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No al Nucleare!
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15 agosto 2010

Incendi in Russia, oscurato il sito che indicava le zone radioattive colpite

E’ stato oscurato il sito dell’agenzia russa per la protezione delle foreste, lo stesso che aveva rivelato che 4.000 ettari di terreno colpito dalle radiazioni di Chernobyl erano andati bruciati.

Il sito dell’agenzia www.rcfh.ru risulta inaccessibile da venerdì: “Tutto quello che so è che non funziona più”, ha detto il vicedirettore Alexei Bobrinski.

Un altro responsabile, che ha scelto l’anonimato, accusa il ministero per le situazioni di Emergenza. Sarebbe infatti lo stesso ministro Serguei Choigou, ad aver ordinato l’oscuramento dopo aver criticato pubblicamente le informazioni diffuse.


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permalink | inviato da simonespiga il 15/8/2010 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 agosto 2010

La Destra contro l’atomo: Fuori dal coro

Le posizioni dell'anima più interessante del Msi in materia di ambiente e visione del mondo.

di Tony Augello – La Contea  Anno III n° 19-20 – Settembre – Ottobre 1986

….Se il filonuclearismo non regge sotto l’aspetto tecnico scientifico, risulta per noi inaccettabile anche da quello politico. Ed al nocciolo politico prontamente veniamo, per confinare nell’ambito dei reperti archeologici la tendenza meccanicistica, che ancora pervade qualche settore del Movimento Sociale, alla ripulsa aprioristica verso tutte le tematiche trattate a sinistra. La scelta coraggiosa e coerente nel referendum in difesa della scala mobile segna in questo campo una pietra miliare. Indietro, verso schematismi sclerotici e autocastranti, non crediamo si possa tornare. E poi, soprattutto, ci si deve spiegare, al di là ed oltre il dato strumentale e propagandistico, cosa ci sia di “sinistra” nelle posizioni antinucleari. Di più, se c’è un’area politica che per motivi storici, ideologici, dottrinali dovrebbe essere coerentemente filonucleare è proprio quella della sinistra storica. E quando quest’area, per motivi tattici, abbandona il proprio terreno, mette implicitamente in soffitta il progressismo, mito superstite al tracollo dei suoi riferimenti, contraddice in qualche modo il modello di sviluppo neocapitalistico omogeneamente adottato nei paesi occidentali sia dai governi conservatori che da quelli socialdemocratici.

Quando tutto questo, e davvero non ci pare poco, avviene nel campo avversario noi, proprio noi, dovremmo schierarci nel coro degli “ultras” del nucleare, prendere posizione miopemente e  gratuitamente al di fuori della nostra concezione della vita e del mondo? Perché, in ultima analisi, è di questo che si tratta. L’idea stessa della Terra come permanente obiettivo di saccheggio del dilatarsi con progressione esponenziale nel tempo di consumi sempre più indotti, sempre più assurdi, tutto il modello di sviluppo che sottende alla scelta nucleare ci sono profondamente estranei.

Alzare il tiro, per dirla con Marcello Veneziani, significa anche comprendere come nei tempi lunghi il nostro divenire la punta di diamante dello schieramento antinucleare porrebbe i presupposti di un nostro decisivo passo avanti in questa battaglia delle idee che sempre precede e sostiene la battaglia politica. In conclusione riteniamo che in termini politici, culturali e dottrinali non ci sia oggi battaglia più nostra, più coerentemente nostra, dell’antinuclearismo.

9 luglio 2010

Nucleare, il piano del governo slitta già al 2011 (per ora)

Pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza. Ma mancano i regolamenti di organizzazione e funzionamento. E persino la sede. A fine luglio dovrebbero uscire le nomine. Ma anche con questi tempi il governo è in ritardo

Se il buongiorno si vede dal mattino, per l’atomo all’italiana è ancora notte fondo. Dopo gli innumerevoli rinvii, ieri è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, l’ente che assorbirà le funzioni e le competenze finora sparse tra i vari altri istituti per accentrare, secondo le intenzioni del governo, e velocizzare le procedure decisionali più delicati, fra cui la scelta dei siti nucleari, quelli in cui dovrebbero sorgere le nuove centrali e anche il deposito per le scorie derivanti dalla precedenti stagione dell’atomo all’italiana, ancora in cerca di una sistemazione mentre si trovano in Inghilterra e Francia.

