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22 maggio 2012

Raccolte in due ore 300 firme per la riduzione degli stipendi dei parlamentari

Partita questa mattina la prima giornata di raccolta di firme per il Referendum Nazionale Abrogativo dell'Art. 2 della legge 31 ottobre 1965 nr. 1261 concernente la determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento Italiano. 
"La prima tappa della mobilitazione è stata Selargius, dove abbiamo fatto un banchetto informativo e di raccolta delle firme e nonostante il maltempo, in circa due ore, sono state raccolte dai volontari di Selargius oltre 300 firme", afferma Simone Spiga, Portavoce regionale del Comitato Sardegna contro la casta, promotore in Sardegna del Referendum.
"Abbiamo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte dei cittadini e possiamo affermare che questa prima tappa della raccolta delle firme che durerà per circa 2 mesi ha visto un grande coinvolgimento di cittadini", prosegue Alessandro Aghedu.
"L'articolo 2 che vogliamo abrogare riguarda il rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese, ma possiamo affermare che la cifra è di circa 5000 euro al mese", prosegue Spiga.
"A conferma dell'importanza dell'iniziativa, dopo aver comunicato l'adesione di Graziano Milia, esponente di punta del Pd, Gianluca Medas, attore e intellettuale e di  Gianfranco Scalas, Presidente Nazionale di Fortza Paris, oggi possiamo comunicare che anche Marcello Abis, Presidente del Movimento "Sardegna Virtuosa" ha aderito e che  promuoverà la raccolta di firme con proprio banchetti sin dalla prossima settimana,  chiunque volesse ancora aderire e sostenere questa campagna referendaria lo può fare contattando il Comitato - La Sardegna contro la casta - al numero 3382907440 oppure su  Facebook alla pagina del Comitato oppure aderendo all'evento che ha ormai superato le 35.000 adesioni - Referendum per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari - ", conclude Simone Spiga 

18 ottobre 2007

SULLA RIVSULLA RIVOLUZIONE E SULLA SOVVERSIONEOLUZIONE E SULLA SOVVERSIONE

 di Nicola Piras - Azione Giovani Sassari

La sfida lanciata da Grillo contro la politica avanza irrefrenabile e con sempre maggior numero di sostenitori. Gli ambienti della migliore intellighenzia italiota sorridono beffardi cavalcando il fenomeno, sostenendo il leader blogger, novella guida di una generazione o almeno così parrebbe, e mettendo sempre più carne sul fuoco.
Sembrerebbe che una rivoluzione sia in atto, proletari contro la casta, eroi che si ribellano al potere iniquo di tiranni senza scrupoli. Ma la realtà è ben diversa una generazione intera è stata ammorbata da un virus inquietante, un veleno intangibile molto più pericoloso di quello a cui cercano di fungere da antidoto.
Siamo stati coinvolti nella sfida dell’antipolitica.
L’antipolitica non è rivoluzione ma sovversione per eccellenza, è anarchismo contro ordine, bassezza che lotta eccellenza, profano contrapposto a divino.
Il divario che divide politica e antipolitica non è solo la negazione che una compie in termini nel confronto dell’altra, ma soprattutto la battaglia strenua in cui la seconda coinvolge la prima. L’ordine per eccellenza è determinato dalla politica, che è cosmo prima di tutto.
Il disordine per eccellenza è determinato dall’antipolitica, che è caos prima di tutto.
Non si tratta di stabilire o comprendere i motivi superficiali che hanno portato un mondo giovanile intero a seguire la disperante via dell’antipolitica ma di capirne la reale motivazione e di come traviare queste energie sulla retta via della politica.
Grillo e i suoi manifesti contro il sistema attuale, di caste e favori, altro non sono che l’epidermide di un fenomeno che trova il disagio molto più a fondo di quanto ci si voglia far credere.
Il disagio è causato da un vuoto lancinante, uno strappo senza precedenti nella storia dell’ultimo novecento, che coinvolge ogni forza tesa nell’atto politico.
Da metà degli anni 80 a oggi si è assistito al graduale disinteressamento della gioventù ai problemi della politica, ma non solo perché la classe dirigente andava nel divenire una casta con l’attitudine allo sganciamento dalla realtà ma in modo particolare perché andava mancando il concetto superiore di Idea combattuto dalla semplicità utilitaristica ed economicistica.
Che l’Idea per la quale si combattesse fosse una piuttosto che l’altra è un problema di secondaria importanza, difatti il punto cruciale della questione sta nella tensione che la gente poneva nell’affrontare la problematicità quotidiana supportata da qualcosa che era altro da se, superiore all’imminenza terrena, in quanto andava oltre, era il principio della fedeltà. Fedeltà alla causa da perseguire, giungere a un obbiettivo ultimo, battendosi strenuamente in movimento fisico e intellettivo continuo.
La politica incarnata nell’idea era un atto contemplativo, un rito pagano da riproporre giorno dopo giorno nella speranza dell’avvenire.
Quando l’avvenire è giunto senza che l’idea fosse divenuta realtà materiale allora la sfida antipolitica cominciò realmente a sorgere e a mangiare metro dopo metro terreno alla politica.
La battaglia al mostro che sbrana la nostra generazione è da porre sul piano dell’alternativa concreta di un idea realizzabile, da osannare nel suo passato proponendola per l’oggi e il futuro. Qualcosa che già c’era prima di tutto, trascendente e mitica, esaltante nelle virtù umane verso traguardi ultraterreni.
È necessario esaltare i valori di sempre contro i modernismi filosofici, innalzare l’uomo a traguardi che siano oltre, come già detto, l’immanenza per affermare la trascendenza. Dunque l’antipolitica è il mondo moderno nelle sue infami caratteristiche e sua negazione è politica, tradizione.
Sangue e idee contro moneta e utilità. La politica è la reale rivoluzione dell’uomo che non sia adatta al perverso meccanismo a cui son stati assoggettati sani principi; l’antipolitica è la sovversione contro i principi nello scopo di mantenere saldo il perverso meccanismo.
Rivoluzione è combattere per cambiare lo Stato, lottare, sì, contro il sistema ma per impiantarne uno migliore.
Sovversione è combattere lo stato per sovvertirne l’ordinamento in un nulla astratto, dove il padrone incoraggi la sua prepotenza e lo schiavo svilisca la sua speranza.


