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14 luglio 2012

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DELLA SARDEGNA

2 aprile 2012

Fare Verde: bollette più care per sostenere rinnovabili non è sacrificio

Tratto da Fareverde.it

Sostenere la diffusione delle energie rinnovabili attraverso le bollette elettriche significa sostenere l’unico settore economico capace di futuro in un momento di crisi profonda e sistemica delle tradizionali economie industriali. Il sacrificio richiesto alle famiglie in termini di maggiori costi sulla bolletta elettrica è irrisorio rispetto ai vantaggi ottenuti dall’intero sistema economico italiano. Tra maggiore occupazione, riduzione delle importazioni di combustibili fossili e riduzione del prezzo di picco dell’energia, i vantaggi netti offerti dallo sviluppo delle fonti rinnovabili ammontano a 79 miliardi di euro al 2030: soldi che restano materialmente nelle tasche degli Italiani.

Mentre la produzione di elettricità da fonti fossili genera un flusso di soldi a senso unico verso l’estero e una perdita secca della bilancia commerciale, le fonti rinnovabili creano un indotto economico a livello nazionale che è vitale per affrontare la crisi. Ricordiamo che con il quarto conto energia sono stati penalizzati i grandi impianti realizzati da investitori stranieri a favore dei piccoli impianti realizzabili dalle famiglie per il proprio fabbisogno di energia elettrica. È per questo che sostenere le rinnovabili oggi significa sostenere gli artigiani e la piccola e media impresa italiana.

Le poche decine di euro all’anno che il sostegno alle rinnovabili rappresenta in termini di maggiori costi dell’elettricità per le famiglie possono essere facilmente recuperate attraverso un uso più razionale di questo tipo di energia. Basti pensare che lo stand-by degli apparecchi elettronici può pesare sulla bolletta fino a 70 euro all’anno, lavaggi ad alta temperatura valgono 21 euro, un frigorifero di classe A++ fa risparmiare 70 euro all’anno e 5 lampadine convenzionali usate al posto di quella a basso consumo possono arrivare a pesare fino a 144 euro all’anno. I margini per ammortizzare i maggiori costi dell’energia elettrica attraverso una maggiore efficienza sono enormi.

Allo stesso modo, spesa pubblica e prelievo fiscale possono subire tagli consistenti grazie ad un uso più razionale dell’energia e l’uso di fonti rinnovabili utilizzate su piccola scala in modo distribuito. Una illuminazione pubblica dotata di tecnologie innovative per contenerne i consumi può produrre risparmi fino al 50%. A Roma, la sostituzione dei semafori tradizionali con più efficienti semafori a LED porterà ad un risparmio annuo per l’Amministrazione di 1,5 milioni di euro per la sola bolletta elettrica, esclusi i minori costi di gestione e manutenzione connessi all’uso dei LED.

Inoltre, la pubblica amministrazione che ricorre alle fonti rinnovabili per alimentare il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili riduce ulteriormente i propri costi di gestione e può ridurre il prelievo fiscale. Il maggior costo dell’elettricità per sostenere le rinnovabili può essere, quindi, ampiamente ricompensato dai risparmi che si possono ottenere a livello dell’intero sistema economico nazionale.

Invitiamo il Governo a sostenere con decisione la diffusione delle fonti rinnovabili su piccola scala affrontando, oltre alla politica di incentivazione, temi altrettanto importanti come l’adeguamento delle reti di distribuzione. Ogni tentennamento e annuncio di possibili marce indietro rappresenta un colpo mortale per un mercato ancora troppo giovane e, per questo, estremamente fragile.

Invitiamo, infine, cittadini e Associazioni dei consumatori a non cedere agli allarmi diffusi ad arte da poteri economici interessati a rallentare la rivoluzione energetica in atto e a non trincerarsi dietro difese di interessi particolari, perdendo di vista il bene comune.


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permalink | inviato da simonespiga il 2/4/2012 alle 11:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 marzo 2012

Oltre 8000 in fila per vedere l'identità di Cagliari

E' emozionante sapere che oltre 8000 persone ieri si sono messe in fila per vedere Tuvixeddu... 
E' emozionante sapere che oltre 8000 persone credono nella nostra identità e nella storia della nostra bellissima città...
E' schifosamente vergognoso sapere che qualche politicante era pronto a svendere questo patrimonio per qualche marchetta elettorale...


I cagliaritani, complice una giornata bellissima e non troppo calda, hanno voluto rispondere  molto positivamente all'evento promosso dal Fondo Ambiente Italiano a Tuvixeddu. Il colle, sottoposto a sequestro a causa di un tortuosa e complicata procedura giudiziaria, ieri è stato aperto ai cittadini che in tutta la giornata, erano in fila davanti all’ingresso di via Falzarego. Il tour, organizzato in gruppi di circa 30/40 persone, tuttavia ha permesso di visitare soltanto un piccola parte del colle. Nell’area accessibile, dove sono presenti più di mille tombe, esperti del settore e alunni delle scuola media Ugo Foscolo hanno fornito le spiegazioni ai visitatori.

Ovviamente come avviene in questi casi, vi sono stati alcuni disagi e alcune mancanze che potranno essere migliorate con il tempo. Infatti è stato possibile entrare e uscire dalla necropoli utilizzando un solo accesso, era accessibile solo una parte dell'intera area di Tuvixeddu, inoltre la chiusura del sito durante l'orario di pranzo ha creato diverse problemi e per finire si segnalano numerose lamentele per il fatto che fosse possibile saltare la fila , iscrivendosi direttamente alla Fai nel gazebo allestito all'ingresso.