E I NOMI? – Ma nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi, mancano ancora il regolamento organizzativo e persino la sede in cui dovrebbe sorgere l’Agenzia. Il sottosegretario Stefano Saglia, incaricato a suo tempo di seguire la pratica, ha detto ad Angela Zoppo di Milano Finanza che spera di poter concludere per la settimana precedente alla chiusura dei lavori parlamentari le nomine del presidente, del collegio direttivo e di quello dei revisori, che dovrebbero restare in carica per sette anni. Ma ufficiosamente è possibile sapere che l’intenzione ormai scoperta è quella di rinviare al prossimo anno l’inizio dei primi processi decisionali, procrastinando così la tabella di marcia che il governo si era dato. Una situazione che comincia a creare imbarazzo nelle aziende che avevano accettato la sfida nucleare dell’esecutivo, e che così in questa maniera dovranno rassegnarsi a un primo rallentamento dei tempi di attuazione: Enel-Edf e Suez-E.On. quindi si trovano già oggi a dover gestire un ritardo nella tabella di marcia. In via teorica, un rimando al 2011 per la scelta dei siti porterebbe a un avvio della costruzione dei reattori intorno al 2015, considerando le questioni giuridiche che ruotano intorno alle prime decisioni e, in più, le valutazioni d’impatto ambientale per le quali ci vorrà almeno un anno.

IL TOTONOMINE - Sei mesi o più di ritardo però porterebbero anche a un altro effetto imprevisto: la comparsa del dossier nucleare nella parte più scottante proprio a ridosso delle elezioni politiche, in programma nel 2013. E francamente sembra davvero difficile che il governo abbia il coraggio di accettare una sfida del genere, vista anche la posizione di partenza dell’opinione pubblica, in maggioranza, come ha ammesso di recente anche il premier, sfavorevole all’uso del nucleare. E poi c’è il problema della nomina alla presidenza dell’Agenzia. Tra i nomi circolati in questi mesi c’è quello di Maurizio Cumo, già presidente della Sogin risanata e resa efficiente da lui e dall’amministratore delegato Romano e quindi – anzi, verrebbe da dire proprio per questo… – commissariata dal governo all’epoca delle prime decisioni sul tema. Per lui sarebbe una bella rivincita, visto quanto accaduto appena un anno fa. Circola anche il nome dell’oncologo Umberto Veronesi, che avrebbe anche la possibilità di sfruttare un’immagine positiva nell’opinione pubblica, ma pure quello di Carlo Jean, predecessore di Cumo alla Sogin poi dimissionario dopo gli scandali di una gestione “allegra” (la famosa sede in Russia) e disastrosa dal punto di vista decisionale (il caso Scanzano).


Tratto da http://www.giornalettismo.com

7 luglio 2010

Questa sera diretta su RadioLevelOne sul Referendum contro il nucleare


5 luglio 2010

No al nucleare - se ne discute su http://www.radiolevelone.it


4 luglio 2010

I deputati sardi del Pdl: "No all'eolico e al nucleare"

Tratto dall'Unione Sarda

Nella loro iniziativa legislativa, già presentata alla Camera, i cinque deputati chiedono che la Sardegna «diventi una regione sperimentale per un piano nazionale energetico forestale».

I sardi padroni del loro territorio, del paesaggio «che percepiscono». Un territorio che non deve subire modifiche o attacchi da parte di fattori esterni che possano modificare, appunto, la “percezione” che hanno i sardi della loro terra.

Cinque deputati sardi del Pdl hanno presentato una proposta di legge perché nell'Isola non vengano realizzate centrali nucleari e impianti eolici sul mare. La proposta di legge sarà illustrata mercoledì mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa, quindi sarà sottoposta agli enti locali sardi e alle associazioni «con l'obiettivo di promuovere un vasto movimento di opinione che possa supportare il complesso iter parlamentare», sottolineano i parlamentari Mauro Pili, Bruno Murgia, Paolo Vella, Settimo Nizzi e Carmelo Porcu.

La proposta è stata presentata il 25 maggio scorso alla Camera e ieri è arrivato il via libera dell'Ufficio studi della commissione Ambiente della Camera per la “calendarizzazione” del documento, ovvero è stato superato il primo, fondamentale passaggio. Il prossimo sarà quello della discussione.

