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21 marzo 2013

Se devo dire la mia...

Se devo dire la mia....  
Obama è un servo sionista


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permalink | inviato da simonespiga il 21/3/2013 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 luglio 2011

BLONDET: BIN LADEN NON È MORTO, ECCO LA MIA VERITÀ

A CURA DI PAOLO VITES
ilsussidiario.net

IntervistaA Maurizio Blondet

«La morte di bin Laden? Il classico filmamericano: Clint Eastwood che uccide qualcosa e il gran finale rubato al filmMaster and Commander». Lo dice a ilsussidiario.net il giornalista e scrittoreMaurizio Blondet. Già inviato di Oggi, Il Giornale, Avvenire, Blondet è ungrande esperto di tesi cospirazioniste, ad esempio sugli attentati dell’11settembre 2001 che furono, per Blondet, «un’autoaggressione». Nel libro 11settembre colpo di stato in Usa, Blondet sostiene la tesi che dietroall’attacco alle Torri Gemelle ci sono lobby militari industriali, petrolifere,politiche ed ebraiche. E a proposito dell’uccisione di bin Laden, sitratterebbe solo di cattiva narrativa data in pasto a un’opinione pubblicaignorante, quella americana, per coprire ben altri scenari.

Blondet,la stessa Al Qaeda ha riconosciuto che Osama bin Laden è stato ucciso. Questonon ha fugato ogni dubbio?

Mi scusi, ma chi ha detto che Osama è morto? Dovel’ha letto?

Lo hanno riportato alcuni siti fondamentalistiislamici.

Ecco, appunto. Anche lei potrebbe aprire un sitoche si dichiara fondamentalista e dire che bin Laden è stato ucciso.

Dunquelei rimane dell’opinione che Osama non sia stato ucciso? O che è morto anni fae sia stato ritirato fuori per motivi propagandistici americani? 

Ma io non lo so, questo. Morto, vivo, non lo possosapere. Il problema è un altro, è intendersi su cosa sia Al Qaeda. Al Qaeda èun organismo identificato o no? Direi di no, è piuttosto una galassia diorganismi, di cellule. Bisogna ricordarsi che cos’era Al Qaeda quando è nata,innanzitutto. «Al qaeda» significa «data base» ed è il nome che gli diedero gliamericani quando fondarono questa organizzazione che - è bene ricordarlo - èstata messa in piedi dagli Stati Uniti per combattere i sovietici in Afghanistan.Si trattava di una lista contenente i capi guerriglieri islamici disposti acombattere i russi con il sostengo americano. Tra questi, uno dei capiguerriglieri si chiamava Osama bin Laden. L’assistenza a questa strutturaveniva dato dai pachistani, che con il loro famoso servizio segreto decisamenteanticomunista erano ben contenti di combattere i sovietici. 

E quindi?

Quindi, intorno all’anno 2000, è successoqualcosa. Ci sono state delle ribellioni all’interno di questa struttura, cheper gli americani non aveva più alcuna funzione pratica dopo che i sovietici sen’erano andati dall’Afghanistan. Il problema però divenne questo: quando sei unguerrigliero, quando hai depositi di armi sparsi ovunque che ti hanno fornitogli americani, che fai quando la guerra è finita? Vai a cercarti un lavoro inbanca? Ovviamente no: rimani un guerrigliero. Pensiamo all’Italia, aigaribaldini. I garibaldini erano un’organizzazione terroristica, degliirregolari mandati in missione al posto dell’esercito piemontese. Quando laguerra finì, i garibaldini furono assorbiti con vari compiti paramilitari, adesempio la guardia campestre, perché l’esercito sabaudo non voleva questiterroristi nelle proprie file. Al Qaeda invece è stata abbandonata ed è questol’errore fatto dagli americani. Quando utilizzi mezzi illegali per degli scopi,poi ne devi pagare il prezzo. Così i membri di Al Qaeda si sono messi inproprio, hanno cercato dei finanziatori. È interesse americano dire che AlQaeda esiste, Al Qaeda esiste ovunque gli americani abbiano degli interessi dadifendere. In quei posti c’è Al Qaeda da combattere. Questa è la mia tesi,naturalmente ci sono anche altre tesi.
Cosa ne pensa dell’operazione «Geronimo»,durante la quale è stato ucciso bin Laden o chi per lui?

