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4 giugno 2013

Fantastica intervista a Doddore Meloni

Presentato il Referendum Regionale sulla Zona Franca Integrale..

Intervista a Doddore Meloni

http://www.cagliaripad.it/videogallery.php?page_id=311&p=1

3 giugno 2013

Speciale ZONA FRANCA

La Zona Franca Integrale? ecco com'è la verità... Molto più facile e giusto puntare sulla Zona Franca Doganale... Se ne parla con uno speciale su http://www.cagliaripad.it

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=3192

21 marzo 2013

Se devo dire la mia...

Se devo dire la mia....  
Obama è un servo sionista


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20 marzo 2013

Se devo dire la mia...

Se devo dire la mia.... 
Manganelli adesso che vai all'inferno pensa a quanti pestaggi e assassini hai coperto...


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19 marzo 2013

Se devo dire la mia....

Se devo dire la mia....
 i due marò sono assassini e dovrebbero rimanere nelle carceri indiane,
 io non dimentico il Cermis!


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30 gennaio 2013

Su Benito Mussolini....

Mussolini è un enigma per me. Molte delle riforme che ha fatto mi attirano. Sembra aver fatto molto per i contadini. In verità, il guanto di ferro c'è. Ma poiché la forza (la violenza) è la base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale. La sua attenzione per i poveri, la sua opposizione alla superurbanizzazione, il suo sforzo per attuare una coordinazione tra il capitale e il lavoro, mi sembrano richiedere un'attenzione speciale. Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro l'implacabilità di Mussolini, c'è il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici c'è un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini. 
- Mahatma Gandhi -


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2 novembre 2012

Orgogliosamente Rautiano...

Ricordo il 1992, l'anno in cui sono entrato per la prima volta dentro una sezione del MSI. Era la sede di Via Bacaredda a Cagliari, un'abitazione al quarto o quinto piano, non ricordo bene, ma ricordo la guerra intestina tra ex almirantiani e rautiani. I primi ancora molto legati al nostalgismo di maniera, quelli che amavano il saluto romano, dall'altra una piccola comunità che sognava lo sfondamento a sinistra. I Comunisti dentro il Msi per qualcuno e per altri i Nazional-Popolari, ma pur sempre la Sinistra Nazionale nella storia della Destra Italiana.
"Corporativismo e Socializzazione questa è la nostra Rivoluzione"..."W la Rivoluzione Nazionale e Sociale"... Questi erano i manifesti che i militanti Rautiani affiggevano nelle città italiane, una comunità d'intenti legata fortemente al terzomondismo e all'antiamericanismo, capace di superare fin dai primi anni '80 il neofascismo.
Oggi come ieri esempio per tanti di noi che non vogliono morire democristiani e moderati, ma neanche fascisti neo o post. Grazie Pino!


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14 ottobre 2012

DIMISSIONI SUBITO!


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3 settembre 2012

11 Settembre: ritrovato esplosivo nelle Torri, ora è ufficiale

Ora è ufficiale. Tracce di esplosivi di nano-termite sono stati raccolti dai detriti del WTC poco dopo il loro crollo dell'11/9/2001. Alla Brigham Young University, il professore di fisica, il dottor Steven Jones, ha fatto la scoperta dell'esplosivo insieme ad un team internazionale di nove scienziati.

Grazie quindi alle prove di laboratorio più estese, gli scienziati hanno concluso che i campioni analizzati, hanno mostrato che si tratta di esplosivi nano-termite, generalmente usati per scopi militari.

Dopo un rigoroso processo di peer-review, il loro documento è stato pubblicato nella Bentham Chemical Physics Journal, una delle riviste più accreditate negli USA e che ha approvato alcuni Premi Nobel, essendo rispettata all'interno della comunità scientifica. Primo autore dello studio è Dr. Niels Harrit di 37 anni, professore di chimica all'Università di Copenaghen in Danimarca e un esperto di nano-chimica, che dice: "Il conto ufficiale messo avanti dal NIST viola le leggi fondamentali della fisica."

Il Governo ora sa delle prove che confermano la presenza di Esplosivo Nano-Termite, utilizzati per far cadere tutte le Torri del WTC l'11 / 9.

Fonte: Irib


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14 luglio 2012

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DELLA SARDEGNA

20 giugno 2012

TIMELINE indennità consiglieri regionali - Question time a risposta differita

di Andrea Murru


Legge regionale 12 giugno 2012 - Disposizioni urgenti e integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative e ulteriori misure di contenimento della spesa pubblica.

