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Elezioni Provinciali in Sardegna - 30/31 Maggio 2010
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14 giugno 2010

La Sardegna ai ballottaggi: il centrosinistra fa l'en plein

Turno di ballottaggi caratterizzato come nelle previsioni da un forte astensionismo. Graziano Milia, del Pd, è stato confermato presidente della Provincia di Cagliari col 52,42% dei voti. Lo sfidante Farris (centrodestra) si è fermato al 47,57%. Il centrosinistra si conferma anche in Ogliastra e a Nuoro. Il centrosinistra conquista anche i quattro Comuni in palio: Beniamino Scarpa vince a Porto Torres, Alessandro bianchi a Nuoro, Aldo Pili a Sestu e Pierluigi Carta a Iglesias.

Graziano Milia, del Pd, è stato confermato presidente della Provincia di Cagliari. Nel turno di ballottaggio, ha ottenuto 61.785 voti (52,42%) contro i 56.074 (47,57%) dello sfidante di centrodestra, Giuseppe Farris, che aveva vinto il primo turno, distanziando il presidente uscente di 13 punti percentuali. Entrambi i candidati, al primo turno, si erano presentati con le coalizioni incomplete. Nel centrosinistra l'Idv non aveva chiuso l'accordo con Milia, presentando un suo candidato (il deputato ed ex presidente della Regione, Federico Palomba), mentre nel centrodestra si era registrata una spaccatura con il senatore del Pdl, Piergiorgio Massidda, che aveva deciso di correre da solo.

OGLIASTRA. Anche in Ogliastra vince il candidato del centrosinistra Bruno Pilia col 51,41% contro il 48,58 del suo avversario Sandro Rubiu, sostenuto dalla coalizione di centrodestra.

NUORO. Il candidato del centrosinistra Roberto Deriu si riconferma presidente della provincia di Nuoro. Il presidente uscente ha ottenuto il 51,29% di consensi contro il 48, 70% del candidato del centrodestra Luigi Crisponi.

I COMUNI. Per quanto riguarda i ballottaggi per la poltrona di sindaco, Pierluigi Carta (50,93%) vince a Iglesias. Il candidato del centrosinistra ha battuto per una manciata di voti l'avversario del centrodestra Paolo Fogu, che si è fermato al 49,06%. A Porto Torres Beniamino Scarpa (lista civica) ha battuto nettamente il suo avversario con oltre il 54% delle preferenze. A Nuoro si conferma la Giunta di centrosinistra: Alessandro Bianchi con oltre il 55% dei voti ha sconfitto l'avversario Paolo Manca (centrodestra) che ha ottenuto il 45% delle preferenze. A Sestu è stato riconfermato il sindaco uscente di centrosinistra Aldo Pili che, per meno di duecento voti, ha battuto il candidato del centrodestra Antonio Mura (49,10%).

ASTENSIONE. Il vero vincitore è però il partito del "non voto", che si conferma anche nel turno di ballottaggio per l'elezione dei tre presidenti delle Province di Cagliari, Nuoro e Ogliastra e per quella dei sindaci di Iglesias, Nuoro, Porto Torres e Sestu. Alle comunali ha votato infatti il 55,75% degli elettori (al primo turno il 71,25%), mentre alle provinciali il dato è ancor più basso: 30,39%, contro il 52,44% del primo turno.

14 giugno 2010

Ballottaggi, affluenza a picco: vince il partito del "non voto"

Seggi chiusi, domani si vota dalle 7 alle 15 per i presidenti di tre province e i sindaci di quattro comuni sopra i 15 mila abitanti. Nella prima giornata di ballottaggi a vincere è il partito del non voto. Alle 22 per le provinciali si è recato alle urne appena il 17,39% (contro il 36,59% del primo turno). Meno drammatico il dato delle comunali: 34,82% (contro il 45,26% del primo turno). Maglia nera la Provincia di Cagliari, i più virtuosi sono stati invece gli elettori dell'Ogliastra.

Tutti i partiti hanno lanciato appelli al voto, perché la prima tornata è stata caratterizzata dall'astensionismo, con un calo di 11 punti alle provinciali e 5 alle comunali: In Provincia di Cagliari gli sfidanti sono Giuseppe Farris, per il centrodestra, che parte dal 46,53% di preferenze ottenute al primo turno, e lo sfidante, il presidente uscente, Graziano Milia, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, che nello scorso turno si è fermato al 33,80%. In Provincia di Nuoro Luigi Crisponi è il candidato presidente per il centrodestra (38,35% preferenze al primo turno), mentre il centrosinistra sostiene l'uscente Roberto Deriu (32,47%). Nella Provincia dell'Ogliastra si sfidano Sandro Rubiu per il centrodestra (43,76% al primo turno) e Bruno Pilia, centrosinistra (41,06%). I comuni dove si vota sono Iglesias, Nuoro, Porto Torres e Sestu.


