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Precariato ...ora basta!
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5 marzo 2009

Ugl: PRECARI, TUTELARE POSTI DI LAVORO

“Di fronte alle difficoltà della crisi, la Pubblica Amministrazione può e deve mantenere intatti i livelli occupazionali e preservare l'occupazione di lavoratori definiti precari ma che in realtà, in molti casi, operano, con competenza, da anni nel settore pubblico”.
A sostenerlo è il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini che, inoltre, sulla proposta del Pd per un assegno mensile ai disoccupati, rimarca la necessità di ''un obiettivo condiviso tra governo e opposizione per un'organica riforma degli ammortizzatori sociali che il paese insegue dal pacchetto Treu”.L’Ugl ha chiesto di accelerare i tempi per assegnare le risorse concordare con le Regioni e “il governo potrebbe già intervenire sollecitando un accordo nazionale con l'Abi per anticipare l'erogazione”.
“Servono almeno tre interventi che riteniamo prioritari”, continua Polverini per la quale “il primo tema è tenere aperte le aziende e le persone nei posti di lavoro,anche attraverso strumenti di solidarietà; in secondo luogo occorre estendere gli aiuti, partiti dal comparto auto, ad altri settori in sofferenza e alle pmi, con l'obbligo di mantenere le produzioni in Italia. Quanto sta accadendo a Prato e a Pomigliano dimostra come in diverse aree un'azienda identifica un intero territorio e se va in crisi ne risente tutta l'occupazione diretta e indiretta Terzo, ma non meno importante, bisogna sostenere i redditi da lavoro e da pensione riducendo le tasse”.
In merito al capitolo infrastrutture, il leader dell’Ugl ha sottolineato come “accanto alle opere cantierabili non si debbano trascurare quelle prioritarie, altrimenti si rischia che specialmente il Mezzogiorno esca dalla crisi ancora più penalizzato”.


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5 aprile 2007

Aboliamo i contratti a progetto

Da anni ormai la legge biagi sta trasformando in “legalità” il lavoro in nero che permane e si ramifica ad alta velocità. Migliaia di persone, anche con famiglia a carico si trovano a lavorare in condizioni precarie che ne vogliano o meno i sindacati, senza diritto alcuno. Progetti astrusi che non si sappia effettivamente come vengano pagati, migliaia di euro insabbiati da parte degli imprenditori che assumono a progetto risparmiando su tutto e togliendo la vita ai lavoratori.
Chi attualmente possiede un contratto a progetto non può accedere a niente nemmeno a poter pagare l’affitto dimostrando una busta paga. La modernità ha dimenticato ormai da anni la vera concezione del lavoro. Non fanno altro che ripeterci che per fare un prodotto, se prima servivano 4 persone ora, grazie al progresso, ne basta una. Allora il nostro punto di domanda e che si dovrebbe lavorare di meno? Invece no loro ci parlano di posti di lavoro che aumentano. Ma come raddoppiano l’offerta di lavoro quando il lavoro non serve? Eccoci dunque al punto di non ritorno i lavori inutili che infestano la nostra terra. Lavori che non si basano più sul fabbisogno nazionale, ma sul fabbisogno dei sindacati e degli industriali. Il lavoro moderno è una tristezza che purtroppo si deve affrontare per portare a casa il salario, non nobilita più nessuno, a parte le casse degli imprenditori e dei sindacati. Il lavoro nobilitava un tempo, quando un contadino, con le mani nella terra poteva svolgere l’attività politica, mentre oggi un politico con le mani nelle mazzette delle tangenti può governarci con orgoglio, da parte sua, e di chi lo va a votare.

Tratto da Avamposto di Civiltà




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4 novembre 2006

Contro il precariato! ma non con le zecche!








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21 febbraio 2006

Contro il precariato: GIUSTIZIA SOCIALE!

I sottoscritti cittadini,
premesso
- che le forme contrattuali atipiche possono risultare utili strumenti di flessibilità se introdotti in un quadro coerente di tutele e garanzie,
- che fra tali tutele e garanzie rientrano politiche di sostegno al reddito e politiche che facilitino l’accesso al credito,
- che è comunque necessario un controllo accurato di tutti coloro che operano nel campo del collocamento lavorativo,
considerata
-
la massiccia presenza nel nostro Paese di strumenti contrattuali flessibili e la contestuale totale assenza di forme di garanzia e di tutela per i lavoratori cosiddetti atipici,
visto
- il quadro di incertezza e di aspettative negative che soprattutto le giovani generazioni vivono nei confronti del futuro,
- che tale situazione è in parte conseguenza del nuovo modello flessibile,
- l’urgenza di ridare prospettive positive e certe in particolar modo ai giovani,

chiedono
  • l’l'introduzione di un sussidio di disoccupazione di durata massima biennale rinnovabile per altri due anni in un decennio, ai livelli minimi di sussistenza, vincolato alla partecipazione a corsi di formazione e/o riqualificazione.
  • L’introduzione di un sistema di controlli sulle agenzie di lavoro interinale per evitare elusioni delle norme sul lavoro subordinato.
  • L’attivazione di politiche che consentano l’accesso al credito per tutti i lavoratori cosiddetti flessibili.

