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Elezioni Regionali 2010
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12 aprile 2010

Ballottaggi, ultime ore per il voto

MILANO - E' stata del 43,2% l'affluenza ai ballottaggi nei 41 comuni chiamati al voto per l'elezione dei sindaci. Il dato si riferisce alla chiusura dei seggi di domenica sera, alle 22. Al primo turno l'affluenza - allo stesso orario - era stata del 54,6%. Il calo è stato dunque di oltre 11 punti. I seggi restano aperti anche nella giornata di oggi dalle 7 alle 15. Ad essere interessati a questa tornata elettorale sono 1.087.085 elettori, ripartiti in 1.292 seggi.

LE SFIDE - Le sfide principali riguardano le elezioni nei quattro Comuni capoluogo andati al ballottaggio: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia. In tutte e quattro, al termine del primo turno è in testa il candidato di centrosinistra, ma per il secondo turno è tutto ancora in gioco, dal momento che solo Salvatore Adduce a Matera, con il 48,46% dei consensi, appare a un passo dalla meta. Nella città lucana il centrodestra che si è presentato profondamente diviso al primo turno, dopo le dimissioni del sindaco uscente Nicola Buccico (Pdl), che a novembre hanno portato al commissariamento del comune. Adduce aveva al suo fianco già dal primo turno una coalizione che va dall’Udc alla sinistra e ai Verdi, il suo rivale Angelo Raffaele Tosto, fermo al 26,23%, dovrà recuperare il 14,57% andato al candidato del Pdl, che ha corso da solo.

AFFLUENZA - È dunque del 43,2 per cento l'affluenza alle 22 nei 41 comuni dove sono in corso i ballottaggi per l'elezione di sindaci e giunte. Ecco i dati relativi ai quattro comuni capoluogo chiamati alle urne (tra parentesi l'affluenza al primo turno):
MACERATA 40,2% (53,4%)
MANTOVA 47,0% (51,9%)
MATERA 41,9% (57,5%)
VIBO VALENTIA 41,3% (52,3%).

ALL'ULTIMO VOTO - Sfida sul filo di lana a Mantova: conduce il sindaco uscente Fiorenza Brioni (Pd), 40,72% al primo turno, su Nicola Sodano (Pdl), che si è fermato al 35,74. In ballo i voti del candidato centrista, che aveva sfiorato il 10%: l’Udc (2,45% come voti di lista) si è apparentato alla candidata di centrosinistra, spaccandosi però al suo interno. Centrosinistra a caccia di conferme anche a Macerata: Romano Carancini, che aspira a continuare l’opera dell’uscente Giorgio Meschini, al primo turno ha convinto il 45,97% dei suoi concittadini; Fabio Pistarelli, a capo di un’alleanza Pdl-Udc, il 41,09. L’accordo Pdl-Udc per il secondo turno spinge a Vibo Valentia le quotazioni di Nicola D’Agostino, candidato del partito di Berlusconi. Il più votato al primo turno è stato Nicola Soriano (Pd) con il 41,11%, ma l’appoggio del centrista Antonino Daffinà (quasi al 25% al primo turno) e di una civica che vale oltre il 5%, sulla carta dovrebbe essere sufficiente a ribaltare l’esito della prima tornata elettorale. Anche nel capoluogo di provincia calabrese l’amministrazione uscente è di centrosinistra.

LAMEZIA TERME - Fra i comuni non capoluogo, il più popoloso al voto, oltre settantamila abitanti, è Lamezia Terme (provincia di Catanzaro). Dopo il primo turno è in vantaggio il sindaco uscente di centrosinistra Gianni Speranza, che ha raccolto il 43% dei voti, contro il 33% della rivale Ida D’Ippolito (Pdl-Udc). C’è però una querelle legale: il centrodestra, in largo vantaggio sui voti di lista, sostiene di aver superato il 50% e che quindi se vincesse Speranza non potrebbe ottenere il premio di maggioranza. Replica la maggioranza uscente: valgono anche i voti dati al solo sindaco, senza indicazione della lista, quindi il centrodestra è sotto il 50% e i premio di maggioranza è in palio.

VIGEVANO - ll ballottaggio più insolito si svolgerà a Vigevano, 62mila abitanti, comune di 62mila abitanti in provincia di Pavia. Il candidato sindaco leghista Andrea Sala (33% al primo turno) si troverà di fronte Antonio Prati, candidato Pdl, che dopo il 28% ottenuto al primo turno ha stretto un accordo con la lista civica Civiltà vigevanese, guidata dall’ex sindaco del Pci Carlo Santagostino e con componenti dei Verdi, con la lista di estrema destra Vigevano futurista e con la Dc. Il candidato più votato il 28 e 29 marzo è Antonio Giannatempo (Pdl-Udc), sindaco in passato sotto le bandiere di Alleanza nazionale: 36,62% contro il 33,43% di Berardino Tonti (Pd-Idv-Sel-Prc-Psi). Nessun apparentamento per i due candidati: peseranno soprattutto le scelte degli elettori di Franco Metta, che con il sostegno di due civiche, al primo turno ha ottenuto il 27%. Sfida aperta, infine, a Cerignola.


