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Giù le mani dalla Colonia Dux
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28 gennaio 2011

Ex Marino, serve la variante al Puc

Tratto da L'Unione Sarda di oggi 28 Gennaio 2011

Dopo anni di gare annullate e vincoli sembra a un passo la trasformazione in centro di riabilitazione.
Il Comune di Cagliari non ha più scuse: il futuro dell'ex Ospedale marino è nelle sue mani. I tecnici dell'assessorato regionale agli Enti locali hanno consegnato al sindaco Emilio Floris il progetto preliminare per il recupero del rudere e la richiesta di variante al Piano urbanistico comunale. Dopo anni di travagli, gare annullate e vincoli sembra a un passo la trasformazione dell'edificio realizzato da Ubaldo Badas in un centro di riabilitazione per sportivi, politraumatizzati o anziani. All'appello, però, manca il parere positivo di uno solo dei 18 enti chiamati a vario titolo a pronunciarsi sulla vicenda: il Comune di Cagliari, appunto.
L'INIZIATIVA I tecnici regionali, con in testa Giovanni Pilia (direttore del servizio Demanio e patrimonio), stanno tentando il tutto per tutto pur di non lasciare che quell'ammasso di cemento e ferro continui a sfregiare il lungomare. Sono arrivati al punto da presentare all'ufficio comunale dell'Edilizia privata il progetto preliminare e la richiesta di variante al Puc per «un intervento pubblico su un immobile pubblico». In sostanza, per dare il via libera definitivo all'iniziativa della società vincitrice della gara, la Giunta prima e il Consiglio poi dovrebbero approvare il passaggio di alcune aree limitrofe all'edificio classificate H (tutela ambientale) in GA1 (servizi). In pratica, gli enti che hanno già dato l'ok (tra gli altri Capitaneria, Vigili del fuoco, Regione, Asl, Sopritendenza, Beni culturali, Demanio, Dogane) hanno indicato «lievi rimodulazioni al progetto presentato in sede di gara, tali comunque da non snaturare i presupposti dell'originario affidamento».
IL COMUNE Le elezioni per il nuovo sindaco del capoluogo sono alle porte e in Giunta e Consiglio si respira già aria di campagna elettorale. L'amministrazione guidata da Emilio Floris, che non può essere più candidato, non è mai stata una macchina da guerra, recuperare l'ex ospedale potrebbe riscattare anni di inerzia. «Stiamo procedendo ai controlli di conformità col Puc». Belle parole, ma a cagliaritani e turisti interessano i tempi. «Per quel che ci riguarda non dovrebbero esserci problemi. Dobbiamo darci da fare, non possiamo lasciarlo in queste condizioni. Avrei preferito una struttura turistica e meno di carattere sanitario, ma ora è prioritario cancellare quell'obbrobrio sulla spiaggia». D'accordo, ma i tempi per completare i passaggi in Giunta e Consiglio comunale? «La parte politica sarà molto veloce». Cagliaritani e turisti se lo augurano con tutto il cuore, prima che quel rudere crolli con qualche ragazzino dentro.
IL PROGETTO Nel progetto elaborato dall'architetto Enzo Satta per conto della società toscana Prosperius, di Martino Bigazzi, c'è il recupero di alcune volumetrie dall'ex pronto soccorso (un edificio di nessun valore storico, adiacente al corpo principale, da radere al suolo). Metri cubi che il progettista ha deciso di trasferire nell'ultimo piano dell'edificio di Badas, dove dovrebbero essere realizzate alcune stanze per i pazienti. Non solo, sempre rimanendo sotto la soglia delle cubature (il massimo concesso per quel progetto è di 5378 metri cubi, la Prosperius chiede il nulla osta per 5230), la società vincitrice vorrebbe realizzare alcune sale riunioni e locali tecnici nello spazio tra la strada e la facciata dell'edificio. L'investimento è di decine di milioni di euro e darebbe lavoro ad almeno 110 persone.
ANDREA ARTIZZU