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12 giugno 2010

Amministrative: pronti i seggi per i ballottaggi del 13 e 14

Oggi è giornata di riflessione e domani i seggi saranno aperti dalle ore 8 alle ore 22; mentre lunedì dalle ore 7 alle 15. In Provincia di Cagliari i due sfidanti sono Giuseppe Farris, per il centrodestra (ha avuto 46,53% di preferenze al primo turno), e il presidente uscente Graziano Milia, del centrosinistra (33,80% al primo turno)

In Provincia di Nuoro gli elettori dovranno votare per Luigi Crisponi, candidato del centrodestra (38,35% al primo turno), o per il presidente uscente Roberto Deriu del centrosinistra (32,47% al primo turno). Per la Provincia Ogliastra si sfideranno Sandro Rubiu per il centrodestra (43,76% al primo turno) e Bruno Pilia, centrosinistra (41,06%).


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6 giugno 2010

Ballottaggi del 13 e 14 giugno: definiti gli apparentamenti

Sono stati definiti oggi, con la chiusura dei termini, gli apparentamenti per le votazioni di ballottaggio che si terranno il 13 e 14 giugno per le Province sarde di Cagliari, Nuoro e Ogliastra. Le altre cinque Province erano state assegnate al primo turno (tre al centrosinistra e due al centrodestra) del 30 e 31 maggio

Per il ballottaggio non vi saranno apparentamenti (che dovranno esser riportati con l'indicazione del simbolo nelle schede che verranno stampate da domani) per la Province dell'Ogliastra e di Cagliari mentre a Nuoro il centrosinistra avrà l'apporto di Italia dei valori e Sinistra Ecologia e Libertà. I ballottaggi riguardano Cagliari dove il centrosinistra con l'uscente Graziano Milia ha avuto il 33,78% contro il 46,52% del centrodestra guidato da Giuseppe Farris. Nel capoluogo vi era una frattura nei due schieramenti: il senatore del Pdl Piergiorgio Massida ha corso da solo riportando il 9,03%, così come ha gareggiato da solo l'Idv col deputato Federico Palomba che ha avuto il 6,63%. Per il ballottaggio non si è raggiunto l'apparentamento nè per voti Idv nè per quelli di Massidda. Ballottaggio anche a Nuoro dove il centrosinistra con l'uscente Roberto Deriu ha raggiunto il 32,47% mentre l'altro candidato dissidente, sempre della sinistra, Efisio Arbau, ha avuto il 23,9%. Nonostante frenetiche trattative durate sino ad oggi non vi è stato apparentamento fra le due liste di sinistra mentre l'accordo è arrivato con l'Idv e con Sel (esclusi invece i Verdi). "E' incomprensibile la decisione del Pd di rifiutare l'apparentamento tecnico alla lista dei Verdi per le elezioni comunali e provinciali di Nuoro", ha, fra l'altro, dichiarato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, secondo il quale "così continua la politica suicida del Pd e si corre il rischio di fare un favore alla destra". L'apparentamento dell'Idv con il centrosinistra per la Provincia non si è, invece, confermato per il Comune di Nuoro dove l'apparentamento interessa solo Sel mentre l'Idv ha raggiunto un "accordo politico". Gli indipendentisti dell'Irs, che a maggio hanno raggiunto un buon successo sia in città che in provincia, hanno invitato all'astensione. Sempre a Nuoro il centrodestra, che si è attestato al primo turno al 38,35%, per il ballottaggio non ha avuto apparentamenti ed in questi giorni lavorerà per evitare l'astensionismo ed un appello in tal senso è stato rivolto dal candidato presidente Luigi Crisponi. Infine nell'Ogliastra il centrodestra con Sadro Rubiu ha avuto nella prima tornata il 43,76% e il centrosinistra con Bruno Pilia il 41,06% e per il ballottaggio si presenteranno senza nuovi apparentamenti.

