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15 novembre 2009

Riconoscimento Onu della Palestina, dura condanna dai vertici d'Isreale

Tratto da L'Unione Sarda

 

Il capo dello stato israeliano Shimon Peres si oppone al progetto dell'Autorità nazionale palestinese di ottenere dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu il riconoscimento di uno stato indipendente nei confini antecedenti il conflitto del 1967 e con Gerusalemme est come capitale

"E' impossibile costituire uno Stato senza un accordo di pace" ha osservato Peres, che si trova in America Latina, a giornalisti israeliani al seguito. "Non è realizzabile, non avrebbe successo". Ieri, in una intervista al quotidiano palestinese Al Ayyam, il negoziatore palestinese Saeb Erekat ha affermato che l'Anp ha già ottenuto il sostegno a quel progetto da parte dei paesi arabi e segnali positivi anche dalla Russia e dal segretario generale dell' Onu Ban Ki-moon. Secondo la stampa israeliana, il progetto dell'Anp di esigere dall'Onu il riconoscimento di uno Stato palestinese in Cisgiordania, a Gaza e Gerusalemme est viene visto negativamente anche dal premier Benyamin Netanyahu, che dovrebbe esprimersi in merito in serata.

16 settembre 2009

I Karen tengono

Scritto da comunitapopoli.org

Intervista ai capi militari della guerriglia patriottica che ha inferto all'invasore perdite per un rapporto di 60 a 1

                  Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito di Liberazione Karen parla da una località nascosta, un luogo sicuro da qualche parte lungo le centinaia di chilometri che segnano il  confine tra Birmania e Thailandia.

Il Generale Mu Tu ha superato da un bel po' i  settant'anni di età. La maggior parte dei quali spesi a combattere i militari di Rangoon nelle giungle dell'est del paese. Settanta anni, ma una stretta di mano eccezionalmente vigorosa, e un saluto militare impeccabile. Sorride quando gli viene chiesto se l'offensiva condotta negli ultimi dodici mesi dall'esercito birmano contro i Karen abbia messo in ginocchio la guerriglia patriottica.
“Abbiamo perduto basi e fette di territorio, è vero. Ma la nostra forza militare è rimasta intatta. Siamo ovunque, siamo intorno al nemico. Lo vediamo, lo seguiamo. Lo colpiamo tutti i giorni”.
Nei primi sei mesi del 2009 la guerriglia Karen si è scontrata con l'esercito birmano e con le bande di partigiani collaborazionisti 532 volte. I dati forniti dalla guerriglia parlano di 341 nemici uccisi e di 697 feriti. Secondo le fonti Karen, il rapporto di caduti in azione è di 1 a 60 a favore delle forze patriottiche. Un dato che smentisce le previsioni dei generali birmani, secondo i quali entro la seconda metà del 2010 il confine orientale del paese sarà ripulito dalla presenza della resistenza. Mu Tu perde la calma soltanto quando descrive la condotta dei militari birmani nei confronti dei civili inermi: “Noi siamo guerrieri, e ci aspetteremmo di combattere una guerra pulita. Faccia a faccia contro un nemico che riconosca le regole di un combattimento duro, a volte spietato, ma leale. Invece la maggior parte delle operazioni del Tatmadaw (esercito birmano) ha come obiettivo i civili. Questo fa di loro degli assassini, non dei soldati”. L'organizzazione Free Burma Rangers, un gruppo di coraggiosi volontari che svolgono un'attività di soccorso sanitario e di raccolta di informazioni circa crimini ed abusi compiuti nei villaggi abitati da minoranze etniche, sforna dati agghiaccianti sulle violenze subite dalla popolazione ad opera dei soldati di Rangoon.
Stupri, torture e omicidi sono all'ordine del giorno. La brutalità delle azioni del Tatmadaw spinge un sempre più alto numero di civili a lasciare i loro villaggi non appena si ha notizia  dell'avvicinamento delle truppe. Negli ultimi tre anni oltre 80.000 persone hanno cercato rifugio nella giungla, sotto la precaria protezione fornita dai volontari del KNLA, l'Esercito di Liberazione guidato dal Generale Mu Tu.
Soltanto lo scorso mese ben 4.000 profughi hanno dovuto attraversare il confine e riversarsi in Thailandia per sfuggire alle truppe birmane che hanno piegato la resistenza  della 7° Brigata Karen.  “Abbiamo vissuto anche in passato momenti terribili, durante i quali tutto sembrava  perduto - prosegue l'anziano ufficiale - ma ci siamo sempre rialzati. E dopo sessant'anni  siamo ancora qui, decisi a difendere la nostra gente fino all'ultimo proiettile di cui disporremo”.

