato che si trattava di una candidata al Senato. Una decina di persone sono state invece denunciate a Palermo per aver fatto campagna elettorale negli ultimi tre giorni, violando lo stop imposto dalla legge.

MORTI DURANTE O DOPO IL VOTO - Un uomo di 71 anni è morto in un seggio elettorale ad Agugliano (Ancona), presumibilmente per un infarto. Un altro, di 73 anni, si è accasciato nella cabina elettorale ed è morto, sempre in seguito a una crisi cardiaca. A La Spezia, una donna di 84 anni è stata colpita da ictus ed è deceduta fuori dal seggio, subito dopo aver votato.

ELETTORI CENTENARI - Se aumenta l'astensionismo, c'è anche chi non rinuncia al diritto-dovere di voto neanche a cent'anni. A Rizziconi, nel reggino, una signora di 104 anni si è recata al seggio accompagnata dalla badante e dopo il voto ha ricevuto dal presidente del seggio un mazzo di fiori. La coppia più longeva d'Italia - 200 anni in due e 70 anni di matrimonio - ha votato stamani a Orroli, in provincia di Nuoro, accompagnata dal sindaco, che per l'occasione indossava la fascia tricolore.

IL PRIMO VOTO A 87 ANNI - Ha votato per la prima volta nella sua vita alla tenera età di 87 anni Giovanni Alina, che l'anno scorso è tornato libero dopo essere stato per 50 anni in un manicomio giudiziario.


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14 aprile 2008

Aggiornamenti dei dati della Sardegna

 CAMERA DEI DEPUTATI


















SENATO DELLA REPUBBLICA
















14 aprile 2008

Solo la Lega Nord può festeggiare....

I primissimi dati ci dicono che l'unico partito del Centro Destra che può festeggiare è la Lega Nord e in parte La Destra Fiamma Tricolore.

«La Lega è forte!». I primi exit poll danno in vantaggio il Pdl sia alla Camera che al Senato con il Carroccio al 7% in entrambi i rami del Parlamento. Umberto Bossi non commenta i dati ma con un sorriso e stringendo il pugno, in segno di forza, saluta i suoi collaboratori transitando da un corridoio fra il suo studio e la stanza dove si trovano Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti e altri dirigenti della Lega e dichiarando appunto che «la Lega è forte». Il leader del Carroccio spiega inoltre che «negli exit poll la Lega di solito è sottostimata».

CALDEROLI - «Che la Lega sarebbe andata bene, che sarebbe andata al raddoppio, ce lo sentivamo, ma non ho nessuna intenzione di commentare degli exit poll, bisognerà aspettare qualche ora prima di poter cominciare a ragionare sui dati». Così il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli ha commentato i primi exit poll. L'esponente del Carroccio è già nella sede della Lega in via Bellerio dove sta seguendo i dati elettorali. Esulta senza mezzi termini il leghista Mario Borghezio: «Lega Nord superstar. Questa volta sarà difficile inciuciarci» ha dichiarato l'esponente del Carroccio. «A questo punto - ha proseguito Borghezio - in coalizione i topi ballano. Questa Lega superstar è frutto della determinazione dimostrata da Bossi. La sua è stata una campagna elettorale stupenda, ineguagliabile».

14 aprile 2008

Poi non è vero che sono un fascista di sinistra :-)

Grazie al contributo detterminante di mia sorella, poco fa ho compilato un piccolo test su internet per vedere da cheparte sto rispetto ai partiti politici...