14 febbraio 2012

Anfiteatro e la gestione, prosegue la polemica


In una nota questa mattina l'Associazione Ambientalista Fare Verde esprime la propria opinione in merito alla delibera di Giunta inerente lo smontaggio della legnaia dall'Anfiteatro Romano di Cagliari.
"Esprimiamo il nostro apprezzamento per la linea presa dal Comune di Cagliari,  auspichiamo tempi brevi per la fase di realizzazione degli interventi di recupero per ragionare insieme sulla sua salvaguardia e sulle future iniziative per sviluppare interventi di utilizzo sostenibile del monumento", afferma Simone Spiga, Coordinatore Provinciale di Fare Verde.
"Esprimiamo netta opposizione all'ipotesi del centro destra di coinvolgere i privati nel recupero e nella gestione, e su questo rispondo direttamente anche al patron di Sardegna Concerti, Massimo Palmas, che nei giorni scorsi si era espresso sostenendo la posizione del Pdl sulla gestione dei privati dell'Anfiteatro"..."Certo che Palmas è favorevole, il difensore delle sue tasche non può non essere d'accordo con quella posizione, perchè in tanti non dimentichiamo che per anni ha avuto la gestione dello splendido spazio senza alcuna gara d'appalto e senza fare alcun tipo di intervento annuale di ripristino delle strutture, ma ancora peggio, oggi è sotto processo, insieme a funzionari del Comune, per la gestione di quello spazio", denuncia Spiga.
"Più volte siamo stati in pochi a denunciare la gravità della situazione della gestione dell'Anfiteatro e oggi invitiamo il signor Palmas ad occuparsi del processo e non alla futura gestione dello spazio"..."l'invito che invece rivolgiamo al Comune di Cagliari è quello di aprire un tavolo insieme al mondo dell'ambientalismo per salvaguardare al meglio l'Anfiteatro e contemporaneamente trovare uno spazio adatto a Cagliari per aprire il grande circuito dei concerti internazionali e non favorire, come si è fatto negli ultimi 15 anni, solo Massimo Palmas e la sua struttura, senza dimenticare che con i soldi che ha preso in questi anni da Comune, Provincia e Regione, oggi avrebbe potuto persino comprare l'Anfiteatro", conclude Spiga.

26 gennaio 2012

Mare d'Inverno 2012 - Da 20 anni per vivere il mare anche d'inverno


Parte Sabato 28 Gennaio la due giorni di festa per il mare promossa da Fare Verde anche quest'anno nel littorale del Poetto di Cagliari e Quartu Sant'Elena.
Quest'anno è il 20esimo anno in cui Fare Verde promuove anche in Sardegna la manifestazione "Mare D'Inverno", una grande manifestazione che vedrà i volontari impegnati a pulire decine di spiagge italiane per ricordare a tutti che l'inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all'anno e non solo durante il periodo estivo. Fare Verde scenderà nelle spiagge delle coste italiane per raccogliere i rifiuti che incivilmente o accidentalmente vengono gettati in mare. Durante le prime mareggiate invernali non è difficile osservare, passeggiando sulla spiaggia, che questa assuma per lo più l'aspetto di una vera e propria Discarica. 
Le manifestazioni si svolgeranno nell'intero prossimo fine settimana e partiranno in contemporanea nel littorale del Margine Rosso con la gara di pesca sportiva a partire dalle ore 15.00, la manifestazione vedrà coinvolti oltre 90 pescatori che oltre che partecipare alla gara, promossa da Pianeta Mare di Quartu Sant'Elena, si occuperanno anche di pulire il tratto di mare di loro competenza per lo svolgimento della gara, considerato il numero di pescatori si arriverà a pulire fino alla Bussola.
Inoltre sempre Sabato 28 Gennaio alle ore 17.00 si svolgerà alle 17 in Via Baronia 19 la  presentazione del libro " Tzacca...", alla presenza dello scrittore Gianni Mascia che parlerà di Cagliari e della nostra città insieme a Simone Spiga, Presidente di Fare Verde e Angelo Pili, Presidente dell'Associazione Aloe Felice.
Nella giornata di Domenica 29 Gennaio invece le manifestazioni si svolgeranno dalle 10.30 all'altezza dell'Ospedale Marino dove si svolegrà la pulizia del littorale in collaborazione con l'Associazione Otto Lettere. Inoltre si svolegrà il Battesimo del Pony riservato ai bambini all'interno dell'Ippodromo di Cagliari, in collaborazione con la Scuola Cagliaritana di Equitazione.
Inoltre grazie al Gruppo “Barracuda da Corsa” saranno promosse le esibizioni delle barche radiocomandate e l’esibizione di aquiloni. Le operazioni di pulizia promosse da Fare Verde saranno un'ottima occasione per informare i cittadini sulle possibilità di riduzione del mare di rifiuti che invade le vie delle nostre città , le strade, le ferrovie che attraversano le campagne, le aree industriali e i quartieri residenziali, le cime delle montagne e i boschi, i prati e, naturalmente, le spiagge. 
Ai cittadini sarà distribuito un volantino con informazioni sul ciclo dei rifiuti e alcuni consigli utili per ridurli a partire dall'acquisto. I volontari di Fare Verde che puliranno le spiagge coglieranno l'occasione per fare anche un censimento dei rifiuti più invadenti. I dati saranno utilizzati non solo per lanciare un grido d'allarme contro l'indifferenza, ma anche per verificare lo stato di salute dei nostri litorali, le cause del loro inquinamento e per stilare un censimento dei rifiuti più invadenti. I dati saranno anche lo spunto per la creazione di opuscoli informativi, per i cittadini e le amministrazioni, in modo che sentano e capiscano la necessità di attuare una politica per la riduzione a monte dei rifiuti.