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permalink | inviato da simonespiga il 18/10/2007 alle 0:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

21 agosto 2007

Finanziamento partiti, Alemanno: da Sposetti e Gasparri “due opposti estremismi”

“Mi sembra che le proposte di Sposetti e di Gasparri rappresentino due ‘opposti estremismi’ che non servono a dare risposte concrete ed adeguate alle critiche della cosiddetta ‘antipolitica’”. Lo afferma, in una nota, l’ex ministro e parlamentare di An Gianni Alemanno, a proposito del finanziamento pubblico ai partiti proposto questa mattina da Ugo Sposetti in un intervista a “Il Giornale” e dell’intenzione di Maurizio Gasparri di presentare una proposta di legge per l’abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico e di rimborso elettorale ai partiti. “E’ impensabile ripristinare il finanziamento pubblico dei partiti, come propone Sposetti, perché questo - spiega Alemanno - è ormai rifiutato dalla coscienza della stragrande maggioranza dei cittadini. Sono passati molti anni dal referendum che ha abolito il finanziamento pubblico ma se oggi questa consultazione fosse riproposta, i risultati non sarebbero affatto diversi”. “Ma l’idea di Gasparri di abolire qualsiasi forma di rimborso delle spese elettorali è una proposta demagogica che, se attuata, non farebbe nient’altro che mettere ancora di più la politica italiana nelle mani dei poteri forti economici e finanziari. Neppure i più fieri assertori della critica alla ‘casta dei politici’ si sono spinti fino questo punto”. “Ci vuole serietà ed equilibrio quando si toccano dei problemi così importanti per la credibilità della nostra democrazia. E’ necessaria una legge organica che riduca i costi pubblici dei partiti politici, ma anche quelli di tutte le istituzioni come il Parlamento e di tutte le organizzazioni di rappresentanza, come i sindacati. Una legge che colleghi questi costi con la trasparenza e la democrazia nella vita interna di partiti e sindacati e con la correttezza del rapporto tra politica ed economia. Ci deve essere una Autorità indipendente, nominata dalla Corte costituzionale, che vigili su tutte le attività politiche ed istituzionali per evitare che queste nuove norme vengano eluse con trucchi di vario tipo”. “Questo è il senso della Proposta di legge – conclude Alemanno - che presenteremo a Settembre insieme a tutti i parlamentari disponibili in ogni gruppo politico. Ieri durante il dibattito su questi temi a “Cortina incontra” abbiamo trovato un intesa anche con Gian Antonio Stella per verificare insieme questa legge, sia nel testo sia nel percorso di approvazione”.


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permalink | inviato da simonespiga il 21/8/2007 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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