20 agosto 2008

Poetto, riapre l'hotel degli sbandati

Tratto da L'Unione Sarda


In una stanza ci sono anche i segni di un principio di incendio: la plastica che ricopre il muro si è sciolta e il soffitto è annerito. Le vecchie sale operatorie sono state devastate dai vandali.
La camera mortuaria del sottopiano è diventata un rifugio notturno per ragazzi annoiati: bottiglie di birra e brick di tavernello accumulati in tutti gli angoli, sacchetti di patatine lasciati a metà, in mezzo ai calcinacci e alla polvere di vent'anni d'abbandono.
Per entrare nei corridoi dell'ex ospedale Marino basta scavalcare il davanzale di una delle tante finestre murate e riaperte nel tempo con martellate e calci. Le reti metalliche che circondano la struttura, da qualche anno sono state abbattute e aperte in diversi punti. L'ingresso più comodo è quello del primo piano, sui balconi mangiati dalla salsedine e dal vento e resi accessibili dalla duna di sabbia - fine e chiara, a dispetto del ripascimento - che si è formata sul lato della spiaggia e che porta direttamente alle ex stanze di degenza con vista sul mare. Dove un cartello («È fatto divieto di sostare e transitare alle persone non addette») ricorda che fin li non sarebbe meglio non arrivare.
L'INGRESSO Pochi secondi per consentire agli occhi di adattarsi alla mancanza di luce (qualcuno di più, invece, per abituarsi all'odore di urina stantia) e il tour può cominciare. Lo stesso giro fatto dai bambini in cerca di un'emozione più forte della giornata al mare in compagnia di mamma e papà, o dai gruppi di adolescenti che utilizzano le vecchie camere del tubercolosario per fumare uno spinello senza troppi problemi.
Il corridoio segue la forma a boomerang dell'edificio, nato nel 1937 come colonia per i ragazzi ai tempi del fascismo: sui muri ora ci sono scritte e dediche che si sono sovrapposte da quando, nel 1988, dall'edificio sono spariti definitivamente bisturi e lettini. «La quinta A è stata qui», oppure un sempreverde «Richi e Mari forever», per arrivare al più attuale (data: 6 agosto 2008): «Anche io posso dire di essermi drogata qui». Le vecchie sale operatorie sono state devastate dai vandali: i manicotti dell'ossigeno sradicati dai muri, le porte dei bagni divelte, le serrande di legno sfondate. In una stanza ci sono anche i segni di un principio di incendio: la plastica che ricopre il muro si è sciolta e il soffitto è annerito.
PRIMO PIANO Per salire basta prendere la rampa che gira attorno all'ascensore, fermo al piano terra. Qui la luce non manca: le finestre sono aperte e lasciano intravedere il profilo morbido delle Sella del Diavolo da una parte e l'ippodromo e e le saline dall'altra.
Delle vecchie sale operatorie sono rimasti solo i lavandini metallici e i bagni dei medici. I vetri rotti delle finestre sono diventati un tappeto su cui camminare. E poi termosifoni, tubi rotti, quadri elettrici con i fili che escono in direzioni diverse, come tanti rami. Ma il pezzo forte di un vecchio ospedale che in un'altra vita vorrebbe diventare un centro benessere è sopra: la terrazza sul tetto. Dove si può ammirare un panorama mozzafiato, in contrasto con lo stato d'abbandono dell'ex Colonia Dux . Qui il maestrale sta grattugiando il cemento armato, riportando in vista i tondini di ferro.
FUTURO CONTROVENTO E renderà ancora più difficili i lavori di conversione dell'ospedale - se mai inizieranno - in una beauty farm. Cioè quelli decisi dopo un'enciclopedia di idee che si sono rincorse negli anni (casinò, albergo a cinque stelle, museo del mare, tanto per citarne alcuni) e aggiudicati in una gara bandita dalla Regione.
Piscine, vasche per la thalassoterapia, camere di lusso: una ristrutturazione che dovrebbe costare 15 milioni di euro. Questo è il progetto dell'associazione di imprese formata dalle Sa&Go (di Angelo Cerina e Sergio Porcedda, proprietario dello stabilimento balneare), San Maurizio (un centro benessere piemontese) e Policlinico città di Quartu. Un cammino che è stato ostacolato nel frattempo da ricorsi al Tar (del secondo classificato nella gara, poi respinto dai giudici amministrativi), vincoli della Soprintendenza e le richieste del Demanio, proprietario della dependance che ospitava il pronto soccorso e la chirurgia d'urgenza. Il risultato? Tutto fermo. E l'ospedale, nel frattempo, continua a sgretolarsi.