I rappresentanti sardi del Pdl ricordano, in sostanza, che la Regione ha potere legislativo sul suo territorio in base allo Statuto sardo. «Proprio nell'ottica della competenza sul paesaggio», dice Mauro Pili, «la Regione la facoltà di decidere gli interventi ammissibili o meno».

L'OBIETTIVO «Nel paesaggio sardo devono essere vietati impianti eolici off shore e nucleari», dicono i parlamentari, «la Sardegna deve diventare regione sperimentale per un piano nazionale energetico forestale». La proposta di legge ha l'obiettivo di dare un'interpretazione autentica delle norme di attuazione dello Statuto, in un momento in cui i progetti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia eolica off shore stanno andando avanti e di nucleare se ne sente parlare ancora.

«L'iter procedurale di almeno due impianti eolici off shore nel mare sardo - sostiene Pili, primo firmatario della proposta di legge - sta andando avanti nel silenzio più totale e senza atti concreti che ne blocchino il previsto avanzamento». Tutto ciò, sottolinea, «nonostante più volte avessi suggerito la necessità di un ricorso alla Corte Costituzionale per un conflitto di attribuzione».

DENTRO LA PROPOSTA Il passaggio tecnico nel quale si inserisce la proposta di legge non è di semplice lettura. Nella loro azione, i deputati sostengono che la Corte Costituzionale ha ripetutamente dichiarato inammissibili le questioni sollevate dallo Stato sulla violazione della divisione delle competenze legislative e della disciplina statale in materia di tutela del paesaggio. Questo perché i ricorsi dello Stato in materia si sono orientati (secondo quanto sostiene la Corte) «dall'erroneo presupposto secondo il quale la Regione risulterebbe priva di potestà legislativa in tema di tutela paesaggistica. Ecco perché risulta evidente - sostengono i parlamentari sardi della maggioranza - che la materia della tutela del paesaggio ricada, in applicazione delle norme di attuazione dello Statuto, tra le competenze della Regione».

IL PERICOLO Secondo i cinque deputati il primo rischio per il nostro paesaggio costiero, se non ci si tutela in tempo, è rappresentato dalle pale sul mare. «L'insediamento di impianti eolici, per via della conformazione della costa sarda, costituirebbe un evidente elemento di disturbo della continuità e integrità del paesaggio», scrivono, «la conformazione del territorio sardo e il potenziale sviluppo turistico dell'intera Isola, ancora in gran parte da valorizzare e promuovere, sarebbe gravemente compromesso a causa della probabile realizzazione di un qualsiasi parco eolico sul mare».

LA NOVITÀ C'è un concetto, espresso nella proposta di legge presentata alla Camera, che ha suscitato l'interesse dell'Ufficio studi di Montecitorio: la novità del concetto di “paesaggio percepito” «che diventa fondamentale per affrontare la competenza specifica della Sardegna in questa materia», sottolinea Pili.

Non a caso, i parlamentari sardi fondano la loro iniziativa parlamentare sulla Convenzione europea del Paesaggio, recepita in Italia con la legge numero 14 del 2006, dove si intende il paesaggio come «una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni». E quindi il territorio «nei suoi vari ambiti, è “paesaggio” nell'accezione puramente geografica del termine», dice Pili, «ossia contesto territoriale che si caratterizza variamente dalla percezione che di esso hanno le popolazioni che vi abitano».

Ecco perché, sostengono i parlamentari, «trasferendo il concetto alla Sardegna, si può stabilire che quest'Isola è percepita dalle popolazioni che vi abitano come una terra alimentata dal sole e dal mare, una percezione che diventa fattore fondamentale del paesaggio». In questo contesto normativo, arriva la proposta di legge del Pdl, che fissa «l'esigenza di precludere il territorio sardo a insediamenti che minerebbero pesantemente il percepito ambientale e paesaggistico della Sardegna». Come la realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare e lo stoccaggio di scorie, «senza dubbio elementi in grado di compromettere in modo grave e indelebile il paesaggio sardo “percepito” in tutte le sue accezioni».

LA RI-FORESTAZIONE Pili, Vella, Nizzi, Porcu e Murgia sottolineano «l'indirizzo unanime del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Consiglio regionale sul fatto che la Sardegna non sarà mai interessata dalla costruzione di centrali nucleari» ed è in questo scenario che hanno presentato la loro proposta di legge. Non solo: «Dobbiamo anche pensare a valorizzare le qualità naturalistiche, per questo chiediamo che tutti gli incentivi utilizzati per gli impianti eolici off shore vengano dirottati alle energie alternative legate alla forestazione produttiva e alle biomasse agricole».