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11 aprile 2010

Urne aperte per i ballottaggi. Alle 12 bassa affluenza: 10,3%

MILANO - Urne aperte fino alle 22, e lunedì dalle 7 alle 15, nei 41 Comuni italiani dove non è bastata la chiamata alle urne del 28 e 29 marzo per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali. Ad essere interessati alla nuova tornata elettorale sono 1.087.085 elettori, ripartiti in 1.292 seggi. Le sfide principali riguardano le elezioni nei quattro Comuni capoluogo andati al ballottaggio: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia. In tutte e quattro, al termine del primo turno è in testa il candidato di centrosinistra, ma per il secondo turno è tutto ancora in gioco, dal momento che solo Salvatore Adduce a Matera, con il 48,46% dei consensi, appare a un passo dalla meta. Nella città lucana il centrodestra che si è presentato profondamente diviso al primo turno, dopo le dimissioni del sindaco uscente Nicola Buccico (Pdl), che a novembre hanno portato al commissariamento del comune. Adduce aveva al suo fianco già dal primo turno una coalizione che va dall’Udc alla sinistra e ai Verdi, il suo rivale Angelo Raffaele Tosto, fermo al 26,23%, dovrà recuperare il 14,57% andato al candidato del Pdl, che ha corso da solo.

AFFLUENZA - Per quanto riguarda l'affluenza fino alle ore 12 di oggi ha votato il 10,3% degli elettori. Lo si rileva dal sito del Viminale. Al primo turno l'affluenza era stata dell' 11,3%. Questa l'affluenza alle ore 12 nei quattro comuni capoluogo chiamati alle urne (tra parentesi l'affluenza al primo turno):
MACERATA 9,6% (10,9%)
MANTOVA 15,3% (14,9%)
MATERA 8,4% ( 9,6%)
VIBO VALENTIA 9,6% ( 9,1%).

ALL'ULTIMO VOTO - Sfida sul filo di lana a Mantova: conduce il sindaco uscente Fiorenza Brioni (Pd), 40,72% al primo turno, su Nicola Sodano (Pdl), che si è fermato al 35,74. In ballo i voti del candidato centrista, che aveva sfiorato il 10%: l’Udc (2,45% come voti di lista) si è apparentato alla candidata di centrosinistra, spaccandosi però al suo interno. Centrosinistra a caccia di conferme anche a Macerata: Romano Carancini, che aspira a continuare l’opera dell’uscente Giorgio Meschini, al primo turno ha convinto il 45,97% dei suoi concittadini; Fabio Pistarelli, a capo di un’alleanza Pdl-Udc, il 41,09. L’accordo Pdl-Udc per il secondo turno spinge a Vibo Valentia le quotazioni di Nicola D’Agostino, candidato del partito di Berlusconi. Il più votato al primo turno è stato Nicola Soriano (Pd) con il 41,11%, ma l’appoggio del centrista Antonino Daffinà (quasi al 25% al primo turno) e di una civica che vale oltre il 5%, sulla carta dovrebbe essere sufficiente a ribaltare l’esito della prima tornata elettorale. Anche nel capoluogo di provincia calabrese l’amministrazione uscente è di centrosinistra.

LAMEZIA TERME - Fra i comuni non capoluogo, il più popoloso al voto, oltre settantamila abitanti, è Lamezia Terme (provincia di Catanzaro). Dopo il primo turno è in vantaggio il sindaco uscente di centrosinistra Gianni Speranza, che ha raccolto il 43% dei voti, contro il 33% della rivale Ida D’Ippolito (Pdl-Udc). C’è però una querelle legale: il centrodestra, in largo vantaggio sui voti di lista, sostiene di aver superato il 50% e che quindi se vincesse Speranza non potrebbe ottenere il premio di maggioranza. Replica la maggioranza uscente: valgono anche i voti dati al solo sindaco, senza indicazione della lista, quindi il centrodestra è sotto il 50% e i premio di maggioranza è in palio.

VIGEVANO - ll ballottaggio più insolito si svolgerà a Vigevano, 62mila abitanti, comune di 62mila abitanti in provincia di Pavia. Il candidato sindaco leghista Andrea Sala (33% al primo turno) si troverà di fronte Antonio Prati, candidato Pdl, che dopo il 28% ottenuto al primo turno ha stretto un accordo con la lista civica Civiltà vigevanese, guidata dall’ex sindaco del Pci Carlo Santagostino e con componenti dei Verdi, con la lista di estrema destra Vigevano futurista e con la Dc. Il candidato più votato il 28 e 29 marzo è Antonio Giannatempo (Pdl-Udc), sindaco in passato sotto le bandiere di Alleanza nazionale: 36,62% contro il 33,43% di Berardino Tonti (Pd-Idv-Sel-Prc-Psi). Nessun apparentamento per i due candidati: peseranno soprattutto le scelte degli elettori di Franco Metta, che con il sostegno di due civiche, al primo turno ha ottenuto il 27%. Sfida aperta, infine, a Cerignola. (Apcom)


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30 marzo 2010

Vola la Lega, tra Pd e Pdl finisce 7-6 Anche Piemonte e Lazio al centrodestra

MILANO - Il centrodestra si conferma con ampi margini in Lombardia, Veneto, conquista la Campania e Calabria in modo altrettanto netto. E a tarda notte strappa al centrosinistra in volata anche le due Regioni nelle quali il risultato è stato deciso all'ultimo voto, ovvero Piemonte e Lazio. Arriva prima il verdetto del Lazio, annunciato dallo stesso candidato presidente, Renata Polverini. Ultimo verdetto in Piemonte: Cota completa il successo leghista al Nord. Il centrosinistra perde 4 Regioni, ma si conferma in sette. Vince largamente in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria, Puglia e Basilicata. In Puglia vince con Vendola, che si conferma presidente dopo una lunga battaglia interna (per l'affermazione alle primarie) e contro l'avversario, Palese, comunque non distante nelle percentuale. Decide il voto consitstente all'Udc con la Poli Bortone. Un turno elettorale caratterizzato in ogni caso dal boom dell'astensionismo: la percentuale di affluenza si è attestata al 63,6%, in calo dell'8% rispetto alle regionali del 2005.