6 novembre 2007

Salvaguardiamo la Colonia DUX

Tratto da L'Unione Sarda

Ex Marino, il progetto si è arenato

Si allungano i tempi per vedere ruspe e operai al lavoro nell'ex ospedale Marino per trasformarlo in un centro benessere. Gli ostacoli sono due: il parere negativo della Soprintendenza per i beni architettonici su alcuni interventi previsti dal progetto, e il ricorso al Tar presentato a settembre dalla Prosperius di Firenze che era stata sconfitta nella gara gestita dalla Regione.
A maggio, quando la commissione che si era occupata del bando aveva decretato il vincitore, erano stati anticipati i tempi per l'inizio dei lavori: dopo l'ok dal Servizio centrale demanio e patrimonio della Regione, entro giugno sarebbe dovuto arrivare il parere della Conferenza di servizi tra tutti gli enti coinvolti. Poi gli ultimi atti: l'approvazione della variante nella destinazione d'uso da parte del Consiglio comunale e la firma della concessione dei lavori, della durata di ventiquattro mesi. La speranza di vedere le ruspe in azione dopo l'estate di quest'anno è naufragata e si rischia di assistere ad altri slittamenti. Due settimane fa infatti, nella seduta della Conferenza di servizi, la Soprintendenza ha detto no ad alcuni interventi che non avrebbero garantito la salvaguardia della struttura. I tecnici dell'associazione di imprese formata dalle società Sa&Go (di Angelo Cerina e Sergio Porcedda, proprietario dello stabilimento balneare Il lido e, con Marco Tardelli, della discoteca Tsunami), San Maurizio (un centro benessere piemontese) e Policlinico città di Quartu dovranno presentare dunque un nuovo progetto che tenga conto delle osservazioni della Soprintendenza. Poi ci dovrà essere il passaggio nell'aula consiliare del Comune per la modifica al Puc sulla destinazione d'uso dell'area dove sorge l'ex ospedale Marino.
Ma la partita per il recupero dei tredicimila metri quadri sulla spiaggia del Poetto (e per la gestione per cinquant'anni del centro benessere) è ancora più complessa perché la società sconfitta, la Prosperius ha presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensione della assegnazione perché "nella procedura sono state commesse delle irregolarità". La decisione del Tribunale amministrativo si attende a giorni. ( m. v. )

www.coloniadux.tk

22 maggio 2007

SANITA': SARDEGNA; BANDO EX MARINO, AGGIUDICATO A ATI SA&GO

CAGLIARI, 22 MAG - L'associazione temporanea d'impresa San Maurizio srl, Casa di cura Policlinico citta' di Quartu srl, Sa & Go di Porcedda Sas di Cagliari si e' aggiudicata provvisoriamente la gara pubblica per la valorizzazione dell'ex ospedale Marino di Cagliari. Lo ha deciso la commissione di gara che questo pomeriggio in seduta pubblica, negli Uffici del Servizio Centrale Demanio e Patrimonio della Regione ha dato lettura dei punteggi relativi alla valutazione tecnica e ha proceduto all'apertura delle buste contenenti l'offerta economica.
In gara, dopo la rinuncia da parte della Well-Fit srl di Cagliari, era rimasto anche Istituto Prosperius spa di Firenze.
La gara prevede la concessione per 50 anni del fabbricato sulla spiaggia cagliaritana del Poetto e l'affidamento in concessione della gestione e della manutenzione, ordinaria e straordinaria. Secondo quanto si legge nel bando le scelte di valorizzazione dovevano essere orientate 'alla creazione di centri di servizi per le persone capaci di incrementare l'offerta e l'attivita' turistica e la qualita' dei servizi ai cittadini dell'area cagliaritana durante l'intero corso dell'anno'. (ANSA).