5 giugno 2010

Massidda: io voto Pdl, gli altri non so - Unione Sarda 5 Giugno 2010

I 20 mila elettori della lista Massidda decideranno in base alle proposte dei due candidati.
La settimana prossima scioglierà le riserve e indicherà ai suoi quasi 20 mila elettori come e chi votare nella prossima sfida del ballottaggio del 13 e 14 giugno per la Provincia. Perché Piergiorgio Massidda, senatore “ribelle” del Popolo della libertà, ma pur sempre «uomo del Pdl», anzi «uno dei fondatori nazionali», voterà certamente il centrodestra ma non è detto che riuscirà a traghettare sulla stessa sponda i partiti che hanno sostenuto la sua lista, facendogli incassare oltre il 9 per cento dei consensi nella corsa per la presidenza della Provincia.
IL VOTO «Io so esattamente cosa fare, anche a costo di turarmi il naso - chiarisce Massidda nella sede elettorale di viale Ciusa ancora tappezzata con i suoi manifesti - ma ritengo di non poter imporre alcuna scelta ai partiti, potendo disporre solo del mio voto, e neppure di quello di mia moglie». Massidda dice che «nessuno vuole poltrone» ma che «tutti i gruppi chiedono di confrontarsi sui programmi di entrambi i candidati»: ci vuole, dunque, «un atto di umiltà» dei dirigenti del Pdl, «che si confrontino con noi: pur essendo partiti che rispecchiano un orientamento di centrodestra - spiega Massidda - non è detto affatto che voteranno Pdl: allo stato attuale è difficile dire come si muoveranno i nostri elettori, perché sono davvero arrabbiati. Saremo pronti a correre per loro se ci faranno proposte concrete, in difetto il mio voto ce l'avranno, quello degli altri non so». Tra le prime cose che Massidda sottoporrebbe al confronto col Pdl, c'è la grave crisi dei call center («c'è il nostro progetto per salvare i mille posti di lavoro») o, ad esempio, la modifica dello statuto speciale. «Come uomo di centrodestra - avverte Massidda - sono molto preoccupato: i risultati confermano che se verrà a mancare la forza propulsiva delle centinaia di candidature che a noi fanno capo, come i 500 candidati di Quartu, si rischia grosso». A far da ago della bilancia, in una partita tutta da giocare tra il centrodestra e il centrosinistra e con appena 13 punti di vantaggio per il candidato Pdl, Giuseppe Farris, sono i partiti della lista Massidda. «Per noi è basilare il programma», sottolinea Giorgio Ladu della Lega Nord Sardinia, ricordando che l'unico interlocutore «è per noi il nostro presidente». Gianfranco Scalas precisa che «Fortza Paris non si riconosce nel centrodestra e non ha intenzione di sposarsi con Farris e la sua congregazione». La Dc di Carlo Sanvido fa sapere che «le nostre decisioni dipendono da quel che succederà in questi giorni», la Fiamma Tricolore di Alessandro Spina «seguirà la coalizione e il progetto di una nuova vita politica», l'Msi di Pierpaolo Cotza andrà a votare «sulla base dei programmi». Quanto ai dissapori in casa Pdl, Massidda tiene a spiegare che «non ho niente contro Giuseppe (Farris, ndr) ma resta il fatto che nel Pdl c'erano centinaia di giovani, con pari capacità, che si sono fatti il mazzo dalla mattina alla sera: questo è il principio, fondato sulla meritocrazia, che vogliamo difendere. Noi vogliamo essere padroni in casa nostra: un progetto che porterò avanti anche nelle prossime comunali, dove spero di presentarmi come Pdl. Nei giorni scorsi ho detto che sento il dovere di mettermi a disposizione come sindaco, ma quel che conta è che i nomi vengano concordati dalla base».
ATTESA Si attende dunque che il Pdl faccia la prossima mossa. Per ora il candidato alla presidenza (che oggi alle 16.30 incontrerà a Mandas i primi cittadini in vista della costituzione della Consulta permanente dei sindaci) rimanda al comunicato di giovedì, dove «ho detto cose molto chiare, per esempio che guardavo con favore a un'apertura di Massidda». Quanto ai 20 mila voti che l'ex coordinatore regionale di Forza Italia potrebbe portargli in dote, ci spera. «Gran parte dei suoi elettori sono del centrodestra e noi ci rivolgiamo a loro sicuri che una scelta improntata all'immobilismo, quale quello prodotto dall'ex Giunta Milia da loro criticata, sarebbe incomprensibile».

4 giugno 2010

BALLOTTAGGIO: MASSIDDA, POSIZIONE MIO ELETTORATO NON E’ SCONTATA

(AGI) - Cagliari, 4 giu. - “Nessuno dia per scontato che l’elettorato che ha appoggiato Piergiorgio Massidda abbia una posizione piuttosto che un’altra”. L’ha chiarito il senatore del Pdl, che ha riportato il 10% delle preferenze come candidato alla presidenza della Provincia di Cagliari nelle elezioni amministrative di domenica e lunedi’ scorso, a 48 ore dalla scelta degli apparentamenti per il ballottaggio del 13 e 14 giugno prossimi.

“Come senatore del Popolo della liberta’, io so gia’ cosa devo fare”, ha detto Massidda. “Ma la coalizione di sei liste che ha appoggiato la mia candidatura intende muoversi in maniera equidistante nei confronti di entrambi i candidati valutando il progetto per affrontare i problemi contingenti della gente”. Liberta’ di scelta, quindi, per i candidati al ballottaggio, quello del centrodestra Giuseppe Farris e il presidente uscente Graziano Milia, per il centrosinistra. (AGI)