A seguito della votazione di questa legge regionale che, occorre ricordare, ha reintrodotto le indennità (stipendi) dei consiglieri regionali, abrogate dal referendum del 6 Maggio scorso, si è innescata nell'opinione pubblica una giusta reazione (da alcuni tacciata di anti-politica) sul merito del provvedimento.

Detto questo occorre fare una valutazione dal punto di vista procedurale visto che, almeno stando a ciò che si ricava dalle dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali, l'emendamento che ha reintrodotto gli stipendi dei consiglieri regionali non era stato portato preventivamente a loro conoscenza; questo porrebbe seri dubbi sulla legittimità del voto oltre che far sorgere il sospetto che lo si sia voluto introdurre surrettiziamente onde farlo passare senza troppe discussioni favoriti inoltre dall'oscurità delle tenebre.

Quando si convoca un'assemblea legislativa (vale anche per le assemblee condominiali), la stessa è preceduta da un ordine del giorno che reca i provvedimenti che sono portati all'attenzione dei consiglieri regionali e sui quali gli stessi, dopo aver avuto il tempo, nei giorni precedenti l'assemblea, di prenderne visione e studiarne l'impatto sociale, possono esprimere il proprio parere e apporatare eventuali modifiche (emendamenti).

Al fine di non cogliere impreparati i consiglieri regionali il regolamento consiliare prevede:

Art. 23Programmazione e calendario dei lavori

1. I lavori del Consiglio sono organizzati secondo il metodo della programmazione.[1]

2. Il programma dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è deliberato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi.[2]

3. Il Presidente convoca preliminarmente la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti.

4. Ai fini della predisposizione del programma la Giunta regionale può comunicare al Presidente del Consiglio e ai Presidenti dei Gruppi le proprie indicazioni in ordine di priorità, almeno 24 ore prima della data di convocazione della Conferenza. Entro lo stesso termine ciascun Gruppo può trasmettere la propria proposta al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta e agli altri Gruppi.

5. Il programma bimestrale, predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi, contiene l'elenco degli argomenti che il Consiglio intende esaminare con l'indicazione dell'ordine di priorità e del periodo nel quale se ne prevede l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea. Tale indicazione è formulata in modo da garantire tempi congrui per l'esame in rapporto al tempo disponibile e alla complessità degli argomenti.6. ABROGATO[3]

7. Il programma bimestrale è approvato col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella Conferenza non si raggiunga la maggioranza dei tre quarti, il programma è predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5, inserendo le proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quarto degli argomenti da trattare.[4]

8. Il programma bimestrale diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma bimestrale.[5]

8 bis. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi precedenti.[6]

8 ter. Il programma dei lavori del Consiglio determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell'Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato.[7]

9. ABROGATO

Essendo i lavori dell'aula programmati per tempo, ogni gruppo consiliare è a conoscenza dei provvedimenti che verranno portati alla sua attenzione nelle varie sedute. Questo trova riscontro nell'art. 22 del regolamento:

 

Art. 22Conferenza dei Presidenti di Gruppo

1. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo è convocata, anche su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di un Presidente di Gruppo, dal Presidente del Consiglio che la presiede.

2. Alle riunioni partecipano i Vice Presidenti del Consiglio.

3. La Giunta regionale è informata dal Presidente del Consiglio del giorno e dell'ora della riunione della Conferenza per farvi intervenire un proprio rappresentante.

4. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo è convocata dal Presidente del Consiglio prima di fissare la data di convocazione dell'Assemblea, per definire la programmazione dei lavori del Consiglio e delle Commissioni, per suggerire i tempi e le modalità della discussione e ogniqualvolta lo stesso Presidente lo ritenga utile.

5.ABROGATO[1]

6. ABROGATO[2]

7. ABROGATO[3]

Al fine di comprendere maggiormente il funzionamento occorre citare un ulteriore articolo :

 

Art. 23 bis[1] Calendario dei lavori

1. Stabilito il programma bimestrale, il Presidente convoca la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per definirne le modalità ed i tempi di applicazione mediante l'adozione di un calendario mensile.

2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi. Il calendario è approvato con il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi.

3. Il calendario diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.

4. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di Gruppi di opposizione, sono di norma collocati al primo punto dell'ordine del giorno.

5. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i disegni di legge collegati alla finanziaria sono inseriti nel calendario e iscritti all'ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3.