In tanti mi hanno sempre detto, tu non sei di destra, tu sei di sinistra e così ad andare avanti, facendo il test ho scoperto che i partiti più vicini alle mie idee politiche sono la SINISTRA CRITICA, L'ITALIA DEI VALORI E LA DESTRA....
Tutto in linea con quello che si dice :-))

14 aprile 2008

Pronti gli Speciale Elezioni nei principali giornali online

Dal Giornale, al Corriere passando per la Repubblica, tutti stanno predisponendo le ultime cose per garantire un aggiornamento tempestivo sui risultati elettorali di oggi e anch'io sarò presente minuto per minuto a partire dalle ore 16,30 per aggiornarvi su tutti i risultati, sulle dichiarazioni e sui primi malumori dentro e fuori dai partiti.

a più tardi

Simone

13 aprile 2008

Tra flop e mugugni monta l'ira di AN. Da Repubblica.it

ROMA - La questione l'ha posta, senza troppi giri di parole, un militante sul blog di Azione giovani: "Dopo "il predellino" Fini ha attaccato Berlusconi e il suo gradimento fra la base è schizzato alle stelle, ora questo improvviso dietro-front sconcerta, irrita e sorprende". E ancora: "Checché ne dica il Secolo d'Italia, in cui si dipingeva una base tutta felice e contenta, i mugugni all'interno di An sono molti". Il "problema fondamentale", si legge sul blog dei giovani di An, "è questo: sarà una annessione o una fusione? Potremo dire la nostra o saremo solo invitati a una festa altrui?". "Che fine faremo noi di AG? - si è chiesto un altro sconsolato - Ci chiameremo i Ragazzi della libertà?".

Ecco, al di là dei proclami, alla prova dei fatti la fusione tra An e Forza Italia si sta dimostrando tutt'altro che una passeggiata. E basterebbe citare il dato forse più clamoroso, la presenza (meglio, l'assenza) dei militanti nelle piazze, per dare il termometro di come la base di An stia vivendo questo passo indietro del suo leader. Alla chiusura della campagna elettorale a Roma, due giorni fa, un incolpevole Fabrizio Casinelli, ufficio stampa del Cavaliere, è stato mandato davanti ai giornalisti ad annunciare che l'organizzazione stimava 30-40 mila partecipanti.

Peccato che il Tempo, non sospettabile di simpatie veltroniane, nei suoi articoli ne contasse al massimo duemila. La stessa "penuria" di elettori, secondo le notizie interessate della Destra, si è avuta in molti altri comizi di Fini, per non parlare del flop di Palermo. "A Tivoli e Mentana - racconta Storace - per sentire Fini c'erano 200 persone, a Monterotondo doveva inaugurare una sede di An e non s'è fatto vedere, facendo incazzare tutti. A Rieti c'era meno gente che al mio comizio, per non parlare del Corviale".



Già il Corviale. Nel grande falansterio alla periferia di Roma, dove ha preso avvio la campagna di Alemanno (alla presenza di Berlusconi e Fini), sempre le stesse maledette duecento persone. "Io Roma la conosco bene - confidava giorni fa sconsolato ad alcuni amici il forzista Fabrizio Cicchitto - e Alemanno l'avevo avvertito: al Corviale non bisognava andare, è stata una figura micidiale. A parte i giornalisti, i candidati e le scorte, ci saranno stati quattro elettori". Dentro Forza Italia l'umore è questo. Tanti a mezza bocca lamentano il disimpegno di An, riferiscono infuriati che a fare la campagna elettorale è stato solo Berlusconi. E già prevedono una resa dei conti se nel Lazio - tradizionalmente bacino elettorale di An - non dovesse scattare il premio di maggioranza al Senato .

A sentire gli uomini di Fini le cose filerebbero invece lisce come l'olio. "Certo, siamo gente che deve imparare a lavorare insieme - osserva Italo Bocchino - ma questa fusione avviene con il vento in poppa di un pronostico favorevole". Fabio Granata, uno dei meno berlusconiani di via della Scrofa, condivide l'impressione favorevole: "Ci sono dei mugugni, ma meno di quelli che mi sarei aspettato. Gli ambienti più avanzati dei due partiti vivono la cosa in modo naturale". Anche la presunta sottomissione di An al Cavaliere, di cui parla spesso Veltroni, secondo Granata sarebbe una leggenda da sfatare. "Noi abbiamo inciso in maniera considerevole sul piano programmatico - argomenta il responsabile cultura di via della Scrofa-, soprattutto sui temi della legalità e della difesa del patrimonio culturale e ambientale. Mai prima d'ora si era sentito Berlusconi chiedere in Sicilia "un voto contro la Mafia". Vorrà dire qualcosa no?".