Penso che sia semplicemente ridicolo che nessunoabbia potuto vedere il corpo di questa persona uccisa. Mi stupisco che si possacredere a una versione dei fatti come quella propagandata dal governoamericano. Prima di portarlo sulla nave da dove l’hanno poi gettato in mare,quel cadavere ha fatto sosta alla base americana di Bagran, la più grande ditutto l’Afghanistan, dove stazionano sempre centinaia di giornalisti. Ebbene:qual era il problema a mostrare anche solo per cinque minuti il cadavere allastampa?
Per cui?

Per cui è la solita narrativa all’americana, dovenessuna guerra finisce mai senza che il buono spari al cattivo dopo essersiaffrontati nel duello finale. 
La mia idea è che la persona uccisa non fosseOsama, ma un qualche importante mediatore tra talebani e pachistani. Di fatto,quella persona non viveva in una situazione di protezione pachistana. Eravicino a una caserma, protetto da mura e filo spinato, non mi sembra il postodove ci si nasconde, ma piuttosto una copertura di protezione governativa. Datempo una parte dei servizi segreti pachistani sta trattando con i talebani, èrisaputo. Addirittura si sa di un apripista di accordo con il presidente afganoe i talebani per fare un governo insieme con la protezione della Cina, di cuida sempre il Pakistan è ottimo amico. Tutte cose che agli americani nonpiacciono, ovviamente, per cui questo blitz mi sa tanto di azione punitivaamericana nei confronti dei pachistani, ed è possibile che gli americaniabbiano distrutto una possibilità di tregua e quindi di pace in Afghanistan.Poi ovviamente un po’ di teatrino propagandistico: tirare fuori la morte di binLaden, tanto per chiudere un conto che durava da dieci anni e che ormaimostrava un po’ la corda.
Un’operazione elettorale di Obama, dunque.

No, questo non direi. Se si votasse domani allorasì, ma si vota fra alcuni mesi e gli americani quando votano sono piùinteressati all’economia, ai problemi della disoccupazione. Gli Stati Unitisono oggi un impero in declino, che peraltro ha portato alla rovina anche ilresto del mondo occidentale.


Le sue teorie sull’11 settembre 2001: diecianni dopo, lei le conferma?

Ancora più di prima. Vede, io in quei giorni eroinviato speciale negli Stati Uniti. Ho parlato con i pompieri di New York, hoparlato con piloti dell’Alitalia. Nessuno crede che se hai fatto un corso diaddestramento su un Piper sei poi in grado di guidare un 747. È del tuttoimpossibile. Inoltre, i voli di linea sono costantemente guidati da terra. Un747 si può schiantare su un grattacielo solo se sul grattacielo è stato postoun radiofaro che lo guida. Un conto se è un jet militare, ma nessuno potevaportare un 747 sulle Torri Gemelle da solo. Sono favole che vengono date inpasto all’ignoranza tecnica della gente comune che pensa non ci sia differenzatra pilotare un volo di linea e un aereo turistico.

E il motivo di tutto questo?

Gli americani ogni settant’anni hanno bisogno diuna guerra, di fingere un attacco nei loro confronti. Pearl Harbor, il fintoattacco spagnolo che portò alla conquista di Cuba. Tutta la storia americana èfatta di atti delinquenziali per giustificare le guerre. Quello dell’11settembre è stato certamente più grosso degli altri da far ingoiareall’opinione pubblica.

E Obama?

Obama come ogni altro presidente americano è solouna figura vuota, non è altro che il portavoce di sistemi di potere, gruppiindustriali, lobby economiche. Se Obama agisse diversamente, ci sarebbe subitoun assassino solitario che lo fa fuori.

Come Kennedy?

Certo. Kennedy aveva minacciato atti diindipendenza ed è stato vittima di questo. Agli americani è facile far crederequalunque cosa, anche che bin Laden sia stato sepolto con un rito islamicomentre invece non è per niente così. Ma gli americani non sanno nulladell’islam. 