8 dicembre 2009

Fare Verde Cagliari aderisce alla manifestazione No Nuke in programma oggi a Cagliari

Il Coordinamento di Fare Verde Cagliari ha aderito ufficialmente alla manifestazione in programma oggi a Cagliari a partire dalle ore 17,00 in Piazza del Carmine a Cagliari.

"Vogliamo dare un segnale chiaro, non esistono colori politici in una battaglia di civiltà come questa, la Sardegna non vuole il nucleare, ma non vuole neanche che si possa avere le scorie nel nostro territorio", afferma nella nota il Coordinamento di Fare Verde.

"Oggi i sardi devono dare voce e forza a chi come noi, ma anche come Sardigna Natzione, Solebentu, Legambiente e tanti altri, da sempre si sono schierati contro il nucleare, la nostra presenza vuole essere un segnale di totale condivisione verso una battaglia nata in rete, grazie a Facebook ma che ha visto l'adesione di tantissime persone", incalza Simone Spiga.

"la manifestazione di oggi, sarà l'occasione per dire che la Sardegna è finalmente unita nel chiedere il rispetto dei sardi e del proprio territorio, che va salvaguardato e difeso da speculatori e lobbysti, che non hanno colore politico, ma che sono sempre pronti a devastare la nostra amata Sardegna", conclude Spiga.

3 dicembre 2009

ROMA: COMUNE, WORKSHOP CON RIFKIN PER STUDIARE PIANO ENERGETICO SOSTENIBILE

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, venerdi' 4 dicembre alle ore 19 presso l'aula Giulio Cesare in Campidoglio, presentera' la conferenza di Jeremy Rifkin sulla terza rivoluzione industriale, che introdurra' il workshop 'Rome 20-20 Towards a post carbon era'. Parteciperanno il sottosegretario al ministero delle Politiche Agricole, Antonio Buonfiglio, l'assessore capitolino all'Ambiente, Fabio De Lillo, il presidente di Roma Energia, Livio De Santoli. Lo rende noto il Comune di Roma. Il workshop si terra' all'Arancera del Semenzaio di San Sisto da sabato 5 a lunedi' 7 dicembre e si concludera' con una conferenza stampa di Alemanno e Rifkin lunedi' 7 dicembre alle ore 12. Una tre giorni di lavoro che ha l'obiettivo di realizzare per Roma un piano energetico sostenibile di lungo periodo, che si ispira alla terza rivoluzione industriale proposta da Rifkin.

Un nuovo modello energetico ed economico decentrato, interattivo e democratico, che permette di passare dal ciclo del carbonio a quello del sole e dell'acqua, puntando sulle fonti rinnovabili che sono a disposizione di tutti i cittadini, anziche' sulle fonti concentrate (carbone, petrolio gas e uranio) che sono a disposizione di pochi potentati economici su scala mondiale. Un modello energetico in cui ciascuno potra' diventare anche produttore e non solo consumatore di energia, che permette di coniugare una maggiore sostenibilita' ambientale e climatica con una maggiore crescita economica, aumentando l'occupazione e il giro di affari delle piccole e medie imprese attive nei settori dell'innovazione tecnologica.

Per individuare forme di applicazione pratica a Roma di queste nuove tecnologie, rappresentanti delle industrie di punta a livello mondiale si confronteranno con esperti dei dipartimenti e delle municipalizzate capitoline maggiormente coinvolti nei temi ambientali ed energetici. L'iniziativa ha lo scopo di elaborare un Master Plan in cui le strategie energetiche sostenibili di lungo periodo si coniugheranno con progetti pilota di piu' rapida realizzazione nel tessuto urbano, industriale e rurale di Roma, anche in vista della candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020.

 

11 ottobre 2009

Nucleare: 3 Italiani su 4 non vogliono centrali nella propria provincia

Giovedì 8 Ottobre i protagonisti della politica energetica italiana ed europea e le aziende del settore energetico operanti a livello nazionale e internazionale si sono riuniti a soli due mesi dalla Conferenza di Copenaghen in Energetica 2009. Il convegno annuale di Repubblica e Somedia dedicato ai grandi temi dell'energia sostenibile giunto quest'anno alla quinta edizione. Quest’anno si sono evidenziati gli effetti della decentralizzazione energetica a livello sociale e territoriale, evidenziando al contempo le straordinarie opportunità delle rinnovabili come volano per la ripresa economica e industriale.

