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3 giugno 2013

Speciale ZONA FRANCA

La Zona Franca Integrale? ecco com'è la verità... Molto più facile e giusto puntare sulla Zona Franca Doganale... Se ne parla con uno speciale su http://www.cagliaripad.it

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=3192

14 luglio 2012

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DELLA SARDEGNA

20 giugno 2012

TIMELINE indennità consiglieri regionali - Question time a risposta differita

di Andrea Murru


Legge regionale 12 giugno 2012 - Disposizioni urgenti e integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative e ulteriori misure di contenimento della spesa pubblica.

A seguito della votazione di questa legge regionale che, occorre ricordare, ha reintrodotto le indennità (stipendi) dei consiglieri regionali, abrogate dal referendum del 6 Maggio scorso, si è innescata nell'opinione pubblica una giusta reazione (da alcuni tacciata di anti-politica) sul merito del provvedimento.

Detto questo occorre fare una valutazione dal punto di vista procedurale visto che, almeno stando a ciò che si ricava dalle dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali, l'emendamento che ha reintrodotto gli stipendi dei consiglieri regionali non era stato portato preventivamente a loro conoscenza; questo porrebbe seri dubbi sulla legittimità del voto oltre che far sorgere il sospetto che lo si sia voluto introdurre surrettiziamente onde farlo passare senza troppe discussioni favoriti inoltre dall'oscurità delle tenebre.

Quando si convoca un'assemblea legislativa (vale anche per le assemblee condominiali), la stessa è preceduta da un ordine del giorno che reca i provvedimenti che sono portati all'attenzione dei consiglieri regionali e sui quali gli stessi, dopo aver avuto il tempo, nei giorni precedenti l'assemblea, di prenderne visione e studiarne l'impatto sociale, possono esprimere il proprio parere e apporatare eventuali modifiche (emendamenti).

Al fine di non cogliere impreparati i consiglieri regionali il regolamento consiliare prevede:

Art. 23Programmazione e calendario dei lavori

1. I lavori del Consiglio sono organizzati secondo il metodo della programmazione.[1]

2. Il programma dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è deliberato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi.[2]

3. Il Presidente convoca preliminarmente la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti.

4. Ai fini della predisposizione del programma la Giunta regionale può comunicare al Presidente del Consiglio e ai Presidenti dei Gruppi le proprie indicazioni in ordine di priorità, almeno 24 ore prima della data di convocazione della Conferenza. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere la propria proposta al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta e agli altri Gruppi.

5. Il programma bimestrale, predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi, contiene l'elenco degli argomenti che il Consiglio intende esaminare con l'indicazione dell'ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l'esame in rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.6. ABROGATO[3]

7. Il programma bimestrale è approvato col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella Conferenza non si raggiunga la maggioranza dei tre quarti, il programma è predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5, inserendo le proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quarto degli argomenti da trattare.[4]

8. Il programma bimestrale diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma bimestrale.[5]

8 bis. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi precedenti.[6]

8 ter. Il programma dei lavori del Consiglio determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell'Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato.[7]

9. ABROGATO

Essendo i lavori dell'aula programmati per tempo, ogni gruppo consiliare è a conoscenza dei provvedimenti che verranno portati alla sua attenzione nelle varie sedute. Questo trova riscontro nell'art. 22 del regolamento:

 

Art. 22Conferenza dei Presidenti di Gruppo

1. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo è convocata, anche su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di un Presidente di Gruppo, dal Presidente del Consiglio che la presiede.

2. Alle riunioni partecipano i Vice Presidenti del Consiglio.

3. La Giunta regionale è informata dal Presidente del Consiglio del giorno e dell'ora della riunione della Conferenza per farvi intervenire un proprio rappresentante.

4. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo è convocata dal Presidente del Consiglio prima di fissare la data di convocazione dell'Assemblea, per definire la programmazione dei lavori del Consiglio e delle Commissioni, per suggerire i tempi e le modalità della discussione e ogniqualvolta lo stesso Presidente lo ritenga utile.