 


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15 novembre 2009

Riconoscimento Onu della Palestina, dura condanna dai vertici d'Isreale

Tratto da L'Unione Sarda

 

Il capo dello stato israeliano Shimon Peres si oppone al progetto dell'Autorità nazionale palestinese di ottenere dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu il riconoscimento di uno stato indipendente nei confini antecedenti il conflitto del 1967 e con Gerusalemme est come capitale

"E' impossibile costituire uno Stato senza un accordo di pace" ha osservato Peres, che si trova in America Latina, a giornalisti israeliani al seguito. "Non è realizzabile, non avrebbe successo". Ieri, in una intervista al quotidiano palestinese Al Ayyam, il negoziatore palestinese Saeb Erekat ha affermato che l'Anp ha già ottenuto il sostegno a quel progetto da parte dei paesi arabi e segnali positivi anche dalla Russia e dal segretario generale dell' Onu Ban Ki-moon. Secondo la stampa israeliana, il progetto dell'Anp di esigere dall'Onu il riconoscimento di uno Stato palestinese in Cisgiordania, a Gaza e Gerusalemme est viene visto negativamente anche dal premier Benyamin Netanyahu, che dovrebbe esprimersi in merito in serata.

10 settembre 2009

Venezuela, Chavez accusa Israele di Genocidio

 Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha accusato israele di genocidio contro il popolo palestinese. In un'intervista al quotidiano francese Le Figaro il leader sudamericano ha fatto riferimento al bombardamento di Gaza dello scorso anno, definito non provocato, per scagliarsi contro il governo di Tel Aviv. "Che cosa è stato se non un genocidio? - ha domandato retoricamente Chavez all'intervistatore - Gli israeliani stavano cercando un pretesto per sterminare i palestinesi". Il pretesto sarebbe, secondo il politico, la giustificazione dell'attacco da parte di Israele che al tempo disse di aver solo risposto ad un lancio di razzi provenienti da Hamas.
L'offensiva del Tzahal (l'esercito israeliano) nella Striscia di Gaza ebbe inizio il 27 dicembre del 2008 con l'obiettivo dichiarato di contenere il lanco di razzi nella regione sud di Israele. L'attacco, portato per mare, per terra e per aria durò 22 giorni e portò alla morte di 1300 palestinesi.
Nella sua intervista Chavez ha riconosciuto il diritto di Israele ad esistere ma ha aggiunto che lo stato ebraico deve rispettare il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione. Parole critiche sono state rivolte anche nei confronti degli Stati Uniti e del loro presidente Barack Obama il cui arrivo alla Casa Bianca, ha detto Chavez, "ha portato con sè un sacco di speranza, ma ha cambiato poco". Il presidente si è infine rivolto proprio a Washington per chiedere più chiarezza sulla sua politica estera, aggiungendo che è stato deluso dai recenti rapporti fra Usa e Stati dell'America Latina che hanno portato, tra l'altro, all'installazione delle contestate basi militari in Colombia.

24 marzo 2009

Bambini palestinesi usati come scudi umani dall'esercito israeliano

Un dossier del Guardian mostra le prove: droni, fosforo bianco e attacchi a medici e strutture sanitarie.

Dopo 1400 morti, di cui oltre 300 bambini, il testo presentato alla conferenza sul razzismo dell'ONU “Durban II” (a Ginevra dal 20 al 25 aprile), parla proprio di crimini di guerra, accusando Israele di aver violato i diritti umani internazionali tramite «la tortura, il blocco economico, le gravi restrizioni di movimento e la chiusura arbitraria dei territori».

Le accuse sono reali ed evidenti, ma non sono bastate al ministro Frattini, che ha tacciato la conferenza di “antisemitismo”, che – vocabolario alla mano  – significa “odio e discriminazione nei confronti degli ebrei”. Chiunque si azzarda a criticare lo stato d'Israele e le sue politiche economiche e militari viene sistematicamente accusato di essere antisemita, e per un gioco rovesciato si rischia di passare per razzisti, se si contesta l'uso sproporzionato della forza e del terrore contro le popolazioni palestinesi inermi.

Purtroppo è una tattica usata anche da numerosi israeliani, che mettendo in campo il razzismo nei loro confronti perché “ebrei”, discendenti delle vittime dell'Olocausto, vedono avallarsi gli abominevoli crimini di guerra che adesso tocca a loro esercitare, come se fosse un diritto e un riscatto per quanto subìto dai loro antenati in passato, strumentalizzando per fini ignobili un altro ma altrettanto abominevole episodio storico.

