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3 gennaio 2012

DIMISSIONI SUBITO!!!

10 luglio 2010

Invito a comparire per Cappellacci

Tratto dall'Unione Sarda

di ANTHONY MURONI

Una vasta rete di contatti ai più alti livelli politici, imprenditori disposti a investire e prestanome pronti a firmare. Funzionari regionali da far nominare e da muovere come pedine, con l'obiettivo di realizzare profitti in maniera illegale. Questo e molto altro ancora, secondo i magistrati romani, dietro le mosse di Flavio Carboni a proposito dell'affare energie-rinnovabili in Sardegna. Il filone principale dell'inchiesta romana, quello che ha poi generato il fascicolo sulla presunta costituzione di una società segreta che mirava a condizionare politici e magistrati. Ieri un'altra novità: la Procura ha notificato al presidente Ugo Cappellacci e all'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis, un invito a comparire per l'interrogatorio. A Cappellacci è stato comunicato il suo status di indagato. «Andremo per dovere morale e istituzionale - ha spiegato il legale del governatore, l'avvocato Guido Manca Bitti -, anche se la contestazione è talmente generica che non consente di comprendere da cosa dobbiamo difenderci».

LE INDAGINI Nell'ordinanza che ha portato in carcere l'uomo d'affari originario di Torralba ci sono infiniti riferimenti e telefonate intercettate che riguardano l'assessore Asunis, il direttore dell'Arpas Ignazio Farris, l'ex consigliere provinciale Pinello Cossu e l'ex commissario dell'Ato Franco Piga. Tutti indagati per concorso in corruzione e abuso d'ufficio. Agli atti anche due telefonate del governatore: una con Carboni (al quale comunica la nomina di Farris all'Arpas) e un'altra con l'amico Piga, nel corso della quale annuncia di voler tagliare i ponti con il gruppo che da mesi esercita pressioni su di lui.

L'AVVIO L'indagine sull'eolico prende il via nel giugno del 2009, il periodo nel quale Carboni pensa di ottenere la nomina del suo amico Ignazio Farris alla direzione generale dell'Arpas (obiettivo raggiunto a settembre). Con che finalità? Condizionare le scelte dell'agenzia, che si occupa dello sviluppo sostenibile e ambientale, al momento del rilascio delle autorizzazioni. Di più: dopo la nomina di Farris, l'uomo d'affari di Torralba tiene costanti contatti con lui, allo scopo di ottenere l'approvazione di una legislazione regionale funzionale ai propri progetti.

LE TELEFONATE La prima telefonata sull'argomento viene registrata il 29 luglio, quando Carboni parla al telefono con l'allora consigliere comunale del Sulcis Pinello Cossu: « A me interessa solo cosa si è deciso, se si è deliberato Ignazio. Mi interessa solo che per Ignazio non si è ancora deciso niente ». Concetti che ribadisce due giorni dopo al telefono con Marcello Garau, consulente dell'Arpas: « Ora tocca a noi? - dice Carboni - tu sarai uno dei vice, su questo ci puoi contare.... Poi devo vedere Farris prima di te, per le nomine. Dobbiamo fare un piano operativo».

LA GIUNTA Il 5 agosto Carboni decide di rompere gli indugi e telefona al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, che lo rassicura: « Domani ci sarà la cosa delle Agenzie, la nomina delle Agenzie ». È la stessa telefonata nel corso della quale Verdini dice al suo interlocutore sardo: « Ti volevo ricordare anche del mio problema a Firenze sul giornale, ricordatene, eh ». Sono quelli i giorni nei quali due persone di fiducia di Flavio Carboni versano dei soldi sui conti del Credito cooperativo di Firenze, presieduto dal leader nazionale del Pdl. Il 6 agosto sembra sbloccarsi la questione dell'Arpas: l'assessore agli Enti locali Gabriele Asunis «comunica in termini allusivi a Carboni la notizia della nomina di Farris», scrive il Gip. Tanto che Carboni telefona all'interessato per comunicargliela. Ma si tratta di un nuovo falso allarme. Nel senso che per tutto il mese di agosto non arrivano atti ufficiali in materia. Carboni si innervosisce e chiama Verdini: « Sono in via Senato, ecco vedo Marcello ( Dell'Utri) con il giudice Lombardi, stiamo completando alcune cose. Dopo di che mi precipiterei a Firenze, se sei d'accordo. Ecco, ti è possibile chiamare il nostro Ugo, per sapere? Perché devo presentare le domande. Hanno cambiato la legislazione in materia, no? ».