6. Il calendario, approvato ai sensi del comma 2, individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione, indicando la data prevista per la conclusione dell'esame degli argomenti o per la votazione finale delle leggi. Dopo la comunicazione all'Assemblea, il calendario è stampato e distribuito

7. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendosi, ove necessario, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Per l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dalla Giunta o da un Presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione.

L'ordine del giorno, nel quale sono inseriti gli argomenti da trattare nelle sucessive sedute, è predisposto, stando al regolamento dal Presidente del Consiglio e dai Presidenti dei Gruppi consiliari ossia da queste persone:

1)Lombardo Claudia

2)PITTALIS Pietro

3)DIANA Giampaolo

4)STERI Giulio

5)SANNA Giacomo

6)URAS Luciano

7)DEDONI Attilio Maria Antonio

8)DIANA Mario

9)SALIS Adriano

Si sa, grazie al resoconto della seduta (pomeridiana) del 12/06/2012, che sino alle ore 20 e 10erano presenti in aula i seguenti consiglieri regionali:

Agus - Barracciu - Ben Amara - Campus - Capelli - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Corda - Cucca - Cuccu - Cugusi - Diana Giampaolo - Diana Mario - Lotto - Manca - Mariani - Meloni Marco - Meloni Valerio - Moriconi - Mulas - Porcu - Salis - Sanna Gian Valerio - Sechi - Solinas Antonio - Uras - Zuncheddu - Amadu - Artizzu - Bardanzellu - Biancareddu - Cappai - Cappellacci - Cherchi - Contu Felice - Contu Mariano - Cossa - De Francisci - Dedoni - Floris Mario - Floris Rosanna - Fois - Greco - Lai - Locci - Lunesu - Milia - Mula - Murgioni - Obinu - Oppi - Peru - Petrini - Piras - Pitea - Pittalis - Randazzo - Rassu - Rodin - Sanjust - Sanna Matteo - Sanna Paolo - Steri - Stochino - Tocco - Vargiu - Zedda Alessandra.

Per un totale di 67 (escusa la Lombardo); il dato è certo perchè vi fu una votazione nominale.

Sucessivamente la seduta fu sospesa altre 2 volte e venne convocata la Conferenza dei Capigruppo:

"La seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Capigruppo.

  (La seduta, sospesa alle ore 20 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 15.)

  PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto, la Conferenza Capigruppo ha deciso di aggiornare i lavori alle ore 21 e 15. La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 20 e 16, viene ripresa alle ore 21 e 27.)

  Discussione e approvazione del disegno di legge: "Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative" (327/A).

  PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto.

  L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 327/A"Stando sempre al resoconto della seduta, vi fu un'ulteriore sospensione  alle ore 21 e 29per poi riprendere alle ore 21 e 53. E' a questo punto della serata che compare in votazione il famoso

articolo 1 quinquies-bis:

"Art. 1 quinquies bis

  1. A decorrere dal 26 maggio 2012, ai fini della riduzione e razionalizzazione delle spese per il funzionamento degli organi istituzionali, ai consiglieri regionali competono, ai sensi dell'articolo 26 della L.C. 26/2/1 948, N. 3 "Statuto speciale per la Sardegna", le indennità ed i rimborsi di spese in vigore al 31 dicembre 2003.

  2. Conseguentemente, l'indennità di carica è ridotta nella misura del 30 per cento, la diana è ridotta nella misura del 20 per cento.

  3. Ai Gruppi consiliari compete un contributo pari a quello in vigore al 31 dicembre 2003 ridotto del 20 per cento.

  4. Il Collegio dei Questori disciplina le modalità di utilizzo e di rendicontazione di tale contributo, anche relativamente alla gestione del personale e delle collaborazioni professionali di cui alla legge regionale n. 37 del 1995.". (4)."

Sono significativi, a questo punto, gli interventi di due consiglieri :

"PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

  VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, intendo intervenire sull'articolo 1 quinquies per dire che il Gruppo dei Riformatori, avendo preso visione soltanto adesso dell'emendamento numero 4 e non conoscendone la sostanza politica, che potrebbe anche essere condivisibile, ma non abbiamo la più pallida idea di cosa attenga, e riteniamo che questo emendamento sarebbe dovuto arrivare in Aula in modo più organico di come arriva, lascia i lavori dell'Aula.

  PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Zuncheddu. Ne ha facoltà.