Dall'indagine sulla democrazia energetica "Enti locali e cittadini di fronte alle rinnovabili"  diffuso al convegno di ieri e condotta dall'Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009) esce un importante verdetto: TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VOGLIONO LE CENTRALI NELLA PROPRIA PROVINCIA, anzi non vogliono nemmeno prendere in considerazione l'idea! E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza. Solo il 28% degli intervistati ritiene sicura la produzione di energia nucleare e pressoche' assenti i rischi ad essa connessi.

È da tempo che alla politica del No si sono affiancate molte soluzioni realistiche, efficienti ed economicamente vantaggiose. Grazie all’impegno di associazioni e di alcune istituzioni illuminate, la popolazione è sempre più informata e cosciente della pericolosità di centrali atomiche per l’approvvigionamento di energia e propensa a soluzioni alternative.
Ecco l'indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall'indagine di Format diffusa ieri al convegno Energetica, al primo posto c'è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento, al secondo l'eolico con il 25,9 per cento, al terzo il solare termico con il 17,3 per cento, poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Comunque l’indagine rileva che il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è ancora molto alto. Il campione ha affermato di conoscere “molto bene” l'energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l'energia solare termica il 17,1 per cento, l'energia eolica il 26,6 per cento, l'energia da biomasse il 12,3 per cento, l'energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

A seguito delle polemiche e del ricorso delle Regioni presso la Consulta della Corte Costituzionale per impugnare la Legge 99 che contiene la delega al Governo sulla ripartenza dell’energia atomica in Italia, Palazzo Chigi  sembra aver deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera.

Intanto l’Enel non si ferma e il 5 ottobre ha lanciato nel corso di un seminario a Flamanville (Francia) il suo piano per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare: quattro reattori dell'ultima tecnologia in tre siti con la prima energia in linea al massimo a metà del 2020 e le altre operative a seguire ad un ritmo di un reattore ogni 18 mesi. Si parla proprio dello stesso settore francese, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l'aspro contenzioso giudiziario per l'impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l'altro nella centrale finlandese di Olkiluoto.

La maggior parte della popolazione italiana non si fida dell’atomo, vorrebbe investire sulle energie alternative eolico e solare, ma c’è ancora tanto da lavorare, studiare, coinvolgere, informare. Fare Verde crede nelle rinnovabili e nell’importanza del coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza che deve essere attiva e cosciente. E come usiamo dire in queste situazioni…”Meglio oggi attivo che domani radioattivo”

18 settembre 2009

Nucleare, Cappellacci assicura: "Nè depositi, nè centrali nell'isola''

"Non esiste alcuna possibilità che il deposito nazionale delle scorie radioattive venga realizzato nel Sulcis o in un'altra zona della Sardegna. Nessun dirigente, funzionario o rappresentante della Regione ha mai partecipato a riunioni a Roma per concordare ruoli della Sardegna nella scelta di siti"

Lo afferma il presidente della Regione Ugo Cappellacci secondo il quale "su argomenti di forte impatto sull'opinione pubblica come quello nucleare, il centrosinistra sardo dovrebbe mostrare maggiore senso di responsabilità, evitando di diffondere notizie inventate di sana pianta". Il governatore ribadisce di "non ritenere accettabile che la Sardegna possa avere un ruolo nel programma nucleare in fase di predisposizione da parte del Governo" e torna ad attaccare l'opposizione perché, dice, "non si fa scrupolo di utilizzare informazioni prive di qualsiasi fondamento per mettere in dubbio ciò che abbiamo già detto e non ci stancheremo mai di ripetere ossia che la Sardegna non è disponibile ad ospitare nel suo territorio nè una centrale nucleare, nè il deposito nazionale delle scorie radioattive; anzi - rilancia Cappellacci - posso annunciare un programma sardo sullo sviluppo delle energie alternative quali eolico, fotovoltaico, biomasse". "Diventa difficile capire - conclude il governatore - da quali fonti provengano le informazioni utilizzate da alcuni esponenti del centrosinistra. Evidentemente la smania di visibilità è tale che non ci si fa scrupolo di inventare indiscrezioni, o fantomatiche riunioni che non si sono mai svolte. Su tali argomenti gli autorevoli esponenti della opposizione dovrebbero mostrare maggior capacità di discernimento".