Per info Simone Spiga - Presidente Provinciale di Fare Verde
3382907440

5 dicembre 2011

Fare Verde Cagliari: parte la mobilitazione contro il Galsi

Il prossimo 14 Dicembre sarà una delle giornate più importanti per il futuro della Sardegna e per la millenaria storia del nostro popolo, infatti a Roma si svolgerà la Conferenza di Servizi per dare il via libera alla costruzione del metanodotto che partirà dall'Algeria per arrivare fino a Piombino, tagliando in due l'intero territorio sardo.
"La Sardegna sarà presente il prossimo 14 Dicembre senza avere un idea chiara sull'impatto economico, sociale e ambientale del metanodotto, ma contribuendo cospicuamente alla sua realizzazione con oltre 150 milioni di euro per un progetto che di fatto rischia, tra le altre cose di escludere nella realizzazione le ditte sarde", afferma Simone Spiga, Coordinatore di Fare Verde.
"Quello che ci stupisce è che questo immenso progetto nasce senza che la Regione Sardegna abbia pianificato il tutto all'interno di una grande programmazione del futuro energetico della Sardegna, infatti nei giorni scorsi l'Assessore Regionale al Lavoro, Alessandra Zedda, ha annunciato l'imminente presentazione del Piano  per le energie rinnovabili e del Piano energetico regionale ed ambientale che dovrà essere obbligatoriamente approvato entro il 30 aprile del 2012”, "questo dimostra che non vi è un collegamento tra il progetto e il futuro energetico sardo, pertanto possiamo dire senza alcun dubbio che il Galsi nasce senza una programmazione e una condivisione delle scelte strategiche della Sardegna in materia energetica", continua Spiga.
"L'altro aspetto fondamentale è legato alla tutela ambientale e paesaggistica, infatti basta leggere le relazioni del progetto per trovare i riferimenti agli impatti potenziali che sono:

• variazioni delle caratteristiche di qualità dell’aria dovute a emissioni di inquinanti gassosi 
in atmosfera dai motori dei mezzi impegnati nelle attività di costruzione; 
• variazioni delle caratteristiche di qualità dell’aria dovute a emissioni di polveri in 
atmosfera come conseguenza delle attività di costruzione (movimenti terra, transito 
mezzi, ecc.);
• consumo di risorse per i prelievi idrici per le necessità del cantiere; 
• alterazione delle caratteristiche di qualità delle acque imputabile allo scarico di effluenti 
liquidi per gli usi di cantiere; 
• contaminazione delle acque per effetto di spillamenti/spandimenti dai mezzi utilizzati per 
la costruzione; 
• alterazioni dei flussi idrici superficiali ed eventuale creazione di vie preferenziali di 
deflusso a seguito dello scavo della trincea per la posa del metanodotto e della 
realizzazione di attraversamenti di canali e corsi d’acqua; 
• alterazione dei regimi di flusso delle acque sotterranee. 

Per queste ragioni Fare Verde ha lanciato questa mattina una grande mobilitazione che durerà fino al 14 Dicembre e che si snoderà con volantinaggi, affissioni e azioni di disobbedienza civile per contrastare questo devastante progetto per l'intera Sardegna", conclude Spiga.

5 agosto 2011

6 agosto 1945 - Non dimenticare Hiroshima e Nagasaki

Ogni 6 agosto in tutto il mondo si celebrano cerimonie di pace per ricordare le vittime delle bombe atomiche, per chiedere l’abolizione delle armi nucleari e la pace nel mondo, perché nessun popolo patisca mai più l’esperienza delle crudeli devastazioni subite da Hiroshima e Nagasaki.


Comitato referendario No NucleareTorino partecipa ad un iniziativa  sabato 6 agosto 2011 a Torino in Piazza Carignano, dove si accenderanno 66 candele (quanti sono glianni dal 1945 ad oggi) per non dimenticare e per alimentare la lucedella speranza di pace;

Nell'occasione, insieme ad un appello ai governi a rinunciare a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti, si chiede il disarmo nucleare a livello mondiale


ALCUNI DATI

I paesi che possiedono armi atomiche vengono raggruppati nel cosiddetto CLUB DELL'ATOMO, che è formatoda: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Pakistan, India, Israele e Corea del Nord. Mentre l'Iran ed altre nazioni sono fortemente sospettate di perseguire un programma di armamento nucleare.

Non bisogna dimenticare che anche il nucleare civile, per la produzione di energia elettrica,  è da molti considerato una mossa strategica per nascondere  interessi militari.


Secondo l'AIEA (Agenzia Internazionaleper l'Energia Atomica) gli stati che con la loro tecnologia riuscirebbero a creare una bomba atomica sono 40, mentre gli altri potrebbero semplicemente comprarla. Il Sud africa possedeva armi nucleari ma ha dichiarato di averle smantellate aderendo al TNP*, stessa cosa hanno fattoUcraina, Bielorussia e Kazakistan.


* TNP: Trattato di non proliferazione nucleare è un accordo internazionale, firmato da 189 stati, sulle armi nucleari che si basa su tre principi: disarmo, non proliferazione ed uso pacifico del nucleare.


Mentre Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia fanno parte del progetto di condivisione nucleare, cioè ospitano ordigni dei paesi del club dell'atomo nel proprio territorio.