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18 maggio 2007

Cagliari: Nuova vita per l'ex Marino: lunedì si aprono le buste

Si conoscerà lunedì il destino dell'ex ospedale Marino: alle 16, nei locali del Servizio centrale demanio e patrimonio della Regione, al quarto piano di viale Trieste 186, verranno aperte, in seduta pubblica, le buste delle due società che hanno partecipato alla gara per la valorizzazione dell'ormai rudere del Poetto. due concorrentiNel corso della seduta verrà data lettura dei punteggi relativi alla valutazione tecnica e saranno aperte le buste con l'offerta economica per l'individuazione dell'aggiudicatario provvisorio. Una corsa a due, dopo l'uscita di scena a marzo, della società che fa capo a Gualtiero Cualbu (Well-Fit). Restano in gara per la gestione cinquantennale dell'ex ospedale Marino l'istituto Prosperius spa di Firenze e l'associazione temporanea di imprese San Maurizio, che raggruppa il Policlinico città di Quartu e la Saego srl di Sergio Porcedda. beauty farmIl bando di gara predisposto dalla Regione non lasciava possibilità di equivoco sul destino del palazzone in riva al mare: «Considerato il delicato equilibrio ambientale e paesaggistico di questa parte importante del litorale cagliaritano, le scelte di valorizzazione saranno orientate verso destinazioni turistiche non residenziali, volte alla creazione di centri di servizi per le persone capaci di incrementare l'offerta e l'attività turistica e la qualità dei servizi ai cittadini dell'area cagliaritana durante l'intero corso dell'anno». Agli occhi dei commissari avranno maggiore appeal le proposte che puntano «alla cura, al benessere e ai servizi alla persona». i lavoriL'assessorato regionale agli Enti locali aveva predisposto il bando pubblicato il 27 luglio. Compiti del concessionario saranno la gestione e la manutenzione ordinaria. Una volta stipulato il contratto, i lavori potranno durare al massimo due anni. In piedi resterà solo il corpo centrale dell'ex ospedale, ovviamente ammodernato. «Le pertinenze saranno abbattute», avevano spiegato tempo fa dall'assessorato. Significa che scompariranno i locali che per anni hanno ospitato il Pronto soccorso e la Chirurgia. la storiaAncora pochi giorni d'attesa dunque per conoscere il destino del rudere più osservato e odiato dai cagliaritani. Disteso su sette mila metri quadri (che arrivano a diecimila con le aree dell'ex pronto soccorso e dell'ex chirurgia) in mezzo alla spiaggia del Poetto l'edificio, ideato dall'architetto razionalista Ubaldo Badas era nato nel 1937 come colonia per i figli dei lavoratori di alcune organizzazioni sindacali fasciste, diventando ospedale marino dal '47 ed essere abbandono nel 1982 a eccezione dell'ex pronto soccorso e dell'ex chirurgia (chiusi nei primi anni del 2000). Con i suoi due piani e la terrazza con un panorama unico diventerà uno dei posti più belli della città.




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3 ottobre 2006

Prosegue l'attività del Comitato "Giù le mani dalla Colonia Dux"

Proseguirà per tutto il mese di ottobre la raccolta firme del Comitato "Giù le mani dalla Colonia Dux".
All'iniziativa a cui ha aderito Fare Verde Sardegna, il Gruppo di An della Circoscrizione n°4  e decine di Associazioni ha visto fino ad ora una mobilitazione di centinaia di persone e di relatà sociali.
le firme raccolte si aggirano all'incarca intorno al migliaio e speriamo di arrivare ad oltre 5000 in totale.




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9 settembre 2006

Anche a Quartu Sant’ Elena nasce il Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux”

Prosegue la mobilitazione del Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux”, dopo le decine di adesioni di Associazioni e Movimenti, come ad esempio Azione Giovani, Fare Verde, il Gruppo di An della Circoscrizione n° 4 di Cagliari, ieri è stato costituito il Nucleo che si occuperà di promuovere l’iniziativa anche a Quartu Sant’Elena.

Crediamo sia una mobilitazione di notevole importanza culturale e architettonica”, afferma Michele Pisano, referente del Comitato a Quartu Sant’Elena.

Chiunque vorrà firmare a Quartu la petizione potrà contattarci all’indirizzo colonia_dux@yahoo.it  o nel sito www.coloniadux.tk, in due giorni abbiamo gia riscontrato molto interesse sull’iniziativa e speriamo di raccogliere in questo mese almeno 500 firme”, prosegue la nota di Simone Spiga e Michele Pisano.

 L’opera edificata nel 1937 dal grande architetto Ubaldo Badas, è stata considerata per decenni un lucido esempio di razionalismo moderno, articoli e foto sono state pubblicare nelle più importanti riviste mondiali di architettura”…”per questi motivi chiediamo la ristrutturazione mantenendo intatta la struttura architettonica”, concludono i promotori dell’iniziativa.