Una chiara corrispondenza con quanto sostiene Mu Tu si percepisce visitando le unità del  KNLA sparpagliate nella giungla. Alcune di queste hanno abbandonato le loro basi abituali durante l'offensiva birmana, ed ora vivono in accampamenti provvisori a ridosso delle  posizioni nemiche. “In questo modo torniamo alla nostra originale attività di guerriglia -  dice il Colonnello Nerdah Mya riparandosi dalla violenza di un acquazzone monsonico  sotto una capanna di bambù immersa nel fango - e per il nemico siamo dei fantasmi impossibili da catturare”. La vita dei giovani volontari non è delle più facili in questi  avamposti mobili. L'acqua per lavarsi e per bere è quella piovana, pazientemente raccolta mdurante i temporali. La dieta quotidiana è fatta di riso bianco e sale. Quando dalla  Thailandia qualcuno riesce a portare fin quassù delle sardine in scatola è festa. I turni al  fronte sono normalmente di due mesi consecutivi. Poi un permesso per andare a trovare  la famiglia in un sovraffollato campo profughi. E di nuovo in giungla, tra brividi di febbre  malarica e mine antiuomo sparse lungo i sentieri di terra rossa.
Ma la voglia di battersi c'è ancora tutta. Quando il Colonnello Nerdah Mya, figlio del leggendario leader della rivoluzione Karen Bo Mya, chiede ai volontari se sono pronti a  cacciare il nemico dai villaggi occupati negli ultimi dodici mesi dalle forze straniere la risposta arriva in un boato di voci, un suono gutturale che non lascia dubbi.
Il Colonnello Nerdah Mya di fronte agli uomini del 201° Battaglione in un avamposto dell'Esercito di Liberazione Karen.
“I nostri ragazzi sono coraggiosi, amano il loro paese, hanno una naturale predisposizione  alla difesa della loro gente dai soprusi e dalle violenze - dice Nerdah Mya - ma tutto  questo non basta di fronte ad un esercito ben armato e sostenuto economicamente dai  proventi degli affari che il regime di Rangoon fa con multinazionali e businessmen di tutto il mondo. Per non parlare del fiume di denaro che il traffico internazionale di droga
garantisce ai criminali del governo birmano”.
Attraverso la mediazione della Comunità Solidarista Popoli i Karen chiederanno all'Italia di  sostenere la loro lotta per l'autodeterminazione e per la difesa dell'identità. “Ci battiamo  per poter continuare a parlare la nostra lingua e vivere secondo le nostre tradizioni. Per i  nostri figli vogliamo un futuro senza guerra, senza droga, senza ingerenze straniere” conclude Nerdah Mya.


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30 aprile 2009

Il vicepresidente del Governo tibetano in Esilio: "5.600 prigionieri politici tibetani arrestati o scomparsi in Cina"



ROMA, 30 APR - La Cina e' responsabile di almeno 5.600 prigionieri politici tibetani, arrestati o scomparsi dopo le manifestazioni contro Pechino del 2008. Lo ha denunciato la vice presidente del parlamento del Tibet in esilio, signora Gyari Dolma, durante una conferenza stampa a Montecitorio. Il caso piu' misterioso e' quello del cosiddetto Panchen Lama, che oggi avrebbe 20 anni, indicato dal Dalai Lama come importante figura spirituale e arrestato dalla polizia cinese quando era bambino.