CLICCA




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21 dicembre 2005

Campagna nazionale contro il precariato

Al via la campagna nazionale contro il precariato di Azione Giovani.
Malgrado le numerose critiche arrivate dalla sinistra, il coraggio con cui il Governo si è interrogato su come offrire risposte al problema della disoccupazione – varando una riforma profonda del mercato del lavoro – merita un plauso generale. Era un passaggio obbligato per chi non si accontenta di difendere esclusivamente i diritti dei propri iscritti al sindacato, e per chi vuole scongiurare il rischio di un nuovo scontro sociale: non quello tra lavoratori e grande capitale, tra subordinati e datori di lavoro, che qualcuno ancora legato alla Rivoluzione d’ottobre vorrebbe riproporre, ma quello tra i garantiti e chi invece è escluso da ogni forma di tutela.
Indubbiamente la Legge 30 lavora su questo presupposto. Dare finalmente voce a quella larga parte della nostra società, per lo più rappresentata da giovani, che non ha tutele e che difficilmente avrebbe potuto, stando alle ricette della sinistra, entrare a far parte del privilegiato mondo dei garantiti.
Però c’è anche l’altra faccia della medaglia. Perché l’introduzione e la regolarizzazione dei cosiddetti contratti di lavoro atipici porta in se alcuni evidenti problemi legati alla ‘normalizzazione’ dell’instabilità lavorativa con la perdurante precarizzazione, peraltro in una società che ancora oggi stenta ad adeguarsi ad un mercato del lavoro flessibile. Si arriva così al nodo centrale della Legge Biagi: stabilire se i cosiddetti contratti atipici debbano servire a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro rappresentando il primo gradino di una scala che porta comunque ad un lavoro a tempo indeterminato, o se piuttosto debbano essere considerati esclusivamente una forma di stabilizzazione del precariato ad libitum. 
Partendo da questa riflessione Azione Giovani, con la sua “Campagna nazionale contro il precariato”, intende chiedere l’introduzione di alcune irrinunciabili garanzie a tutela dei lavoratori atipici, perché nella nostra società non ci siano “figli di un Dio minore” e tutti possano aspirare, con la stessa dignità, a costruire il proprio futuro.
Ecco i cinque punti sui quali si articola la nostra campagna di sensibilizzazione:
*  Agevolazioni per l’accesso al credito;
*  Sostegno economico alle politiche di reinserimento nel mondo del  lavoro;
*  Strumenti per favorire la stabilizzazione dei lavoratori atipici;
*  Creazione di un osservatorio permanente sull’attuazione della legge Biagi;
*  Introduzione di incentivi riservati ai lavoratori atipici;

Nella home page del sito potete scaricare i moduli della petizione popolare indirizzata al Ministro del Welfare Roberto Maroni, nella quale si chiede l’introduzione degli strumenti sopra menzionati. I moduli, debitamente compilati, dovranno  essere inviati alla Direzione nazionale di Azione giovani, come da indirizzo indicato sugli stessi.

Difendiamo il futuro!




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7 ottobre 2005

Blitz di Azione giovani (An) alle agenzie di lavoro interinale: “Chiuso per interposizione di manodopera”