4 giugno 2010

Farris-Massidda, prove di apertura Milia: noi in fuga

Tratto dall'Unione Sarda


«Le ragioni che ci possono unire sono nettamente superiori rispetto a quelle che ci possono dividere». Ribadisce che non ci sarà nessun apparentamento formale ma Giuseppe Farris, candidato del centrodestra, apre al senatore “ribelle” Piergiorgio Massidda, che ha corso da solo al primo turno per la guida della Provincia di Cagliari, e corteggia il suo elettorato che ha portato il senatore del Pdl a sfiorare il 10 per cento.
FARRIS-MASSIDDA Farris prende atto «con favore» delle dichiarazioni di apertura di Massidda, che ha ricordato di essere «un uomo di centrodestra», e sottolinea che «è pacifico pensare che larga parte dell'elettorato» del senatore «sia in larga misura un elettorato di centrodestra, che mai consentirebbe per scelta di campo, per cultura e valori politici la possibilità di confermare in Provincia il fallimento di un governo di centrosinistra lontano per storia e tradizione politica». L'aspirante presidente Pdl si dice «certo dunque che smaltite le inevitabili tossine che i primi 30 giorni di campagna elettorale hanno prodotto, quelli che verranno saranno giorni utili per comprendere che le ragioni che ci possono unire sono nettamente superiori rispetto a quelle che ci possono dividere». Sullo sfondo restano le parole di Massidda, che mette in guardia: «Consiglio di non sottovalutare il voto di protesta di chi mi ha dato la fiducia e di non dare niente per scontato». Intanto in vista del ballottaggio del 13 e 14 giugno, Giuseppe Farris, che ieri ha incontrato al T-Hotel, tutti i candidati della coalizione di centrodestra-sardista-socialista di tutti i collegi della Provincia, inizia oggi da Cagliari il tour elettorale dei comizi in piazza. Una nuova formula di contatto diretto con la gente, che si affiancherà al tradizionale viaggio nei comuni di tutta la Provincia. Il primo appuntamento è per stasera alle 19, nel piazzale di Terrapieno.
CENTROSINISTRA Intanto, in vista della prossima sfida con Farris, anche il candidato del centrosinistra Graziano Milia prosegue con il suo tour elettorale in furgone che lo porterà in diversi centri del cagliaritano. «Dopo due giorni di tour un po' di stanchezza ma tanto entusiasmo: per le molte cose fatte (a proposito, qualcuno lo dica al mio antagonista che chiuso nella sua stanzetta al Comune non se n'è accorto), per le molte cose che ancora ci sono da fare».
È la dichiarazione rilasciata da Mila al termine del viaggio tra Sadali, Villanovatulo, Esterzili, Seulo, Nurallao, Escolca, Serri, Gergei e Isili. «A proposito del fare, sono passati già tre giorni dal voto del primo turno e qualcuno ha parlato (solo parlato però) di immediatezza e concretezza - osserva il candidato del centrosinistra - ma di cosa? Del vuoto di idee? Ho come l'impressione che si arranchi in salita...noi siamo già in fuga».


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1 giugno 2010

Provinciali a Cagliari: Massidda, sul ballottaggio decide Berlusconi

"Il risultato elettorale dimostra che la mia candidatura avrebbe permesso alla coalizione di centrodestra di vincere abbondantemente al primo turno, come dicevano i miei sondaggi". Lo ha dichiarato Piergiorgio Massidda, il senatore 'ribelle' del Pdl candidato con una propria lista alla Presidenza della Provincia di Cagliari.

"Ci attestiamo sul 10%, un ottimo risultato visto che abbiamo allestito una lista in così poco tempo. Sono entusiasta - commenta Massidda - ringrazio chi ha creduto in me. Questo dato dimostra che la mia decisione di correre per la presidenza era condivisa dai cittadini. Come coalizione, il dato è superiore ai partiti storici". Massidda sottolinea invece "il crollo del Pdl, causato da una gestione padronale del partito da parte di persone che non sono capaci di portare i voti. Questa è una mia valutazione, che sottoporrò al presidente Berlusconi". E sull'ipotesi di un ballottaggio tra il candidato ufficiale del Pdl, Giuseppe Farris, e il candidato del centrosinistra Graziano Milia, Massidda dichiara: "Io resto un uomo del centrodestra, sono un esponente del Pdl, un uomo legato a Berlusconi. Decideremo insieme con il presidente, anche perché le decisioni sull'apparentamento non le prendono i candidati ma i partiti. Io sono disponibile, anche se in questa campagna elettorale ho preso solo schiaffoni"

31 maggio 2010

Sardegna: amministrative, seggi aperti

Urne aperte in Sardegna, fino alle 15 di questo pomeriggio, per il secondo giorno di elezioni amministrative che vede impegnati un milione e 400mila elettori per il rinnovo di Governi delle 8 Province e di 181 Consigli comunali; eventuali ballotaggi si terranno domenica 13 e lunedi' 14 giugno.


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30 maggio 2010

Sardegna: Affluenza in forte calo

AFFLUENZA. Calo dei votanti alle ore 22 alle provinciali. Hanno votato solo il 36,99% degli elettori rispetto al 48,50% delle precedenti elezioni. Alle comunali affluenza più alta: 50,33%, ma ben sette punti in meno (57,33%) rispetto al voto precedente.

IL DETTAGLIO. Questo il dettaglio dell'affluenza alle urne per provincia (tra parentesi l'affluenza alle precedenti omologhe):

CAGLIARI 30,80% (43,09%) -

NUORO 43,76% (52,07%) -

SASSARI 39,23% (50,07%) -

ORISTANO 40,72% (50,76%) -

CARBONIA-IGLESIAS 39,16% (48,32%)

MEDIO CAMPIDANO 40% (53,2%)

OGLIASTRA 44,4% (54,9%)

OLBIA-TEMPIO 38,6% (53,9%)


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30 maggio 2010

Provinciali, si aprono le urne: affluenza in calo alle dodici

Per le elezioni provinciali in Sardegna ha votato fino alle ore 12 il 9,7 per cento degli elettori. Alle precedenti elezioni provinciali aveva votato il 12,4 per cento degli aventi diritto. Questo il dettaglio dell'affluenza alle urne per provincia. Chi ha commissionato (e pagato profumatamente) i sondaggi in queste quattro settimane di campagna elettorale, ha ricevuto sempre lo stesso responso: è fortissimo il partito di chi non voterà, o di chi è scarsamente interessato alla contesa.

