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1 luglio 2011

La mia storia del Teatro Lirico di Cagliari

Come non condividere l'analisi di Biolchini?


http://vitobiolchini.wordpress.com/2011/06/30/il-teatro-lirico-di-cagliari-ha-debiti-per-29-milioni-di-euro-volete-i-nomi-dei-responsabili-mauro-meli-mariano-delogu-ed-emilio-floris/#comment-10544

 

MA PROVIAMO A RACCONTARE UN Pò LA STORIA...

 

Era il 12 Agosto 2003 quando nelle pagine dei due principali quotidiani sardi usciva un articolo in cui denunciavo la nomina di Meli come “abusiva” per la mancanza di chiarezza nella conferma di Mauro Meli come Soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari, attaccando duramente chi sia nel Centro Destra, in primis Mariano Delogu e chi nel Centro Sinistra sostenne la sua nomina come unica soluzione per ridare slancio al Teatro di Cagliari.

Il silenzio fu rotto da una parte del Gruppo Consiliare di An che volle sostenere le mie denuncie sulla gestione fallimentare del Teatro Lirico, ma Sindacati, Opposizione in Comune e Opposizione in Regione stettero zitti.

Arrivò a Cagliari, l'On. Rositani che in mia presenza, davanti ai giornalisti, affermò che la gestione Meli era di tipo "mafiosa" e in quell'occasione presentammo documenti della Corte dei Conti, del Ministero e alcuni cachet gonfiati che portarono al tracollo del Lirico.

Un buco di oltre 24 miliardi di lire, con cachet gonfiati a dismisura, fra tutti quello di Sting pagato tre volte di più di quello che era il suo costo reale.

Passarono i mesi e la Procura aprì un inchiesta, di cui oggi non si parla più, ma nel Novembre 2008, quando voci insistenti preannunciavano un ritorno di Meli a Cagliari, fui solo io ad oppormi duramente a questa ipotesi. Articoli dei principali giornali sardi osannavano questa ipotesi e solo il sottoscritto cerco di raccontare il disastro in atto, ma la risposta fu dello stesso meli che preannunciò una querela nei mie confronti.

Alleanza Nazionale, il mio Partito, ma anch quello di Mariano Delogu, chiese la mia espulsione, il commissariamento, ma la mia posizione non cambiò mai e non cambierà oggi.

Adesso pensiamo al futuro del Lirico, partendo dalle ottime maestranze presenti e da un grande lavoro fatto in tanti anni di gestioni fallimentari.

 

 

Per verificare quanto dico, linko alcuni miei comunicati pubblicati nel mio Blog e che chiunque può trovare nei principali motori di ricerca

 

http://simonespiga.ilcannocchiale.it/?TAG=mauro%20meli

1 luglio 2011

Il Teatro Lirico di Cagliari ha debiti per 25 milioni di euro. Volete i nomi dei responsabili? Mauro Meli, Mariano Delogu ed Emilio Floris

Il Teatro Lirico di Cagliari ha debiti per la bellezza di 25 milioni di euro. La cifra è emersa questo pomeriggio nel corso del primo Consiglio di Amministrazione a cui ha partecipato il neo sindaco, Massimo Zedda, per legge presidente della Fondazione Teatro Lirico. Una bella sorpresina, non c’è che dire, anche se la drammaticità della situazione era evidente da tempo.

Da dove arrivano questi debiti? E’ semplice: sono il lascito degli splendidi e scriteriati sette anni di gestione del sovrintendente Mauro Meli. Dal 1996 al 2003, sette stagioni straordinarie, uniche, giustamente magnificate dalla stampa di mezz’Europa e soprattutto dall’Unione Sarda: che però sui bilanci non si è mai fatta troppe domande, anzi.

Meli è stato un vero intoccabile. Perché era sostenuto dalla destra dei sindaci Delogu ed EmilioFloris, ma anche dalla sinistra, che in quella poltrona lo aveva piazzato per uno strano caso del destino.

Nel 1996 infatti c’era ancora l’Ente Lirico e il sovrintendente veniva eletto dal Consiglio comunale di via Roma. La destra si divise e il candidato dell’area Ds la spuntò. Ma Meli non ci mise molto a mettersi d’accordo con Delogu.

Che la gestione del maestro non fosse del tutto oculata, lo raccontava con una certa insistenza La Nuova Sardegna. Ma a Cagliari si legge solo l’Unione, e il Grande Formato per il trioMeli-Delogu-Floris ha sempre preferito far suonare le grancasse. Così come la sinistra cittadina e nazionale, sempre pronta a “coprire” politicamente il maestro.

Anche quando Meli faceva nascere il Consorzio turistico Golfo degli Angeli (una scatola vuota), o quando ideava lo stravolgimento dell’Anfiteatro romano (“Sarà l’Arena di Verona del sud”), devastato dalla gradinata in legno, e che per solo un anno (il 2000) ha ospitato le opere liriche. Dall’anno seguente, il bilancio della Fondazione era già talmente compromesso che la stagione estiva si tenne nella sala di via Sant’Alenixedda. E la sinistra ha sempre taciuto.