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22 agosto 2006

Solidarietà ai militanti dell’Associazione “Terra di Mezzo” di crotone

“Solidarietà ai militanti dell’Associazione Terra di mezzo di Crotone”, con queste parole, Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Responsabile del Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux” interviene sulla spiacevole vicenda accaduta quest’oggi nel sito promosso dai ragazzi di Crotone per difendere un monumento sulla pacificazione nazionale, costruito a Crotone dalla precedente Amministrazione Comunale di Centro Destra e contestato dall’attuale di Sinistra.

“la solita strategia, il solito modo di non accettare le opinioni altrui, esprimo a nome dei militanti di Azione Giovani di tutta la Sardegna la nostra solidarietà ai militanti di Azione Giovani di Crotone per questo vile gesto, che rappresenta il tentativo di tappare la bocca ad una realtà militante e politicamente scorretta”, incalza Simone Spiga.

“Dal mese di Agosto i due Comitati “Giù le mani dalla Colonia Dux” e “Il Gladio non si tocca” stavano collaborando per la creazione di un progetto nazionale di tutela architettonica di alcune strutture che rappresentano un modello valoriale e una visione del mondo in contrapposizione all’individualismo dominate e questo attacco è un attacco a tutti noi”, afferma Simone Spiga.

“Il sito  www.gladiocrotone.altervista.org sarà nuovamente in rete a brevissimo e nel frattempo anche dal sito www.coloniadux.tk sarà possibile firmare la petizione contro la distruzione del Gladio”, conclude la nota.




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22 agosto 2006

IL SITO SUL “GLADIO” OSCURATO DAGLI HACKER!

Nel pomeriggio del 21 Agosto il sito creato dai militanti dell’Associazione Culturale “TERRA DI MEZZO” di Crotone per difendere il monumento alla “Pacificazione Nazionale” di Crotone (www.gladiocrotone.altervista.org), ai più conosciuto come “Gladio”, è stato oscurato da alcuni pirati informatici. All’accesso nel sito internet, realizzato per raccogliere adesioni online contro l’abbattimento dell’obelisco eretto in memoria dei “partigiani e degli appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana caduti per la Patria”, al posto della consueta pagina di presentazione, ci si imbatte in una nuova pagina a sfondo completamente giallo sulla quale sono state inserite delle immagini di Stalin, Gandhi, Roosvelt ed Hitler, ed una frase sulla “democrazia”. Inoltre sono stati inseriti dei collegamenti ad alcuni siti sulla “libertà del Tibet”, sull’attuale situazione in Libano e di “Amnesty International”. Il tutto firmato dalla sigla “ANTIFASCIO KR”.
“Siamo esterrefatti! – dichiara Daniele Caroleo, Presidente di “Terra di Mezzo” e Dirigente Nazionale di Azione Giovani – Evidentemente la nostra battaglia ha dato fastidio a qualcuno, suscitando questa assurda reazione! Non esistono vocaboli per definire tali personaggiucoli! Questo comportamento vigliacco penso debba essere fermamente condannato dall’intera società civile, soprattutto quando si va a constare che tali azioni sono state fatte in nome di una presunta “democrazia”. Quale democrazia ci potrà mai essere nell’impedire ad una semplice associazione come la nostra. di esporre liberamente le proprie idee e le proprie posizioni?”
I ragazzi di “Terra di Mezzo” sono già al lavoro per cercare di ripristinare il sito internet al più presto. In tutti i casi è stato già creato un collegamento diretto con la “petizione online” lanciata nei giorni scorsi per difendere il gladio sul sito ufficiale dell’associazione (www.terradimezzocrotone.org).
“In tempi non sospetti – incalza Caroleo – avevamo già denunciato pubblicamente che alcune frange della sinistra estrema si stavano mobilitando, in nome e per conto del cosiddetto “antifascismo militante”, per far tacere i propri “oppositori” e per impedire il libero e civile confronto politico basato sul dibattito costruttivo! Abbiamo già dovuto registrare in passato, nostro malgrado, intemperanze e vili azioni di taluni personaggi in cerca d’autore: basti ricordare la distruzione della targa di “Via Sergio Ramelli” o gli atti vandalici contro la sede di un partito politico della destra locale. Quegli stessi personaggi che si dichiarano “democratici” , “tolleranti” e “pacifisti”, ma che quando si tratta di doversi confrontare con chi non la pensa come loro, non avendo evidentemente nessuna argomentazione valida da anteporre, preferiscono insultare, offendere e tentare in tutti i modi di far tacere i propri interlocutori.”.
“Tutto questo comunque – conclude Daniele Caroleo – non fermerà la nostra azione politica e militante. Proseguiremo a lottare per quello in cui crediamo e continueremo ad essere portatori, a testa alta, dei valori che ci hanno sempre contraddistinto! Non ci facciamo di certo scoraggiare o intimidire da queste azioni vigliacche e infami! I ragazzi di “Terra di Mezzo” non indietreggeranno di un passo!”