Ma loro, i protagonisti delle sfide, non si sono fatti mancare niente: veleni, accuse, sottili provocazioni, perfino un cazzotto, fra spaccature e dichiarazioni di guerra, con la polizia che anche ieri sera controllava le affissioni in giro per il capoluogo. Cinque anni fa, sette province andarono al centrosinistra e solo una (Oristano) restò al centrodestra. Nelle previsioni, lo schieramento che governa la Regione potrebbe rosicchiare qualche posizione.

I CONFRONTI A Cagliari e a Nuoro le sfide più calde, senza dubbio. Perché qui, nei partiti più forti, si sono consumati gli strappi che hanno fatto notizia. A Cagliari, un senatore del Pdl, e fondatore del partito, ha scelto di correre contro il Pdl. E il candidato ufficiale del centrodestra ne ha preso spesso le distanze, scegliendo di ignorarlo, o quasi. Nel centrosinistra, il candidato è il presidente uscente, ma l'Italia dei valori non ha condiviso la scelta e ha messo in campo l'ex presidente della Regione.

A Nuoro, si è spaccato il Pd e il candidato fuoriuscito è stato perfino espulso dal partito. Una ricostruzione, questa dei due conflitti , che nasconde una lunga serie di contrasti, scontri verbali, annunci e smentite, difficoltà che i due poli hanno registrato in diverse province. Mai come quest'anno - unanime considerazione anche di politici di lunga milizia - le provinciali hanno tenuto alta la temperatura dei palazzi della politica, tanto che l'opposizione ha parlato spesso, negli ultimi giorni, di «test per la maggioranza» e per il governatore. Il voto per rinnovare otto consigli provinciali e i 176 consigli comunali arriva infatti in un momento in cui le indagini della magistratura romana coinvolgono il Pdl ed è questo uno dei motivi, oltre quello tradizionale del sostegno ai candidati, che ha spinto i leader del Pd (e dell'Idv) a sbarcare in massa nell'Isola. Come quattordici mesi fa, quando sulle regionali (vinte dal centrodestra) si consumava una sfida non solo locale, col premier in campo dal primo all'ultimo minuto.

LO SCENARIO Possono votare poco meno di un milione e mezzo di sardi. Il centrosinistra deve pensare anche a riprendersi il Sulcis, dove il presidente uscente - ex Margherita - è passato all'Udc, che oggi lo candida come consigliere. In Ogliastra non torna in corsa il presidente uscente del Pd, il suo successore si confronterà con una coalizione variegata (socialisti riformisti, Mpa e Fortza Paris), mentre in Gallura un'altra ex presidente, lasciata a terra dal centrosinistra, ha trovato casa nell'Alleanza per l'Italia. Il centrosinistra è compatto a Sassari e nel Medio Campidano, il centrodestra (a Sud) ha risposto con un sardista.

GLI ALTRI Fuori dai due schieramenti, l'unico partito presente in otto province è l'Irs. Fra gli altri, gli indipendentisti di Malu Entu corrono a Cagliari, Sassari, Oristano e Medio Campidano, mentre la Lega Nord (vicina al candidato ribelle del centrodestra a Cagliari), si presenta in Gallura, Ogliastra e a Sassari.

LA NOMINA Non è fra i 3 mila candidati in corsa fra oggi e domani. Il consigliere regionale del Pdl Ignazio Artizzu è, da ieri, il coordinatore di Generazione Italia in Sardegna. Il movimento legato a Gianfranco Fini sta definendo in questi giorni i suoi organismi locali. Artizzu è stato rieletto nel 2009 nella lista del Pdl, con oltre 10 mila voti di preferenza.


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29 maggio 2010

VOTA ANCHE TU PER MASSIDDA PRESIDENTE


28 maggio 2010

Si chiude oggi la campagna elettorale, il candidato del centrodestra Farris viaggerà in bus da Monastir a Cagliari. Massidda, fiducia dal Pdl.

Tratto dall'Unione Sarda

L'ultimo giorno per raccattare un voto, soprattutto per convincere gli indecisi. Che sembrano tanti, un “partito” che peserebbe intorno al 50 per cento. Anche ieri i candidati non hanno potuto contare sul gruppone dei leader che - nonostante le premesse - si è tenuto lontano da Cagliari. Non si è visto Silvio Berlusconi, non è venuto Beppe Pisanu, presente solo per lettera, non è passato da Cagliari il ministro Altero Matteoli, come il sottosegretario Paolo Bonaiuti (collegato via audio). Perfino Craxi (Bobo) si è iscritto ieri nella lista dei non pervenuti.
E per confondere gli elettori, stremati da una campagna velenosa della quale si è capito poco, ieri il senatore Maurizio Gasparri (di recente in Sardegna per sostenere il centrodestra) insieme al suo collega Gaetano Quagliariello, ha dichiarato che Massidda «ha sempre ben lavorato e difeso le cause del Pdl e del presidente Berlusconi», e che dopo il voto «ci sarà tempo e modo per ritrovarsi». Non ci sarà un'espulsione, insomma, nonostante il clima nel centrodestra sia caldissimo.