  ZUNCHEDDU (Gruppo Misto). Non rinuncio proprio per niente. Presidente, io ho lo stesso problema che hanno i Riformatori, nel senso che neanche io ho avuto l'opportunità di prendere in visione questo emendamento. Tra l'altro, qui c'è il punto 2), per quanto riguarda ad esempio l'indennità di carica, che prevede una riduzione del 30 per cento, e io, per ribadire una mia vecchia posizione sin dall'inizio della legislatura, sono ad esempio per la soppressione. Però, se ci date il tempo per analizzare meglio questo emendamento, se no io mi astengo. Grazie."

Sucessivamente, ancora il Presidente del Consiglio, la Lombardo:

"PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

RASSU (P.d.L.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1 quinquies. Chi lo approva alzi la mano.

  (E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

  (E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 sexies. All'articolo 1 sexies sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 1 e 2.

  (Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 sexies e dei relativi emendamenti:

  Art. 1 sexies 

 

  Norma finanziaria

  1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati complessivamente in euro 2.480.000 per l'anno 2012 ed in euro 1.600.000 per gli anni successivi, si fa fronte con le seguenti variazioni nel bilancio della Regione per gli anni 2012-2014:

                                                      Domande:

  1. Se all'ordine dei lavori partecipano i Capigruppo (o i vice Presidenti dei gruppi), come mai alcuni consiglieri non erano a conoscenza del contenuto di ciò che votavano?
  2. Se l'art. 1 quinquies-bis, non era stato previsto in precedenza, quando fu inserito in votazione?
  3. Se fu inserito sucessivamente quali consiglieri (da regolamento, la maggioranza dei 3/4 dei votanti) hanno votato affinchè si modificasse l'ordine dei lavori?
  4. Se costoro hanno votato tale modifica, erano a conoscenza della sua portata?
  5. Se invece tale norma era già a conoscenza dei consiglieri (perchè inserita all'ordine del giorno) perchè alcuni consiglieri dichiarano di aver abbandonato i lavori prima della sua votazione, anzichè stare nell'aula consiliare e contrastarne l'approvazione?
  6. Nel merito della norma sulle indennità, perchè si è deciso di farla partire, retroattivamente, dal 26 Maggio 2012 (è del 25 Maggio la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Sardegna dell'esito dei referendum del 6 maggio) così frustrando, di fatto, l'esito della pronuncia referendaria?
  7. Sempre stando al merito della norma in esame, perchè si è partiti dall' indennità e rimborsi spese in vigore al 31 dicembre 2003, immediatamente successivi a un aumento di stipendio dei parlamentari (cui è agganciato quello dei consiglieri regionali), entrato in vigore nell'autunno precedente?
  8. Se, come risulta, i consiglieri presenti erano 66, i votanti 60, i sì 63, e 3 gli astenuti, quali, tra i 67 consiglieri (esclusa la Lombardo) presenti alle 20 e 10 in aula ha partecipato al voto?
  9. Perchè dal resoconto della seduta non risulta la messa in votazione dell'art 1 quinquies-bis, ma del solo art 1 quinquies?
  10. Volendo citare il costituzionalista Demuro : è vero o non è vero che "Manuale per le Regioni promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome prevede che il contenuto dell’atto normativo deve essere omogeneo e vieta la redazione di disposizioni intruse rispetto al contenuto normativo"?
  11. Ancora cito il Prof. Demuro : "Qual è l’omogeneità tra una legge sul precariato e l’indennità consiliare?"
  12. Da ultimo, quando vi deciderete, voi consiglieri a dare seguito alle richieste di maggior trasparenza nella gestione del denaro pubblico?

8 giugno 2012

«Il Lirico pagava le spese per i Palmas»

Tratto da La Nuova Sardegna - 7 Giugno 2012


Ricostruita in tribunale dall’accusa la gestione dell’anfiteatro dal 2005 al 2007 e le anomalie negli aiuti pubblici
IL MARESCIALLO FRAIOLI Un contributo da diecimila euro concesso dal Comune senza che risulti neppure una richiesta dalle due societa’