Sorpresa questa mattina per sei agenzie di lavoro interinale a Roma. Nel momento di alzare le serrande, si sono trovati l’entrata bloccata simbolicamente con delle nastro bianco e rosso e un volantino che recitava: “Chiuso per interposizione di manodopera. Contro il precariato, giustizia sociale! Azione Giovani Roma”. Le agenzie interessate dal “blitz” notturno di Azione giovani sono state: Obiettivo Lavoro in via dei Quattro Cantoni, Adecco in via Emilia, InTempo in via Marche, E-Work in via Sicilia, Metis in largo di Santa Susanna e Select in via Bissolati. “Troppo spesso abbiamo riscontrato che le agenzie di lavoro interinale anziché essere luogo di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, sono veri e propri strumenti per l’interposizione di manodopera. E’ all’ordine del giorno, infatti, sentire giovani che dopo aver effettuato colloqui con aziende, vengono costretti ad andare a firmare il contratto presso le agenzie di lavoro interinale. Se la selezione avviene in azienda, perché l’assunzione avviene attraverso le agenzie? Chiediamo al Governo di provvedere a controlli ed a eventuali sanzioni. Questo blitz rientra nella campagna contro il precariato iniziata a maggio scorso che prevede una manifestazione, venerdì prossimo, al ministero del Lavoro, le “olimpiadi del precariato” per consegnare il documento con le nostre proposte al ministro Maroni”, ha dichiarato il dirigente nazionale e presidente romano di Azione giovani (An), Federico Iadicicco.




permalink | inviato da il 7/10/2005 alle 17:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

1 ottobre 2005

Azione Giovani contro il precariato

                                          


      SPUNTI E PROPOSTE PER GOVERNARE LA FLESSIBILITA'


PREMESSA
La necessità di dare flessibilità alle imprese, per consentire loro di competere nel mercato globale, è stata in questi anni condivisa da tutti i Governi del nostro Paese senza distinzione di colore politico. Sia la destra che la sinistra, in Italia come nel resto dei Paesi industrializzati, hanno commesso l’errore di ritenere che introdurre massicce dosi di flessibilità nel sistema economico accresca di per sé la competitività, senza tener conto che la capacità competitiva di un sistema è data dalla tenuta complessiva del sistema stesso e non solo dalla creazione di condizioni favorevoli ad una parte di esso.
In altre parole, l’errore fin qui commesso e perpetrato dalla “legge Biagi”, è quello di voler introdurre forme atipiche di contratti di lavoro, senza costruire degli adeguati ammortizzatori sociali e senza tenere in considerazione le necessità del mondo del lavoro.... 
[...]




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26 agosto 2005

“ZONA DEPRECARIZZATA” I lavoratori in piazza in attesa di essere pagati

“ZONA DEPRECARIZZATA”

COMITATO LAVORATORI CALL CENTER SARDEGNA

QUALITY SARDINYA E LC SISTEMIA:

PROMESSA PER LUNEDI UN’ALTRA RATA E IL PIANO DI RILANCIO.

I LAVORATORI SARANNO IN PIAZZA AD ASPETTARE L’AZIENDA.

 

I lavoratori del call center cagliaritano Quality Sardinya e LC Sistemia comunicano che in data 25 agosto 2005, il Presidente dell’Azienda, Antonio Nannini, ha contattato telefonicamente l’Avvocato Renato Chiesa, uno dei legali del Comitato “Zona Deprecarizzata – Comitato lavoratori call center Sardegna”. Nel corso del colloquio Nannini ha comunicato che:

A) Francesco Pascucci, Amministratore delegato di QS e Presidente di LC Sistemia, sarà a Cagliari il 29 Agosto 2005 e salderà una seconda consistente tranche del credito vantato dai lavoratori

B) E’ in corso di realizzazione il nuovo piano industriale dell’azienda, che dovrebbe dunque entrare in funzione, a Cagliari come ad Ottana, dopo che 8 milioni di Euro di soldi pubblici sono stati spesi per un progetto fantasma.

Il Comitato prende atto dell’impegno assunto dai vertici aziendali e pende con fiducia, ma ancora non sa ancora in cosa consista questo rilancio aziendale e ancora non ha visto metà degli stipendi arretrati.

“Sappiamo bene che la prima e parziale vittoria è arrivata grazie all’occupazione dello stabilimento di via Roma 86 e all’impegno di alcune istituzioni, di alcuni partiti e movimenti. Non sappiamo, invece, cosa ci riservi il futuro nelle intenzioni di Nannini, ma siamo ben felici di confrontarci con lui, soprattutto se è davvero in grado, come dice, di onorare gli impegni economici presi e di rispettare la destinazione della montagna di soldi pubblici che si è aggiudicato.” dichiara Claudia Marcia, portavoce del comitato “Zona Deprecarizzata”.

Per questo, ancora una volta i lavoratori del call center di via Roma 86 in stato di agitazione, convocano un sit-in, a partire dalle ore 15:00 di lunedì, in via Roma 86 e invitano tutti i precari della Sardegna, dei call center e non solo, a manifestare con loro. E’ gradita la presenza dell’Assessore al Lavoro Maddalena Salerno, soprattutto se porterà con sè gli esiti dell’inchiesta interna alla Regione e ci spiegherà una volta per tutte come sono stati spesi 8 milioni di euro dei sardi.