ARMI NUCLEARI IN ITALIA:

L'Italia ad esempio ospita nelle proprie basi bombe nucleari statunitensi; gli ordigni vengono sorvegliati da soldati americani e i codici per l'attivazione sono detenuti dagli USA e non possono essere usate dallo stato italiano, solamente in caso di guerra possono essere montate sui bombardieri dei paesi partecipanti.

Secondo rapporti statunitensi l'Italia ospita circa 50 ordigni nucleari dalla potenza tra 45 e 107 Kilotonnella Base aerea di Aviano e fino a 40 ordigni modello B61 nell'Aeroporto militare di Brescia-Ghedi.


LE ARMI NUCLEARI NEL MONDO:

I dati aggiornati al 2010 rilevano il numero di testate possedute dagli stati appartenenti al club dell'atomo:

Russia (Totale testate operative e in riserva: 12000

Stati Uniti (Totale testate operative e in riserva: 9400)

Francia (Totale testate operative e in riserva: 300)

Cina (Totale testate operative e in riserva: 240)

Regno Unito (Totale testate operative  e in riserva: 225)

Israele (Totale testate operative e in riserva: 80)

Pakistan (Totale testate operative e inriserva: 70-90)

India (Totale testate operative e in riserva: 60-80)

Corea del Nord (Totale testate operative e in riserva: meno di 10)


I seguenti dati sono solamente una stima del NRDC (Natural Resources Defense Council) e pertanto non siassicura la totale esattezza.


Trattoda Fareverde.it 


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permalink | inviato da simonespiga il 5/8/2011 alle 23:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 luglio 2011

Il Golf rischia di essere la nuova speculazione edilizia in Sardegna

E’ in discussione presso il Consiglio Regionale della Sardegna una Legge sul golf in Sardegna, una legge che rischia di diventare il nuove settore di speculazione per pochi a danno dell’ambiente.

“Fare Verde sta seguendo la discussione in atto nel Consiglio Regionale e mentre la Sardegna affonda sotto i colpi di un modello economico devastante, sotto la pressione di Equitalia, i nostri Onorevoli si occupano di una piccolissima minoranza della popolazione e in difesa di interessi specifici e minoritari”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde e Dirigente Regionale di Futuro e Libertà.

“Con la scusa del potenziamento del turismo si è scelto un modello di turismo lontano dalle esigenze dei sardi e del suo territorio, dimenticando settori importantissimi e il cross country, la cultura, la natura, la gastronomia, il trekking, ma il Consiglio discute solo e soltanto di golf”…”però ci sono diverse domande che vanno poste alla maggioranza del Consiglio Regionale allargata a Fli, mi chiedo e lo chiedo a tutti, perché la discussione della Legge sul Golf  è stata fatta in Commissione Urbanistica e non in Commissione Turismo? Forse perché la Legge copre altri interessi che riguardano speculazioni edilizie? Magari con la trasformazione di aree agricole a ridosso del mare in grandi cubature? Raccontateci che cosa c’è dietro questa Legge e ditelo ai sardi…”, incalza Spiga.

“Tra le altre cose voglio denunciare il fatto che sia proprio Futuro e Libertà quel Partito che maggiormente sostiene la devastazione del territorio in Sardegna, infatti non possiamo dimenticare che l’On. Matteo Sanna è il Presidente della Commissione Urbanistica che ha di fatto peggiorato la Legge, favorendo logiche speculative”, denuncia Spiga.

“Il rischio è quello che con i premi di volumetrie, si vada verso una nuova speculazione edilizia e per tanto informeremo tutti i sardi su questo nuovo macigno speculativo, con 29 impianti sulle coste e volumetrie in deroga, il tutto dopo il tentativo di imporci radar nelle migliori coste della Sardegna e il rischio di distruggere un bene importantissimo come l’Ospedale Marino (Colonia Dux)”, conclude Spiga.

26 luglio 2011

Bloccato lo spostamento delle jacaranda in Via Dante a Cagliari

Mattinata movimentata oggi in Via Dante all’angolo con la Piazza San Benedetto, dove un gruppodi cittadini ha incontrato gli Assessori al Comune di Cagliari, Mauro Coni con delega al Traffico e Paolo Frau con delega all’Ambiente per verificare insieme le modifiche da apportare al progetto della rotatoria di Piazza San Benedetto.

“Fare Verde, presente all’incontro,  ha voluto porre all’attenzione degli Assessori alcuni aspetti importanti del progetto, che nel merito non vuole essere contestato, ma che nella fase di realizzazione ha diverse lacune”, afferma Simone Spiga, responsabile di Fare Verde.

“Siamo soddisfatti della presenza degli Assessori e delle risposte che abbiamo avuto, infatti si è deciso di proseguire con la realizzzione della rotatoria, ma senza toccare gli alberi di jacaranda, anche perché tutti sono arrivati alla conclusione che questo non è periodo per spostare alcuna pianta, inoltre si è discusso anche di alcune modifiche, come ad esempio la riduzione della rotatoria ad un massimo di 23/25 metri e la possibilità di proseguire a parcheggiare nei due angoli per garantire almeno 15 parcheggi a disco orario al fine di non creare disagi ai commercianti della Piazza”, incalza Spiga.

A questo punto ci siamo dati qualche settimana per vertificare insieme che tipo di reazione avrà la rotatoria tra i cittadini e a segure verificheremo insieme agli Assessori competenti le modifiche più opportune”, conclude Simone Spiga

25 luglio 2011

Fare Verde Cagliari: rotonda in Piazza San Benedetto, miglioriamo insieme il progetto

FareVerde Cagliari: rotonda in Piazza San Benedetto, miglioriamo insieme ilprogetto

 

Nellamattinata di oggi sono iniziati i lavori per la creazione della rotonda nellaPiazza San Benedetto a Cagliari, progetto della precedente Giunta Floris e cheprevede la creazione di una rotonda di oltre 30 metri.

