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26 marzo 2012

Oltre 8000 in fila per vedere l'identità di Cagliari

E' emozionante sapere che oltre 8000 persone ieri si sono messe in fila per vedere Tuvixeddu... 
E' emozionante sapere che oltre 8000 persone credono nella nostra identità e nella storia della nostra bellissima città...
E' schifosamente vergognoso sapere che qualche politicante era pronto a svendere questo patrimonio per qualche marchetta elettorale...


I cagliaritani, complice una giornata bellissima e non troppo calda, hanno voluto rispondere  molto positivamente all'evento promosso dal Fondo Ambiente Italiano a Tuvixeddu. Il colle, sottoposto a sequestro a causa di un tortuosa e complicata procedura giudiziaria, ieri è stato aperto ai cittadini che in tutta la giornata, erano in fila davanti all’ingresso di via Falzarego. Il tour, organizzato in gruppi di circa 30/40 persone, tuttavia ha permesso di visitare soltanto un piccola parte del colle. Nell’area accessibile, dove sono presenti più di mille tombe, esperti del settore e alunni delle scuola media Ugo Foscolo hanno fornito le spiegazioni ai visitatori.

Ovviamente come avviene in questi casi, vi sono stati alcuni disagi e alcune mancanze che potranno essere migliorate con il tempo. Infatti è stato possibile entrare e uscire dalla necropoli utilizzando un solo accesso, era accessibile solo una parte dell'intera area di Tuvixeddu, inoltre la chiusura del sito durante l'orario di pranzo ha creato diverse problemi e per finire si segnalano numerose lamentele per il fatto che fosse possibile saltare la fila , iscrivendosi direttamente alla Fai nel gazebo allestito all'ingresso.

23 giugno 2011

Nasce www.simonespiga.it un nuovo strumento per Andare Oltre…

Sembrava ieri il 5 Gennaio del 2005 quando decisi diaprire il Blog che nelle mie prime intenzioni doveva essere uno strumento dilibertà e di dibattito aperto.  Con ilpassare del tempo si è trasformato in uno strumento di controinformazionerispetto al pensiero dominante, dove i temi dell’identità, della socialità,della tutela dei diritti civili, dell’ambiente e di una certa visione di destrasono stati il collante del mio percorso politico.


Il politicamente scorretto è diventato illinguaggio di questo Blog e oggi con oltre 1.000.000 di visite posso dire che ègiunto il momento di creare un nuovo strumento telematico, per rafforzare ilBlog e per mettere in sinergia tutte le attività che da anni porto avanti nelmio percorso politico. Infatti ho deciso, grazie al supporto della web designerMaira Pedroni, di creare il sito www.simonespiga.itche riunisca tutte le mie pagine, dai Social Network, al Blog, passando perYoutube.


Con questo strumento si vuole proseguire ad affrontaretematiche internazionali, superando il pericoloso scontro fra civiltà, macercando la comprensione e la difesa delle identità di tutti, salvaguardandol’autodeterminazione dei popoli. 

In politica interna voglio proseguite nella stradadel politicamente scorretto e libero dalle catene dei Partiti, pur militandoattivamente in Fli, non voglio che sia il megafono del Partito, ma il megafonodei cittadini, per questo, come sempre non guarderò in faccia potenti o pseudotali, ma cercherò di essere il pungolo per le future battaglie che ciriguardano tutti.

 

Grazie a chi fino ad ora mi ha seguito e grazie a chicontinuerà a farlo.

 

Simone

6 settembre 2010

UCCISO SINDACO POLLICA: UN PESCATORE PALADINO DELL’AMBIENTE

(SALERNO), 6 SET – Angelo Vassallo sposato e padre di due figli, in passato è stato anche Consigliere provinciale di Salerno. Nel Cilento era conosciuto come il «sindaco-pescatore» per la sua attività principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell’ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Proprio il mese scorso aveva rilasciato una intervista esprimendo apprezzamento per il decisionismo della Lega, lamentando troppa lentezza nella risoluzione dei problemi del Mezzogiorno.