Proprio oggi però, il Guardian – autorevole quotidiano britannico – titola “Ecco le prove”, un dossier che mette nero su bianco le atrocità e le violenze perpetrate dall'esercito israeliano nei confronti dei civili palestinesi.

Si parla dell'utilizzo dei droni, aerei guidati a distanza e usati contro la popolazione: il drone permette un'estrema accuratezza, poiché è in grado di inquadrare un obiettivo da grandi altezze con una precisione sorprendente. L'utilizzo di questo aereo, comandato dalle sale dell'esercito israeliano (su suolo israeliano) con un joystick e un computer – in maniera tristemente simile ad un videogame – ha causato almeno 48 morti civili secondo Amnesty International, come i bambini uccisi mentre erano all'interno della loro casa, bombardata con una precisione millimetrica.

Se nonostante l'accuratezza e la precisione di quest'arma, si potrebbe parlare di “errori” (l'esercito israeliano nega del tutto l'uccisione di civili inermi tramite i droni, episodi confermati però da componenti dell'esercito britannico), ogni dubbio svanisce quando a testimoniare non sono solo i sopravvissuti, disperati per aver perso famiglie intere, ma immagini chiare e inequivocabili: ragazzini usati come scudi umani durante le operazioni militari, bambini bendati e messi a fianco di soldati armati o, addirittura, legati alle camionette dell'esercito israeliano.

I ragazzini vengono presi casa per casa dai soldati, con la forza, e costretti a sfilare a fianco dei carri armati per evitare che i militanti di hamas facciano fuoco.

Le evidenti violazioni delle leggi internazionali non finiscono qui, purtroppo. Si continua con gli attacchi al fosforo bianco su luoghi pubblici come le moschee, o ancora più gravemente su ospedali e cliniche. L'OMS ha contato più di 50 strutture deliberatamente distrutte o danneggiate dagli attacchi dell'aviazione israeliana.

Ciò che risulta chiaro dalle testimonianze è che gli attacchi non sono frutto di errori, ma azioni condotte con precisione e consapevolezza, come quelle contro i medici che accorrono in soccorso dei feriti. Gli episodi parlano chiaro: ambulanze con i lampeggianti e le sirene accese crivellate di colpi partiti dalle mitragliatrici degli elicotteri, medici in pettorina arancione fatti a pezzi durante un'operazione di soccorso. In totale sono 38 i medici uccisi mentre erano in servizio.

Ovviamente i crimini di guerra israeliani erano già sotto gli occhi di tutti, ben prima della pubblicazione del dossier. Ma è chiaro che il Guardian è una fonte difficilmente confutabile, proprio per la sua autorevolezza, a differenza della fonti locali che vengono sistematicamente screditate da chi della guerra nella striscia di Gaza ne trae profitto. 


Scritto da Fabrizio Oliveri
Tratto da  http://www.controinfo.org/


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4 gennaio 2009

Basta con l'occupazione sionista!


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3 gennaio 2009

Gaza: uccisi tre fratellini paestinesi

Tre fratellini palestinesi tra i 7 e i 10 anni sono stati uccisi oggi dal raid terroristico di Israele, una strage che si perpetra nel silenzio vergognoso delle potenze mondiali e dell'Europa.
PALESTINA LIBERA!

Simone

31 dicembre 2008

Gaza: 384 palestinesi uccisi, Ue invia missione

GAZA - Sale ancora il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza: dopo 4 giorni consecutivi di raid aerei israeliani, le fonti mediche locali parlano di 384 morti, almeno 62 dei quali - secondo l'Onu - sono civili innocenti; incalcolabile il numero dei feriti. L'Unione europea ha deciso stasera di inviare "a breve" una delegazione di ministri in Medioriente, "per porre fine alla violenza e rilanciare il processo di pace". (Agr)


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29 dicembre 2008

Basta con la strage in Palestina

 Questa mattina si è svolta a Cagliari, a solo 24 ore dall'offensiva israeliana in Palestina, una iniziativa simbolica contro l'attacco indiscriminato di Israele contro le popolazioni civili della Palestina.

Si è infatti svolto un volantinaggio e un megafonaggio nelle vie principali della città per non dimenticare questa strage in atto a Gaza, dove ad oggi sono morte oltre 400 persone di cui almeno 150 civili come ha affermato questa mattina proprio l'Onu.