“Questamattina Fare Verde ha fatto un sopralluogo parlando con residenti ecommercianti e ha avuto modo di visionare il progetto che, tra le altre cose,prevede lo spostamento delle ultime tre jacarande posizionate attualmente nellenella parte finale della Via Dante prima di entrare nella Piazza San Benedetto”,afferma Simone Spiga, responsabile di Fare Verde.

“Chiediamoun incontro ufficiale tra residenti e commercianti, per questo invitiamo ilSindaco di Cagliari, Massimo Zedda a provvedere prima di proseguire i lavori,al fine di migliorare il progetto approvato”, incalza Spiga.

“Siamocerti che ci sia bisogno di una rotatoria in Piazza San Benedetto, maproponiamo alcune modifiche al progetto, come ad esempio la riduzione dellarotatoria ad un massimo di 23/25 metri e la possibilità di proseguire a parcheggiarenei quattro angoli per garantire  almeno 15parcheggi a disco orario al fine di non creare disagi ai commercianti dellaPiazza, c’è inoltre la necessità di spostare i cassonetti posizionati sul latosinistra della Via Dante prima dell’ingresso in Piazza”, propone Fare Verde.

“Inoltreil trasferimento delle jacarande può avvenire con lo spostamento di tutto ilpane della terra intorno alla radice, badando a non danneggiare la pianta e lesue radici, ma l’aspetto che ci interessa maggiormente è che tale operazionenon può avvenire in questo periodo, perché il rischio è quello di perdere lepiante, per questo si dovrebbe aspettare la fine del periodo vegetativo dellepiante, quindi non di certo in primavera estate che è il periodo di fioritura,ma si dovrebbe attendere almeno due mesi e iniziare lo spostamento dopo il mesedi Settembre”…”pensiamo che la discontinuità rispetto alla Giunta Floris debbaessere quella di favorire sempre il confronto tra le realtà coinvolte neiprogetti che riguardano la città, pertanto invitiamo il Sindaco Zedda afavorire il dialogo senza che Dirigenti o Funzionari del Comune imponganoprogetti senza confrontarsi con i residenti”, conclude Spiga.

21 luglio 2011

Spiga (Fare Verde Sardegna): No alla chimica verde, si alle bonifiche

FareVerde da tantissimi anni si batte per la tutela del territorio e per un modellodi sviluppo alternativo a quello imposto in Sardegna che ha deturpato einquinato il golfo dell’Asinara con composti chimici e metalli pericolosi comeil cadmio, il mercurio, il cromo, il cianuro e il benzene.

“Lecolline di Minciaredda, vicino a Porto Torres, sono invase da materialialtamente inquinanti e ancora oggi non vi è un progetto di bonifica dell’interazona, ma si sta puntando tutto sulla chimica verde, con diversi impianti perprodurre a partire da materie prime vegetali bioplastiche e lubrificanti bio,inoltre verrà costruita una centrale elettrica a biomasse”, afferma SimoneSpiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Ledomande sono diverse e riguardano sia aspetti economici che tecnici, infatti laprima domanda che ci facciamo è legata al totale dell’investimento della spesadi 1.200 milioni di Euro, dentro i quali sono compresi i 520 milioni destinatialle bonifiche, dimenticando che la spesa per le bonifiche prevista è di 1.500milioni di Euro, pertanto si rischia che non ci siano i fondi per le bonifiche”,denuncia Spiga.

“Laverità è che la chimica verde non rappresenta in alcun modo il cambiamento dirotta sul modello di sviluppo, la Regione Sardegna dovrebbe puntare su un modellodi sviluppo basato su piccoli impianti territoriali che non favoriscanospeculazioni e rischi ambientali, chiediamo all’Eni, colpevole dei disastriambientali, di concentrare gli sforzi sulle bonifiche del territorio, chepossono produrre molti posti di lavoro per il territorio che vive una dellepeggiori crisi della sua storia”, incalza Spiga.

“Quandoaffermiamo che ci sembra spropositato l’impianto di biomasse, lo affermiamosulla base di dati chiari che evidenziano come il progetto Eni Power cheprevede una produzione di 40 MW sia decisamente una speculazione energetica eche il rischio in atto è quello che si voglia adibire la struttura adinceneritore dei rifiuti solidi urbani”…”la legislatura italiana (art. 17 Dlg387/03) assimila la parte non biodegradabile dei rifiuti solidi urbani allebiomasse, con una grave presa in giro per i sardi, anche perché le emissioni ela produzione di ceneri tossiche peggiorerebbe le condizioni del territoriodell’intero Golfo dell’Asinara”, prosegue la nota.

“Questenostre paure sono legate al fatto che sono anni che si parla della costruzionedi un termovalorizzatore nel Nord Sardegna, pertanto pensiamo che questo sia l’escamotageper costruirlo, insieme al Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA che haoltre 23.200 aderenti nella pagina Facebook che dopo il risultato deiReferendum sul nucleare, intende portare avanti battaglie per la tutelaambientale e per un modello di sviluppo alternativo all’attuale”, concludeSpiga.