12 settembre 2009

SLOVACCHIA, SCANDALO NUCLEARE - Spunta documento che spiega come ingannare i controlli per la centrale nucleare di Mochovce

Greenpeace è venuta in possesso di un documento della compagnia elettrica Slovenske Elektrarne (SE), controllata al 66% da ENEL, che descrive come manipolare l’audizione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto di completamento di due reattori nucleari sovietici a Mochovce, in Slovacchia. L’audizione si terrà il prossimo 18 settembre, a Bratislava.

“Si tratta di un documento ufficiale di ENEL/SE che mostra chiaramente la volontà di manipolare la partecipazione del pubblico per evitare che si facciano critiche al progetto” spiega Andrea Zlatnanska, responsabile della Campagna Energia.

Il documento descrive come prevenire che ci siano manifestazioni di protesta, come restringere la partecipazione del pubblico, e come raggiungere una minima attenzione dei media. ENEL/SE indica esplicitamente al Ministero dell’Ambiente Slovacco di organizzare solamente un’audizione a Bratislava e che venga ‘evitata’ l’audizione a Vienna già richiesta dal Consiglio comunale. Secondo la Convenzione ESPOO, infatti, i Paesi confinanti possono far richiesta di partecipare alla VIA per capire quali potrebbero essere gli impatti del progetto. Austria e Ungheria sono molto critiche sul completamento di reattori nucleari risalenti agli anni ’70 a pochi chilometri dal confine.

Il progetto consiste nel completamento di due reattori nucleari di progettazione sovietica VVER da 440 MW ognuno, la cui costruzione fu interrotta all’inizio degli anni ’90. I reattori non hanno alcun sistema di protezione in grado di proteggerli da incidenti gravi come l’impatto di un aereo. Il completamento costerà a ENEL - nelle previsioni - 2,8 miliardi di euro, quasi quanto costerebbe realizzare ex-novo un reattore EPR di ultima generazione.

“In Slovacchia ENEL sta buttando i soldi dalla finestra come se comprasse una Duna senza airbag al costo di una Ferrari” chiarisce Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace. “È uno scandalo che la controllata di ENEL faccia silenzio attorno al progetto e nasconda le informazioni agli occhi dei cittadini che dovranno convivere con reattori nucleari senza guscio di contenimento. È questo il trattamento che ENEL intende riservare anche agli italiani?”

Greenpeace denuncia che il comportamento di ENEL/SE, interferendo nel processo di pubblica partecipazione, è in violazione della legge. Greenpeace chiede dunque al Governo slovacco che la procedura di VIA, ormai compromessa, sia fermata e fatta ripartire dall’inizio. I lavori di completamento dovrebbero inoltre essere fermati immediatamente fino a quando la procedura VIA non sarà conclusa.

9 settembre 2009

Ecco la bozza del decreto sulle centrali nucleari... ma non sanno cosa si aspettano

 I siti per la costruzione delle future centrali nucleari potranno sorgere in aree già sedi di centrali o che comunque abbiano una buona capacità di trasmissione elettrica e disponibilità di acqua. Lo prevede la bozza di decreto legislativo che segue la Legge Sviluppo e che rimette ordine alle disposizioni per l’ingresso del nostro paese nel campo della produzione di energia da fonte nucleare. Ma la localizzazione dei siti sarà affidata anche ai soggetti che dovranno costruire le centrali. Infatti il Mse ricevute le richieste del degli operatori provvederà a trasmettere alla Conferenza stato regioni e all’Agenzia per la sicurezza Nucleare l’elenco completo delle aree per una valutazione di merito. L’Agenzia avrà 60 giorni per esprimere il proprio parere tenendo presente i severi requisiti tecnici (sistema di raffreddamento, distanza dalle aree abitate e fenomeni sismici) e quelli ambientali (suolo, risorse idriche, valore paesaggistico e storico culturale dell’area).