Ufficio Stampa e Propaganda
Associazione Culturale
“TERRA DI MEZZO” di Crotone




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16 agosto 2006

Nuovi aggiornamenti nel sito www-coloniadux.tk


Sono state aggiornate diverse pagine, ed è stata aggiunta la petizione dei ragazzi di Crotone sulla difesa del Gladio.
Visita il sito e firma lapetizione




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6 agosto 2006

Transennato l'ex ospedale Marino - tratto da L'Unione Sarda - 6 Agosto

Dopo quindici anni di abbandono partono i primi interventi per la messa in sicurezza

E alla fine spuntarono le transenne. Da un paio di giorni il vecchio ospedale Marino, da anni vero e proprio monumento all'incuria, è stato completamente circondato da sbarre in metallo e nastri biancorossi con un significato ben preciso: vietato l'accesso. «Un provvedimento necessario per mettere in sicurezza un edificio pericoloso», ha sottolineato l'assessore regionale Gian Valerio Sanna. L'intervento è arrivato dopo le proteste di bagnanti e cittadini, che si lamentavano dell'eccessiva facilità con la quale era possibile entrare nelle fatiscenti stanze dell'edificio (addirittura si poteva salire indisturbati fino al tetto), e in vista della gara che trasformerà quei quattro piani di cemento inutilizzati in un centro di cura e benessere. le transenneLa decisione di transennare l'intero perimetro è stata presa dalla Regione che, nonostante il passaggio di consegne da parte della Asl 8 risalga a circa un anno fa, solo da alcuni giorni è materialmente responsabile dell'ospedale. Concluse tutte le formalità di rito, l'assessorato regionale all'Urbanistica ha deciso di intervenire in tempi stretti («abbiamo dei doveri di mantenimento», ha detto Sanna) e, nel giro di pochi giorni, ha transennato con una rete metallica alta un paio di metri tutto l'edificio. «All'interno del fabbricato ci sono situazioni che possono causare pericolo: vetri e siringhe per terra, muri instabili. Era necessario prevenire incidenti e utilizzi impopri di un edificio in cui poteva entrare chiunque. Ecco perché è stato messo in sicurezza», ha sottolineato l'assessore. pericolanteLa situazione in effetti non era più sostenibile: l'ospedale, dopo quindici anni di abbandono, si era trasformato in un ammasso di cemento armato decadente, con calcinacci pericolanti e travi di ferro sporgenti, utilizzato la notte per bivacchi e di giorno pericolo pubblico per i tanti bagnanti che affollano la spiaggia del Poetto. Non erano rare le incursioni notturne di balordi in cerca di divertimento con contorno di bottiglie spaccate per terra, vetri infranti e muri a pezzi. Ora finalmente la situazione sembra aver preso una strada precisa, che possa portare a una sicura valorizzazione del vecchio ospedale. la garaLa giunta regionale il 28 marzo scorso aveva indicato la via da seguire: un bando di concorso con una gara pubblica, a procedura ristretta, per decidere il futuro dell'ex Marino. L'idea era quella di trasformarlo in un centro di cura del corpo: ora il bando sta per essere pubblicato, e le intenzioni sono quelle di partenza. Non resta che aspettare. (an. m.)