11 luglio 2011

Proseguirà la spendida esperienza dei Comitati CONTRO IL NUCLEARE

Si è tenuta sabato scorso a Roma l’Assemblea nazionale del Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” a cui aderiscono centinaia di realtà in tutta Italia e al quale ha anche aderito il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

“L’Assemblea si è svolta in una affollatissima sala dove sono state presentate le fantastiche testimonianze di questa esperienza referendaria. I convenuti provenivano da molte regioni d’Italia. Le loro testimonianze hanno rappresentato uno spaccato della vita di quei luoghi e dei diversi modi in cui si è resa possibile un’aggregazione tra tutte le componenti sociali”, afferma Simone Spiga, Portavoce del Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

La mobilitazione del mese scorso ha dimostrato la grande volontà di partecipazione dei cittadini e di chi, fra questi (circa il 16% da studi effettuati), ha sentito la necessita di attivarsi per promuovere la partecipazione al voto. 

La relazione conclusiva si è soffermata sulla necessità di proseguire il percorso su quattro punti fondamentali, che sono il “manifesto” dal quale far partire le energie che si sono sprigionate dal Comitato “Fermiamo il Nucleare”, che sono: 

A)porre l’emergenza climatica al primo posto nelle determinazioni territoriali globali e locali con il superamento delle fonti fossili per l’approvvigionamento energetico; 

B) riportare all’interno del movimento antinuclearista europeo le esperienze ed i risultati ottenuti in Italia;

C) richiesta e/o proposizione di un piano energetico nazionale e locale che si basi su tre principi fondamentali: 

  • 1. Riduzione dei consumi e risparmio energetico; 
  • 2. Raggiungimento dell’efficienza energetica nei sistemi; 
  • 3. Approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; 

D) Armonizzazione e riqualificazione delle tematiche del lavoro al nuovo scenario energetico.

“Durante l’Assemblea si è focalizzata l’attenzione sul dotarsi di strumenti di lavoro , a partire dalla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, perché si ritiene necessario un salto qualitativo culturale che porti le Popolazioni ad interagire con la “novità” dei rinnovabili, al fine di avere un quadro complessivo della situazione energetica in Italia”, conclude Simone Spiga.

28 giugno 2011

Regione Sardegna: L’Assessore Rassu non incontra tutte le Associazioni Ambientaliste

Si è svolto questa mattina un incontro dell’AssessoreRegionale all’Urbanistica, Nicolò Rassu con le Associazioni Ambientaliste, maancora una volta l’Associazione Fare Verde non è stata invitata al tavolo dell’Assessorato.

“Ricordiamo che l’Associazione Fare Verde è riconosciuta dalMinistero dell’Ambiente e dal Ministero delle Politiche Agricole, tra leprincipali Associazioni Ambientaliste e solo l’Assessorato Regionale all’Urbanisticanon se ne è ancora accorto”, afferma polemicamente Simone Spiga, ResponsabileRegionale di Fare Verde.

 

“Dopo essere stati tra i principali protagonisti della battagliareferendaria contro il nucleare e dopo essere stata in prima linea nelle grandibattaglie per la riduzione dei rifiuti e contro gli inceneritori, vogliamocapire perché invece la Regione Sardegna abbia intrapreso una linea dicontrasto e non collaborazione con la nostra Associazione”, denuncia Spiga.

“Crediamo nel dialogo tra Istituzioni e Associazioni e daoggi ci aspettiamo segnali chiari altrimenti saremo costretti a denunciaresistematicamente questa situazione che non favorisce un confronto costruttivo,a questo punto ci aspettiamo un cambio di rotta nella modalità di invito delleassociazioni e ci riserviamo di entrare nel merito dell’iter di revisione delPPR”, conclude Simone Spiga.

17 maggio 2011

Fare Verde, la Sardegna insegna: contro il nucleare, mobilitazione ampia e trasversale

Fare Verde, che fa della trasversalità politica la sua bandiera, commenta il risultato straordinario della Sardegna: affluenza doppia rispetto al quorum richiesto e il 98% di elettori contrari al nucleare.

"Il risultato della Sardegna ha dimostrato che contro il nucleare si vince solo se si fa una campagna del tutto trasversale che coinvolga gli elettori di destra, di centro e di sinistra." - afferma Massimo De Maio, presidente di fare Verde - "Portavoce del comitato sardo "Sì contro il nucleare" è Simone Spiga, attivista di Fare Verde e uomo con una lunga militanza "a destra" che prima ha promosso il referendum regionale insieme agli indipendentisti e poi ha saputo coinvolgere esponenti di quasi tutti i partiti, dai Verdi al PDL, dal PD a FLI, da SEL al Partito Sardo d'Azione."

Per De Maio: "L'accorpamento con le amministrative è stato importante, ma bisogna ricordare che si votava in 93 comuni su 377, mentre il quorum è stato calcolato su tutti gli aventi diritto al voto, circa 1.480.000 persone. Segno che se si coinvolge tutto l'elettorato di destra, di centro e di sinistra, il 12 e il 13 giugno si può vincere anche sui trucchi come il mancato accorpamento del referendum nazionale con le amministrative, che costerà agli Italiani circa 400 milioni di euro".

Registrata questa storica vittoria in Sardegna, per Fare Verde bisogna ora impegnarsi a fondo per il referendum nazionale del 12 e 13 giugno: "Nelle prossime tre settimane bisogna far capire a tutti gli Italiani che battersi per fermare il nucleare non equivale a battersi contro una parte politica" - afferma De Maio - "A sostenere il nucleare è uno schieramento trasversale che va da Claudio Scajola a Umberto Veronesi, da Chicco Testa a Stefania Prestigiacomo. Tutti sostenitori di poteri più o meno forti interessati all'affare nucleare e capaci di influenzare qualsiasi Governo, di qualsiasi colore politico."
De Maio non ha dubbi: "A fermare il nucleare deve essere, quindi, uno schieramento popolare altrettanto trasversale, che nel nome di una battaglia civile nell'interesse dell'Italia metta da parte le proprie casacche e le proprie simpatie di partito. Agli elettori di centrodestra bisogna dire che il nucleare è l'esatto contrario di ciò in cui credono: libertà di mercato, indipendenza energetica nazionale, federalismo. Agli elettori di centrosinistra bisogna dare gli strumenti per controbattere alle argomentazioni di Chicco Testa, Umberto Veronesi e Margherita Hack."