28 febbraio 2009

TIBET: MONACO SI DA' FUOCO PER PROTESTA CONTRO DIVIETO PREGHIERE

 

Pechino, 27 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Un monaco tibetano si e' dato fuoco per protestare contro il divieto imposto dalle autorita' cinesi ad una preghiera nell'ambito delle celebrazioni del capodanno tibetano. Lo denuncia la Free tibet campaign, organizzazione per la difesa del Tibet che ha sede a Londra, specificando che il monaco buddista Tarbe ha lasciato il monastero di Kirty, si e' dato fuoco nel centro della cittadina di Aba nella provincia sud occidentale dello Sichuan.

"Mentre camminava, gridava slogan e tenebva in alto una bandiera del Tibet con la fotografia del Dalai Lama" ha raccontato Matt Whitticase di Free Tibet Campaign. "Non appena si e' dato fuoco e' stato subito circondato da agenti della polizia" ha aggiunto l'attivista per i diritti dei tibetani, aggiungendo che testimoni affermano di aver sentito tre spari prima che gli agenti, spento il fuoco, trascinassero via il monaco in un pulmino.

"Non sappiamo se sia vivo o morto" ha detto ancora. La protesta e' scattata dopo che la polizia ha impedito ai monaci di Kirti una preghieria pubblica, che era stata vietata dalle autorita' e dallo stesso capo del monastero. "Quel giovane monaco che si e' sacrificato per protestare mostra come la repressione cinese in Tibet e' arrivata al limite" ha dichiarato Lhadon Tethong, direttore esecutivo di Students for a Free Tibet.


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8 febbraio 2009

DALAI LAMA A ROMA PER CITTADINANZA ONORARIA

 ROMA  - E' arrivato a Roma per ottenere la cittadinanza onoraria il Dalai Lama, apparso sorridente e in buona forma, dopo il ricovero dei giorni scorsi a New Dheli. La cerimonia che lo farà diventare cittadino romano è fissata per domani in Capidoglio, dove il leader spirituale del tibet sarà accolto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e parteciperà ad una seduta straordinaria del consiglio comunale, poi, il XIV Dalai Lama e premio Nobel per la pace Yeshe Tenzin Gyatso, farà una tappa a Venezia e, quindi, in Germania, a Baden Baden, per ricevere un premio. La decisione di conferire al Dalai Lama la cittadinanza era stata adottata dal Consiglio comunale di Roma a settembre con una mozione approvata a stragrande maggioranza, motivata dal "suo impegno internazionale per trovare una soluzione pacifica per il Tibet e per aver diffuso il principio della riaffermazione dei diritti umani e della pacificazione fra i popoli". Il sindaco parlò "di atto importante che riconosce una tradizione culturale millenaria, il diritto di un popolo che oggi non trova riconoscimento e l'apprezzamento per un atteggiamento ispirato alla non violenza e che evita forme conflittuali".

Il Dalai Lama è giunto a Roma nel pomeriggio e, all'Aeroporto di Fiumicino è sceso per primo dalla scaletta dell'aereo: sorridente, in buona forma, secondo la tradizione tibetana, ha baciato una sciarpa bianca che gli veniva offerta poi ha salutato cordialmente i presenti, stringendo la mano anche ad alcuni operatori aeroportuali e accennando un saluto militare ai carabinieri e ai poliziotti. Accolto dal direttore del 'Leonardo da Vinci' e dai funzionari del Comune di Roma, si poi è trasferito con una Lancia grigia scortata da una staffetta della Polizia all'Hotel Exedra di Roma, dove è solito alloggiare. Il leader spirituale tibetano inizierà la giornata romana incontrando i 120 deputati e senatori, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, dell'intergruppo parlamentare per il Tibet.