RIEPILOGO NAZIONALE - Analizzando il risultato dei singoli partiti, spicca il successo della Lega che sfonda in Veneto, avanza in moltissime regioni del Centro-Nord ed è in vantaggio con il suo candidato anche in Piemonte. A sinistra il Pd conferma la sua emorragia di voti, pur recuperando rispetto alle scorse Europee, ma con un preoccupante smottamento in Emilia-Romagna, sua storica roccaforte: mantiene la maggioranza ma il suo candidato perderebbe una decina di punti sul 2005 a vantaggio del voto di protesta per la lista di Beppe Grillo e per l'avanzata della Lega. Nel centrodestra il Pdl, come previsto, soffre il boom del Carroccio: viene superato in Veneto anche se mantiene il vantaggio in Lombardia (ridotto però ad appena 5-6 punti). Secondo le proiezioni dell'istituto Pragma-Emg sul 100% del campione, a livello nazionale il Pdl è al 26,7% e il Pd al 25,9%. La Lega Nord si assesta al 12,7%, l’Italia dei Valori al 6,9%, l’Udc al 5,8%, Sinistra Ecologia e Libertà al 3%, la Federazione della Sinistra al 2,9%, il movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo all’1,8%, la Destra di Storace e la lista Pannella Bonino entrambe allo 0,7% e l’alleanza di centro-democrazia cristiana allo 0,4%.

PIEMONTE - In una delle regioni cruciali di questa tornata elettorale, vale a dire il Piemonte, secondo le proiezioni Pragma Emg per Rai (copertura 100% del campione) il candidato del centrodestra, il leghista Roberto Cota, vince con il 47,8%. Il candidato del centrosinistra, sostenuto anche dall'Udc, Mercedes Bresso, si ferma al 46,3%. Davide Bono (Movimento Cinque Stelle - Beppe Grillo) è al 4,2%. Anche i dati del Viminale indicano al momento un vantaggio del candidato leghista (segui i dati dello spoglio in diretta).

LAZIO
- Fiato sospeso nel Lazio: Emma Bonino e Renata Polverini sono state lungamente alla pari nelle proiezioni per la presidenza della Regione. Gli ultimi dati Pragma-Emg, con una copertura del 100% delle sezioni, danno in vantaggio la candidata del centrodestra (50,6%) rispetto alla rivale del centrosinistra (48,9%). Un testa a testa che ovviamente si ripropone nello spoglio reale dalle sezioni. Secondo i dati del Viminale le due candidate sono al momento in sostanziale parità (dati in diretta). Ma la candidata del centrodestra ha anticipato il risultato convocando i sostenitori in piazza del Popolo alle 23. «I dati dicono che stiamo vincendo e questo dimostra che i miracoli sono possibili, che quando la gente vuole tutto è possibile» ha detto la Polverini, alzando le due dita in segno di vittoria. «Finalmente ho pianto - ha ammesso, tra le lacrime -. Abbiamo vinto». La Polverini, raggiunta dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha ringraziato Berlusconi e «tutte le province del Lazio, tutti gli uomini e le donne che hanno contribuito a questo successo». Poi ha preso un microfono e ha cantato la canzone di Battisti «Io vorrei, non vorrei ma se vuoi», intonata già nei giorni del caos liste.

LOMBARDIA - Non c'è storia invece in Lombardia. Roberto Formigoni, come previsto, vince con larghissimo margine. Il candidato del centrodestra è dato al 56,4% contro il 32,7% di Filippo Penati, candidato del centrosinistra. Si attesta al 5% il candidato dell'Udc, Savino Pezzotta. Il Pdl è il primo partito con il 30,9%, seguito dalla Lega Nord - in netta crescita - con il 26,4%. Il Pd è al 22,7% (segui lo spoglio in tempo reale). «Siamo alla quarta vittoria consecutiva in Lombardia - ricorda Formigoni - abbiamo aumentato i voti di coalizione nonostante la fuoriuscita dell'Udc e ho raddoppiato il distacco rispetto al mio sfidante diretto, che nel 2005 era di circa 10 punti percentuali e ora è di circa 20. I cittadini ci hanno dato ancora fiducia e noi continueremo a governare all'insegna delle cose belle che i cittadini ci chiedono».

VENETO - Vola Luca Zaia in Veneto. Il candidato leghista, appoggiato anche dal Pdl, diventa governatore ottenendo circa il 59-60% del voti. Giuseppe Bortolussi (centrosinistra) si piazza lontanissimo, al 28-29%. Antonio De Poli dell'Udc al 6%, David Borrelli (Mov. Beppe Grillo) attorno al 3%. La Lega Nord è il primo partito, con il 35% dei voti (dati in diretta). «Questo risultato mi dà grande responsabilità - esulta Zaia - Ci sono oltre 4 milioni di veneti che attendono risposte. La prima risposta è quella del federalismo. Questa elezione ha il significato di un premio al governo per la sua attività. Il Veneto inaugurerà da subito la stagione delle riforme».

LIGURIA - Dopo l'incertezza iniziale, in Liguria vince il candidato del centrosinistra, Claudio Burlando, con il 52,1%. Sandro Biasotti del centrodestra si ferma al 47,8% (i dati definitivi). «Abbiamo costruito un'operazione politica straordinaria - commenta Burlando -, abbiamo allargato la coalizione all'Udc e ci siamo rivolti anche agli elettori di Beppe Grillo, ma soprattutto abbiamo fermato la Lega dimostrando che qui in Liguria il popolo siamo noi del centrosinistra e del Pd».