Meli ci ha messo del suo, eccome; ma il centrodestra sardo non è stato da meno, nominando nel cda della Fondazione consiglieri da brivido, resisi famosi per incompetenza.

La ciliegina sulla torta l’ha messa invece Renato Soru quando indicò quale rappresentante della Regione nel cda del Lirico nientemeno che il costruttore Gualtiero Cualbu. Salvo poi chiederne comicamente la revoca dopo l’apertura del contenzioso su Tuvixeddu. Ovviamente Cualbu la spuntò e oggi è ancora lì. E perché Soru lo avesse nominato è un mistero per tutti.

Dopo Meli è arrivato il maestro Pietrantonio, e il sindaco Floris gli ha fatto fare quello che ha voluto, disinteressandosi totalmente delle sorti del Lirico. I debiti lasciati da Meli non si sono ridotti, anzi sono cresciuti (anche se di poco). Emilietto è tornato alla realtà appena prima di terminare il suo mandato, complice anche una crisi esasperata dai tagli alla cultura del governoBerlusconi.

Per capire il clima di questi ultimi mesi (culminati nella lunga battaglia degli artisti del Lirico e della loro occupazione del teatro), vi ricordo solo che, secondo le cronache, uno degli ultimi direttori amministrativi del Teatro, Vincenzo Caldo, prima di lasciare l’incarico si è barricato nel suo ufficio e ha iniziato a bruciare documenti: chissà se è vero o è solo una leggenda metropolitana mai smentita.

Ed eccoci dunque ai giorni nostri, a fare ancora i conti con la gestione dissennata del maestroMeli, coperta politicamente da destra e da sinistra, e con un consigliere di amministrazione espresso dal Comune di Cagliari, Giorgio Baggiani, nominato da Floris pochi giorni prima del ballottaggio che ha visto trionfare Zedda. Che schifo. Baggiani, perché non ti dimetti?

Comunque da domani immagino ci sarà una gara per emulare La Nuova Sardegna e raccontare gli indimenticabili anni di Meli, Delogu, Floris e Pietrantonio alla guida del Teatro cagliaritano. O no?


Tratto dal Blog di Vito Biolchini

15 aprile 2011

Spiga (Fli): Smontate subito la legnaia all'Anfiteatro

 

Nelle pagine di uno dei principali quotidiani cagliaritani è apparsa oggi un intervista dell’Ex Soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari, Mauro Meli in merito alla situazione dell’Anfiteatro di Cagliari.
“Nell’intervista Meli afferma che sarebbe un errore smontare la legnaia dall’Anfiteatro, lui stesso fu uno dei promotori di questo scempio insieme all’allora Sindaco di Cagliari, Mariano Delogu”, afferma Simone Spiga, Dirigente Regionale di Futuro e Libertà.
“Partiamo dal fatto che fu un grave errore costruire quella struttura in legno ed è anche vero che Cagliari ha necessità di uno spazio attrezzato per i grandi eventi musicali”…”Pertanto sarebbe opportuno smontare la legnaia, mettere l’Università di Cagliari in condizione di verificare lo stato dello splendido Anfiteatro e smetterla di strumentalizzare politicamente il futuro dello spazio”, incalza Spiga.
“Sentir parlare Meli di Anfiteatro, quando dovrebbe ancora raccontarci come portò il Teatro Lirico ad un debito di oltre 23 milioni di Euro, ci sembra ridicolo, non vorremmo che ci fosse una strategia di riportarlo a Cagliari come Soprintendente”…”tutti sappiamo dei contratti gonfiati, dei cachet pagati doppi, per non parlare delle modalità che portarono all’elezione di Meli alla Sovrintendenza, con un grave vizio di forma e poi come dimenticare una nota ufficiale del Ministero della Attività Culturali che indicava la gestione Meli come troppo onerosa e con la realizzazione di alcune opere che non trovavano confronto nel panorama delle fondazioni liriche italiane e per finire rilievi sostanziali da parte della Corte dei Conti per i bilanci del 1999 e del 2000”, conclude Spiga.

8 ottobre 2010

Teatro Lirico: Questi Sindacati abbaiano, ma non mordono, ma spesso sono asserviti!

Questa sera si sarebbe dovuta tenere la prima della Cenerentola di Rossini al Teatro Lirico di Cagliari, ma a seguito della proclamazione dello sciopero da parte di alcune organizzazioni sindacali, non si terrà.

Una protesta nata diverso tempo fa, ma sfociata in questa protesta estrema da alcuni giorni, ma la vita del Teatro Lirico di Cagliari è lunga e molto tormentara.