 

Cagliari, 26 Agosto 2005      

www.viaroma86.blogspot.com




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26 luglio 2005

Campagna contro il precariato, per la Giustizia Sociale

La soluzione della vicenda della società Quality Sardinya, con il pagamento concordato nella giornata di ieri degli stipendi arretrati per i lavoratori, pone con sempre maggiore forza la necessità di portare all’attenzione di questo Governo maggiori garanzie il i lavoratori precari.

Non riteniamo sostenibile la politica del Governo in materia del lavoro, servono politiche sociali e attenzione per i giovani”, afferma Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani che insieme alle Federazioni Provinciali di Azione Giovani della Gallura e di Nuoro ha promosso per l’inizio di Settembre una campagna dal titolo: ”CONTRO IL PRECARIATO, GIUSTIZIA SOCIALE”.

Chiediamo un sussidio biennale di disoccupazione, con l’eventualità di un rinnovo per altri due anni negli otto successivi, chiediamo l’introduzione di un sistema di contro delle agenzie di lavoro interinale e l’attivazione di politiche di accesso al credito anche per i lavoratori flessibili”, prosegue la nota di Azione Giovani.

Il mercato del lavoro, riformato dalla legge Biagi, trasmette solo preoccupazione ai giovani in cerca di impiego, e la vicenda dei ragazzi del call center di Via Roma a Cagliari, pone l’attenzione anche sulla necessità di regolamentare questo settore in cui non esistono né garanzie nè diritti”, conclude Simone Spiga di Azione Giovani




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25 luglio 2005

Call Center di Cagliari occupato per protesta. 14 mesi senza stipendio!!

Comunicato Stampa

Ci chiediamo cosa voglia fare realmente l' Assessorato al Lavoro circa la nostra vertenza perché cominciamo ad avere qualche dubbio..
Per quale motivo continua a tentare una conciliazione tra i dirigenti di Finsystem e il sindacato Cisal che ormai ha soltanto un iscritto tra gli occupanti della Quality Sardinya e nessuno tra quelli di Lc Sistemia?

A scanso di ulteriori equivoci abbiamo comunicato all' Assessorato quanto segue:

All’Assessorato
Regionale al Lavoro


Oggetto: vertenza Quality Sardinya – Lc Sistemia



Con la presente ad ogni buon fine si comunica che i lavoratori dipendenti delle sopraccitate aziende che costituiscono, come noto, il comitato dei lavoratori in lotta nella vertenza di cui in oggetto, non sono rappresentati, allo stato, da alcuna sigla sindacale e perciò intendono direttamente trattare la vertenza attraverso i loro diretti rappresentanti e con l’assistenza del proprio comitato giuridico.
Pertanto negano in radice ogni forza a qualsiasi rappresentanza che intervenga e agisca in loro nome nella vertenza in esame e indicano quali rappresentanti dei lavoratori Claudia Marcia e Manuela Firinu e quali rappresentanti del Comitato Giuridico di Sostegno gli avvocati Renato Chiesa e Valeria Deiana del foro di Cagliari.

Cagliari 23 Luglio 2005


http://viaroma86.blogspot.com/




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16 luglio 2005

Manifesto del Comitato dei Call Center

CALL CENTER …... un lavoro ,

un mestiere per figure professionali ad alta scolarizzazione e flessibilità operativa……

Ma …….. raramente può essere chiamato tale, spesso diventano luoghi di “schiavitù”, in cui la catena è il “desiderio di lavorare di ogni giovane” e la flessibilità si manifesta soprattutto nei diritti del lavoratore.  SALARI al di sotto della media nazionale, Turni di lavoro impensabili,  Diritti Umani calpestati !!!

Queste poche righe vogliono essere una riflessione, perché se anche tu che lavori in un Call Center e vivi, o hai vissuto, esperienze di questo tipo possa comprendere che non sono realtà specifiche del tuo posto di lavoro ma riguardano, a vari livelli, tutti i LAVORATORI dei CALL CENTER.  Sappi, che l'unica via non è la “sopportazione ad oltranza” ma REAGIRE…..  TUTTI UNITI per il miglioramento delle condizioni generali degli OPERATORI di CALL CENTER .