EMILIA ROMAGNA - L'Emilia Romagna conferma Vasco Errani. Il candidato del centrosinistra ottiene il 52%. La sfidante, Anna Maria Bernini del centrodestra, si ferma al 36,7%. Da segnalare l'exploit del candidato del "Movimento cinque stelle-Beppe Grillo" Giovanni Favia, al 7%, e l'ottimo risultato della Lega, che ottiene il 13%. Per Errani, dunque, si tratta di una conferma, anche se il suo consenso è calato di oltre 10 punti: nel 2005 ottenne il 62,7% (i dati definitivi).

TOSCANA - Il centrosinistra vince anche in Toscana. Enrico Rossi ottiene il 59,7% delle preferenze. La candidata del centrodestra, Monica Faenzi, non va oltre il 34,4% mentre il candidato Udc, Francesco Bosi, si ferma al 4,6% (i dati definitivi). «Mi impegnerò nel modo più assoluto per essere il presidente di tutti i toscani - assicura Rossi - di qualsiasi colore e di qualsiasi opinione. Credo che la serietà delle nostre proposte - afferma - abbia dato ai toscani una opportunità che mi pare sia stata colta anche al di là degli schieramenti».

MARCHE - Nelle Marche il candidato alla presidenza per il centrosinistra, Gian Mario Spacca, si aggiudica la sfida con oltre il 53,2%, mentre il candidato del centrodestra, Erminio Marinelli si ferma al 39,7% e Massimo Rossi (Federazione della Sinistra, Sel) al 7,1% (i dati definitivi).

UMBRIA - In Umbria si afferma la candidata del centrosinistra, Catiuscia Marini, con il 57,2% dei voti rispetto a quella del centrodestra Fiammetta Modena, al 37,7%. La candidata sostenuta dall'Udc, Paola Binetti, è al 5%. (i dati definitivi).

CAMPANIA - Il centrodestra trionfa largamente in Campania. Stefano Caldoro ha oltre dieci punti di vantaggio, attestandosi al 53-54% dei voti contro il 43-44% del candidato di centrosinistra, Vincenzo De Luca (dati in diretta). «Abbiamo raccolto una grande volontà di cambiamento - commenta Caldoro. - Il voto dimostra che la gente vuole fatti e non più parole. Abbiamo un grande senso di responsabilità, per questo da domani mattina saremo già a lavoro».

PUGLIA - Nelle elezioni in Puglia è in vantaggio Nichi Vendola, presidente uscente. Il candidato del centrosinistra è tra il 48-49%, contro il 42% di Rocco Palese, candidato del centrodestra. Attorno all'8% la candidata centrista Adriana Poli Bortone di Io Sud-Udc (dati in diretta). «Un risultato splendido - dichiara Vendola - i dati confermano che in Puglia c'è un laboratorio di buona politica».

CALABRIA - Ha oltre 20 punti di margine il candidato del centrodestra alla presidenza della regione Calabria: Giuseppe Scopelliti, sempre secondo le stime Emg per Rai, raccoglierebbe il 56% delle preferenze, mentre Agazio Loiero (centrosinistra) si fermerebbe al 32%. Filippo Callipo (Idv-Lista Pannella) è al 10% (dati in diretta). «Dedico questa vittoria ai tanti calabresi onesti che hanno avuto la voglia di cambiare - dichiara Scopelliti - e che mi hanno dato la grande forza di condurre questa grande campagna elettorale. Era palpabile questa grande voglia di riscatto riscontrata in giro per le strade della Calabria nelle tante manifestazioni. La cosa più bella è che al momento siamo sopra dovunque».

BASILICATA
- Risultato deciso anche in Basilicata. Vito De Filippo (centrosinistra) viaggia verso il 60%, Nicola Pagliuca (centrodestra) è sotto il 28%. Magdi Cristiano Allam al 9,4% (dati in diretta).

PROVINCE E COMUNI - Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali sono cominciate subito dopo la chiusura dei seggi, alle 15. Per provinciali e comunali, lo spoglio comincerà invece alle 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate dalle regionali. Significativo al riguardo il voto nella provincia dell'Aquila, duramente colpita dal terremoto di un anno fa: dai dati del Viminale, a fronte di 383 sezioni scrutinate su 415, il candidato presidente del centrodestra Antonio Del Corvo è in vantaggio con il 53 per cento dei voti. La candidata del centrosinistra, la combattiva Stefania Pezzopane, ottiene invece, per ora, il 45,8 per cento dei voti.


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29 marzo 2010

Testa a testa in Piemonte, Lazio e Liguria. Campania, avanti il Pdl. Bene Vendola

MILANO - Centrodestra in netto vantaggio in Lombardia, Veneto, Campania e Calabria; centrosinistra avviato alla vittoria in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria, Puglia e Basilicata. Testa a testa in Lazio (perfetta parità tra la Bonino e la Polverini) e in Piemonte (con il centrodestra in vantaggio). Sono queste le prime proiezioni Pragma Emg per Rai dopo la chiusura dei seggi elettorali. Unico elemento certo, almeno fino a questo momento, è il forte astensionismo: la percentuale di affluenza si è attestata al 64%, in calo di quasi l'8% rispetto alle regionali del 2005 (anche se dal conteggio del Viminale mancano i dati di Puglia, Marche, Toscana e Calabria).
 

LOMBARDIA - Come previsto, Roberto Formigoni vince nettamente in Lombardia. Il candidato del centrodestra è dato al 55,6% % contro il 34,5% di Filippo Penati, candidato del centrosinistra. Si attesta al 4,6% il candidato dell'Udc, Savino Pezzotta (proiezioni sul 31% delle sezioni). Il Pdl è il primo partito con il 31%, seguito dalla Lega Nord con il 26%. Il Pd è al 22% (segui lo spoglio in tempo reale).