"Quello in atto in Palestina è un genocidio che vede le superpotenze complici silenziose, quello che sta avvenendo non può passare sotto silenzio, dobbiamo sensibilizzare le popolazioni del mondo per questa grave violazione dei diritti internazionali", afferma Simone Spiga, promotore dell'Associazione Fronte Identitario.

"Proseguiremo anche nei prossimi giorni azioni di sensibilizzazione perchè non è accettabile il silenzio del mondo"..."chiediamo l'immediata conclusione delle ostilità e l'inizio di una nuova fase di dialogo tra le autorità palestinesi e Israele", conclude Simone Spiga.

27 dicembre 2008

Israele stato violento!

M.O., raid aerei israeliani su Gaza
Parte l'offensiva, morti e feriti
E' partita l'offensiva israeliana su Gaza. Diversi raid aerei hanno preso di mira la città più importante del territorio palestinese controllato da Hamas. Si contano già alemeno cinquanta tra morti e feriti. Da giorni le autorità dello stato ebraico avevano anticipato l'intenzione di colpire dopo i ripetuti lanci di razzi in territorio israeliano. In mattinata tre palestinesi erano rimasti feriti da un proiettile di artiglieria.


11.15 - Attacco su tutta la Striscia. Un attacco aereo israeliano coordinato su tutta la Striscia di Gaza, scattato alla stessa ora, intorno alle 11.30 locali (10.30 in Italia) ha colpito stamane basi e impianti militari di Hamas, causando, stando alle prime testimonianze un gran numero di vittime, almeno 50 tra morti e feriti. Testimoni oculari hanno riferito che i raid aerei sono mirati a colpire gli obiettivi prescelti. I raid e i boati delle esplosioni hanno seminato panico nella popolazione e i danni nelle strade sono visibili

11.12 - 40 morti. Sono una quarantina i morti contati da Hamas tra le macerie degli obiettivi colpiti da Israele durante il raid aereo su Gaza. Lo ha detto alla radio il portavoce della polizia del movimento fondamentalista che controlla il territorio palestinese.

11.01 - Obiettivi militari. Fonti a Gaza hanno riferito che l'attacco aereo israeliano di oggi ha distrutto diverse caserme della polizia di Hamas, provocando almeno 50 tra morti e feriti.

Altre informazioni che provengono dalla Palestina dicono che i morti sono almeno 150 e diversi sono i bambini morti, infatti l'orario del terrorismo israeliano è avvenuto quando i bambini escono dalle scuole e la gente va al mercato


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19 agosto 2008

Così Israele ha armato e spinto la Georgia ad aggredire la Russia e la minoranza osseta

Tratto da noreporter

Sceik Nasrallah, il leader di Hezbollah, gongolava l'altro giorno nel celebrare il secondo anniversario della guerra del Libano. E non soltanto per la sconfitta d'Israele. Il generale comandante della divisione Galilea, Gal Hirsh, costretto alle dimissioni alla fine del conflitto, ha addestrato, con poco successo, truppe speciali in Georgia e per Nasrallah gli va attribuita l'ncapacità dei georgiani a fronteggiare l'esercito russo. Sono sette anni che Israele è presente, con soldati della riserva, consiglieri, militari e mercanti d'armi, nell'ex repubblica sovietica. La società di cui Hirsh risulta a capo – Scudo difensivo – è una delle tante organizzazioni di mercenari che mettono sul mercato internazionale la capacità militare israeliana. Centinaia di ex militari israeliani alle dipendenze di Hirsh si sono alternati negli ultimi mesi per mettere a punto reparti speciali georgiani e prepararli all'uso di armi e strumenti bellici sofisticati, come gli aerei-spia senza pilota vanto della produzione israeliana. Il vasto commercio di armi in direzione di Tbilisi è cominciata grazie all'iniziativa di ebrei georgiani trasferiti in Israele. La vendita di questo materiale è soggetta all'autorizzazione del ministero della Difesa di Tel Aviv e anche del ministero degli Esteri che avrebbe, infatti, bloccato la spedizione di strumenti richiesti dall'aeronautica georgiana per non troppo entrare in conflitto con la Russia. Il ministro della Difesa georgiana, David Kezerashvili, un “ex” israeliano conoscitore della lingua ebraica ha facilitato, secondo fonti di Tel Aviv citate dal quotidiano Yediot Aharonot, la collaborazione in campo militare tra i due Paesi. Tra gli israeliani che si sono dati da fare, come privati, l'ex ministro Roni Milo e suo fratello Shlomo, ex direttore generale dell'Industria militare israeliana, il generale Hirsh e un altro generale della riserva, Yisrael Ziv. L'elenco delle merci vendute è lungo: oltre agli arei senza pilota, torrette automatiche per mezzi blindati, sistemi anti-aerei, sistemi per comunicazioni, razzi e altre munizioni. “Gli israeliani dovrebbero essere orgogliosi per aver addestrato ed educato i soldati georgiani” ha commentato l'altro giorno un altro ministro, Temur Yakobashvili, anch'egli – rivela Yediot Aharonot – ebreo.