"Non è il momento dei calcoli politici" - conclude De Maio - "Scegliere il nucleare significa impegnarsi a sostenere costi incalcolabili visto che le scorie più pericolose hanno una durata superiore ai 200.000 anni. Inoltre, scegliere il nucleare oggi per alimentare i nostri sprechi energetici significa condizionare la vita di molte generazioni future di Italiani. Sono scelte che non si possono fare in base alle opportunità politiche di breve periodo."


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8 aprile 2011

Contro gli speculatori a Tuvixeddu

Nella giornata diieri sono state presentate, una alla Camera e una al Senato, due identicheMozioni. Primi firmatari il Senatore del Pd Roberto della Seta e l’On. FabioGranata di Fli sul tema della tutela di Tuvixeddu e contro la speculazioneedilizia in corso sull’importantissima area della necropoli punica.

 

“Salvare dalcemento e dalle speculazioni la più grande necropoli punica del Mediterraneo èl’obiettivo della Mozione bipartisan presentata alla Camera e al Senato, chedenuncia la minaccia del mega progetto di oltre 300 mila metri cubi di cementoin una delle più belle zone archeologiche della Sardegna”, afferma SimoneSpiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Alla vigilia dellasettimana europea della Cultura in programma da domani 9 Aprile, taleiniziativa è il proseguimento di una battaglia che le AssociazioniAmbientaliste e molti movimenti culturali e politici hanno portato avanti pertutelare questo immenso patrimonio culturale”, prosegue Spiga.

Con questa iniziativa, per la quale ringrazio Fabio Granata anome del Circolo FLI "Falcone e Borsellino" di Cagliari, speriamo chealmeno il Governo, solitamente sordo agli appelli volti al rispetto, allasalvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, pongafine allo scempio del quale è fatto oggetto il colle di Tuvixeddu, con lacomplicità dell'Amministrazione Comunale uscente e della latitante GiuntaRegionale”, denuncia Riccardo Lo Monaco.

“Anche per questo il nostro Circolo ha sempre avversatol'ipotesi di appoggiare la candidatura alla carica di Sindaco di Cagliari diMassimo Fantola, candidato del Pdl e notoriamente vicino alle"ragioni" dei costruttori e addirittura favorevole alla realizzazionedella bretella stradale che tagli in due la "Montagna Sacra", incalzaLo Monaco.

“Poche settimane fa il Consiglio di Stato ha sancito la tuteladel bene, come previsto dal Piano Paesistico della Regione Sardegna e harimandato al Comune e alla Regione il compito di verificare le modalità di salvaguardiadello splendido bene archeologico”. “Ma sono passate queste settimane nelsilenzio della Regione, del Comune e del Ministro Galan, pertanto da domanipreanunciamo una mobilitazione permanente per tutelare e salvaguardare il bene”,conclude Simone Spiga.

2 aprile 2011

Nucleare: Domenica 3 Aprile grande mobilitazione a Serrenti

La Sardigna esporta energia elettrica e non abbiamo bisogno di centrali nucleari, ma piuttosto una seria politica energetica basata sul potenziamento dellel rinnovabili e su una politica di risparmio energetico, queste solo le basi dell'incontro che si terrà domani Domenica 3 Aprile a Serrenti, promosso dal Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA.

L'iniziativa si svolgerà dalle ore 18.00 presso l'Ex Mattatoio in Via Nazionale alla presenza di Simone Spiga, promotore del Comitato, di Giuseppe De Fanti, Assessore all'Ambiente della Provincia del Medio Campidano, di Vania Statzu, ricercatrice esperta nel settore delle rinnovabili e da Igor Lampis, scrittore del libro "Lo Spirito del mio Tempo".

Inoltre sarà presente l'artista Maira Pedroni che esporrà i suoi lavori contro il nucleare.

Il Convegno, che servirà per sensibilizzare i cittadini sul Referendum Consultivo Regionale del 15 Maggio, sarà anche occasione per ricordare la data del 12 e 13 Giugno quando l'Italia interà voterà per il Referendum Abrogativo contro il nucleare.

A conclusione delle relazioni i cittadini potranno intervenire per un dibattito aperto sul tema del nucleare e della tutela del territorio.

Per informazioni sull'evento contattare Mauro Diana cell.3472910749 e-mail dianamaur@gmail.com.

Grazie

3 gennaio 2011

DAL 3 AL 6 A QUARTU E CAGLIARI "BEFANA ANTI NUCLEARISTA"


Da lunedi' 3 a giovedi' 6 gennaio prossimi il Comitato "Si' contro il nucleare in Sardegna" promuovera' a Cagliari e Quartu la "Befana antinuclearista", manifestazione cui aderiscono le associazioni Otto Lettere, Foudu Dia e Fare Verde. Nella sede regionale del comitato, in via Irlanda 82 a Quartu, da lunedi' fino a mercoledi', dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 20, saranno raccolti giocattoli usati. Martedi' 4 alle 19 sara' aperta una mostra di giocattoli fatti con materiale riciclato. La "Befana Antinuclearista", che si propone di contribuire a educare i bambini al rispetto dell'ambiente e al riutilizzo dei rifiuti, si concludera' giovedi' 6 con una manifestazione dedicata ai bambini che comincera' alle 10.30 in piazza Giovanni XXIII a Cagliari.