5.ABROGATO[1]

6. ABROGATO[2]

7. ABROGATO[3]

Al fine di comprendere maggiormente il funzionamento occorre citare un ulteriore articolo :

 

Art. 23 bis[1] Calendario dei lavori

1. Stabilito il programma bimestrale, il Presidente convoca la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per definirne le modalità ed i tempi di applicazione mediante l'adozione di un calendario mensile.

2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi. Il calendario è approvato con il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi.

3. Il calendario diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.

4. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di Gruppi di opposizione, sono di norma collocati al primo punto dell'ordine del giorno.

5. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i disegni di legge collegati alla finanziaria sono inseriti nel calendario e iscritti all'ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3.

6. Il calendario, approvato ai sensi del comma 2, individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione, indicando la data prevista per la conclusione dell'esame degli argomenti o per la votazione finale delle leggi. Dopo la comunicazione all'Assemblea, il calendario è stampato e distribuito

7. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendosi, ove necessario, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Per l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dalla Giunta o da un Presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione.

L'ordine del giorno, nel quale sono inseriti gli argomenti da trattare nelle sucessive sedute, è predisposto, stando al regolamento dal Presidente del Consiglio e dai Presidenti dei Gruppi consiliari ossia da queste persone:

1)Lombardo Claudia

2)PITTALIS Pietro

3)DIANA Giampaolo

4)STERI Giulio

5)SANNA Giacomo

6)URAS Luciano

7)DEDONI Attilio Maria Antonio

8)DIANA Mario

9)SALIS Adriano

Si sa, grazie al resoconto della seduta (pomeridiana) del 12/06/2012, che sino alle ore 20 e 10erano presenti in aula i seguenti consiglieri regionali:

Agus - Barracciu - Ben Amara - Campus - Capelli - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cucca - Cuccu - Cugusi - Diana Giampaolo - Diana Mario - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Mulas - Porcu - Salis - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Uras - Zuncheddu - Amadu - Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Cappellacci - Cherchi - Contu Felice - Contu Mariano - Cossa - De Francisci - Dedoni - Floris Mario - Floris Rosanna - Fois - Greco - Lai - Locci - Lunesu - Milia - Mula - Murgioni - Obinu - Oppi - Peru - Petrini - Piras - Pitea - Pittalis - Randazzo - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Vargiu - Zedda Alessandra.

Per un totale di 67 (escusa la Lombardo); il dato è certo perchè vi fu una votazione nominale.

Sucessivamente la seduta fu sospesa altre 2 volte e venne convocata la Conferenza dei Capigruppo:

"La seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Capigruppo.

  (La seduta, sospesa alle ore 20 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 15.)

  PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto, la Conferenza Capigruppo ha deciso di aggiornare i lavori alle ore 21 e 15. La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 20 e 16, viene ripresa alle ore 21 e 27.)

  Discussione e approvazione del disegno di legge: "Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative" (327/A).

  PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto.

  L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 327/A"Stando sempre al resoconto della seduta, vi fu un'ulteriore sospensione  alle ore 21 e 29per poi riprendere alle ore 21 e 53. E' a questo punto della serata che compare in votazione il famoso

articolo 1 quinquies-bis:

"Art. 1 quinquies bis

  1. A decorrere dal 26 maggio 2012, ai fini della riduzione e razionalizzazione delle spese per il funzionamento degli organi istituzionali, ai consiglieri regionali competono, ai sensi dell'articolo 26 della L.C. 26/2/1 948, N. 3 "Statuto speciale per la Sardegna", le indennità ed i rimborsi di spese in vigore al 31 dicembre 2003.

  2. Conseguentemente, l'indennità di carica è ridotta nella misura del 30 per cento, la diana è ridotta nella misura del 20 per cento.

  3. Ai Gruppi consiliari compete un contributo pari a quello in vigore al 31 dicembre 2003 ridotto del 20 per cento.

  4. Il Collegio dei Questori disciplina le modalità di utilizzo e di rendicontazione di tale contributo, anche relativamente alla gestione del personale e delle collaborazioni professionali di cui alla legge regionale n. 37 del 1995.". (4)."