L'ultima visita del Dalai Lama in Italia, avvenuta in occasione dell'apertura dell'VIII summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace risale al dicembre 2007 quando, in concomitanza con la crisi cino-tibetana, era stato ricevuto al Senato e alla Camera ma senza nessun incontro con membri del Governo e senza udienze in Vaticano, dove era stato annullato un incontro con Ratzinger.

2 novembre 2008

Tibet, il Dalai Lama su Pechino:''Linea del dialogo con Cina, perdente''

''Il regime cinese sta condannando a morte il Tibet'', ha dichiarato il Dalai Lama, capo spirituale dei tibetani. Che ha anche ribadito al sua decisione di mettersi almeno parzialmente da parte. Prima delle Olimpiadi il Dalai Lama si era fatto promotore di una linea basata sul dialogo con Pechino, nella convinzione di poter strappare concessioni alla Cina, in cambio della rinuncia alla completa indipendenza

Questa linea, che aveva fin dall'inizio suscitato critiche tra i gruppi politici tibetani dissidenti, si è rivelata a parere dello stesso Dalai Lama, perdente. La futura linea politica sarà discussa nel corso di una riunione di tutte le correnti della comunità tibetana in esilio il 17 novembre a Dharamsala, in India. Il settantatreenne Premio Nobel per la pace, che da decenni guida il movimento, vi svolgerà un ruolo da "semi-pensionato", come egli stesso ha detto. Parlando a Tokyo, il Dalai Lama, oggi, ha affermato che "i tibetani sono condannati a morte. Questa antica nazione e la sua eredità culturale stanno morendo... Oggi la situazione assomiglia a un'occupazione militare di tutto il territorio. È come se fossimo sotto la legge marziale. La paura, il terrore  e le campagne di rieducazione politica causano molte sofferenze". 


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26 ottobre 2008

A Torino il prossimo 8 Novembre si parla di Tibet


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22 settembre 2008

Campidoglio approva mozione per cittadinanza onoraria a Dalai Lama

 Roma, 22 set. - (Adnkronos) - Il Consiglio comunale capitolino ha approvato con 38 voti favorevoli e due astenuti la mozione per concedere la cittadinanza onoraria di Roma al leader tibetano Dalai Lama. I due astenuti sono il consigliere del Pdl Marco Siclari e quello della Sinistra Arcobaleno Andrea Alzetta. "Finalmente il Comune di Roma - afferma il consigliere comunale del Pdl Ugo Cassone, tra i primi firmatari della mozione con Dario Rossin - ha chiuso un percorso di sostegno alla causa tibetana e al riconoscimento del valore spirituale del Dalai Lama".

"Al piu' presto il Dalai Lama - continua Cassone - gia' in contatto con l'Ufficio per i rapporti internazionali del Comune di Roma, sara' nella nostra citta' per la cerimonia di consegna ufficiale. In tale giornata il Comune organizzera' degli eventi di sensibilizzazione sulla questione tibetana".

"Credo - ha detto invece il consigliere della Sinistra Arcobaleno al Comune di Roma Andrea Alzetta riferendosi alla figura del Dalai Lama - che ci sia una coincidenza tra il meccanismo religioso e quello politico che stona con il meccanismo concreto dell'indipendenza del Tibet".

3 settembre 2008

Ecco le foto del presidio per il Popolo KAREN



28 agosto 2008

Terra e Identità - prima missione in Birmania de l’Uomo Libero

Buongiorno ,

è partita ieri la prima missione de l’Uomo Libero in Birmania.

La missione, coordinata con l’Associazione “Popoli” di Verona, ha lo scopo di verificare e sostenere lo stato dell’avanzamento dei lavori iniziati ad aprile di quest’anno.