CAGLIARI Per tre anni, dal 2005 al 2007, l’anfiteatro romano è stata una questione privata delle società di cui Massimo Palmas era «l’amministratore di fatto». Concessa alla Fondazione del teatro lirico, l’arena era stata affidata con una convenzione a Sardegna Jazz, che senza neppure informare il Comune l’aveva girata a Sardegna Concerti. C’erano alcune condizioni perché la gestione dello spazio andasse in mani private: una fidejussione da 60 mila euro, una polizza per la sicurezza e il saldo dei costi per energia elettrica e acqua. Ma per quanto il sovrintendente Maurizio Pietrantonio avesse ceduto gratis il monumento a Palmas, i costi sono rimasti sempre a carico del Comune e del teatro: in tre anni Sardegna Concerti ha provocato consumi per oltre trentamila euro, regolarmente pagati da Comune e teatro lirico. Nessuna traccia di polizze e di fidejussioni. A riferirlo in tribunale - al processo che vede imputati Massimo e Michele Palmas, Maria Gabriella Manca e la funzionaria comunale Luisa Lallai, con il dirigente Bruno Soriga che viene processato a parte col rito abbreviato - è stato Paolo Fraioli, il maresciallo della Guardia di Finanza che ha condotto le indagini. Rispondendo alle domande del pm Daniele Caria, il sottufficiale ha illustrato lo strano meccanismo col quale Sardegna Concerti-Sardegna jazz hanno governato l’uso dell’anfiteatro per tre anni - gli anni successivi sono oggetto di un’altra inchiesta - praticamente senza alcun costo: chi voleva lo spazio per una sera doveva rivolgersi a Palmas e versare cinquemila euro, che poi venivano rimborsati attraverso i contributi pubblici. Come se non bastasse - ha chiarito Fraioli - pur di regalare la gestione dell’anfiteatro alle cooperative del jazz, la Fondazione ha perso ricavi per cifre importanti senza ridurre i costi di un euro. In pillole: Palmas incassava e gli altri pagavano, malgrado l’arena romana gli fosse stata assegnata senza alcuna selezione pubblica, con un chiaro - così sostiene il pm Caria - abuso d’ufficio. Ma c’è dell’altro: tra il 2006 e il 2007 compare un contributo una tantum di diecimila euro, elargito con firma del dirigente Soriga senza che agli atti risulti alcuna richiesta da parte dei Palmas. Curioso poi osservare - ha riferito Fraioli - come i soldi pubblici andassero indifferentemente ad una o all’altra delle due cooperative - c’è anche la terza, la Sarconline, che si occupava di biglietteria - che condividevano sede, provider e telefoni. Fra i tanti aspetti anomali riferiti al tribunale spunta anche uno spettacolo alla Fiera dei comici Aldo, Giovanni e Giacomo, finanziato con fondi Por, che finisce nel festival jazz. Qui Sardinia Jazz offre lo spazio agli organizzatori della penisola ma poi - così ha riferito il sottufficiale - incassa due volte il rimborso per il servizio d’appoggio allo spettacolo. Infine lo strano rapporto tra Comune e Regione, nel 2005: quando saltano fuori problemi per via dei precedenti penali di Palmas - truffa, bancarotta e reati fiscali - e la concessione dei fondi Por viene messa in forse, il Comune dimentica di trasmettere agli uffici regionali la documentazione e il contributo passa. C’è poi un episodio del 2006 rimasto inspiegato: una mano misteriosa, negli uffici della Regione, trasmette via fax a Sardegna Concerti una nota di protesta dell’associazione Vox Day che riguarda l’uso improprio di impianti per la musica al festival Rocce Rosse blues. Il caso vuole che ora anche i Palmas debbano rispondere di questa presunta irregolarità: il palco acquistato con fondi Por sarebbe stato usato in manifestazioni del tutto diverse. Fraioli è stato controesaminato per alcuni minuti dalla difesa di Palmas, l’avvocato Dora Magliona e il collega Michele Schirò. Mentre il difensore di Michele Palmas ha chiesto al testimone di chiarire con precisione quale fosse il ruolo di Michele Palmas nelle due società. Poi Schirò a chiedere un rinvio e il tribunale l’ha accordato: si va al 24 ottobre, quando le difese potranno esaminare ancora il maresciallo della polizia giudiziaria.