Sono significativi, a questo punto, gli interventi di due consiglieri :

"PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

  VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intendo intervenire sull'articolo 1 quinquies per dire che il Gruppo dei Riformatori, avendo preso visione soltanto adesso dell'emendamento numero 4 e non conoscendone la sostanza politica, che potrebbe anche essere condivisibile, ma non abbiamo la più pallida idea di cosa attenga, e riteniamo che questo emendamento sarebbe dovuto arrivare in Aula in modo più organico di come arriva, lascia i lavori dell'Aula.

  PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Zuncheddu. Ne ha facoltà.

  ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Non rinuncio proprio per niente. Presidente, io ho lo stesso problema che hanno i Riformatori, nel senso che neanche io ho avuto l'opportunità di prendere in visione questo emendamento. Tra l'altro, qui c'è il punto 2), per quanto riguarda ad esempio l'indennità di carica, che prevede una riduzione del 30 per cento, e io, per ribadire una mia vecchia posizione sin dall'inizio della legislatura, sono ad esempio per la soppressione. Però, se ci date il tempo per analizzare meglio questo emendamento, se no io mi astengo. Grazie."

Sucessivamente, ancora il Presidente del Consiglio, la Lombardo:

"PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

RASSU (P.d.L.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.

  (E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

  (E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 sexies. All'articolo 1 sexies sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 1 e 2.

  (Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 sexies e dei relativi emendamenti:

  Art. 1 sexies 

 

  Norma finanziaria

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati complessivamente in euro 2.480.000 per l'anno 2012 ed in euro 1.600.000 per gli anni successivi, si fa fronte con le seguenti variazioni nel bilancio della Regione per gli anni 2012-2014:

                                                      Domande:

  1. Se all'ordine dei lavori partecipano i Capigruppo (o i vice Presidenti dei gruppi), come mai alcuni consiglieri non erano a conoscenza del contenuto di ciò che votavano?
  2. Se l'art. 1 quinquies-bis, non era stato previsto in precedenza, quando fu inserito in votazione?
  3. Se fu inserito sucessivamente quali consiglieri (da regolamento, la maggioranza dei 3/4 dei votanti) hanno votato affinchè si modificasse l'ordine dei lavori?
  4. Se costoro hanno votato tale modifica, erano a conoscenza della sua portata?
  5. Se invece tale norma era già a conoscenza dei consiglieri (perchè inserita all'ordine del giorno) perchè alcuni consiglieri dichiarano di aver abbandonato i lavori prima della sua votazione, anzichè stare nell'aula consiliare e contrastarne l'approvazione?
  6. Nel merito della norma sulle indennità, perchè si è deciso di farla partire, retroattivamente, dal 26 Maggio 2012 (è del 25 Maggio la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna dell'esito dei referendum del 6 maggio) così frustrando, di fatto, l'esito della pronuncia referendaria?
  7. Sempre stando al merito della norma in esame, perchè si è partiti dall' indennità e rimborsi spese in vigore al 31 dicembre 2003, immediatamente successivi a un aumento di stipendio dei parlamentari (cui è agganciato quello dei consiglieri regionali), entrato in vigore nell'autunno precedente?
  8. Se, come risulta, i consiglieri presenti erano 66, i votanti 60, i sì 63, e 3 gli astenuti, quali, tra i 67 consiglieri (esclusa la Lombardo) presenti alle 20 e 10 in aula ha partecipato al voto?
  9. Perchè dal resoconto della seduta non risulta la messa in votazione dell'art 1 quinquies-bis, ma del solo art 1 quinquies?
  10. Volendo citare il costituzionalista Demuro : è vero o non è vero che "Manuale per le Regioni promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome prevede che il contenuto dell’atto normativo deve essere omogeneo e vieta la redazione di disposizioni intruse rispetto al contenuto normativo"?
  11. Ancora cito il Prof. Demuro : "Qual è l’omogeneità tra una legge sul precariato e l’indennità consiliare?"
  12. Da ultimo, quando vi deciderete, voi consiglieri a dare seguito alle richieste di maggior trasparenza nella gestione del denaro pubblico?

19 giugno 2012

Indennità della vergogna, tutti colpevoli, favorevoli, astenuti e assenti!!!!