Individuate delle aree che rispettino questi criteri il dicastero guidato da Claudio Scajola convocherà i rappresentati delle Regioni per sottoporre nuovamente l’elenco delle aree giudicate idonee. Se le Regioni interessate manifestassero il proprio parere negativo in sede di Conferenza Unificata allora verrebbe istituito un apposito Comitato interministeriale per un ulteriore approfondimento tecnico che vedrebbe il Mse, il Mattm e il ministero dei Trasporti da un lato e le regioni interessate dall’altro. Conclusa la fase di consultazione con le Regioni si passerà a quella organizzata tra gli abitanti dei comuni interessati che sarà gestita da un magistrato. Disciplinata anche la fase di stoccaggio i cui costi e gestione sono affidati al soggetto titolare della concessione, contrariamente alla fase di decommisioning affidata alla Sogin, che una volta quantificati i costi di smaltimento li comunica al soggetto titolare per contribuire al fondo appositamente creato per tutte le attività di smaltimento.

Al titolare dell’autorizzazione unica spetterà anche contribuire con adeguate misure compensative a vantaggio delle persone residenti e delle aziende operanti nei territori interessati in ragione dei Kw prodotti e autorizzati. Gli interventi economici andranno ad iniziative finalizzate allo sviluppo economico e di natura ambientale. Previsto anche il rimborso della spesa elettrica, sostenuta dagli abitanti dei comuni interessati dalle centrali, attraverso apposite convenzioni stipulate con le amministrazioni competenti.

28 luglio 2009

Solebentu sulle dichiarazioni del Presidente Ugo Cappellacci

In relazione alle dichiarazioni che il Presidente della Giunta Regionale, Ugo Cappellacci ha esposto questa mattina in una nota radio sarda, l’Associazione SoleBentu intende esprimere il proprio sostegno alle posizioni espresse dal Presidente in merito all’opposizione al nucleare inteso sia come centrali da costruire che come luogo idoneo per la dislocazione delle scorie.
SoleBentu vuole soffermarsi sull’importanza di sostenere attraverso politiche energetiche chiare, lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
L’Associazione Solebentu vuole essere il punto di riferimento per tutti i sardi interessati a conoscere e approfondire queste tematiche e anche per la natura della nostra Associazione libera dagli schieramenti ideologici, vogliamo con il Presidente Cappellacci apra un tavolo di dialogo, anche attraverso l’approfondimento scientifico, per queste ragione, l’Associazione ha inviata nel primo pomeriggio di oggi una nota al Presidente Cappellacci per invitarlo a sostenere tutte le prossime iniziative in materia di sostegno alle fonti rinnovabili.

Per informazioni

Gianluca Medas – 3355324232

Simone Spiga - 3382907440

14 luglio 2009

il nucleare non serve all'Italia

10 luglio 2009

Il ddl per il nucleare è un atto di forza contro il Popolo Italiano

 Il ddl Sviluppo approvato ieri in Senato, che consente all'Italia il ritorno al trapassato nucleare, è un atto di forza contro gli interessi del Popolo Italiano, che favorisce solo pochi poteri forti. Ad oggi il Governo e, più in generale, il fronte trasversale nuclearista, che comprende anche il noto uomo di sinistra Chicco Testa, non hanno dato risposte convincenti ad alcuna delle obiezioni sollevate dagli ecologisti. Nessuna risposta sul destino delle scorie e risposte fumose sui costi, sui tempi, sulla localizzazione delle centrali. Sulla convenienza economica, in verità, si è già espresso il Ministro Tremonti, che circa 3 settimane fa ha detto di no alla richieste di Scajola di rastrellare dalle bollette elettriche la montagna di soldi necessaria per sostenere gli appetiti della lobby nucleare.

Se non fosse un atto di forza, non ci sarebbe bisogno di coprire con segreto di Stato la localizzazione delle centrali e paventare, in questo modo, l'uso della forza pubblica e dell'esercito per difendere i siti nucleari dall'opposizione popolare. Se il nucleare fosse così sicuro come tentano di farci credere, non ci sarebbe neanche bisogno di indennizzi alle popolazioni dei territori che subiranno la localizzazione di una centrale atomica.

Ma la partita resta aperta: sul territorio la lobby nuclarista troverà l'opposizione popolare che ormai la politica italiana non è più in grado di esprimere nelle sedi parlamentari opportune.
Intanto, i cittadini italiani possono prepararsi anche leggendo il numero monografico sul nucleare della nostra rivista, che abbiamo deciso di mettere a disposizione gratuitamente sul nostro sito internet www.fareverde.it

7 luglio 2009

NO al nucleare

4 luglio 2009

Firma anche tu per la Mozione di Solebentu



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25 giugno 2009

LA NUOVA SARDEGNA - Ambiente e territorio : «L’isola dice No al nucleare»