LA NOVITÀ Che la nomina fosse funzionale ai progetti di Carboni lo si desume dal tenore della conversazione del 27 agosto. All'altro capo del telefono c'è Farris: « Io quelle domande non le presento finché non è chiarito quel discorso ». Ma l'intervento di Verdini ha evidentemente successo se, nel pomeriggio di quello stesso giorno, è il presidente della Regione Ugo Cappellacci a intrattenersi al telefono con Carboni: « È tutto a posto. Perché noi avevamo già assunto la... il provvedimento che ha efficacia dal primo settembre e quindi dal primo settembre è operativo ». Carboni, rassicurato dalla massima autorità regionale, prende e porta a casa. Chiama Farris e mette a punto i piani: « A questo punto dobbiamo accelerare l'altra questione noi, giusto? ». A gioire è anche Pinello Cossu, sempre nella serata del 28 agosto: « È stata provvidenziale la tua cosa di ieri mattina, il tuo intervento. L'essenziale è vincere, ogni gioco sotterraneo del personaggio che conosciamo. Ignazio è troppo contento. Speriamo che ce ne renda merito strada facendo, ma non ho dubbi. Ce ne darà dimostrazione, credo sia la persona giusta al posto giusto ».

LE SOCIETÀ A questo punto Carboni e i suoi presunti complici sono pronti a far partire il piano criminoso. Ignazio Farris il 20 settembre dice: « Ci rivolgiamo alla Regione con una delle nostre società. Nostra e loro, insieme ». E quando Carboni replica parlando di società miste, Farris lo corregge: « No, non fare una società mista, diciamo un'associazione temporanea d'impresa. Due società si presentano insieme per realizzare un parco » Il 9 ottobre Carboni tira di nuovo in ballo Cappellacci, parlando al telefono con Farris: « Proprio Ugo l'altro giorno a Roma ci ha detto che le istruttorie le fa l'Arpas ». Il direttore replica contento: « Vuol dire che ha recepito il mio pro-memoria ».

LA TRUFFA In una telefonata viene tirato in ballo il commissario dell'Autorità d'ambito Franco Piga. Farris lo indica come « uomo di totale fiducia di Cappellacci. Lui mi ha detto di parlare con lui di tutte queste cose, però ne volevo parlare con te, su cosa dirgli e cosa non dirgli ». In una conversazione della stessa serata, Franco Piga concorda un appuntamento con Carboni e Farris.

LA DELIBERA Incontri e telefonate si susseguono, mentre il gruppo d'affari attende che la Giunta approvi la delibera attesa. Provvedimento che non arriva e del quale Carboni parla al telefono con Farris anche il 21 ottobre, al termine di un vertice a casa Verdini, al quale avrebbe partecipato anche Cappellacci: « Abbiamo parlato di quei vuoti legislativi, sono stato fino a poco tempo fa con Ugo, capito? Gli ho detto che tu stai suggerendo quei vuoti legislativi ». Farris risponde di averne parlato il giorno prima con l'assessore Asunis e che il provvedimento dovrà essere preparato dall'ufficio legislativo della Regione: « Abbiamo visto questa cosa e ora ci vuole l'approfondimento di chi deve preparare la legge, perché devono evitare che questa legge abbia difetti. Pare che l'avvocato sia bravissima. è una signora. Deve evitare che la legge sia impugnata ».

LO STOP Ma qualcosa non gira per il verso giusto. E allora Carboni incontra Franco Piga e gli dà una copia delle delibere, così come lui vorrebbe fossero adottate: « Gli ho spiegato bene la questione - racconta a Farris - gli ho detto che siccome lui ha in rapporto diretto con Cappellacci, deve spiegare bene al presidente che non può fare promesse così, che poi gli si ritorcono contro di lui ». Ma non sembra cambiare molto. Dopo un altro vertice a casa Verdini (è il 26 novembre, partecipano Carboni, Dell'Utri, Martino e Cappellacci), l'uomo d'affari di Torralba è deluso: « Non è andata benissimo, secondo me ». Le bozze di delibera continuano a cambiare ma la situazione non si sblocca: se ne parla il 9 dicembre ancora a casa Verdini (presenti Farris, Garau e Carboni) e il 13 in Sardegna (presenti Carboni, Garau, Piga, Dell'Utri, Verdini e Cappellacci) e poi ancora il 20 gennaio a Roma, tra Verdini, Carboni e Cappellacci.

LA SVOLTA Quando il desiderio di Carboni sta per essere esaudito, argomenta il Gip, succede l'imponderabile: il 20 febbraio un quotidiano nazionale rende note intercettazioni telefoniche tra Verdini e Cappellacci. E tutto si blocca. Se ne trova traccia in due telefonate. Nella prima è Verdini a parlare con Carboni: « Mi costringono a essere anche maleducato, di non rispondere, non parlare. Non vorrei inguaiare anche te ». Nella seconda Cappellacci annuncia a Franco Piga che niente verrà fatto: è il 12 marzo, giorno nel quale la Giunta adotta le delibere che vietano i nuovi parchi eolici: « Con le delibere di oggi mi sono liberato delle pressioni, se la prendono in culo guarda, che se la prendono in culo, ci liberiamo da mille. A parte il fatto che secondo me questa è la soluzione che porta a un risultato concreto per la Sardegna. Io di essere sollecitato mattina, sera e anche di notte da chi ti chiede. Cioé lo sai bene, mi sono rotto i coglioni, da oggi in poi caro Franco mi dispiace, hanno abbassato la serranda, è chiusa la bottega... E andate a rompere i coglioni da un'altra parte, mi sono veramente rotto le palle ».