Indennità della vergogna, tutti colpevoli, favorevoli, astenuti e assenti!!!!
"Sono passati alcuni giorni dalla manifestazione popolare che si è svolta sotto il Consiglio Regionale della Sardegna e che ha visto una grande mobilitazione di piazza spontanea e colorata, ma senz alcun tipo di violenza e fino ad oggi abbiamo ritenuto utile sentire le reazioni politiche e non, in merito alla manifestazione", affermano Simone Spiga e Gianluca Medas del Comitato SARDEGNA CONTRO LA CASTA, promotore della raccolta di firme per il Referendum sulla riduzione delle indennità dei Parlamentari.
"Oggi abbiamo il dovere di chiarire alcuni aspetti che hanno visto tanta isteria da parte di Consiglieri Regionali sia della maggioranza che della minoranza e che si stanno piano piano dissociando dalla leggina vergogna"..."partendo dalla constatazione che non vi è stata nessuna lista di proscrizione e nessun insulto gratuito, solo una bregungia collettiva contro i signorotti che al calar della sera si sono affrettati a discutere e votare una leggina contro il volere di oltre 500.000 sardi", denunciano Spiga e Medas.
"E' evidente una incapacità politica di gestire l'emergenza, alcuni Consiglieri Regionali frettolosamente stanno comunicando attraverso i social network la loro assenza dallo scranno del Consiglio Regionale, tutti a perdere tempo a scusarsi su Facebook ma ancora nessuna leggina di modifica della vergogna appena approvata, ci auspichiamo che trovino il tempo per fare il proprio dovere di rappresentanti delle nostre istanze e che entro pochi giorni dimostrino la stessa celerità nel approvare una nuova legge", incalza Spiga.
"La manifestazione di piazza non è l'antipolitica, la vera antipolitica è quella dei Consiglieri Regionali che hanno votato di nscosto le loro indennità, attaccarsi al fatto che uno c'era o non c'era mi sembra una cosa di poca sostanza, oggi attendiamo concretezza e responsabilità, questo chiedono i sardi", conclude Gianluca Medas.


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14 giugno 2012

TUTTI IN PIAZZA

14 giugno 2012

TUTTI IN PIAZZA SABATO MATTINA CONTRO LA CASTA

http://cagliaripad.it/it/news/giugno-3/anticasta/


Il voto notturno con cui i Consiglieri regionali si sono riassegnati le indennità decurtate dal referendum anticasta del 6 maggio scorso non è andato giù al comitato 'Sardegna SI cambia'.

 

Il gruppo, uno dei promotori del referendum sconfessato, lancia su Facebook un appello attraverso il quale invita i cittadini a dimostrare il proprio sdegno contro il Palazzo e i suoi inquilini.

 

"Sabato mattina, alle 9.30 - si legge nell'appello - ci troveremo sotto il Consiglio per leggere i nomi dei 63 consiglieri che nella notte tra il 12 e il 13 giugno hanno reintrodotto le indennità che erano state soppresse con il referendum del 6 maggio scorso. Noi non ci stiamo a veder soffiarci sotto il naso il risultato del voto popolare, non accettiamo l'ennesima manifestazione di arroganza che esce dal Palazzo di via Roma. Il voto non è bastato? Allora facciamo sentire la nostra voce".


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12 giugno 2012

Raccolte 5000 firme contro la casta


Questa mattina annunciamo il raggiungimento delle prime 5000 firme per il Referendum per la riduzione delle indennità dei parlamentari,  promosso dal Movimento Unione Popolare e che in Sardegna ha visto l'adesione del Comitato trasversale SARDEGNA CONTRO LA CASTA.
"un primo traguardo che ci deve far ben sperare, abbiamo raccolto in una settimana 5000 firme e l'obiettivo è di superare le 50.000 entro la fine della campagna referendaria", affermano Simone Spiga e Gianluca Medas, promotori del Referendum.
"Proseguono inoltre le adesioni e numerosi sono gli esponenti politici e della società civile che ancora aderiranno, proprio oggi anche il Coordinamento Regionale di Fare Verde ha aderito alla campagna, ad oggi hanno aderito Graziano Milia (Dirigente Nazionale del Pd), Gianfranco Scalas, (Presidente di Fortza Paris),  Pierluigi Mannino, (Consigliere Comunale di Cagliari), il Circolo di Sel di Assemini, il Gruppo Consiliare al Comune del capoluogo, Patto per Cagliari e l'Associazione ASIT (Associazione Sindacale delle Imprese del Terziario) di cui è Presidente Franco Fozzi", prosegue la nota.
"Da questa mattina abbiamo allestito un altro punto raccolta permanente presso il Caffè Barcellona, in Via Barcello 84 e le sedi delle Circoscrizioni di Cagliari e tutti i Comuni della Sardegna hanno i moduli dove i cittadini si possono recare per firmare il Referendum", conclude Simone Spiga.