FARRIS Il candidato ufficiale del centrodestra chiude con una marcia da Monastir (ore 18) fino al palazzo dei congressi della Fiera, per l'assemblea finale. «Un viaggio in pullman al quale parteciperanno tutti i candidati della coalizione», dice Farris, «un tentativo forte di unire il territorio della Provincia e i suoi 71 comuni, per dimostrare che la Provincia di Cagliari non finisce a Quartu, ma prosegue oltre, dalle fasce costiere fino alle zone interne».
MASSIDDA Dopo le dichiarazioni del sottosegretario Bonaiuti, una sorta di censura politica nei confronti di Massidda, ecco la replica del senatore, candidato indipendente: «Chiederò a Roma se le dichiarazioni dell'onorevole Bonaiuti rappresentino le reali posizioni del suo partito. Non mi sento scomunicato, mi sento un uomo di Berlusconi e del Pdl. Qualcuno dovrà spiegare agli elettori perché il Pdl viene controllato dalle correnti Scajola-Verdini senza che vi sia traccia di confronto interno».
CAPPELLACCI Il presidente della Regione è stato eletto coordinatore delle Regioni a statuto speciale e, con questo incarico, entra nell'Ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni. L'ufficio di presidenza aiuta il presidente nell'istruttoria degli argomenti da sottoporre al dibattito e all'approvazione dell'assemblea. Cappellacci, all'interno di questo organismo ristretto, sarà il coordinatore delle Regioni a statuto speciale. «L'indicazione di Cappellacci come coordinatore delle Regioni a Statuto speciale è un atto di grande rilevanza politica e istituzionale», dice Michele Cossa, coordinatore dei Riformatori e vice presidente del Consiglio regionale, «un importante riconoscimento per la Sardegna e nel contempo un supplemento di responsabilità per il governatore».
SARDEGNA DIGITALE È stata firmata a Roma un'intesa col Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione del ministero della Funzione pubblica che, con un ulteriore stanziamento di 2,9 milioni di euro, permette alla Regione di supportare l'opera di digitalizzazione e dematerializzazione degli enti locali, già in atto nell'Isola. Fondi così ripartiti: 2 milioni per il progetto "Comunas" e 900 mila euro per le Alleanze per l'Innovazione e Centri servizi territoriali. «L'accordo - dice l'assessore degli Affari Generali Ketty Corona - è un riconoscimento del governo per le azioni strategiche della Regione a sostegno dell'innovazione degli enti locali e ci permetterà di coinvolgere ancora meglio i Comuni per migliorare i servizi ai cittadini via web».
SOCIALISTI Questa sera alle 20 a Capoterra (sede di Avanti Capoterra, via Pellico) è in programma un dibattito aperto sul tema “Un voto responsabile per una crescita civile, economica e sociale”. Introduce i lavori Mauro Farigu, candidato provinciale di Sardegna Unita. Modera il confronto il segretario regionale di Sardegna Socialista, Enrico Ruggiu.

27 maggio 2010

Guglielmo Aru candidato del Centro Destra e sostenitore di farris conferma di essere stato in Piazza a contestare violentemente i militanti del vero Centro Destra

Ecco esattamente come mi risponde "l'amico" alleato del centro destra, Guglielmo Aru in merito alla sua presenza in Piazza Costituzione durante la gravissima contestazione al comizio dei principali partiti della Coalizione di Piergiorgio Massidda, poi sfociata in un aggressione ai nostri militanti:

"quel comizio voleva essere un pretesto commerciale, il suo scopo era propio quello di creare casino, del resto i i sostenitori erano pochini !!!senza quei contestatori sarebbe stato un vero fiasco!! e io quindi fischio tutto ciò !!!"


Guglielmo Aru - Candidato, speriamo trombato di farris

27 maggio 2010

MASSIDDA PRESIDENTE





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24 maggio 2010

Farris rasenta il ridicolo quando parla della Lega Nord

In relazione alle gravi violenze di ieri sera in Piazza Costituzione il candidato Presidente imposto da Scajola, Verdini e Cicu non ha nulla di diverso da dire tranne che lo sbarco della Lega Nord in Sardegna è fallito.
"Certo possiamo capire che il neo iscritto del Pdl, Giuseppe Farris, non conosca gli accordi nazionali tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, ma dovrebbe almeno sapere che la Lega Nord è il principale alleato del Partito che lo ha imposto candidato Presidente della Provincia senza alcun dibattito interno", afferma polemicamente Simone Spiga, Dirigente Provinciale del Pdl e candidato della Lista Massidda Presidente.
"E' interessante quello che afferma Farris, anche perchè lui è alleato di Partiti che stanno all'opposizione del Governo Berlusconi, ma solo grazie allo scippo del simbolo, può fare il borioso usando il simbolo del Pdl"..."L'Udc è all'opposizione del Governo Nazionale e le altre forze non hanno rappresentanza nell'Esecutivo tranne l'Mpa che però ha una forte criticità, legata alle guerre intestine in Sicilia e allora ci chiediamo con quale diritto, può Farris parlare della Lega Nord senza alcuna spiegazione sulla presenza di suoi esponenti tra i contestatori di ieri?", conclude Simone Spiga.