VENETO - Vola Luca Zaia in Veneto. Il candidato leghista, appoggiato dal centrodestra, si attesta al 61,6%. Giuseppe Bortolussi (centrosinistra) è lontanissimo, al 28,1%. Antonio De Poli dell'Udc è al 6,2% , David Borrelli (Mov.Beppe Grillo) è attorno al 3,1%. La Lega Nord è il primo partito in regione, con il 37% dei voti (copertura 31%) (dati in diretta).

PIEMONTE - In una delle regione cruciali per stilare un bilancio politico di queste regionali, vale a dire il Piemonte, è in testa il candidato del centrodestra Roberto Cota con il 48,5%. Il candidato del centrosinistra, sostenuto anche dall'Udc, Mercedes Bresso rincorre al 46,3% (copertura 21%.). Davide Bono (Movimento Cinque Stelle - Beppe Grillo) al 3,5%. Il Pdl è il primo partito con il 27,1%, seguito dal Partito Democratico al 21,8%. La Lega è al 15,1%. (dati in diretta).

LIGURIA - Dopo l'incertezza iniziale, in Liguria il candidato del centrosinistra, Claudio Burlando, sembra conquistare un margine abbastanza rassicurante salendo al 52,6%. Sandro Biasotti del centrodestra è al 47,4% (copertura dell'36%). (dati in diretta).

EMILIA ROMAGNA - Il governatore uscente Vasco Errani appare saldamente al comando in Emilia Romagna. Il candidato del centrosinistra è dato al 51,1. La sfidante, Anna Maria Bernini del centrodestra, è al 37,6%. Il candidato del "Movimento cinque stelle - Beppe Grillo" Giovanni Favia è al 7,1% (campione 32%) (dati in diretta).

TOSCANA - Centrosinistra in netto vantaggio in Toscana. Il candidato del centrosinistra, Enrico Rossi, è in testa con il 59,2% delle preferenze. La candidata del centrodestra, Monica Faenzi, è al 35,1% mentre il candidato Udc, Francesco Bosi è al 4,3% (copertura 41%) (dati in diretta).

LAZIO - Emma Bonino e Renata Polverini sono perfettamente alla pari nelle proiezioni per la presidenza della Regione Lazio. I dati di Emg per la Rai danno le candidate del centrosinistra e del centrodestra appaiate al 49,8 per cento. La stima si basa sul 14% del campione (dati in diretta).

MARCHE -Nella regione Marche il candidato alla presidenza per il centrosinistra, Gian Mario Spacca, è in testa con il 52,3%, mentre il candidato del centrodestra, Erminio Marinelli è al 40,5% (campione 22%). Massimo Rossi (Prc, Pdci, Sl) è al 7,2% (copertura 38%) (dati in diretta).

UMBRIA - In Umbria è in testa la candidata del centrosinistra Catiuscia Marini con il 55,9% rispetto a quella del centrodestra Fiammetta Modena al 38,8%. La candidata sostenuta dall'Udc, Paola Binetti, è al 5,3% (copertura 24%). Il Popolo della libertà potrebbe diventare il primo partito della regione, storicamente governata dai partiti di sinistra. Il Pdl potrebbe raggiungere il 34% dei consensi contro il 33% del Pd. Terzo partito sarebbe l'Idv all’8,2%, quarta la Federazione della sinistra al 6,6%. Significativa anche la penetrazione della Lega, qui al 5,3%. (dati in diretta).

CAMPANIA - Il centrodestra avviato alla vittoria in Campania. Stefano Caldoro è infatti al 57% dei voti contro il 39,9% del candidato di centrosinistra, Vincenzo De Luca (copertura del 20%) (dati in diretta).

PUGLIA - Nelle elezioni regionali in Puglia è in vantaggio Nichi Vendola, presidente uscente. Il candidato del centrosinistra è dato al 47,1% contro il 44,1% di Rocco Palese, candidato del centrodestra. All'8,3% la candidata centrista Adriana Poli Bortone (Io Sud-Udc) (copertura 18%) (dati in diretta).

CALABRIA - Ha oltre 20 punti di margine nelle prime proiezioni il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria: Giuseppe Scopelliti, secondo le stime Emg per Rai, raccoglierebbe il 57,9% delle preferenze, mentre Agazio Loiero (centrosinistra) si fermerebbe al 32 per cento. Filippo Callipo (Idv-Lista Pannella) all'8,6% (campione del 18%) (dati in diretta).

BASILICATA
- Vito De Filippo (centrosinistra) al 59,5 per cento, Nicola Pagliuca (centrodestra) al 28,6% per cento. Magdi Cristiano Allam a, 9,2%. Anche in Basilicata la situazione sembra dunque delineata (campione del 21%) (dati in diretta).

LO SPOGLIO - Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali sono cominciate subito dopo la chiusura dei seggi, alle 15 (maratona elettorale su Corriere.it: online il talk show condotto da Beppe Severgnini). Per provinciali e comunali, lo spoglio comincerà invece alle 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate dalle regionali, dove le operazioni di scrutinio per le amministrative inizieranno al termine delle operazioni di voto e di riscontro del numero dei votanti.


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29 marzo 2010

Oltre 41 milioni di italiani alle urne Affluenza in forte calo: -8%

MILANO - Affluenza in forte calo in tutt'Italia. E' questo il primo dato certo delle elezioni amministrative. A scontare l'astensionismo soprattutto il voto per le regionali. Quando sono stati scrutinati 4758 comuni sui 5068 delle 9 regioni su 13 (escluse quindi Marche, Toscana, Puglia e Calabria) i cui dati vengono comunicati dal Viminale la percentuale di voto è al 64,80% contro il 71,4% (da to finale) del 2005 (quest'ultimo dato comprendeva però anche le 4 regioni escluse). Per quanto riguarda le singole regioni, il Lazio fa registrare il maggior astensionismo -11,5% rispetto al 2005. In particolare a Roma si è registrato circa il 13% in meno dei votanti a Roma sempre rispetto alle regionali 2005.