Durante i 15 giorni circa di permanenza i volontari de l’Uomo Libero verificheranno e documenteranno infatti la realizzazione e lo stato d’arte della prima fase di “Terra – Identità” che prevede:

- la bonifica, la lavorazione e la semina di un terreno di circa 60 ettari come fonte di sostentamento primaria;

- la costruzione delle abitazioni per le famiglie di profughi Karen, che potranno così lasciare i centri profughi dove sono ora “ospitati” e ricostruirsi una vita;

- la costruzione, infine, di un edificio rurale che fungerà da magazzino e da ricovero per gli attrezzi, oltre che da luogo di ristoro per i contadini.

L’Associazione “Popoli” sarà impegnata invece sul lato della gestione delle cliniche costruite negli scorsi anni e nell’addestramento della popolazione locale.

Al ritorno dalla missione sarà allestita una mostra fotografica itinerante per poter meglio conoscere le condizioni di vita del popolo Karen e la difficile situazione di quelle terre così lontane. Se vuoi partecipare all’organizzazione della mostra e di un convegno nella tua città, scrivi a karen@luomolibero.it.

Alla missione, oltre ai volontari de l’Uomo Libero e di Popoli, partecipa Graziano Cecchini, il geniale autore della Fontana di Trevi di colore rosso da poco nominato “Assessore al nulla” dal sindaco Sgarbi presso il Comune di Salemi, che si è dimostrato particolarmente sensibile alla tragica situazione del popolo Karen e di quello tibetano, come tra l’altro ribadito recentemente per mezzo di una sua azione a Roma.

A presto,

l’Uomo Libero


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18 agosto 2008

Arriva in Gallura la protesta dei monaci tibetani

Tratto da L'Unione Sarda

A Telti è in fase di realizzazione un centro spirituale e umanitario che, secondo le intenzioni della promotrice Lalla Meregaglia, potrebbe rappresentare il primo dell'Isola


Quattro monaci buddisti tibetani sono arrivati oggi a Telti accolti dal sindaco, Matteo Sanna, e dal deputato di An, Bruno Murgia. Scopo della visita quello di diffondere anche in Gallura il pensiero del Dalai Lama e raccogliere fondi per la costruzione di rifugi-dormitori. I monaci tibetani hanno donato all'amministrazione comunale un mandala, un quadro realizzato con sabbia colorata che riproduce il cerchio l'universo, l'opera verrà donata e distrutta domani alle 16, "perché - hanno spiegato i monaci - non ci si deve attaccare alle cose". Ad accompagnare i monaci in Gallura Lalla Meregaglia, milanese, che ha deciso di costruire a Telti un centro spirituale e umanitario, attualmente in fase di realizzazione. "Telti vuole dare la sua solidarietà al popolo dei monaci tibetani per aiutarli a raccogliere fondi per costruire i dormitori, speriamo che questo rapporto di collaborazione si possa diffondere anche in altri paesi della Sardegna".

6 agosto 2008

Giochi, la torcia a Pechino, Quattro arresti pro-Tibet

La torcia olimpica, arrivata ieri a Pechino, ha iniziato oggi il suo percorso per le strade della capitale, passando per Piazza Tiananmen. Domani la torcia sarà alla Grande Muraglia, un centinaio di chilometri ad ovest di Pechino, poi l'8 agosto farà il suo ingresso nello Stadio nazionale, meglio noto come Nido d'Uccello, nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Intanto, quattro cittadini inglesi, di cui tre uomini e una donna, sono stati portati via dalla polizia stamattina per avere esposto lo striscione “Tibet libero” in lingua inglese. I quattro, ha reso noto la polizia, sono entrati in Cina con un visto d'ingresso turistico. Si sono radunati all'alba intorno alle 5 e tre quarti nei pressi dello Stadio Nazionale di Pechino (Nido d'Uccello). Due di loro si sono arrampicati su due pali della luce per esporre lo striscione. La polizia è intervenuta dopo 12 minuti e li ha portati via.