Per firmare la petizione in difesa della Colonia DVX
Clicca 
www.coloniadux.tk




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4 agosto 2006

«Giù le mani dalla ex Colonia Dux» - tratto da L'Unione Sarda 4 Agosto 2006

Una petizione dei giovani di destra per la salvaguardia dell'architettura razionalista dell'ospedale Marino. Il comitato "Giù le mani dalla Colonia Dux" prosegue la sua mobilitazione per la valorizzazione e la riqualificazione dell'ex clinica, ormai abbandonata davanti al Poetto. Oltre alle 150 firme online nel sito www.coloniadux.tk, altre 600 sono state raccolte per le strade cittadine. «La raccolta di firma proseguirà sino a settembre, dichiarano gli esponenti del comitato, nel documento invitiamo i cagliaritani a sostenere con forza la nostra rivendicazione, anche perché una città che perde la propria identità è una città morta». A partire dalla prossima settimana verranno organizzati alcuni banchetti in città e a Quartu Sant'Elena per la raccolta di firme e un'informazione più dettagliata sul futuro dell'ospedale. Il 6 novembre, giorno in cui scadrà il bando della Regione, invece, verrà organizzata una manifestazione nei pressi della struttura, ormai fatiscente. «Dopo la manifestazione organizzeremo una giornata di festa intorno all'ospedale, con concerti, attività sportive e altre iniziative per denunciare il rischio che il bando possa prevedere la distruzione totale o parziale della struttura». (fe.fo.)




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1 agosto 2006

Prosegue la mobilitazione "Giù le mani dalla Colonia Dux"

Il Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux” prosegue la sua mobilitazione per la valorizzazione e la riqualificazione dell’ex Ospedale Marino di Cagliari. Oltre alle 150 firme raccolta nella petizione online nel sito www.coloniadux.tk altre 600 sono state raccolte per le strade cittadine.
“Il Comitato che proseguirà per tutto il mese di Agosto e Settembre la sua mobilitazione cittadina, ha nella giornata di oggi, aggiornato e completato il sito internet, con l’aggiunta di foto, materiale informatico, rassegna stampa e altro, al fine di rendere più leggibile tutto il materiale”, afferma Simone Spiga.
“Non siamo disposti a stare in silenzio e invitiamo i cagliaritani a sostenere con forze la nostra rivendicazione, anche perché una città che perde la propria identità è un città morta e Cagliari non dovrà mai morire”, denuncia Simone Spiga.
“Proseguono da tutta Italia le adesioni, oltre alle centinaia di persone che giornalmente ci contattano”…”dalle prossime settimana saranno organizzati banchetti nelle città di Cagliari e di Quartu Sant’Elena e preannunciamo sin da oggi una giornata di mobilitazione presso l’Ospedale Marino per il 6 Novembre, giorno in cui scade il bando della Regione Sardegna”, prosegue la nota del Comitato.
“Intendiamo con la manifestazione del 6 Novembre, che prevederà una giornata di festa intorno alla Colonia DUX, con concerti, attività sportive e altre iniziative, denunciare il rischio che il bando possa prevedere la distruzione totale o parziale dell’architettura razionalista dell’Ospedale”, conclude Simone Spiga.

Ricordiamo che è attivo il sito www.coloniadux.tk dove potrà essere firmata la petizione ondine e per ulteriori informazioni la email è colonia_dux@yahoo.it.




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28 luglio 2006

La Colonia DVX progettato dall'architetto Badas, nacque nel 1937

La storia. Doveva ospitare i figli dei lavoratori di organizzazioni sindacali fasciste

L'oramai rudere dell'ex ospedale Marino si prepara a compiere settant'anni di vita. La struttura curvilinea nacque nel 1937 con il nome di colonia Dux, sul modello di altre colonie marine delle riviere italiane. Dal '47 fu convertito in ospedale fino al 1982 quando il grande corpo centrale fu definitivamente abbandonato. Continuarono a funzionare l'ex pronto soccorso e l'ex chirurgia. Da cinque anni l'intera zona è lasciata allo sbando in attesa di conoscere quale sarà il suo destino.
il progettista Architetti e storici non hanno dubbi sul valore dell'edificio, progettato nel '34 dall'architetto razionalista Ubaldo Badas (in città sono diverse le sue opere, come la scuola all'aperto Mereu, l'albergo del povero e le palazzine popolari di piazza Kennedy). L'idea era quella di costruire, alla vigilia della seconda guerra Mondiale, un edificio per accogliere i figli dei lavoratori di alcune organizzazioni sindacali fasciste.
la struttura Totalmente in cemento armato, la struttura è orizzontale, su due piani con planimetria curvilinea ed un corpo centrale più basso. Ha una copertura a terrazza sporgente e delle balconate lungo tutto il perimetro. Il piano terra in origine era sopraelevato rispetto alla spiaggia e raggiungibile soltanto attraverso le due scalinate laterali. Non come oggi, con la balconata del piano terra accessibile dalla spiaggia con facilità. La colonia non fu mai completata e anche durante la visita di Mussolini a Cagliari (nel '42) appariva allo stato rustico. da colonia a ospedale La guerra frenò i lavori, e il capovolgimento politico post bellico lasciò in stato d'abbandono la struttura fino all'interessamento dell'amministrazione provinciale che puntò al suo completamento. L'inaugurazione avvenne nel 1947 con la funzione ospedaliera, ma iniziò subito il dibattito sull'opportunità di avere un ospedale proprio al centro della spiaggia, che negli anni '50 era interessata da progetti per il suo abbellimento. l'abbandonoIl dibattito non portò mai a niente, e anche le idee di trasformare l'ospedale in un albergo sono rimaste sempre sulla carta. Il lento declino, iniziato già nei primi anni Sessanta, dell'ex Marino (un immobile di circa sette mila metri quadri, che arriva a un totale di dieci mila metri quadrati aggiungendo gli altri due edifici del pronto soccorso e di chirurgia, e l'area scoperta da quasi tre mila metri quadri) ha oggi raggiunto la sua espressione peggiore. (m. v.)