LE ALTRE REGIONI - Nelle altre regioni i cui risultati non vengono comunicati dal Viminale i dati non differiscono di molto. In Toscana l'affluenza finale è al 60,9% contro il 71,3% del 2005, mentre nelle Marche (1575 su 1585 sezioni) è al 62,79%. L'affluenza ai seggi elettorali in Calabria è al momento pari al 53,7%. Il dato riguarda 101 sezioni su 422. Affluenza più bassa rispetto alle regionali del 2005, quando a votare fu il 64,4% degli aventi diritto. Nessun dato è ancora giunto dalla Puglia.

IL DATO ALLE 22 - Alle 22 già si era registrato un calo di circa 9 punti rispetto alle precedenti consultazioni, con il Lazio che vedeva il divario superare addirittura i 12 punti e una buona parte delle regioni (7 su 13) in cui, alla chiusura dei seggi domenica, la percentuale dei votanti raggiungeva il 45% degli aventi diritto. Nelle nove regioni - Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata - i cui dati elettorali vengono comunicati dal ministero dell'Interno, la percentuali di votanti rilevata alle ore 22 di domenica è stata del 47,1%, in calo di circa 9 punti rispetto al 2005 (precedenti omologhe 56,0%). La regione con la più alta affluenza è stata l'Emilia Romagna (51,5%, comunque quasi 10 punti in meno rispetto al 2005, 61,1%)), seguita da Lombardia (49,3%), Veneto (49,2%), Piemonte (47,6%), Umbria (46,3%) e Basilicata (45,3%). E poi Liguria (43,5%), Lazio (43,4%, calo del 12,5%), Campania (43,3%). Per quanto riguarda le regioni che gestiscono in proprio la comunicazione di dati elettorali, la Toscana ha chiuso la giornata di domenica con un'affluenza del 43,96%, contro il 54,6% di cinque anni fa; le Marche con il 44,88% (-10,03%); la Puglia con il 44,04%; la Calabria, la regione italiana con la minore affluenza, con il 41,40%.

LA MAPPA - Centrodestra e centrosinistra, con l’Udc in alcuni casi terzo giocatore in solitaria, si contendono la guida di tredici Regioni, quattro Province, 462 Comuni (di cui nove capoluoghi): oltre 41 milioni di italiani sono chiamati a votare per rinnovare governatori, presidenti, sindaci, giunte e consigli. Lo scenario attuale vede il centrodestra alla guida di due Regioni (Lombardia e Veneto) una Provincia (Imperia) e due Comuni (Lecco e Matera); il centrosinistra al comando in undici Regioni, tre Province e sette Comuni. Gli elettori riceveranno una scheda verde per le Regionali: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Una scheda gialla per le Provinciali: Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta. Una scheda azzurra per le Comunali: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera, Vibo Valentia più altri 453 Comuni.

LO SCRUTINIO - Per le Regionali lo scrutinio inizierà lunedì, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti. Per Provinciali e Comunali, invece, lo scrutinio partirà alle 8 di martedì con precedenza alle Provinciali, salvo in Molise e in Abruzzo, non interessate alle Regionali: lì lo scrutinio comincerà alla chiusura dei seggi. Dove sindaco e presidente di Provincia non saranno eletti al primo turno si andrà al ballottaggio. Per l’eventuale secondo turno si voterà domenica 11 e lunedì 12 aprile.

SFIDA APERTA IN QUATTRO REGIONI - L'appuntamento più atteso e più consistente, per il suo impatto politico, è quello delle regionali. La mappa politica attuale è a favore del centrosinistra per 11 a 2: solo Veneto e Lombardia sono al momento in mano al centrodestra. Occhi puntati, quindi, soprattutto su quest'appuntamento per verificare come si ridisegnerà la compagine delle Regioni. Se il blocco dell'Italia centrale, con Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria, non sembra in discussione e dovrebbe veder confermata, in termini di colore politico, la leadership attuale, ben più incerto appare invece il risultato in territori come il Piemonte, il Lazio, la Liguria, la Puglia.

DITE PERCHE' VI SIETE ASTENUTI- In ogni caso in attesa dei risultati definitivi, un dato al momento sembra chiaro, quello di un forte astensionismo. Per conoscere le ragioni dell'astensione invitiamo i nostri lettori che si sono astenuti a spiegare le loro ragioni, nel commento a questo articolo.

 


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29 marzo 2010

Chiusi i seggi... a breve i primi dati sull'affluenza

Chiusi i seggi...

 a breve i primi dati sull'affluenza

 