Vassallo è stato più volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per le sue acque limpide (è segnalata con cinque vele nella Guida Blu di Legambiente) e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri. (ANSA).


24 marzo 2010

Ambiente e territorio, ne parliamo a Quartu Sant'Elena

19 marzo 2009

REGIONE, Sardegna aderisce a Rete Foreste Mediterraneo

 Per la sua prima delibera, la nuova Giunta regionale ha scelto la tutela del proprio patrimonio boschivo. Nello specifico, su proposta dell'Assessore Simeone, la Regione ha scelto di affiliarsi alla “Rete delle foreste mediterranee”, un progetto transnazionale composto da Spagna (regioni di Castilla y Leon e Murcia), Grecia (Macedonia occidentale e Prefettura di Magnesia), Francia (Provence-Alpes -Cote Azur e Corsica), Croatia (Istria), oltre, naturalmente, alla Sardegna. Ogni regione partecipante dovrà individuare delle aree da tutelare corrispondenti a quanto indicato nel programma di salvaguardia. Le regioni mediterranee partecipanti potranno contribuire alla costituzione della rete mediterranea delle Foreste Modello sulla scia dell’omologo network internazionale coordinato dal Canada e già operativo da alcuni anni. L'Assessore Emilio Simeone, vicino all'Udc, ha dichiarato: “Lo schema di Foresta Modello cerca di tradurre in termini concreti i principi espressi dalla codifica della Gestione Forestale Sostenibile nelle sue svariate connotazioni ambientali, economiche e sociali, in tale forma avvicinandosi agli attuali schemi di certificazione della gestione dell’ambiente e delle filiere produttive”. L’Assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sull’attinenza e similitudine fra il predetto schema delle Foreste modello e quello già adottato dal governo regionale con la pianificazione forestale di distretto, avviata in attuazione degli indirizzi del Piano Forestale Ambientale Regionale, Simeone ha poi concluso sottolineando l’importanza della partecipazione della regione Sardegna ad una rete estesa alle regioni del bacino del mediterraneo nei termini di “sperimentazione, confronto, condivisione e collaborazione interregionale”. (mm) (admaioramedia.it)

12 dicembre 2008

10 cartoline di Fare Verde dedicate al Governo Berlusconi

10 cartoline dall'Europa verranno spedite oggi da Fare Verde ai Ministri Prestigiacomo, Frattini e Scajola impegnati nei negoziati europei per il Clima.
Le cartoline vogliono offrire al Governo italiano il panorama di cosa sta accadendo e di cosa accadrà in Europa in ambito energetico e convincerlo a non ostacolare gli accordi europei per la riduzione dell'inquinamento, l'incremento dell'efficienza energetica e l'incremento delle fonti rinnovabili. Per dimostrare che non è solo l'Europa a puntare sulle rinnovabili, una ulteriore cartolina sarà spedita dagli Stati Uniti.

Le cartoline giocano con le formule dell'anidride carbonica e dell'ossigeno, riportando una scritta CO2 in cui è stata cancellata la "C". Più ossigeno (O2), quindi, per l'ambiente, le generazioni future, ma anche per l'economia in crisi:
da Hannover Fare Verde ricorda al Ministro Prestigiacomo che in Germania nel solo 2006 sono stati creati 235.000 nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili e tra il 2004 e il 2006 l'occupazione in questo settore è aumentata del 50%.
Da Salonicco, una speranza per i paesi del Mediterraneo: la Grecia ha più collettori solari per abitanti della Germania, che pure è leader del settore.
Da Madrid, un obiettivo concreto a brevissimo termine: almeno il 30% dell'elettricità prodotto da fonti rinnovabili entro il 2010.
Da Londra, una scelta politica che conferma l'urgenza di rimboccarsi le maniche: il 3 ottobre scorso è stata annunciata la creazione del Ministero per l'Energia e i cambiamenti Climatici.
Da Vienna la vittoria definitiva delle rinnovabili sull'energia atomica: la centrale nucleare di Zwentendorf sarà trasformata in un impianto fotovoltaico. Ricordiamo che anche l'Austria, come l'Italia, ha rinunciato al nucleare.