5 novembre 2008

Fascismo e antifascismo, McCain e Obana, oggi è una giornata strana...

Voglio dirlo subito, sono felice per il risultato delle elezioni americane, anche perchè spero che possa essere la fine degli Usa "gendarmi del mondo", pronti ad esportare democrazia ogni qualvolta vi siano interessi economici da difendere, poi sicuramente anche Obama non potrà fare molte delle cose che ha promesso, ma sicuramente nei rapporti internazionali deve cambiare totalmente la strategia, anche perchè non è tollerabile quello che è avvenuto in questi anni grazia a Bush.
Tutti lo sanno che mi sono opposto duramente alla guerra in Iraq, per questo ho rischiato l'espulsione da An, ma non ho mollato e oggi forse posso dire che avevo ragione io e i tanti militanti di An che allora non erano d'accordo col Governo Berlusconi. Speriamo di uscirne quanto prima dall'Iraq, e speriamo che non vi siano interventi armati in Iran.
Questa notte ho voluto seguire tutto, ho avuto conferma che divesri parlamentari della Destra Sociale hanno sostenuto Obama e sono felice che esista ancora un anima critica all'interno del Pdl. Poi ho letto anche l'intervista di Dell'Utri e ho letto le parole sull'antifascismo, parole che mi hanno indignato, non per il loro contenuto che condivido al 100% ma perchè le abbia dette lui e non tanti altri che avrebbero dovuto dirlo da tempo.

Per concludere una parola sulla cazzata che ha affermato Gasparri oggi in merito al risultato elettorale in America, VERGOGNATI!
Vi saluto e vi invito a proseguire il dibattito con i commenti, la storia ci darà ragione!

Simone

11 aprile 2008

Indiscrezioni sui brogli elettorali..

DELL'UTRI: «NON HO RICEVUTO ALCUN AVVISO DI GARANZIA» - Venerdì sera si è diffusa l'ipotesi che anche Marcello Dell'Utri potesse essere coinvolto nell'inchiesta, ma lui respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli: «Stiamo scherzando? Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone elettorale, io questo putroppo non lo posso impedire. Ma - ha ribadito Dell'Utri - stiamo dando i numeri». Aldo Miccichè, l'imprenditore coinvolto nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria, dice di non conoscerlo personalmente ma di averlo sentito per telfono: «È una persona con la quale ero qualche mese fa in contatto per ragioni di energia. Lui in Venezuela si occupa di forniture di petrolio. Io ero in contatto con una società russa che ha sede anche in Italia, per cui - spiega Dell'Utri - conoscendo questi russi ho fatto da tramite». In vista delle elezioni Miccichè si sarebbe fatto avanti con il senatore di Forza Italia: «mi ha detto "Posso occuparmi del voto degli italiani all'estero qui in Sudamerica?". Io - racconta Dell'Utri - l'ho messo in contatto con la nostra rappresentante, Barbara Contini. Poi il discorso si è chiuso. Questo signore si è interessato di organizzare il voto degli italiani all'estero come si sono attivate tutte le persone di tutti i partiti e di tutte le latitudini. Quindi non vedo dove sia la materia del contendere». Miccichè - prosegue il senatore di Forza Italia - «non lo conosco fisicamente. È un personaggio peraltro notissimo in Italia. È stato amministratore della Dc negli anni '60-'70. Credo che a suo tempo abbia avuto delle vicende giudiziare legate a Tangentopoli. Per il resto è un cittadino che vive da molti anni in Venezuela, con famiglia. Non vedo cosa ci sia di strano». Di avvisi di garanzia, infine, Dell'Utri dice di non saperne nulla: «No, non ho avuto alcuna comunicazione».«Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia», dell'inchiesta «ho letto sui giornali», «non conosco personalmente Aldo Micchichè ma l'ho sentito per telefono» e l'ho messo in contatto con Barbara Contini perché «lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all'estero». Così il senatore Marcello Dell'Utri (Fi) risponde in merito all'inchiesta sui brogli elettorali in cui il suo nome risulterebbe coinvolto.


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permalink | inviato da simonespiga il 11/4/2008 alle 20:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 aprile 2008

Mancava solo Mangano.....

Vittorio Mangano? «A modo suo, un eroe». Finora lo avevamo conosciuto al massimo come lo stalliere di Berlusconi, anche se la condanna all’ergastolo in primo grado per due omicidi di mafia potrebbe far venire in mente termini meno edulcorati (Wikipedia, per intenderci, lo definisce «criminale italiano»). Ma per Marcello Dell’Utri, l’inventore di Forza Italia, Mangano «è un eroe, a modo suo». Motivo?«Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere – spiega Dell’Utri – ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato». Per questo, «è un eroe, a modo suo».

Grazie ancora per queste belle giornate che ci fate passare....


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