Secondo fonti di Tel Aviv, gli isrealiani coinvolti nel commercio hanno tentato invano di convincere le industrie belliche israeliane di vendere mezzi ancora più sofisticati alla Georgia. Il ministero della Difesa, infatti, si sarebbe opposto specialmente negli ultimi mesi dopo che tre aerei-spia senza pilota erano stai abbattuti dai russi. Era, per i diplomatici, un chiaro segno della rabbia, che stava crescendo in Russia nei confronti del governo israeliano. Fino ad allora la Georgia era considerata un “Paese normale” e, dunque, non c'era motivo, dicono al ministero degli Esteri israeliano, per non vederle armi e addetsrate le sue truppe. Un ex militare israeliano, appena rientrato dalla Georgia e intervistato da un quotidiano, ha accusato le società (Scudo difensivo ed altre) di aver rivelato segerti militari di Tel Aviv pur di guadagnarsi soldi e garantirsi nuove commesse.


Eric Salerno (Il Messaggero)


Cosa dobbiamo dedurre da queste importanti ammissioni di colpa israeliane, pur diplomaticamente infiocchetate?

1) Israele sa di non pagare dazio; è troppo forte militarmente, satellitarmente, spionisticamente e politicamente per farlo. Se solo la metà di quanto ammesso a denti stretti dal governo ebraico fosse stato imputato alla Serbia, all'Iran o alla Corea si sarebbero invece convocati d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu o la corte internazionale dell'Aja chiedendo l'immediato procedimento per crimini contro la pace.

2) Se le ammissioni ci sono state significa che la partecipazione attiva e massiccia israeliana all'attentato alla pace in Ossezia non poteva più essere nascosta: troppo materiale isrealiano è finito nelle mani dei russi e, probabilmente, non pochi soldati privati assoldati dagli israeliani sono stati catturati nella controffensiva.

3) Israele vuole gettare acqua sul fuoco (di qui la ventilata contrapposizione tra falchi e colombe). Incassata la sconfitta militare e diplomatica, infatti, Tel Aviv che suol avere sale in zucca, punta su effetti collaterali, quale la messa in difficoltà della politica unitaria europea per il tramite dell'escalation da parte polacca che metterà a forte rischio la linea unitaria guidata dai tedeschi. Ma c'è anche la questione iraniana: in questi giorni Ahmadinejad deve consultarsi con Erdogan sull'ipotesi di apertura del pipe-line che attraverso Persia e Turchia collega Israele con l'India tenendola fuori dalla dipendenza russo-europea. Spostare la tensione tra Iran ed Europa e trovare un accordo con Teheran comprendente l'apertura del pipe-line (l'Iran è già per altre direttrici il principale fornitore di petrolio d'Israele) significherebbe per Tel Aviv compiere un ulteriore capolavoro diplomatico in mancanza del quale la tensione con lo stato isalmico diventerebbe invece effettiva per via della sua potenzialità nucleare e qualche conflitto, magari “tattico” diventerebbe inevitabile.

4) Gli Usa continuano a segnare il passo, surclassati da Israele dapprima nel dettare i tempi e i modi dell'aggressione all'Ossezia e alla Russia e poi nel gestirne gli effetti. Anche Bush però, in attesa del vertice Nato, ha finito con il calmare i toni. Ma forse perché qualcuno gli ha spiegato che la Georgia che ha subito la controffensiva russa non è quella che confina con l'Alabama.