Da Pristina (Kosovo), Belgrado (Serbia), Podgorica (Montenegro), Skopje (Macedonia) e Zagabria (Croazia), i giovani del Sud Est dell'Europa chiedono di dare respiro alla cooperazione internazionale puntando sulla produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili. Fare Verde ha già iniziato in Kosovo, dove sta realizzando nella città di Peja/Pec un progetto pilota per l'efficienza energetica la produzione di energia da fonti rinnovabili su piccola scala e il trasferimento di conoscenze e competenze tecniche a studenti, docenti e artigiani locali: un impegno concreto per una ecologia della responsabilità.

Infine, dagli USA, Fare Verde ricorda che il nuovo presidente degli Stati Uniti Barak Obama punta sulle rinnovabili per rilanciare economia e occupazione.

I Ministri del Governo italiano stanno arrecando un danno all'Italia. Ma possono ancora ripensarci e non ostacolare l'accordo europeo 20-20-20: l'Italia ha bisogno di energie nuove per non restare isolata in Europa e nel mondo delle rinnovabili.


Le cartoline saranno anticipate oggi ai Ministri italiani via email.

Scarica il volantino dell'iniziativa (PDF 230 kb)


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permalink | inviato da simonespiga il 12/12/2008 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 ottobre 2008

Berlusconi e la Politica ambientale di Al Gore...

Quest'oggi leggendo la prima pagina de L'Unità, il quotidiano della Sinistra Italiana, sopra il titolo di primo piano, si trovava una frase estrapolata da un discorso di Al Gore, leader dei democratici e oggi sostenitore delle tesi più interessanti in materia ambientale.
Riporto a seguire le sue dichiarazioni che mi portano ad una riflessione su Berlusconi e le sue Politiche Ambientali:
"Ogni giorno che passa si riduce la dose di tempo a nostra disposizione per salvare il pianeta. Siamo ad uno stato di allerta che i tecnici definiscono cinque: cavalchiamo sull'orlo dell'abisso. Per fortuna si può ancora invertire la rotta. Dobbiamo quindi credere a una nuova generazione di uomini in grado di prendere presto decisioni coraggiose" .
La riflessione che mi viene e che proprio Berlusconi ha saputo interpretare le parle di Gore nel peggior modo possibile, infatti ha avuto il coraggio di prendere coraggiose decisioni contro tutto e contro tutti!

Simone



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permalink | inviato da simonespiga il 21/10/2008 alle 0:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 ottobre 2008

Pdl: due modi di intendere l'ambiente..

Questa sera non ho molta voglia di soffermarmi sulle solite polemiche Centro Destra - Centro Sinistra, ma una piccola polemica, tutta in casa Pdl,  la voglio fare io...

Secondo il Governo italiano, il piano europeo per combattere il riscaldamento del pianeta e far fronte alla crisi energetica sviluppando energie rinnovabili e pulite, costerebbe all'Italia 180 miliardi di euro, l'1,14% del suo Pil e il 19,7% dei costi totali del piano, per questo motivo si è deciso di ridiscutere il protoccolo di Kyoto senza alcuna preventiva discussione all'interno della Coalizione.
Nel mentre il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, lancia nuove politiche per l'ambiente e punta sui farmers market, ecco a seguire il comunicato:

Roma scommette sui farmers' market. Lo ha detto il sindaco della Capitale Gianni Alemanno intervenuto a Cernobbio al Forum sull'agricoltura organizzato dalla Coldiretti. "Nel giro di due anni - ha detto - vogliamo aprire 4 mercati degli agricoltori e lavorare su un marchio che identifichi non solo la cucina ma anche i prodotti romani". Per fare questo Alemanno pensa a un patto di collaborazione fra agricoltori, commercianti e consumatori. "Non si deve aver paura dei farmers' market - ha aggiunto al-rimenti vuol dire che si ha si ha qualcosa da nascondere".