4 giugno 2012

Nella tarda serata di ieri durante l'incontro pubblico di Beppe Grillo a Quartucciu sono state raccolte in appena un ora oltre 400 firme.






"Ieri sera in un ora circa abbiamo raccolto oltre 400 firme con la fila davanti al banchetto, che dimostra come l'interesse dei sardi sul tema della riduzione delle indennità dei parlamentari sia molto sentito", affermano nella nota Simone Spiga e Gianluca Medas, promotori del Comitato Referendario.
"Tra le altre cose proseguono le adesioni e numerosi sono gli esponenti politici e della società civile che nei prossimi giorni aderiranno, ricordiamo che ad oggi hanno aderito Graziano Milia (Dirigente Nazionale del Pd), Gianfranco Scalas, (Presidente di Fortza Paris),  Pierluigi Mannino, (Consigliere Comunale di Cagliari) e il Circolo di Sel di Assemini
"La mobilitazione prosegue e a partire da questa sera, fino a Venerdì, tutti i giorni avremo una postazione fissa in Via Dante a Cagliari, davanti alla Coin, dalle 17.30 alle 20.00", afferma Simone Spiga.
"Invitiamo tutta la popolazione ad avvicinarsi al banchetto per firmare e a spargere la voce per dare un fortissimo segnale a tutta Italia", afferma Gianluca Medas, portavoce del Comitato "Sardegna contro la casta".

25 maggio 2012

Consiglio Regionale VERGOGNA, Giunta complice, Cappellacci ignavo

La nottata di ieri verrà ricordata dai sardi come l'ultima barricata della casta che non ha voluto ascoltare il volere dei sardi che lo scorso 6 Maggio si sono espressi chiaramente su province, enti inutili e stipendi dei Consiglieri Regionali. In tarda notte è stata approvata una leggina che di fatto proroga  l'esistenza delle province e che calpesta il risultato referendario.
"Il volere dei sardi non è stato rispettato, evidentemente questo Consiglio Regionale non ha ben chiaro il significato di questa ennesima presa in giro, l'assenza in aula  del Presidente Cappellacci ci rattrista, l'abbiamo visto così convinto assertore dei quesiti referendari che non vedevamo l'ora di sentire un suo intervento in difesa del volere popolare, ma nulla...", afferma polemicamente Simone Spiga, Portavoce del Comitato Sardegna contro la casta, oggi promotore del Referendum abrogativo sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari.
"Segnale gravissimo, ancora di più se collegato alla nota di ieri degli uffici della Giunta Regionale che esaltavano il rispetto del Referendum con la nomina di un Amministratore Unico alla Carbosulcis, dimenticando che l'abolizione del CDA ha un significato chiaro e che i sardi non hanno l'anello al naso, ma non c' è stato verso stanno ancora una volta calpestando i sardi e trincerandosi dietro anomalie e terremoti istituzionali", incalza Spiga.
"Il Presidente Ugo Cappellacci si è dimostrato ignavo, la Giunta vergognosa complice e il Consiglio Regionale simbolo del potere più cupo e meno incline al voler ascoltare i sardi, ma non si sono resi conto che sono gli ultimi colpi di coda di chi non ha più nulla da dire", denuncia Spiga.
"Lanciamo il nostro appello ai referendari seri, a quelli che il 6 Maggio si sono spesi perchè credevano realmente a questa grande battaglia di civiltà, a quelli che hanno volantinato, affisso manifesti e non hanno gradito i vari Andrea Prato, Ugo Cappellacci e tanti altri che sono salito sul carro dei vincitori, lanciamo loro l'appello di aderire subito a questo nuovo Referendum Abrogativo che sarà la tomba per politicanti e affaristi"..."inoltre ci aspettiamo una presa di posizione anche da parte dei Riformatori Sardi che hanno creduto al Referendum del 6 Maggio e che oggi hanno l'unica oportunità per far vedere ai sardi che credono nella democrazia partecipata, altrimenti quelle dei mesi scorsi sembreranno solo delle parole al vento...", conclude Simone Spiga