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permalink | inviato da simonespiga il 19/8/2008 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 giugno 2008

Parigi, parla il terrorista Carlos “Il Sismi tentò di salvare Moro”, a Bologna né fascisti né comunisti… AMERICANI E SIONISTI

tratto da Repubblica: ROMA - Moro poteva essere salvato. Il terrorista venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, nome di battaglia Carlos, svela che i servizi segreti militari italiani tentarono in extremis di salvare la vita allo statista democristiano consegnando a gruppi vicino alla resistenza palestinese alcuni brigatisti rinchiusi in carcere. Il piano però saltò il giorno prima della morte di Moro. Trattativa nonostante il divieto del governo. Rispondendo alle domande che l’agenzia di stampa ANSA gli ha fatto arrivare nel carcere parigino di Poissy dove è rinchiuso, Carlos svela a trent’anni dal sequestro Moro, che il Sismi avrebbe condotto una trattativa segreta con i brigatisti nonostante il governo di allora avesse deciso di vietare qualsiasi mediazione con il gruppo eversivo.

SCHEDA SU CARLOS

Un colonnello sull’aereo del Sismi. Finora la tesi del contatto tra le istituzioni e i gruppi eversivi era stata solo accennata dal terrorista. Questa volta Carlos ha fatto nomi, cognomi e date che dovranno certamente essere verificate ma che hanno più di un elemento di verosimiglianza. Attraverso il suo legale, lo “sciacallo”, ha spiegato che nella sera tra l’8 e il 9 maggio 1978, la sera precedente l’omicidio del politico, una executive dei servizi segreti militari italiani attese invaso sulla pista dell’aeroporto di Beirut il contatto per organizzare la consegna in un paese arabo di alcuni brigatisti allora in carcere. Sul jet c’erano il colonnello Stefano Giavannone, uomo del Sismi legato a Moro, e alcuni esponenti del Fronte di liberazione della Palestina.

Ma il piano saltò. Secondo Carlos, a mettere in allarme a Roma la fazione filo Nato dei servizi sull’operazione, fu probabilmente un’indiscrezione fatta a Beirut da un membro dell’ufficio politico dell’Olp, Bassam Abu Sharif. Il giorno successivo, il 9 maggio 1978, il corpo di Aldo Moro fu rinvenuto nel bagagliaio di una R4 parcheggiata in via Fani e qualche mese dopo, i responsabili del Sismi all’origine dell’operazione furono allontanati o costretti alle dimissioni.

Nel mirino dell Br anche Gianni Agnelli. Nella lunga intervista rilasciata all’agenzia di stampa, Carlos svela che in quegli anni le Br stavano studiano anche la cattura di Gianni Agnelli e di un giudice della Corte suprema. Per ben due volte il terrorista precisa che ad essere rapito doveva essere Gianni Agnelli e non Leopoldo Pirelli come poi si è detto e scritto finora. Nulla invece dice il terrorista dell’identità dell’alto magistrato che doveva essere anch’egli rapito.

“La strage di Bologna opera degli americani”. Parla anche della strage di Bologna “lo sciacallo”. Non furono né i fascisti né i comunisti dice il terrorista, ma i servizi americani e israeliani per tendere una trappola ai palestinesi. “E’ opera dei servizi yankee, dei sionisti e delle strutture della Gladio”, ha detto Carlos. L’ipotesi, che aggiunge nuovi elementi ad un’intricata vicenda di cui a 28 anni di distanza ancora non conosce i mandanti, allude all’ipotesi che siano stati agenti occidentali a far saltare, con un piccolo ordigno, un più rilevante carico di esplosivo trasportato da palestinesi o uomini legati all’Fplp e destinato alla sua rete terroristica. L’intento sarebbe stato quello di far ricadere la responsabilità della strage sui palestinese.

19 settembre 2007

israele dichiara guerra alla Palestina

Gerusalemme, 19 set. - La Striscia di Gaza e' un'"entita' ostile" e per questo Israele sospendera' le forniture di acqua, elettricita' e carburante al territorio palestinese controllato da Hamas. La decisione e' stata presa per il continuo lancio di razzi contro il territorio israeliano, secondo quanto ha fatto sapere una fonte governativa. (AGI)

PALESTINA LIBERA!!!


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permalink | inviato da simonespiga il 19/9/2007 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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