La questione vera, al dunque, la riassume il professor Alessandro Campi, che ha appena mandato in libreria un saggio per raccontare proprio il passaggio "Da An al Popolo della libertà" (Rubbettino). "Fiuggi - premette Campi - in fondo è stato un passaggio meno traumatico di quello odierno, perché si trattava di un cambiamento di sigla nel solco di una continuità". Oggi invece Fini ha scommesso sulla disponibilità di Berlusconi a mettersi davvero in gioco, in un partito di cui, in teoria, domani potrebbe non essere più il leader.

"È un investimento di lungo periodo - ammette Campi - e Fini lo sa. Finche Berlusconi vive sarà lui il dominus incontrastato, ma si tratta di immaginare un percorso che vada oltre Berlusconi". Purtroppo, come dice il ritornello dell'inno forzista, per ora "Silvio c'è".

13 aprile 2008

L'Italia al voto, alle urne in 47 milioni

ROMA - Seggi aperti in tutta Italia dalle otto di questa mattina. Il tanto atteso election day è dunque arrivato. Si tratta di un turno elettorale particolarmente importante, che, contando anche gli italiani all'estero, chiama in causa circa 50 milioni di elettori. E' possibile votare fino alle 22 e anche nella giornata di lunedì dalle 7 alle 15. Oltre che per la composizione del Parlamento, in questa tornata si vota anche per il rinnovo di 423 consigli comunali (di cui 9 capoluoghi di provincia: Brescia, Sondrio, Treviso, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara), oltre a Udine, in Friuli Venezia Giulia, Regione a Statuto speciale; 8 consigli provinciali e due Regioni: Friuli Venezia Giulia e Sicilia (in Valle d'Aosta il 25 maggio). Gli eventuali ballottaggi per le amministrative saranno il 27 e 28 aprile.

IL VOTO PER CAMERA E SENATO - Per la Camera dei deputati gli elettori sono 47.126.326, per il Senato 43.133.946, che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. Le sezioni elettorali sono 61.212. Gli elettori residenti all'estero sono per la Camera 2.812.422, per il Senato 2.531.584 in 1.200 sezioni ed eleggeranno 12 deputati e 6 senatori.

LE AMMINISTRATIVE - Si vota nelle province di Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Asti, Varese, Catanzaro, Vibo Valentia; si vota anche a Udine, in Friuli Venezia Giulia, e, il 15 e 16 giugno, in tutte le province siciliane ad esclusione di Ragusa e in 145 comuni siciliani. Le elezioni nelle 8 province delle regioni a statuto ordinario interesseranno 5.838.223 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.758. Le elezioni nei 423 comuni di regioni a statuto ordinario interesseranno 6.060.784 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.990. Considerando una sola volta gli enti interessati a più elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, il numero di elettori superera i 9 milioni. A

COME SI VOTA - La scheda è rosa per la Camera, gialla per il Senato, verde per le provinciali, azzurra per le comunali. Sia per la Camera sia per il Senato l'elettore esprime il voto tracciando un solo segno sul contrassegno della lista prescelta, anche in caso di liste collegate in coalizione, pena la sua validità. Ma se il segno dovesse parzialmente invadere altri simboli il voto verrà comunque assegnato a quello su cui insiste la parte prevalente del segno stesso. È vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati. Nella regione Valle d'Aosta (per la Camera e per il Senato) e nella regione Trentino-Alto Adige (per il solo Senato) l'elettore esprime il voto con un segno sul contrassegno del candidato prescelto o nel rettangolo che lo contiene. Le schede bianche, nulle, quelle rifiutate e il numero degli astenuti non hanno alcuna influenza sul sistema di attribuzione dei seggi. Non saranno conteggiati tra i votanti gli elettori che, dopo la registrazione, si rifiutino di ritirare le schede.