22 maggio 2012

Raccolte in due ore 300 firme per la riduzione degli stipendi dei parlamentari

Partita questa mattina la prima giornata di raccolta di firme per il Referendum Nazionale Abrogativo dell'Art. 2 della legge 31 ottobre 1965 nr. 1261 concernente la determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento Italiano. 
"La prima tappa della mobilitazione è stata Selargius, dove abbiamo fatto un banchetto informativo e di raccolta delle firme e nonostante il maltempo, in circa due ore, sono state raccolte dai volontari di Selargius oltre 300 firme", afferma Simone Spiga, Portavoce regionale del Comitato Sardegna contro la casta, promotore in Sardegna del Referendum.
"Abbiamo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte dei cittadini e possiamo affermare che questa prima tappa della raccolta delle firme che durerà per circa 2 mesi ha visto un grande coinvolgimento di cittadini", prosegue Alessandro Aghedu.
"L'articolo 2 che vogliamo abrogare riguarda il rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese, ma possiamo affermare che la cifra è di circa 5000 euro al mese", prosegue Spiga.
"A conferma dell'importanza dell'iniziativa, dopo aver comunicato l'adesione di Graziano Milia, esponente di punta del Pd, Gianluca Medas, attore e intellettuale e di  Gianfranco Scalas, Presidente Nazionale di Fortza Paris, oggi possiamo comunicare che anche Marcello Abis, Presidente del Movimento "Sardegna Virtuosa" ha aderito e che  promuoverà la raccolta di firme con proprio banchetti sin dalla prossima settimana,  chiunque volesse ancora aderire e sostenere questa campagna referendaria lo può fare contattando il Comitato - La Sardegna contro la casta - al numero 3382907440 oppure su  Facebook alla pagina del Comitato oppure aderendo all'evento che ha ormai superato le 35.000 adesioni - Referendum per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari - ", conclude Simone Spiga 

18 maggio 2012

Parte la campagna Referendaria contro gli stipendi d'oro dei parlamentari


A meno di 15 giorni dal grandissimo risultato referendario che ha visto la Sardegna, prima Regione in Italia ad abrogare le province ora lancia la nuova sfida per ridurre gli stipendi dei parlamentari e vuole dimostrare di essere pronta a raccogliere oltre 30.000 firme in un mese.
Per queste ragioni, Lunedì 21 Maggio alle ore 11.00 presso il Caffè Saint'Remy di Cagliari, nella Piazza Costituzione si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del Referendum Nazionale Abrogativo dell'Art. 2 della legge 31 ottobre 1965 nr. 1261 concernente la determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento Italiano.
 Il suddetto art. 2 parla di "diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese". Si tratta di una richiesta che, certamente, mira a spazzar via solo una parte dei privilegi e che quindi non risolve appieno il grosso problema dei compensi concessi ai Parlamentari. Ma è tutto ciò che la legislazione italiana concede in merito all'art. di cui sopra. Per metterne in discussione l'efficacia con una consultazione popolare e, quindi, poterne chiedere l'abrogazione attraverso la sottoscrizione dei cittadini, esasperati da questa situazione di forte sperequazione sociale. L'iniziativa vuole sensibilizzare la casta su questo problema che, nel Paese, sta scatenando continue proteste. In una situazione di grave disagio economico ogni fascia sociale chiede, con insistenza, che siano proprio i politici a dare, finalmente un positivo esempio, diminuendo i loro compensi.
"Chiunque volesse aderire e sostenere questa campagna referendaria lo può fare contattando il Comitato - La Sardegna contro la casta - al numero 3382907440 oppure su  Facebook alla pagina del Comitato oppure aderendo all'evento che ha ormai superato in poche ore le 10.000 adesioni - Referendum per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari - ", concludono Simone Spiga e Alessandro Aghedu del Comitato Promotore Regionale.