Dal palco della Coldiretti, inoltre, Alemanno ha espresso l'auspicio che "il Consiglio di Stato revochi la vendita della Centrale del latte di Roma per poterla riconsegnare ai produttori e dare alla capitale del latte che arrivi dal territorio". Tra le altre proposte del sindaco della Capitale quella di "convertire in fattorie didattiche le tre realtà agricole attualmente controllate dal Comune, che conserverà anche il suo centro di macellazione al servizio della città. Inoltre la Fiera di Roma deve diventare la vetrina dell'agroalimentare italiano".

Uno sforzo particolare Roma poi lo farà in difesa dell'Ambiente. "Si devono sfruttare tutti gli spazi per massimizzare l'uso del solare fotovoltaico - ha detto - e bisogna potenziare la raccolta differenziata, attualmente ferma al 15-16%, troppo bassa. Solo coinvolgendo ministeri e enti pubblici potremmo farla avanzare di almeno il 10%".


Volete anche chiedermi da che parte sto?
Questo Governo in politica ambientale rischia di essere uno dei peggiori dell'era repubblicana...Speriamo di no!

Simone


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24 luglio 2008

Pensare l’ecologia fino in fondo

di Alain de Benoist 

Domanda. Contro lo sviluppo durevole e l’insieme delle visioni “progressiste” dell’ecologia e dell’uomo, negli anni Settanta ha cominciato a svilupparsi una teoria della “decrescita”. Può definirla e descrivere i suoi principali sviluppi e obiettivi?

Risposta. Oggi siamo di fronte a due fenomeni ben conosciuti da tutti: inquinamenti di ogni genere, che trasformano progressivamente la Terra in pattumiera e provocano ormai serie irregolarità climatiche, e un esaurimento accelerato delle riserve naturali che il nostro pianeta aveva impiegato milioni di anni a costituire. La causa essenziale di questa situazione è la civiltà industriale, che si è lanciata da due secoli in una folle corsa in avanti senza preoccuparsi dell’ambiente e immaginando che le risorse naturali fossero al contempo inesauribili e gratuite, mentre né l’una né l’altra cosa erano vere. La teoria della decrescita è nata all’inizio da una riflessione sulla nozione di limite, e più precisamente dalla constatazione che non può esserci una crescita economica (o demografica) infinita in uno spazio finito dalle riserve naturali limitate. In altri termini, nessuno può vivere indefinitamente a credito su un capitale non riproducibile. L’economista Nicholas Georgescu-Roegen è stato uno dei primi a presentare la decrescita come una conseguenza inevitabile dei limiti imposti dalla natura. L’idea è stata poi ripresa, in particolare negli ambienti ecologisti, da un certo numero di economisti e di teorici. Affermando che bisogna far decrescere l’“impronta ecologica” delle società industriali, i “decrescenti” constatano che andiamo dritti verso una catastrofe, che ci andiamo sempre più in fretta e che bisogna cambiare rotta. Ma la tematica della decrescita ha beninteso anche una portata antropologica e un aspetto morale. Essa si fonda sul rifiuto della dismisura, il rifiuto di un’evoluzione che fa predominare l’interesse per le cose inanimate sulle cose viventi, che riporta la nozione di valore sulle nozioni di calcolo e profitto, e che finisce col trasformare gli stessi esseri umani in oggetti. La scuola raccomanda non una limitazione della libertà, ma al contrario un ritorno alla “vita buona” di cui parlava Aristotele, in opposizione alla “vita” ordinaria considerata nel suo solo rapporto con i bisogni elementari. È un rifiuto della trasformazione del mondo in un mercato, un rifiuto di quella fuga in avanti nel “sempre di più”, che è consistita per così tanto tempo nell’internalizzare i profitti e nell’esternalizzare le perdite, senza preoccuparsi del quadro naturale di vita né delle conseguenze future delle nostre azioni. È dunque una teoria che contraddice nettamente l’attuale mentalità dominante, secondo la quale è meglio avere di più che cercare di essere di più (ed anche che l’essere si riduce all’avere). 

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4 giugno 2008

Fare Verde manifesta ad Assemini

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