8 maggio 2012

Oggi è uscito il nuovo numero di CagliariPad


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7 maggio 2012

La Sardegna contro la casta



Quorum raggiunto grazie ad una grande mobilitazione del basso che ha visto decine di persone che volontariamente hanno scelto di mobilitarsi per abrogare le province e per bloccare gli stipendi dei Consiglieri Regionali. Alle 22, ora di chiusura delle urne, ha votato il 35,50 per cento degli aventi diritto cioe' 525.651 sardi. In provincia di Cagliari si e' recato alle urne il 38, 11 per cento degli elettori (nel capoluogo ha votato il 40, 44%), in quella di Nuoro il 34, 76 per cento, di Oristano il 33,04 per cento, in provincia di Sassari il 37,23 per cento, nel Medio Campidano il 42,55 per cento (affluenza piu' alta), nella provincia di Carbonia-Iglesias il 31,53 per cento, in Ogliastra il 28,74 per cento e nella provincia di Olbia-Tempio il 26,85 per cento.
"Con l'abrogazione delle "nuove province" e con la riduzione delle indennità dei Consiglieri Regionali, i sardi oggi non intendono aspettare scelte di altri, il risultato è chiaro e chiediamo le immediate dimissioni dei Presidenti delle Province di Olbia - Tempio, dell'Ogliastra, del Sulcis e del Medio Campidano e inoltre chiediamo al Consiglio Regionale una immediata convocazione dello stesso per ridurre le proprie indennità", afferma Simone Spiga, portavoce del Comitato 10 si x la S@rdegn@.
"Questa mattina vogliamo lanciare il Comitato LA SARDEGNA CONTRO LA CASTA e vogliamo verificare, minuto per minuto, le risposte che il Consiglio Regionale saprà dare alle scelte chiare del popolo sardo, infatti aspettiamo chiarimenti anche sui quesiti consultivi come l'abolizione dei CDA degli Enti e sulla riduzione del numero dei Consiglieri Regionali"..."Il Presidente Cappellacci ha cavalcato strumentalmente questo Referendum deve vedere impegni immediati da parte della Giunta Regionale, se teneva realmente ai quesiti avrebbe dovuto imporre alla sua maggioranza la discussione degli stessi e saremo col fiato sul collo di Cappellacci per verificare gli impegni reali", denuncia Simone Spiga.
"Chiunque volesse aderire e sostenere il Comitato "La Sardegna contro la casta" può contattarci tramite Facebook alla pagina e insieme a noi verificare che il voto dei sardi diventi realtà, inoltre preannunciamo la raccolta di firme per il Referendum Abrogativo Nazionale per la riduzione delle indennità dei Parlamentari", conclude Simone Spiga.

2 aprile 2012

Fare Verde: bollette più care per sostenere rinnovabili non è sacrificio

Tratto da Fareverde.it

Sostenere la diffusione delle energie rinnovabili attraverso le bollette elettriche significa sostenere l’unico settore economico capace di futuro in un momento di crisi profonda e sistemica delle tradizionali economie industriali. Il sacrificio richiesto alle famiglie in termini di maggiori costi sulla bolletta elettrica è irrisorio rispetto ai vantaggi ottenuti dall’intero sistema economico italiano. Tra maggiore occupazione, riduzione delle importazioni di combustibili fossili e riduzione del prezzo di picco dell’energia, i vantaggi netti offerti dallo sviluppo delle fonti rinnovabili ammontano a 79 miliardi di euro al 2030: soldi che restano materialmente nelle tasche degli Italiani.

Mentre la produzione di elettricità da fonti fossili genera un flusso di soldi a senso unico verso l’estero e una perdita secca della bilancia commerciale, le fonti rinnovabili creano un indotto economico a livello nazionale che è vitale per affrontare la crisi. Ricordiamo che con il quarto conto energia sono stati penalizzati i grandi impianti realizzati da investitori stranieri a favore dei piccoli impianti realizzabili dalle famiglie per il proprio fabbisogno di energia elettrica. È per questo che sostenere le rinnovabili oggi significa sostenere gli artigiani e la piccola e media impresa italiana.

Le poche decine di euro all’anno che il sostegno alle rinnovabili rappresenta in termini di maggiori costi dell’elettricità per le famiglie possono essere facilmente recuperate attraverso un uso più razionale di questo tipo di energia. Basti pensare che lo stand-by degli apparecchi elettronici può pesare sulla bolletta fino a 70 euro all’anno, lavaggi ad alta temperatura valgono 21 euro, un frigorifero di classe A++ fa risparmiare 70 euro all’anno e 5 lampadine convenzionali usate al posto di quella a basso consumo possono arrivare a pesare fino a 144 euro all’anno. I margini per ammortizzare i maggiori costi dell’energia elettrica attraverso una maggiore efficienza sono enormi.

Allo stesso modo, spesa pubblica e prelievo fiscale possono subire tagli consistenti grazie ad un uso più razionale dell’energia e l’uso di fonti rinnovabili utilizzate su piccola scala in modo distribuito. Una illuminazione pubblica dotata di tecnologie innovative per contenerne i consumi può produrre risparmi fino al 50%. A Roma, la sostituzione dei semafori tradizionali con più efficienti semafori a LED porterà ad un risparmio annuo per l’Amministrazione di 1,5 milioni di euro per la sola bolletta elettrica, esclusi i minori costi di gestione e manutenzione connessi all’uso dei LED.