29 dicembre 2010

Non buttare il tuo albero di Natale

Con la conclusione delle festività natalizie sorge in molte cittàitaliane l'esigenza dei cittadini di sbarazzarsi degli abeti utilizzati come"Alberi di Natale", un problema che più persone ci hanno segnalato eche riguarda anche uffici di vario tipo.

"Per questo motivo,l'Associazione Fare Verde di Cagliari ha richiesto al Comune di Cagliari, lapossibilità di utilizzare uno spazio cittadino per recuperare e ripiantarequeste piante, considerato che dai dati forniti dalla Cia, ConfederazioneItaliana Agricoltori si sono spesi circa 150 milioni di euro peracquistare  8 milioni di alberi in tuttaItalia”…”Anche il Natale 2010, passata ormai abbondantemente la moda spacciataper ecologica dell’albero finto (solo in 5 milioni ne hanno comprato o usatouno) le case torneranno a profumare delle fragranti resine di Picea Abies e diAbies Alba”, afferma Simone Spiga, Responsabile di Fare Verde.

"Sul territorio cittadino come triste consuetudine, moltepersone si sbarazzano delle piante buttandole nella spazzatura, quando invecepotremmo migliorare delle aree di Cagliari"..."l'area che Fare Verdeha individuato per ripiantare gli alberi è lo sterrato situato dietro la ViaCastiglione, un'area contesa e che nel mese di Dicembre è stata sbancata perfavorire il parcheggio delle auto in un area destinata al verde pubblico e all’istruzione”,prosegue la nota di Spiga.

"Vogliamo ricordare del Natale, l'aspetto più culturale edella tradizione dell'albero, infatti l’usanza dell’abete natalizio discendedalle tradizioni pagane del culto solare e del Sole Invitto, quando l’addobbarecon luci un albero, significava festeggiare, in concomitanza con il solstizioinvernale, la vittoria della vita sulla morte e del bene sul male"..."L’esattoopposto di quanto purtroppo avviene nella nostra moderna società dei consumi,dove gli abeti, svuotati di ogni significato e simbolismo, vengono volutamentemercificati e commercializzati senza radici per favorirne la morte e quindil’ulteriore acquisto l’anno successivo"..."Per quanti invece nonhanno voluto rinunciare all’utilizzo di un abete vero, abbiamo quindi deciso difornire la possibilità di metterlo a disposizione dei nostri volontari cheprovvederanno a ripiantarlo in una zona della città dove, la cittadinanzachiede da tempo la creazione di un area verde", conclude Simone Spiga.


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4 dicembre 2010

Ancora una volta diciamo un categorico NO ai rifiuti campani in Sardegna

La parola “emergenza”, utilizzata in questi ultimi anni sul caso dei rifiuti campani, ci sembra un modo molto scorretto per affrontare seriamente il problema dello smaltimento dei rifiuti, in una Regione italiana, dove sia per colpa del Governo Berlusconi, che per la negligenza delle Amministrazioni locali sia di Centro Destra che di Centro Sinistra, non si riesce ad affrontare seriamente questo dramma.

“La situazione venutasi a creare, ancora una volta in Campania, ci deve vedere nettamente contrari allo smaltimento in Sardegna di rifiuti campani.  Fare Verde è stata contraria sin dal primo momento e oggi più di ieri esprime contrarietà a questa ipotesi”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Considerato che non ci risulta che siano mai pervenuti i soldi promessi per lo smaltimento dei rifiuti campani,  arrivati in Sardegna nel Gennaio 2008 che provocarono una mobilitazione in tutta la regione”…”oggi vogliamo capire perché in questi anni non ci sono stati passi avanti in Campania sulla riduzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata”, incalza Spiga.

“Fare Verde, promotrice del Comitato Referendario SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, chiede alla Regione Sardegna una presa di posizione netta. La solidarietà ad una popolazione non può prescindere dalle scellerate scelte di non affrontare radicalmente il tema dei rifiuti. Per queste ragioni, ci stiamo mobilitando in tutta la Sardegna per promuovere politiche energetiche alternative al nucleare, sensibilizzando i cittadini sardi,  partendo proprio dalla riduzione dei rifiuti, unica soluzione per sprecare meno energia e per tutelare l’ambiente che ci circonda”, conclude Spiga.

12 ottobre 2010

Cementate le aiuole di Via Dante a Cagliari

Le Associazione Fare Verde ed Officina Ecologista rendono noto che nei giorni scorsi il Servizio Verde Pubblico del Comune di Cagliari ha provveduto a rimuovere alcuni alberi malati, esattamente otto, nella via Dante, ma soltanto in 2 casi si è provveduto alla sostituzione, mentre in altri l'aiuola è stata cementata volendo così chiaramente significare la volontà di non ripristinare ciò che è stato tolto.

Una scelta che non ha alcuna chiara motivazione e per questo le Associazioni hanno voluto denunciare questa situazione, senza dimenticare che il verde pubblico va sempre e comunque salvaguardato, soprattutto nel centro urbano dove vi è maggiore esigenza di ossigenazione dell’area.

Fermo restando che tutto ciò sembra contrastare col Piano del Verde fortemente voluto dall’Amministrazione attuale e ben pagato, che prevedeva dei misteriosi quanto inattuati percorsi verdi, ideale accompagnamento verso i grandi parchi della città. Tutto questo oggi è fantascienza e ci aspettiamo quanto prima risposte dal Comune di Cagliari.

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