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3 agosto 2008

Pechino 2008: 253 fermi durante protesta in Nepal

KATHMANDU - Le autorita' nepalesi hanno fermato 253 persone, tra le quali suore e monaci tibetani, che partecipavano a una protesta silenziosa in favore del Tibet, davanti al consolato cinese a Kathmandu. I manifestanti sono stati caricati sulle camionette della polizia e portati via. Sono stati poi interrogati e rilasciati. (Agr)

10 luglio 2008

DALAI LAMA: ALEMANNO, Sì ALLA CITTADINANZA ONORARIA

"Accolgo con estremo favore la proposta di Goffredo Bettini di conferire al Dalai Lama la cittadinanza onoraria di Roma. Il leader spirituale tibetano, per la profondità del suo pensiero e il coraggio delle sue azioni, rappresenta un fulgido esempio di impegno sociale contro la violenza e la sopraffazione, ed è un modello di saggezza per tutto il mondo".
"Come Bettini ha giustamente ricordato, ho subito appoggiato l'idea di invitare il Dalai Lama a Roma nell'ambito della Festa del Cinema. Sarebbe un'ottima occasione per conferirgli la cittadinanza onoraria, iniziativa alla quale, del resto, stava già lavorando la maggioranza in Consiglio Comunale. Sono sicuro che tutti i romani accoglieranno con entusiasmo questo progetto, perché la nostra città è sempre stata un modello di convivenza tra le religioni e i popoli basato sul dialogo e sul rispetto reciproco".

4 luglio 2008

Raccolta fondi per emergenza nello Stato Karen. Previsti nuovi attacchi contro le cliniche di Popoli

Ieri abbiamo dato notizia del successo del contrattacco dell'Esercito di Liberazione Karen contro gli assalitori che avevano cercato di occupare il villaggio di Boe Way Hta, sede di una clinica della Comunità Solidarista Popoli. E oggi siamo già costretti a lanciare un appello per una nuova emergenza, nelle stesse aree, provocata dall'arrivo di ingenti truppe birmane che si concentrano per attaccare nuovamente in forze i villaggi abitati dai Karen. La notizia arriva direttamente dal Colonnello Nerdah Mya, che nei giorni scorsi aveva condotto con successo la difesa di Boe Way Hta, costringendo ieri al ripiegamento le truppe birmane: chiamandoci dalla clinica “Carlo Terracciano”, Nerdah ci ha questa mattina informati dell'arrivo di un nuovo battaglione del 409° Reggimento di fanteria leggera birmano, pronto a sferrare un attacco, non si sa ancora se a Kler Law Seh o di nuovo a Boe Way Hta. Prevedendo una nuova emergenza umanitaria, con gruppi di civili Karen costretti a lasciare la zona dei combattimenti, e con il probabile aumento dei pazienti nelle cliniche interessate dalle operazioni militari, la Comunità Solidarista Popoli chiede ai suoi sostenitori uno sforzo: un bonifico bancario sul conto della Onlus, il cui codice IBAN è il seguente: IT 19 R 05188 11703 000000057192 Oppure un versamento sul conto corrente postale n° 27183326 Chiediamo, a chi ne ha la possibilità, di agire subito, in modo da ridurre al massimo i tempi di attesa per il trasferimento dei fondi a chi ne ha estremo bisogno. I fondi raccolti verranno immediatamente impiegati per tutte le spese relative al funzionamento delle cliniche, al trasporto degli infermieri e dei pazienti lungo il confine, alla loro evacuazione di emergenza e alla riorganizzazione di nuovi presidi di assistenza in caso di danni alle strutture esistenti. La libertà si conquista con il sangue. I Karen lo sanno. Cerchiamo di far loro sentire che condividiamo il loro desiderio di rimanere uomini liberi.