Inoltre, la pubblica amministrazione che ricorre alle fonti rinnovabili per alimentare il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili riduce ulteriormente i propri costi di gestione e può ridurre il prelievo fiscale. Il maggior costo dell’elettricità per sostenere le rinnovabili può essere, quindi, ampiamente ricompensato dai risparmi che si possono ottenere a livello dell’intero sistema economico nazionale.

Invitiamo il Governo a sostenere con decisione la diffusione delle fonti rinnovabili su piccola scala affrontando, oltre alla politica di incentivazione, temi altrettanto importanti come l’adeguamento delle reti di distribuzione. Ogni tentennamento e annuncio di possibili marce indietro rappresenta un colpo mortale per un mercato ancora troppo giovane e, per questo, estremamente fragile.

Invitiamo, infine, cittadini e Associazioni dei consumatori a non cedere agli allarmi diffusi ad arte da poteri economici interessati a rallentare la rivoluzione energetica in atto e a non trincerarsi dietro difese di interessi particolari, perdendo di vista il bene comune.


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28 marzo 2012

MANGANELLATE E CARICHE: LE FORZE DELL’ORDINE SI ACCANISCONO SUI MANIFESTANTI DELL’ALCOA

Tratto da http://dallapartedeltorto.tk/

Fischi, trombe, cori, megafoni e bandiere di Cisl, Cgil, Uil, Fiom, Cub e Cisal questa è la protesta che oggi è iniziata a Roma da parte dei lavoratori dell’Alcoa davanti al Ministero dello Sviluppo Economico. Di fronte plotoni di polizia e carabinieri, che assediavano l’ingresso del ministero in assetto antisommossa e pronti a tutto. Presenti oltre 200 lavoratori , ma anche i sindaci di 20 Comuni e i rappresentanti sindacali, oltre al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e del Consiglio regionale della Sardegna, Claudio Lombardi. Il presidio è stato organizzato per protestare contro la chiusura dello stabilimento Alcoa in provincia di Carbonia e Iglesias, che dà lavoro a 900 persone e che da solo produce circa il 12 per cento del fabbisogno nazionale d’alluminio. La manifestazione pacifica ha visto, da un momento all’altro, la reazione violenta delle Forze dell’Ordine che hanno cercato più volte di bloccare i lavoratori, e in quei momenti sono partite manganellate che hanno coinvolto anche un Consigliere Regionale del Pd.

Simone Spiga

26 marzo 2012

Oltre 8000 in fila per vedere l'identità di Cagliari

E' emozionante sapere che oltre 8000 persone ieri si sono messe in fila per vedere Tuvixeddu... 
E' emozionante sapere che oltre 8000 persone credono nella nostra identità e nella storia della nostra bellissima città...
E' schifosamente vergognoso sapere che qualche politicante era pronto a svendere questo patrimonio per qualche marchetta elettorale...


I cagliaritani, complice una giornata bellissima e non troppo calda, hanno voluto rispondere  molto positivamente all'evento promosso dal Fondo Ambiente Italiano a Tuvixeddu. Il colle, sottoposto a sequestro a causa di un tortuosa e complicata procedura giudiziaria, ieri è stato aperto ai cittadini che in tutta la giornata, erano in fila davanti all’ingresso di via Falzarego. Il tour, organizzato in gruppi di circa 30/40 persone, tuttavia ha permesso di visitare soltanto un piccola parte del colle. Nell’area accessibile, dove sono presenti più di mille tombe, esperti del settore e alunni delle scuola media Ugo Foscolo hanno fornito le spiegazioni ai visitatori.

Ovviamente come avviene in questi casi, vi sono stati alcuni disagi e alcune mancanze che potranno essere migliorate con il tempo. Infatti è stato possibile entrare e uscire dalla necropoli utilizzando un solo accesso, era accessibile solo una parte dell'intera area di Tuvixeddu, inoltre la chiusura del sito durante l'orario di pranzo ha creato diverse problemi e per finire si segnalano numerose lamentele per il fatto che fosse possibile saltare la fila , iscrivendosi direttamente alla Fai nel gazebo allestito all'ingresso.