17 maggio 2012

Referendum per tagliare gli stipendi d'oro dei parlamentari

14 maggio 2012

Iniziativa taglia-stipendio-parlamentari

Iniziativa taglia-stipendio-parlamentari. 
Lo scorso 19 aprile alle ore 10:30 Unione Popolare ha depositato un quesito presso la Corte di Cassazione. E' una richiesta di referendum relativa all'abrograzione dell'art.2 della legge 31 ottobre 1965 nr. 1261 concernente la determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parrlamento Italiano. Il suddetto art. 2 parla di "diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l'ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese". Si tratta di una richiesta che, certamente, mira a spazzar via solo una parte dei privilegi e  che quindi non risolve appieno il grosso problema dei compensi concessi ai Parlamentari. Ma è tutto ciò che la legislazione italiana concede in merito all'art. di cui sopra. Per  metterne in discussione l'efficacia con una consultazione popolare e, quindi, poterne  chiedere l'abrogazione attraverso la sottoscrizione dei cittadini, esasperati da questa situazione di forte sperequazione sociale. L'iniziativa vuole sensibilizzare la casta su questo problema che, nel Paese, sta scatenando continue proteste. In una situazione di grave disagio economico ogni fascia sociale chiede, con insistenza, che siano proprio i politici a dare, finalmente un positivo esempio, diminuendo i loro compensi.  Anche la Sardegna è pronta a raccogliere le firme e invito tutte le persone interessate a contattarmi al 3382907440 o all'indirizzo email simonespiga@gmail.com


Simone Spiga

7 maggio 2012

La Sardegna contro la casta



Quorum raggiunto grazie ad una grande mobilitazione del basso che ha visto decine di persone che volontariamente hanno scelto di mobilitarsi per abrogare le province e per bloccare gli stipendi dei Consiglieri Regionali. Alle 22, ora di chiusura delle urne, ha votato il 35,50 per cento degli aventi diritto cioe' 525.651 sardi. In provincia di Cagliari si e' recato alle urne il 38, 11 per cento degli elettori (nel capoluogo ha votato il 40, 44%), in quella di Nuoro il 34, 76 per cento, di Oristano il 33,04 per cento, in provincia di Sassari il 37,23 per cento, nel Medio Campidano il 42,55 per cento (affluenza piu' alta), nella provincia di Carbonia-Iglesias il 31,53 per cento, in Ogliastra il 28,74 per cento e nella provincia di Olbia-Tempio il 26,85 per cento.
"Con l'abrogazione delle "nuove province" e con la riduzione delle indennità dei Consiglieri Regionali, i sardi oggi non intendono aspettare scelte di altri, il risultato è chiaro e chiediamo le immediate dimissioni dei Presidenti delle Province di Olbia - Tempio, dell'Ogliastra, del Sulcis e del Medio Campidano e inoltre chiediamo al Consiglio Regionale una immediata convocazione dello stesso per ridurre le proprie indennità", afferma Simone Spiga, portavoce del Comitato 10 si x la S@rdegn@.
"Questa mattina vogliamo lanciare il Comitato LA SARDEGNA CONTRO LA CASTA e vogliamo verificare, minuto per minuto, le risposte che il Consiglio Regionale saprà dare alle scelte chiare del popolo sardo, infatti aspettiamo chiarimenti anche sui quesiti consultivi come l'abolizione dei CDA degli Enti e sulla riduzione del numero dei Consiglieri Regionali"..."Il Presidente Cappellacci ha cavalcato strumentalmente questo Referendum deve vedere impegni immediati da parte della Giunta Regionale, se teneva realmente ai quesiti avrebbe dovuto imporre alla sua maggioranza la discussione degli stessi e saremo col fiato sul collo di Cappellacci per verificare gli impegni reali", denuncia Simone Spiga.
"Chiunque volesse aderire e sostenere il Comitato "La Sardegna contro la casta" può contattarci tramite Facebook alla pagina e insieme a noi verificare che il voto dei sardi diventi realtà, inoltre preannunciamo la raccolta di firme per il Referendum Abrogativo Nazionale per la riduzione delle indennità dei Parlamentari", conclude Simone Spiga.