 CAGLIARI. «Il governo deve calare la maschera: ha già scelto i luoghi dove collocare le centrali nucleari e i siti dove verranno scaricate le scorie radioattive. Tra questi c’è la Sardegna». Lo ha dichiarato Federico Palomba (Idv). «La Sardegna ha già l’80% delle servitù militari ed è appena stata scippata del G8 con conseguenze devastanti. Italia dei Valori», dice Palomba, «si batterà perché la nostra regione non diventi una pattumiera radioattiva». Il deputato del Pd, Giulio Calvisi, ha ribadito che alcuni siti in Sardegna sono allo studio da parte dei tecnici del ministero delle Attività produttive: «Non bisogna abbassare la guardia. Il fatto che non sia stata individuata una centrale, non è detto che non lo sarà in futuro. Non si dimentichi che oltre al tema della localizzazione dei siti dove impiantare le nuove centrali - ha sostenuto Calvisi, nel dibattito sul disegno di legge per l’energia - vi è anche il tema dell’individuazione dei siti dove allocare le scorie». Per Bruno Murgia (Pdl) «è giusto che il governo esamini le ipotesi per risolvere i problemi di fabbisogno energetico ma non in Sardegna e non per una semplice ossessione ambientalista. La Sardegna non è adatta ad ospitare le centrali», ha sostenuto Murgia.

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24 giugno 2009

IL SARDEGNA - Ambiente e territorio : Solebentu promuove le energie rinnovabili

 Già Cappellacci aveva evidenziato la necessità di sostenere le fonti rinnovabili. «Quello energetico è un tema centrale del nostro programma che ci ha visto impegnati con i nostri alleati del Psd'az», aveva detto. Soprattutto su un punto: «l'esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia e rimanga denuclearizzato». Ora a Cagliari è nata l’associazione Solebentu per sostenere e valorizzare le politiche sulle energie rinnovabili. Ha vocazione apartitica, e vuole ricoprire un ruolo di supporto attivo, in rapporto con il consiglio regionale, per promuovere un nuovo modello di sviluppo che privilegi la tecnologia verde. Solebentu si prefigge di sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso vari canali di informazione (sito internet, petizioni, nuove modalità di comunicazione) e di promuovere l’uso e la produzione consapevole di una energia più pulita. La nuova associazione ha deciso di presentare ai componenti del consiglio regionale una mozione che li impegni a sottoscrivere ed applicare proprio quegli specifici contenuti, enunciati, tra l'altro, il giorno dell’insediamento della Giunta di centrodestra.

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23 giugno 2009

NOTA STAMPA - Nasce Solebentu

L’associazione Solebentu, nata il 28 maggio del 2009, e composta da elementi provenienti da ogni estrazione politica e culturale, si è posta, fin dal suo concepimento, l’obiettivo di sostenere e valorizzare le politiche energetiche rivolte alle rinnovabili proponendosi di ricoprire un ruolo da supporto attivo, in un prevedibile rapporto con l’intero consiglio regionale, per promuovere, studiare ed approfondire un nuovo modello di sviluppo, basato su di un consumo etico e consapevole. Questo senza sentire l’esigenza di collocarsi in una definita area politica, nella consapevolezza che scelte come quelle legate all’energia siano patrimonio di tutti i cittadini e non di uno schieramento politico.

Solebentu perciò si prefigge di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso varie attività di informazione (sito internet , petizioni , nuove modalità di comunicazione) e di promuovere l’uso e la produzione consapevole di una energia più pulita.

L’associazione ha una vocazione apartitica e vuole sensibilizzare il mondo della politica verso scelte che privilegino la tecnologia verde e nello stesso far si che queste scelte siano un volano per uno sviluppo stabile e duraturo del territorio.

Prendendo spunto dalle dichiarazioni programmatiche del Governatore, dello scorso 20 marzo, che contenevano spunti importanti che evidenziavano la necessità di sostenere le fonti rinnovabili, la nostra associazione ha sentito forte l’esigenza di presentare ai componenti dell’intero consiglio regionale una mozione che li impegnasse a sottoscrivere ed applicare quegli specifici contenuti enunciati il giorno dell’insediamento della Giunta Cappellacci .

Ed è questa una delle iniziative che è nostra intenzione programmare per accompagnare i cittadini verso la consapevolezza che attraverso scelte responsabili si può incidere sul proprio futuro.

Associazione SOLEBENTU


 


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