“Era il 12 Agosto 2003 quando nelle pagine dei due principali quotidiani sardi usciva un articolo in cui denunciavo la nomina di Meli come “abusiva” per la mancanza di chiarezza nella conferma di Mauro Meli come Soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari”, afferma Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Infatti il Consiglio d’Amministrazione del Teatro Lirico non poteva essere validamente costituito per la mancanza di un rappresentante che era quello indicato dalla Regione Sardegna, a seguito di quella nota vi furono mesi di dure critiche che videro Alleanza Nazionale in prima linea a criticare la gestione Meli”…”una gestione che produsse buchi spaventosi con diversi interventi della Corte dei Conti, ma in quell’occasione le O.O.S.S. raggiunsero il livello maggiore di servilismo, facendo finta che nulla avvenisse dentro il Teatro Lirico”, incalza Spiga.

“Come non ricordare il buco di oltre 24 miliardi di lire, con cachet gonfiati a dismisura, fra tutti quello di Sting pagato tre volte di più di quello che era il suo costo reale, ma allora i Sindacati stettero zitti”…”oggi invece, chiasso e sit-in sotto il Teatro, con motivazioni che possono anche essere valide,  con la Cgil in prima linea, proprio quel Sindacato che dalla gestione Meli ottenne grandi vantaggi con varie progressioni di incarichi”, afferma Spiga.

“Ci chiediamo il motivo per cui questi Sindacati, oggi tanto solerti non lo erano quando tutto è iniziato, quando qualcuno ha deciso di distruggere, con i nostri soldi, il Teatro Lirico di Cagliari”, conclude Spiga.

6 ottobre 2010

Teatro Lirico, un disastro annunciato

“Era il 12 Agosto 2003 quando nelle pagine dei due principali quotidiani sardi usciva un articolo in cui denunciavo la nomina di Meli come “abusiva” per la mancanza di chiarezza nella conferma di Mauro Meli come Soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari”, afferma Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“Infatti il Consiglio d’Amministrazione del Teatro Lirico non poteva essere validamente costituito per la mancanza di un rappresentante che era quello indicato dalla Regione Sardegna, a seguito di quella nota vi furono mesi di dure critiche che videro Alleanza Nazionale in prima linea a criticare la gestione Meli”…”una gestione che produsse buchi spaventosi con diversi interventi della Corte dei Conti, ma in quell’occasione le O.O.S.S. raggiunsero il livello maggiore di servilismo, facendo finta che nulla avvenisse dentro il Teatro Lirico”, incalza Spiga.

“Come non ricordare il buco di oltre 24 miliardi di lire, con cachet gonfiati a dismisura, fra tutti quello di Sting pagato tre volte di più di quello che era il suo costo reale, ma allora i Sindacati stettero zitti”…”oggi invece, chiasso e sit-in sotto il Teatro con la Cgil in prima linea, proprio quel Sindacato che dalla gestione Meli ottenne grandi vantaggi con varie progressioni di incarichi”, afferma Spiga.

“Ci chiediamo il motivo per cui questi Sindacati, oggi tanto solerti non lo erano quando tutto è iniziato, quando qualcuno ha deciso di distruggere, con i nostri soldi, il Teatro Lirico di Cagliari”, conclude Spiga.

8 novembre 2008

Spiga (An): mai più Meli al Teatro di Cagliari

In merito alle ultime vicende relativa al Teatro Lirico di Cagliari e all’ipotesi di rientro a Cagliari di Mauro Meli, il Dirigente Nazionale di Azione Giovani e componente del Coordinamento Regionale di An, Simone Spiga afferma polemicamente che troverebbe vergognoso un rientro a Cagliari di Mauro Meli.

“Il rapporto tra Meli e il Teatro di Cagliari è stavo sviscerato e ancora oggi vi è un’inchiesta in corso in merito alla “gestione allegra” di Meli, non possiamo dimenticare le innumerevoli interrogazioni parlamentari da parte degli On. Carlucci e Rositani e anche in Consiglio Regionale da parte degli On. Cesare Corda, Antonello Liori, Gianni Locci, Piero Carloni, Mimmo Licandro, Mariella Pilo e Sergio Milia”, afferma Simone Spiga.

“Tutti sappiamo dei contratti gonfiati, dei cachet pagati doppi, per non parlare delle modalità che portarono all’elezione di Meli alla Sovrintendenza, con un grave vizio di forma e poi come dimenticare una nota ufficiale del Ministero della Attività Culturali che indicava la gestione Meli come troppo onerosa e con la realizzazione di alcune opere che non trovavano confronto nel panorama delle fondazioni liriche italiane”…”quindi una gestione vergognosa che non può ripetersi, debiti che hanno raggiunto i 23 milioni di euro con interventi specifici da parte della Corte dei Conti che ha fatto rilievi sostanziali e formali per i bilanci del 1999 e 2000”, prosegue la nota di Spiga.

“Per tutelare gli interessi del Teatro Lirico di Cagliari non può essere tollerato il rientro di Mauro Meli, per questo ci attiveremo a tutti i livelli per scongiurare questa ipotesi”, conclude Simone Spiga.

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