23 maggio 2010

Provinciali, Farris attacca Massidda: «Non faremo alleanze al ballottaggio». Massidda replica: il candidato presidente e molti dirigenti del Pdl frequentano le lussuose stanze del potere e poco le piazze

L'appello di Farris è per il voto utile: «Concentriamo gli sforzi per tagliare la meta al primo turno».

A una settimana dal voto per le amministrative sarde si accende lo scontro tra candidati e schieramenti. A Cagliari la polemica è tutta nel centrodestra: tra Giuseppe Farris, candidato ufficiale, e il senatore Piergiorgio Massidda, leader della coalizione alternativa. Proprio ieri Farris, che nei giorni scorsi aveva bocciato l'operato della Giunta Milia, ha dichiarato di voler rinunciare, «in caso di ballottaggio, al sostegno elettorale di altre liste». In particolare di quelle di Massidda, che in serata ha replicato: «Faccia pure, ma io per ora aspetto di affrontare il primo turno e prendo atto dell'ennesimo atto di arroganza».

L'AFFONDO DI FARRIS Il messaggio di Giuseppe Farris, proposto da Pdl, Udc, Riformatori, Psd'Az, Sardegna Unita (Uds-Socialisti), Partito Socialista, Mpa e la civica del candidato, è chiaro: la rinuncia fin d'ora all'apparentamento con altre liste in caso di ballottaggio è una scelta senza appello. «Abbiamo buone ragioni per dire che si può vincere al primo turno», ha detto ieri. «Ma, se dovesse essere necessario il ballottaggio, la nostra coalizione si presenterà agli elettori immutata rispetto al progetto politico di partenza. Escludiamo quindi qualsiasi forma di apparentamento. Il programma che ci lega è frutto di un'ampia condivisione politica, non compatibile né modificabile per altri». Ancora: «Diciamo questo per una ragione di forte chiarezza politica nei confronti dei nostri elettori, soprattutto dopo aver sentito circolare negli ultimi giorni molte voci su eventuali alleanze. E lo diciamo adesso, in largo anticipo e non a due giorni dal voto, per una scelta di correttezza e rispetto dovuta al nostro elettorato». L'appello di Farris è per il voto utile: «Concentriamo gli sforzi sul candidato ufficiale, per vincere al primo turno ed evitare l'enorme spesa di allestimento dei seggi per il secondo turno. Seppur condizionati da un dato che fa presupporre una forte astensione, i sondaggi ci invitano a un ultimo sforzo verso la meta». Sulla stessa lunghezza d'onda i rappresentanti dei partiti della coalizione. E se Gianni Giagoni (Riformatori) invita «a non sprecare il consenso», per il segretario provinciale del Pdl Ignazio Artizzu quello di Farris è «un gesto di coerenza e di onestà intellettuale». Dello stesso avviso il leader dell'Uds Mario Floris, che sottolinea «la contrarietà a qualsiasi forma di apparentamento per evidenti ragioni di impossibilità politica». Concetto ribadito da Nello Cappai (Udc): «Non potremmo apparentarci con la Lega, avevamo posto le nostre riserve in sede di trattative». Per Giuseppe Atzeri, segretario provinciale del Psd'Az, «è la centralità del programma la base della coalizione, dunque non ci potrà essere nessuna chirurgia plastica, né un gioco del mercante in caso di ballottaggio». Anche per Mondo Perra, in rappresentanza del Psi, «qualsiasi scelta politica diversa non può esistere». Davide Galantuomo (Mpa) ribadisce: «No a qualunque tipo di collage di programmi che non ci appartengono».

INTERVIENE MASSIDDA «Se Farris sostiene di non aver bisogno dei nostri voti, lo creda pure», dice il senatore del Pdl Piergiorgio Massidda, candidato dell'altra coalizione di centrodestra che vede in campo Dc, Lega Nord Sardinia, Destra Nazionale, Fiamma Tricolore, Fortza Paris e la civica Massidda presidente. «È l'ennesima conferma che il candidato presidente e molti dirigenti del Pdl frequentano le lussuose stanze del potere e poco le piazze. È fuori discussione che si andrà al ballottaggio. Bisognerà vedere tra chi sarà. È legittimo diffondere dati taroccati per rinvigorire l'umore delle truppe, ma esistono sondaggi seri, che sono decisamente meno ermetici di quanto loro credano. Dimostrano che il voto di protesta contro lo sfascio del centrosinistra e l'arroganza dei dirigenti sardi del centrodestra confluirà sulle nostre liste. Aspetto fiducioso il 30 e 31 maggio per avere la conferma delle urne, l'unico sondaggio che conta». Massidda annuncia infine un incontro, che probabilmente si terrà domani, per una replica ragionata ai temi messi sul tappeto da Farris.