Qualcuno lo sta facendo, sta reagendo per salvaguardare i suoi diritti e anche i tuoi: sono gli operatori del Quality Sardinya

da lunedì 30 Maggio 2005 hanno " occupato " la propria azienda con sede a Cagliari in via Roma 86,  per rivendicare il pagamento dei 14 MESI LAVORATI SENZA STIPENDIO , e  la propria dignità di lavoratori LORO hanno deciso di ribellarsi alla condizione in cui l'azienda li aveva relegati, hanno deciso di manifestare alla dirigenza che la parola AZIENDA è un diamante a tante facce, tra cui quella dei LAVORATORI.

Gli operatori della Quality li trovi in via Roma 86 a Cagliari, perché hanno voluto dimostrare che lavorare con serietà può trasformare la tua azienda nella tua casa ......  …… ma, puoi partecipare insieme a loro alla rinascita della figura  dell'OPERATORE DI CALL CENTER, anche su  http://www.viaroma86.blogspot.com

Grazie a loro, infatti è nato il primo  Comitato degli Operatori Telematici e Informatici

Polo di raccolta di tutte le problematiche relative al mondo dei CALL CENTER della SARDEGNA, con l'obiettivo di abbattere le barriere che per troppo tempo hanno separato  il MONDO del LAVORO da quello dei CALL CENTER.  Il Comitato, con la prima riunione del 16.06.2005, ha già ottenuto due preziosi risultati:

•  Appoggio istituzionale e impegno a collaborare da parte di esponenti del Consiglio Regionale,

Provinciale e Sindacale;

2) Consulenza e tutela legale da parte di un pool di avvocati di esperienza e prestigio.

….e ricorda: abbattere le catene che affossano i diritti dell'uomo, è un DOVERE di TUTTI! …..non pensare di esserne fuori, è anche compito TUO !! …….




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14 maggio 2005

Contro il precariato, giustizia sociale

"È un anno e mezzo che coviamo questa idea, adesso è il momento giusto per dare un segnale al governo, in modo che si dia inizio ad una svolta vera". È critico con le scelte della maggioranza Federico Iadicicco, presidente di Azione Giovani, il movimento giovanile di An nato nel 1997 in seguito alla fusione del Fronte della Gioventù e del Fuan. "Non basta aver cambiato qualche carta sul tavolo, servono politiche sociali e attenzione ai giovani. Per questo abbiamo avviato la campagna "Contro il precariato, giustizia sociale" contro l'attuale precarietà del mondo lavorativo. Chiediamo un sussidio biennale di disoccupazione - con l'eventuale rinnovo per ulteriori due anni negli otto anni successivi - l'introduzione di un sistema di controllo sulle agenzie di lavoro interinale e l'attivazione di politiche di accesso al credito anche per i lavoratori flessibili." In tal senso è iniziata una raccolta di firme che sarà consegnata al ministro del Welfare Roberto Maroni.

Il mercato del lavoro, riformato dalla legge Biagi, per Azione Giovani, trasmette solo preoccupazione ai giovani in cerca di impiego: "Il lavoro non è solo flessibile, ma precario. Bisogna costruire un sistema di garanzia, partendo dall'inserimento degli ammortizzatori sociali, cercando inoltre di evitare l'elusione delle norme sul lavoro subordinato da parte delle imprese che si rivolgono alle agenzie interinali. Molto spesso, infatti, dopo che il candidato ha sostenuto il colloquio di selezione direttamente con la ditta per la quale andrà a lavorare va a firmare un contratto con l'agenzia interinale."

Secondo Iadicicco, l'attuale sistema bancario andrebbe riformato, magari creando una banca di garanzia, perché vengono accordati mutui o finanziamenti solo a chi è in possesso di garanzie reali o di un reddito da lavoro dipendente, "minando in questo modo la possibilità, per i giovani, di costruirsi un futuro, una famiglia." La campagna di Azione Giovani si muove in varie direzioni: è stato già inviato al ministro Maroni un documento che contiene altre proposte di riforma (ad esempio la possibilità per i lavoratori di partecipare agli utili d'impresa ), è stata avviata la raccolta di firme da consegnare al governo entro la fine dell'anno e sono previsti "blitz" pacifici all'interno delle agenzie di lavoro interinale.

Bisogna però fare attenzione, soprattutto per quanto riguarda il sussidio di disoccupazione: evitare che ne possano usufruire anche i "lavoratori in nero" e quindi andrebbe previsto, ad esempio, "un inasprimento delle pene anche a carico del lavoratore non in regola - conclude Iadicicco -. La nostra comunque è una proposta, un segnale di carattere culturale. Sarà poi compito del governo valutarne la fattibilità e le modalità pratiche di attuazione".




permalink | inviato da il 14/5/2005 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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