Non si segnalano grossi problemi nelle Regioni in cui si vota

29 marzo 2010

Al voto 41 milioni di italiani Calo affluenza: 47% alle 22

 
Affluenza in calo di circa 9 punti rispetto alle precedenti consultazioni, con il Lazio che vede il divario superare addirittura i 12 punti e una buona parte delle regioni (7 su 13) in cui, alla chiusura dei seggi domenica alle 22, la percentuale dei votanti non ha raggiunto il 45% degli aventi diritto. È questo il dato chiave che emerge dalle prime rilevazioni sulle elezioni regionali in corso, che rappresentano un importante test politico a livello nazionale. Nelle nove regioni - Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata - i cui dati elettorali fluiscono al ministero dell'Interno, la percentuali di votanti rilevata alle ore 22 di domenica è stata del 47,1%, in calo di circa 9 punti rispetto al 2005 (precedenti omologhe 56,0%). Nel Comune di Roma, secondo dati del Campidoglio, l'affluenza alle 22 è stata del 41,30%, contro il 54,42% del 2005, con una diminuzione di 13,12 punti percentuali. La regione con la più alta affluenza è stata l'Emilia Romagna (51,5%, comunque quasi 10 punti in meno rispetto al 2005, 61,1%)), seguita da Lombardia (49,3%), Veneto (49,2%), Piemonte (47,6%), Umbria (46,3%) e Basilicata (45,3%). E poi Liguria (43,5%), Lazio (43,4%, calo del 12,5%), Campania (43,3%). Per quanto riguarda le regioni che gestiscono in proprio la comunicazione di dati elettorali, la Toscana ha chiuso la giornata di domenica con un'affluenza del 43,96%, contro il 54,6% di cinque anni fa; le Marche con il 44,88% (-10,03%); la Puglia con il 44,04%; la Calabria, la regione italiana con la minore affluenza, con il 41,40%

I DATI DELLE ORE 19 - Alle 19 si era registrata un'affluenza del 34,90% (dati del ministero dell'Interno, 9 regioni su 13). Anche questo dato era in netto calo rispetto alla tornata precedente, quando si era registrata, alla stessa ora, un'affluenza del 41,96 per cento (meno sette punti). In particolare, già evidente il calo nel Lazio: alle 19 aveva votato il 31,49% degli aventi diritto, circa dieci punti in meno rispetto al 41,02% delle scorse elezioni. La Puglia alle 19 registrava un'affluenza del 30,26%, la Toscana del 33,4%, le Marche del 32,40% e la Calabria del 28,7%. Provinciali: nelle quattro province dove si vota per l'elezione del presidente e dei Consigli provinciali (Imperia, Viterbo, L'Aquila e Caserta, per un totale di 339 Comuni interessati) l'affluenza alle 19 è stata del 34,12%, -3,68% rispetto alla precedente tornata. Comunali: alle 19 di domenica aveva votato il 41,09% degli aventi diritto per il rinnovo delle amministrazioni in 460 Comuni. -2,66% rispetto alla precedente elezione.

I DATI DELLE ORE 12 - Il calo di affluenza era già stato evidente alle 12, quando nelle nove regioni monitorate direttamente dal ministero dell'Interno (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia- Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata) si era notata una diminuzione di quasi 3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni: 10,19% contro 13,05%. Il calo più forte era in Emilia Romagna, con il 4%. La Toscana ha avuto alle 12 un'affluenza del 9%, in calo di 3,2 punti rispetto al 2005. Le Marche dell'8,11%, contro l'11,4 di cinque anni fa. L’affluenza in Puglia è stata dell’8,63% rispetto all'11,4 del 2005, in Calabria al 6,5 rispetto all' 8,9. L'affluenza alle urne registrata alle ore 12 per le Provinciali e comunicata dal Viminale è stata del 9,05%, una percentuale in calo di circa tre punti rispetto al 12,03% segnato alle precedenti elezioni. Questa l'affluenza alle urne alle ore 12 nei 9 capoluoghi dove si vota per l'elezione del sindaco e dei consigli comunali (tra parentesi il precedente omologo): Mantova 14,9% (17,1); Lecco 13,3% (15,9); Lodi 16,8% (18,2); Venezia 13,2% (14,9); Macerata 10,9% (12,7); Chieti 12,6% (9,8); Andria 13,1% (14,9): Matera 9,6% (13,6); Vibo Valentia 9,1% (11,7).

SI VOTA FINO ALLE 15 DI LUNEDÌ - A disposizione degli elettori ci sono in tutto ventidue ore in due giorni per ridisegnare la mappa del governo locale. Centrodestra e centrosinistra, con l’Udc in alcuni casi terzo giocatore in solitaria, si contendono la guida di tredici Regioni, quattro Province, 462 Comuni (di cui nove capoluoghi): oltre 41 milioni di italiani sono chiamati a votare per rinnovare governatori, presidenti, sindaci, giunte e consigli. I seggi, aperti domenica dalle ore 8 alle 22, riaprono lunedì dalle 7 alle 15. Lo scenario attuale vede il centrodestra alla guida di due Regioni (Lombardia e Veneto) una Provincia (Imperia) e due Comuni (Lecco e Matera); il centrosinistra al comando in undici Regioni, tre Province e sette Comuni. Gli elettori riceveranno una scheda verde per le Regionali: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Una scheda gialla per le Provinciali: Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta. Una scheda azzurra per le Comunali: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera, Vibo Valentia più altri 453 Comuni.

CHE COSA SERVE PER VOTARE - Per votare è necessario presentarsi al seggio muniti di documento d’identità e tessera elettorale (in caso di smarrimento è possibile chiederne il duplicato agli uffici comunali che saranno aperti durante tutta la durata delle operazioni di voto). Per le Regionali lo scrutinio inizierà lunedì, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti. Per Provinciali e Comunali, invece, lo scrutinio partirà alle 8 di martedì con precedenza alle Provinciali, salvo in Molise e in Abruzzo, non interessate alle Regionali: lì lo scrutinio comincerà alla chiusura dei seggi. Dove sindaco e presidente di Provincia non saranno eletti al primo turno si andrà al ballottaggio. Per l’eventuale secondo turno si voterà domenica 11 e lunedì 12 aprile.

SFIDA APERTA IN QUATTRO REGIONI - L'appuntamento più atteso e più consistente, per il suo impatto politico, è quello delle regionali. La mappa politica attuale è a favore del centrosinistra per 11 a 2: solo Veneto e Lombardia sono al momento in mano al centrodestra. Occhi puntati, quindi, soprattutto su quest'appuntamento per verificare come si ridisegnerà la compagine delle Regioni. Se il blocco dell'Italia centrale, con Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria, non sembra in discussione e dovrebbe veder confermata, in termini di colore politico, la leadership attuale, ben più incerto appare invece il risultato in territori come il Piemonte, il Lazio, la Liguria, la Puglia.
 