GLI APPUNTAMENTI Proprio a sostegno del candidato “ufficiale” alla presidenza della Provincia di Cagliari, domani alle 17,30 al teatro Alfieri interviene il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Alle 19,30, accompagnata dal vicecoordinatore cittadino del Pdl Paolo Truzzu, sarà a Isili. Oggi alle 11, nell'aula consiliare del Municipio di Sestu interviene il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Sul versante del centrodestra “alternativo” è ancora un mistero la partecipazione di Umberto Bossi, oggi alle 18 in piazza Costituzione, al comizio elettorale cagliaritano a sostegno di Massidda. Se il senatur arriverà o no si saprà solo oggi: di certo, sul palco saliranno il viceministro delle Infrastrutture Roberto Castelli e il senatore leghista Fabio Rizzi.

19 maggio 2010

Amministrative, Bossi scalda la piazza

Tratto dall'Unione Sarda

In viale Trento il governatore ha incontrato alcuni consiglieri della maggioranza. Il voto: Bossi a Cagliari, si temono disordini.
Il presidente e i suoi consiglieri. Tre ore per un primo faccia a faccia dopo - o durante - il terremoto. Ugo Cappellacci, accompagnato dal suo portavoce Alessandro Serra, ha incontrato ieri i consiglieri del centrodestra che fanno parte delle commissioni Quinta e Sesta, ambiente ed energia, i temi che tengono banco nello scenario politico.
Sono arrivati quasi tutti, all'appuntamento col presidente, eccetto i due sardisti, Efisio Planetta e Paolo Luigi Dessì. Se durante la riunione, fra i presenti serpeggiava un certo stupore per quello che poteva apparire uno strappo politico, quasi a significare un distacco dal governatore, alla fine il caso si è decisamente sgonfiato. Semplice: nessuno aveva avvisato Planetta e Dessì, impegnati - ovviamente - in manifestazioni elettorali. Pronto il chiarimento del segretario nazionale sardista, Giovanni Colli: «Non ci sono strappi, solo un normale problema di comunicazione. Ritengo, e parlo delle recenti vicende giudiziarie, che il governatore saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti che, fino a oggi, non gli sono stati nemmeno contestati».
IL CONFRONTO Dopo l'intervento del presidente, apparso - secondo i presenti - molto provato ma deciso a dimostrare di aver agito bene, hanno voluto parlare tutti i commissari. Tema forte, la costituzione di Sardegna Energia, agenzia a totale partecipazione pubblica, disegno di legge che dopo il via libera in viale Trento si è fermato in Commissione. Cappellacci ha esposto le linee guida della politica energetica della Regione, affermando che l'orientamento è quello di “frazionare” quei 500 watt che restano da assegnare, in modo da consentire anche alle piccole società di entrare nel mercato. I consiglieri, alcuni dei quali si sono lamentati per la mancanza di comunicazione sulle intenzioni dell'esecutivo sul tema, si sono comunque dichiarati d'accordo col progetto del governatore. Il confronto in Consiglio sulla vicenda eolico, infine, soprattutto per le vicine elezioni, potrebbe cominciare alla chiusura delle urne, quindi all'inizio di giugno.
VERSO IL VOTO È l'arrivo di Umberto Bossi l'argomento forte, con i concreti pericoli di disordini per la presenza del ministro, leader della Lega. Ma ieri, fra i candidati, è esplosa anche la polemica sui precari della Provincia di Cagliari, con accuse bipartisan al presidente uscente Graziano Milia di aver gestito male la situazione dei lavoratori.
BOSSI Fra i leader in arrivo, il ministro del Carroccio è quello che spaventa di più i responsabili dell'ordine pubblico. La presenza di Umberto Bossi, che parlerà domenica alle 18 a Cagliari in piazza Costituzione per sostenere la candidatura di Piergiorgio Massidda, non piace ai movimenti indipendentisti (il tam tam su Internet annuncia possibili manifestazioni di dissenso), ma anche nel social network Facebook si formano gruppi che potrebbero materializzarsi domenica sera sotto il Bastione. Ecco perché il prefetto Giovanni Balsamo, ieri pomeriggio, ha proposto al senatore Massidda di spostare il comizio in un luogo chiuso. La risposta, direttamente dal ministro, è stata chiara: non se ne parla.

17 maggio 2010

SI VOTA BARRANDO IL SIMBOLO


17 maggio 2010

Continua la campagna elettorale di Piergiorgio Massidda

Tratto dall'Unione Sarda

Massidda continua il suo “porta a porta”: ieri ha visitato le sedi elettorali di Villasimius, Villaputzu e Muravera, oggi sarà a Elmas, incontri affollati dove le richieste sono sempre la stesse: “vai avanti”, ma non solo, perché la ricerca di un posto di lavoro resta sempre in cima ai temi che si affrontano. «Ho scoperto realtà che non conoscevo, l'attenzione della gente per la politica è altissima», dice il senatore, «la voglia di partecipare aumenta». Domenica, il ministro Umberto Bossi sarà a Cagliari per sostenere la corsa di Massidda. Il fondatore della Lega Nord sarà alle 18 in piazza Costituzione, con lui i senatori Fabio Rizzi e Roberto Cota, governatore del Piemonte. Lo sbarco di un altro senatore, Beppe Pisanu, avverrà alcuni giorni dopo. In una corsa che comincia a riscaldarsi.

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