Elezioni provinciali: non è ammesso il voto disgiunto, cioé il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste.

Elezioni comunali: nei comuni con più di 15mila abitanti è consentito il voto disgiunto. Si può anche esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, la data e il luogo di nascita) alla destra del contrassegno della lista.


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10 aprile 2008

IL RISCHIO ASTENSIONISMO C’E’, SBAGLIA CHI LO SOTTOVALUTA

Di Omar Kamal - tratto da destrasociale.org

L’Italia, pur non godendo di una democrazia affidabile (si pensi ai ribaltoni cui lo Stivale è sottoposto da oltre mezzo secolo), è figlia di una democrazia partecipata, pulsante, viva. Gli italiani si sono sempre esposti pur di dare il loro voto e delegare le loro speranze a persone e simboli, che magari alla fine non hanno mantenuto promesse e aspettative, ma che sapevano e riuscivano ad ottenere la fiducia della gente. Oggi, invece, le cose non stanno proprio così. O per lo meno, non ne siamo certi.

OCCHIO A FAR FINTA DI NIENTE - Alzi la mano chi conosce più di dieci persone che non sanno cosa fare: che non sanno chi votare, che non sanno se lasciare scheda bianca, che non sanno se vale la pena annullare il voto o che non sanno se andare a votare servirà veramente a qualcosa. Lo dico, perché da un po’ ci arrivano mail che ci fanno pensare che gli unici “decisi” sono quelle stesse persone candidate nelle liste. E forse le loro famiglie. Ma quanti sono gli indecisi? Molti, e guai a dargli torto o a ignorarli.

L’IDENTITA’ SMARRITA DEI PARTITI - Il primo problema è che il panorama politico italiano era costituito da partiti fortemente identitari. Partiti con una storia, con dei punti fondamentali dai quali non si poteva prescindere. C’erano sì rotte non sempre coincidenti all’interno delle rispettive coalizioni, ma l’elettore delegava il proprio partito ad agire almeno su una manciata di temi che riteneva fossero fondamentali. Da un lato c’era l’identità dei partiti, dall’altro l’elettore poteva di fatto identificarsi in un simbolo o in un leader. Bei tempi. Oggi invece non è chiara la distinzione non solo fra un partito ed un cartello elettorale, ma la confusione è tale da non farci capire neppure quale sia la differenza fra un partito e l’altro. Questo perché tutti dicono tutto, rivolgendosi a chiunque. Dice bene Berlusconi che Veltroni oggi può promettere anche la Luna, ma non perché Veltroni è consapevole di prendersi una “sveglia”: ma semplicemente perché visto che tutti dicono tutto, chiunque si può permettere il rischio di spararla. Tanto chi se lo ricorda?

La questione identitaria dei partiti penalizzerà maggiormente i due partiti maggiori, ossia il Pdl e il Pd. Attenzione, non minerà il loro bacino di voti (su questo stiano tranquilli), ma minerà la loro credibilità. Le rispettive classi dirigenti, ad esempio, non sono “un qualcosa di già visto”, ma sono esattamente qualcosa di già visto. Perché sono le stesse di prima. Idem dicasi per la Sinistra Arcobaleno, composta da gente che promise tre cose (ritiro delle truppe dall’Iraq, unioni civili, lotta al precariato) senza realizzarne mezza. E queste promesse, poche, nette e non mantenute, pesano su Bertinotti e compagni quanto macigni. Il problema riguarderà anche La Destra: per quale motivo un elettore critico di An dovrebbe votare un partito per lo più composto da ex alleanzini? Qual è il senso? Premiare un ravvedimento tardivo? Ne siamo sicuri? A che pro?