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1 luglio 2008

Ucciso infermiere di Popoli, un altro gravemente ferito. Si combatte da stamani all'alba.

ATTACCO BIRMANO A BOE WAY HTA: UCCISO UN INFERMIERE DI POPOLI, GRAVEMENTE FERITO UN ALTRO. I COMBATTIMENTI PROSEGUONO DA QUESTA MATTINA ALL'ALBA. SEGUIRA' AGGIORNAMENTO.

www.comunitapopoli.org


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25 giugno 2008

PROSEGUE LA MOBILITAZIONE DELLA GIOVANE DESTRA IDENTITARIA CONTRO LE OLIMPIADI IN CINA!

In segno di solidarietà con il popolo tibetano, vittima di sanguinose repressioni da parte del regime cinese, prosegue la mobilitazione internazionale di decine di associazioni, movimenti e  partiti politici, contro le Olimpiadi in programma per quest’estate a Pechino, e per rilanciare con forza la necessità di dare una vera Patria alle popolazioni del Tibet, occupate da decenni.

“Nei giorni scorsi Azione Giovani (www.azionegiovani.org) ha promosso, in decine di città italiane, le “Olimpiadi della Solidarietà” per il popolo tibetano; - affermano in una nota congiunta Alessandro Amorose, componente dell’Esecutivo Nazionale di Azione Giovani e Simone Spiga e Daniele Caroleo, entrambi Dirigenti Nazionali di questa organizzazione -  oggi la mobilitazione nazionale continua, più incessante che mai, per chiedere che l’Unione Europea e il Governo Italiano non partecipino alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. In merito a tale iniziativa, la Giovane Destra Identitaria, in collaborazione con la redazione di Identitario.org  ha avviato la stampa di migliaia di opuscoli, volantini e adesivi atti a sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vicenda!”.
Il materiale realizzato è facilmente reperibile sul sito www.identitario.org. I componenti della redazione di questo portale sono anche disponibili per eventuali personalizzazioni e modifiche.
“Chiediamo ai cittadini italiani un segnale forte di sostegno al Tibet, -continuano Amorese, Spiga e Caroleo -  anche attraverso il sostegno dell’iniziativa promossa dall’Associazione “Italia-Tibet” (www.italiatibet.org)  che sta invitando ad esporre, dalle finestre delle proprie abitazioni, la bandiera italiana e quella tibetana. Quest’ultima potrà, inoltre, essere richiesta direttamente a questa Associazione, tramite l’indirizzo mail info@italiatibet.org, oppure tramite il contatto mail di Identitario.org, identitario@hotmail.it.”.
 “I prossimi due mesi saranno quindi dedicati ad una campagna capillare.-concludono Amorese, Spiga e Caroleo – Auspichiamo che, proprio in merito ai Giochi Olimpici, da sempre simbolo di fratellanza e di dialogo tra i popoli, venga riaffermata, una volta per tutte, l’universale valenza dei diritti umani,  e, conseguenzialmente, venga condannata l’assurda dittatura cinese, autrice di continue azioni feroci e violente! ”.


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25 giugno 2008

FREE TIBET 2008


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19 giugno 2008

Tibet: Amnesty, "Spariti 1000 dei manifestanti arrestati"

LONDRA - Oltre mille manifestanti dei quattromila arrestati nel marzo scorso in Tibet durante le proteste contro Pechino sono scomparsi. La denuncia arriva da Amnesty International che ha sollecitato il governo cinese a fornire informazioni sulle persone di cui si sono perse le tracce. L'organizzazione a tutela dei diritti umani chiede inoltre a Pechino di consentire libero accesso in Tibet agli osservatori indipendenti. (Agr)

Questa notizia non è altro che una di quelle notizie che mi fa essere sempre più convinto della necessità di non andare a Pechino per queste Olimpiadi del sangue e del terrore.

Simone

5 giugno 2008

No alle Olimpiadi a Pechino






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