7 maggio 2012

VAI RAGGIUNTO IL QUORUM!!!

4 maggio 2012

Vi facciamo un Quorum così...

2 maggio 2012

Unione Popolare aderisce alla campagna referendaria e lancia la riduzione degli stipendi dei Parlamentari

GIOVEDì 3 MAGGIO DALLE 10.30 - CONFERENZA STAMPA

 

Prosegue la mobilitazione del Comitato 10 SI X la S@rdegn@ che su Facebook ha raccolto nella pagina oltre 77.000 partecipanti che domani mattina presenterà l'adesione del Movimento UNIONE POPOLARE alla campagna referendaria per i 10 Si che cambieranno la Sardegna. Giovedì 3 Maggio a partire dalle ore 10.30 presso il Caffè Saint'Remy in Piazza Costituzione a Cagliari, alla presenza di Maria Di Prato Segretaria Nazionale dell'Unione Popolare, già promotori, insieme all'IDV e ad altri, del Referendum contro il porcellum che ha visto in meno di due mesi oltrre 1.200.000 firme raccolta e che sarà a Cagliari per aderire alla campagna referendaria sarda per i 10 Si e sarà anche l'occasione per presentare l'inizio della raccolta di firme per il Referendum Abrogativo per ridurre gli "stipendi d'oro" dei Parlamentari."A metà Aprile è stato depositato in Cassazione il quesito referendario che chiede l'abolizione dell'articolo 2 della legge n.1261 del 1963, quella sulle indennità parlamentari appunto. In particolare l'articolo 2 è quello relativo alla diaria, cioè il rimborso delle spese di soggiorno a Roma"..."In questo modo lo stipendio dei parlamentari verrebbe ridotto di almeno la metà Maria Di Prato, segretario nazionale di Unione Popolare."La presentazione di questo Referendum Abrogativo in contemporanea con i Referendum sardi è il naturale proseguimento delle iniziative anticasta che dovranno vedere i sardi in prima linea sin dal 6 Maggio e poi oltre con la raccolta delle firme per questo quesito", lo affermano Simone Spiga e Alessandro Aghedu, portavoce del Comitato 10 SI x la S@ardegn@.

26 aprile 2012

vuoi ridurre gli stipendi dei Consiglieri Regionali?


Un grazie particolare a Giacomo Fantola, per l'idea dei bannerini referendari :-)


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permalink | inviato da simonespiga il 26/4/2012 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 aprile 2012

Banner referendario

10 aprile 2012

Vuoi abolire le Province? ridurre gli sprechi? Ora si può!

Vuoi abolire le Province? ridurre gli sprechi? Ora si può!
E poi non dite che non vi era stato detto.... 

Il 6 Maggio per la S@rdegn@ sarà una data molto importante, infatti sarà l'occasione per andare in massa a votare per 10 quesiti referendari che possono essere una grand espinta per la Rivoluzione democratica e partecipativa che la S@rdegn@ si merita.
La nostra amata S@rdegn@ ha bisogno di un grande rinnovamento politico e istituzionale, serve una presa di coscienza del popolo sardo e questi quesiti referendari possono essere quel giusto stimolo per lottare, per ridare dignità a questo popolo e per gridare con 10 SI la vostra voglia di cambiamento.
Cappellacci si è dimostrato incapace e arroccato sulle posizioni di parte, dimenticando il suo ruolo di Presidente di tutti, inoltre non è stato capace di imporre al Consiglio Regionale, l'Election Day per far votare i sardi nello stesso giorno sia i per Referendum che per le Elezioni Comunali, un grave errore che costerà a tutti i sardi una grossa somma di denaro in più. 
Per queste ragioni la S@rdegn@ si deve risollevare e deve andare in massa a votare il prossimo 6 Maggio, perchè ci giochiamo dei temi importanti per il nostro futuro, come l'abolizione delle Province, la riduzione del numero di Consiglieri Regionali da 80 a 50 e un tetto massimo di indennità e l'abolizione dei Consigli di Amministrazione degli enti regionali. Queste sono tante importanti ragioni per recarti il prossimo 6 Maggio alle urne.
 NON DIMENTICARE ANCHE IL TUO VOTO E' FONDAMENTALE!

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