MA VINCERA’ SILVIO – Berlusconi alla fine avrà la meglio, anche se Veltroni sta facendo di tutto per ridurre il divario e vender cara la pelle del centrosinistra. Il cavaliere vincerà, ma non farà man bassa, perché la scomparsa dal video (pensateci bene) di tutto il Governo Prodi, ha calmato l’urto di nervi degli italiani e con esso le possibili crisi da “Un giorno di ordinaria follia”. Il Governo Prodi provocava danni ovunque e comunque si esprimesse: giornali, televisione, internet. Era una jattura, e Walter (mica scemo) ha tolto dal video e dal centro della campagna elettorale ogni santone dell’attuale Governo. Perché questi qui, non solo scavavano la fossa all’Italia, ma anche a tutta la sinistra. Veltroni, che con Prodi s’è comportato come il D’Alema dei tempi migliori, ha compreso che l’indice di gradimento di questo Governo è più basso di un bonsai. Da qui, la sua idea migliore, ossia emarginare il Governo. Il divario fra i due leader principali non è quello di prima: ma esiste sicuramente anche molta gente che non ama né la spavalderia di Berlusconi, né il buonismo di Veltroni, e questo è bastato a far calare ad ambedue i leader una parte di consenso. Solo che il primo garantisce per lo meno la stabilità, e ciò gli permette di godere di un vantaggio importante.

MI SORGE UN DUBBIO - Cos’accadrebbe in caso di un nuovo pareggio? Cos’accadrebbe se ci dovesse essere un alto indice di astenuti, schede bianche o schede nulle? Perché forse non andrà così, ma il sospetto che i numeri possano (globalmente) essere meno felici per la democrazia italiana, c’è eccome. C’è perché manca un ricambio delle leadership politiche da quasi “un ventennio”. Il sentore c’è perché esiste una confusione oggettiva fra programmi di cui nessuno si ricorda nulla. Se le cose non dovessero andare per il meglio (dell’Italia), occhio però a dar la colpa all’antipolitica, perché in quel caso servirà invece un bel bagno d’umiltà.

LA SPERANZA - La speranza è che l’Italia torni ad essere un Paese governato bene, un Paese governato prima di tutto per dare benessere agli italiani. Un Paese che si ricordi che senza uno stato sociale all’altezza, c’è di che morire di fame per via di un’economia capitalistica, globalizzata e consumistica. Serve un Governo capace di rimettere al centro l’uomo ed i suoi bisogni fondamentali, che rimetta al centro l’identità dell’Italia. Sebbene fra plastiche, tinte, e botox di partito non v’è modo per restar allegri.

21 marzo 2008

«Squilibrio nei tg: c'è troppo Pdl»

Tratto da corriere.it

ROMA - Serve un «immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale», in particolare nei tg, dove si nota un «forte squilibrio» nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo. È questo il senso dell'atto di richiamo rivolto dalla commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sia alla Rai sia alle tv private.

«RIEQUILIBRIO FRA LE LISTE» - La commissione - spiega una nota dell'Agcom - «ha indirizzato un atto di richiamo alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private, per l'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale». «Dal monitoraggio della prima settimana dell'ultima fase della campagna elettorale, dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto riguarda la presenza nei notiziari delle forze politiche - spiega ancora la nota - emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia nel rapporto tra queste ultime sia, anche, in una certa misura, tra il Pdl e il Pd a favore del primo».

13 marzo 2008

Cresce, sul web, la voglia di «non voto»

Tratto da Corriere.it

MILANO - «Sono incazzato nero e tutto questo non l’accetterò più». Il mantra populista di Quinto Potere potrebbe rappresentare il simbolo di una nuova generazione di arrabbiati, grillini o qualunquisti, comunque delusi dalla Casta e decisissimi a tenersi alla larga dalle urne. Forti di testimonial di peso - dal Grillo che urla «Non vado a votare e ne sono orgoglioso», a Fiorello che prima invita a «stracciare il certificato elettorale» e poi fa una mezza marcia indietro - il popolo del non voto dilaga nei sondaggi e in rete: secondo alcune indagini arriverebbe al 15 per cento. C’è persino una lista civica nazionale che si presenta alle elezioni con il contrassegno, accettato dal Viminale: «Io non voto». Ossimoro che si giustifica con il tentativo di dare una legittimazione simbolica alla protesta, uscendo dall’anonimato di un astensionismo indifferente e distratto.