28 marzo 2010

Votazioni in corso

Elezioni amministrative per 13 regioni e 460 comuni. Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Occhi puntati in particolare su Piemonte, Lazio, Liguria e Puglia, regioni nelle quali la partita si deciderà sul filo di lana

 

Ventidue ore in due giorni per ridisegnare la mappa del governo locale. Centrodestra e centrosinistra si contendono la guida di tredici Regioni, quattro Province, 462 Comuni (di cui nove capoluoghi): oltre 41 milioni di italiani sono chiamati a votare per rinnovare governatori, presidenti, sindaci, giunte e consigli. I seggi saranno aperti dalle ore 8 alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 domani. Lo scenario attuale vede il centrodestra alla guida di due Regioni (Lombardia e Veneto) una Provincia (Imperia) e due Comuni (Lecco e Matera); il centrosinistra al comando in undici Regioni, tre Province e sette Comuni. Gli elettori riceveranno una scheda verde per le Regionali: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Una scheda gialla per le Provinciali: Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta. Una scheda azzurra per le Comunali: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera, Vibo Valentia più altri 453 Comuni.

28 marzo 2010

Elezioni Regionali 2010

Finalmente si vota!

Passata questa campagna elettorale senza alcun contenuto, ma troppe urle e censure, siamo giunti alla fine, oggi e domani milioni di italiani si esprimeranno sul governo della maggior parte delle Regioni italiane e per questo anche il mio blog sarà attivo con aggiornamenti ed exit poll sui risultati di tutte le Regioni.

Infatti sin da domani pomeriggio vi terrò informati sui risultati e vi comunicherò in tempo reale i primi commenti e i video dei principali leader politici italiani.

 

Appuntamento a domani dalle 15:00 su http://www.simonespiga.tk

28 febbraio 2010

Non cancelleranno la Democrazia

Cari amici, come certamente molti di voi sapranno stiamo subendo una grave ingiustizia. C’è il rischio reale che il Pdl, principale partito del Paese, non possa partecipare alle prossime elezioni regionali del Lazio. Questo perché nel momento della presentazione formale delle liste è stato fisicamente impedito ai nostri delegati di ultimare la consegna del materiale necessario. Si tratta di un episodio di incredibile gravità, assolutamente estraneo alle regole democratiche e al confronto politico.
Inutile dire che io non mi tiro indietro. Oggi più che mai sono convinta che c’è bisogno di un profondo cambiamento nella nostra regione. Siamo forti delle nostre idee e dei nostri convincimenti. Chi pensa di fermarci in questo modo vuole, infatti, solo cancellare la Democrazia facendo ricorso alla forza fisica e ai legacci della burocrazia esasperata.
Sono certa che i cittadini del Lazio vogliono voltare pagina e cancellare la cattiva amministrazione, le prepotenze e le ingiustizie che troppo spesso sono costretti a subire. Sono scesa in campo per cambiare le cose. E so di potercela fare con il sostegno di tutti voi.
Da oggi pomeriggio alle cinque dal mio gazebo di piazza del Popolo inizieremo a distribuire gomme da cancellare, perché saremo noi a cancellare quello che non funziona in questa regione, e non il contrario.


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28 febbraio 2010

Elezioni regionali in Lazio: respinta l'istanza del Pdl

E' stata respinta l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali del Pdl. Lo si apprende da fonti bene informate. Ora il Pdl può presentare appello all'Ufficio centrale regionale


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17 dicembre 2009

Regionali: Renata Polverini candidata Pdl nel Lazio

Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl, sarà la candidata del Pdl a presidente della Regione Lazio nelle elezioni di fine marzo. Lo ha deciso all'unanimità l'ufficio di presidenza del Pdl riunito a Palazzo Grazioli. Il vertice del partito di Silvio Berlusconi (assente perché ancora ricoverato al San Raffeale di Milano dopo l'aggressione di domenica) ha poi ufficializzato anche le candidature di Roberto Formigoni in Lombardia, Sandro Biasotti in Liguria e Giuseppe Scopelliti in Calabria.

11 dicembre 2009

Aperta una nuova rubrica nel blog

Dopo aver superato le 720.000 visite e dopo aver cercato in tutti i modi di portare questo Blog fuori dagli stereotipi del Berlusconismo e dell'Antiberlusconismo, proseguiamo un percorso di coerenza critica verso questo Centro Destra che dovrebbe rappresentare maggiormente le istanze popolari e sociali.

In vista dei prossimi appuntamenti elettorali nazionali, nasce oggi una nuova rubrica che riguarderà le Elezioni Regionali 2010.

Simone

 

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Regionali, La Russa: "Entro Natale le candidature"

 

Ignazio La Russa si è detto sicuro"che riguardo alle candidature per le regionali entro Natale ci saranno notizie ufficiali". "Avremo a breve - ha aggiunto - un incontro con la Lega. Non abbiamo escluso nessuna soluzione; che la richiesta della Lega sia Piemonte e Veneto è pacifico ma la Lega sa benissimo che non decide da sola. In un contesto complessivo può darsi che finisca a quel modo, o che finisca in quel modo al 50%, ma io vi posso dire con certezza che finirà con una intesa". Per il Veneto la scelta potrebbe essere il 16 dicembre "e sono convinto - ha aggiunto - che con la Lega ci sarà una candidatura unitaria. Il modo con cui abbiamo avviato la discussione è da partiti che stanno in coalizione insieme, che sanno che il successo dell'uno è precondizione del successo dell'altro".

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