26 febbraio 2012

IO NON BRUCIO IL CORANO


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14 febbraio 2012

Anfiteatro e la gestione, prosegue la polemica


In una nota questa mattina l'Associazione Ambientalista Fare Verde esprime la propria opinione in merito alla delibera di Giunta inerente lo smontaggio della legnaia dall'Anfiteatro Romano di Cagliari.
"Esprimiamo il nostro apprezzamento per la linea presa dal Comune di Cagliari,  auspichiamo tempi brevi per la fase di realizzazione degli interventi di recupero per ragionare insieme sulla sua salvaguardia e sulle future iniziative per sviluppare interventi di utilizzo sostenibile del monumento", afferma Simone Spiga, Coordinatore Provinciale di Fare Verde.
"Esprimiamo netta opposizione all'ipotesi del centro destra di coinvolgere i privati nel recupero e nella gestione, e su questo rispondo direttamente anche al patron di Sardegna Concerti, Massimo Palmas, che nei giorni scorsi si era espresso sostenendo la posizione del Pdl sulla gestione dei privati dell'Anfiteatro"..."Certo che Palmas è favorevole, il difensore delle sue tasche non può non essere d'accordo con quella posizione, perchè in tanti non dimentichiamo che per anni ha avuto la gestione dello splendido spazio senza alcuna gara d'appalto e senza fare alcun tipo di intervento annuale di ripristino delle strutture, ma ancora peggio, oggi è sotto processo, insieme a funzionari del Comune, per la gestione di quello spazio", denuncia Spiga.
"Più volte siamo stati in pochi a denunciare la gravità della situazione della gestione dell'Anfiteatro e oggi invitiamo il signor Palmas ad occuparsi del processo e non alla futura gestione dello spazio"..."l'invito che invece rivolgiamo al Comune di Cagliari è quello di aprire un tavolo insieme al mondo dell'ambientalismo per salvaguardare al meglio l'Anfiteatro e contemporaneamente trovare uno spazio adatto a Cagliari per aprire il grande circuito dei concerti internazionali e non favorire, come si è fatto negli ultimi 15 anni, solo Massimo Palmas e la sua struttura, senza dimenticare che con i soldi che ha preso in questi anni da Comune, Provincia e Regione, oggi avrebbe potuto persino comprare l'Anfiteatro", conclude Spiga.

29 gennaio 2012

Successo di Mare d'Inverno nonostante la pioggia

Successo, nonostante il tempo brutto e la pioggia, per questa edizione del Mare D'Inverno promossa da Fare Verde, storica Associazione Ambientalista da oltre vent'anni attiva in Sardegna, un'edizione divisa in più attività con sempre maggiori collaborazioni. La due giorni è iniziata Sabato pomeriggio con la gara di pesca sportiva all'altezza del Margine Rosso a cui hanno partecipato oltre 90 pescatori per oltre 1 km di spiaggia coinvolta con la pulizia e la gaa di pesca da aprte degli appassionati e sempre nel pomeriggio si è svolta la presentazione del libro "Tzacca Stradoni" alla presenza dello scrittore Gianni Mascia.  Mentre il clou della manifestazione si è svolta questa mattina, che nonostante la pioggia intermittente, ha visto la partecipazione di numerosi volontari che nel litorale nei pressi dell'Ospedale Marino si sono impegnati a pulire la spiaggia, raccogliendo una quindicina di bustoni. 
"Fare Verde ha voluto fare anche un censimento del materiale raccolto e anche quest'anno la plastica l'ha fatta da padrona con decine di bottiglie e imballaggi di vario tipo", afferma Simone Spiga, Responsabile di Fare Verde.
"In contemporanea i bambini si sono recati all'ippodromo dove la  Scuola Cagliaritana di Equitazione, ha organizzato il battesimo della sella con i pony"..."Fare Verde evidenzia come  l'inquinamento dei litorali è un problema che esiste per dodici mesi all'anno e non solo durante il periodo estivo, per questo è stato distribuito ai cittadini  un volantino con informazioni sul ciclo dei rifiuti e alcuni consigli utili per ridurli a partire dall'acquisto", prosegue Spiga.
"Purtroppo non è stato possibile far volare gli aquiloni, ma sicuramente a breve la manifestazione sarà riproposta sempre con la collaborazione dell'Associazione Otto Lettere e di Barracuda da corsa, inoltre si ringrazia la Scuola di Equitazione Cagliaritana che ha voltuo collaborare con noi nell'organizzazione dell'evento", conclude Spiga.




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