LEGGENDE METROPOLITANE - Per strada e sulla rete impazza il passaparola per il non voto, talvolta condito di informazioni e interpretazioni errate. Sul sito Nonvoto si ricorda che è possibile «avvalersi del diritto di rifiutare la scheda». Perché arrivare fino al seggio per far vidimare il certificato elettorale e poi fare il gran rifiuto? È un modo, spiega il proponente, per essere «percentuale votante (quindi non delegante)». Meglio, assicurano i proponenti, che votare scheda bianca o nulla, «voti che entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti». Vero o falso? Il dibattito in rete, soprattutto sui meetup grillini, ferve, con alterni esiti. C’è chi dice, inoltre, che si può «allegare in calce al verbale» una breve dichiarazione con i motivi del rifiuto. «Tutto falso», spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Chi prende più voti ha il premio di maggioranza, non c’entrano le schede bianche e le nulle. Sono leggende metropolitane». L’«astensione attiva», secondo i proponenti, sarebbe anche un modo per rallentare le operazioni elettorali: una sorta di ostruzionismo, anche questo, però, di dubbia legittimità.

GADGET - Pochi i sostenitori della scheda bianca, memori dei sospetti di broglio delle precedenti elezioni, che si erano incentrati proprio sulla possibilità di votare a posteriori le schede bianche. In rete si trova anche chi, come Antonio Vergara, usa il comizio di Antonio La Trippa, alias Totò, come testimonial per boicottare le elezioni. Ma non mancano i gadget, come le t-shirt e i cappellini da indossare ai seggi, venduti sul sito Nonvoto. E su eBay si trova perfino un’asta con i «non voti» in vendita.

10 marzo 2008

Questa sera Francesco STORACE a Porta a Porta

Stasera Francesco Storace ospite di Bruno Vespa, a Porta a Porta (23.10 circa su RaiUno). In studio saranno presenti anche Bruno Tabacci, Gavino Angius e Roberto Manzione.

23 febbraio 2008

Nasce la rubrica "Elezioni Politiche 2008"

Nasce oggi una nuova rubrica che seguirà giorno per giorno le Elezioni Politiche del 13 e 14 Aprile, i sondaggi, i programmi e le proposte politiche, sarà l'occasione per conoscere gli appuntamenti in Sardegna dei partiti e dei singoli candidati.
Iniziamo con gli appuntamenti di domani:

CAGLIARI, Tour elettorale di Francesco Storace  

Cagliari, Nuoro. Sono queste le tappe del tour elettorale nell’Isola di Francesco Storace, segretario nazionale della Destra in programma per domenica 24 febbraio. In mattinata, alle 10.30, appuntamento all’hotel Mediterraneo di Cagliari in viale Diaz. Alle 15.30, accompagnato dal portavoce provinciale di Nuoro Antonio Piu incontrerà i promotori del "Comitato per il No al termovalorizzatore" presso la Sala Consiliare del Comune di Ottana (Nu).  Era prevista anche Daniela Santanchè, candidata premier della lista frutto dell'accordo elettorale tra La Destra e Fiamma Tricolore. La deputata sarà invece impegnata su Rai Tre, ospite della trasmisssone "In mezz'ora" con Lucia Annunziata, ed ha rinviato la sua presenza nell'Isola.


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18 febbraio 2008

Nuovo Sondaggio di destrasociale.org

 
Quali sono le tue intenzioni di voto in merito alle prossime elezioni politiche del 13 - 14 aprile?

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