Unione Sarda




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28 luglio 2006

L'ex ospedale diventa beauty farm - Unione Sarda

Piovono immediati i commenti sulla decisione della Regione. Il gruppo di An in Consiglio regionale critica la durata della concessione (troppi cinquant'anni), mentre il comitato "Giù le mani dalla colonia dux" è preoccupato che venga snaturata l'architettura della struttura. Perplesso anche il presidente della Provincia, Graziano Milia: «Non sarebbe stato dannoso un confronto prima di prendere qualsiasi decisione». Per il numero uno dell'amministrazione provinciale dunque non è in discussione tanto la destinazione d'uso («Vista così potrebbe anche andare bene»), ma il metodo deciso dalla Regione: «Perché non parlarne prima? Sono una persona che mette da parte le criticità se esiste un dialogo, che non fa mai male». Sulla necessità di prendere una decisione invece niente in contrario: «Era importante intervenire, visto lo stato di degrado raggiunto dall'ex ospedale Marino». Milia chiude con una frecciata ironica sulla concessione per cinquant'anni: «Se si pensa a così tanti anni significa che l'investimento sarà molto elevato. E in questi casi il concorso di idee sembra già finalizzato. Anche per questo la Provincia non parteciperà». Non perde tempo Alleanza Nazionale, che ha presentato, in Consiglio regionali, un'interrogazione con richiesta di risposta scritta (a firma di Antonello Liori e Mario Diana) rivolta al presidente Soru e all'assessore agli Enti locali, Gian Valerio Sanna: «Non è eccessiva una concessione per cinquant'anni? Inoltre l'indicazione della destinazione non sembra escludere finalità, come una discoteche o sale bingo, che potrebbero mettere a repentaglio la tranquillità del quartiere». Per i consiglieri regionali sarebbe stato meglio «trasferire l'immobile al patrimonio del comune di Cagliari». Preoccupato il comitato "Giù le mani dalla colonia dux": «Nel bando - attacca Simone Spiga - è inserita la possibilità di effettuare interventi di ristrutturazione architettonica. Questo potrebbe voler dire modificare l'assetto architettonico della struttura, modificandone la natura razionalista». Continua dunque la raccolta di firma del comitato per evitare che l'ex ospedale Marino possa perdere la sua identità storica. (m. v.)

Visita il sito e Firma la Petizione




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27 luglio 2006

Sardegna: La Regione chiarisca cosa vuole fare dell'Ospedale Marino...

Il Comitato “Giù le mani dalla Colonia Dux” denuncia che con la pubblicazione in data 21 Luglio 2006 del bando concernente la valorizzazione dell’ex Ospedale Marino di Cagliari emerge con chiarezza il pericolo, che da più parti è stato sollevato, sull’ipotesi di abbattimento della struttura dell’Ex Ospedale Marino.

Quello che vi è scritto nel bando è chiarissimo, infatti nelle premesse vi è la possibilità,che tra le proposte che perverranno alla Regione, di interventi di ristrutturazione architettonica e funzionale del fabbricato principale e la demolizione di tutte le pertinenze limitrofe allo stesso”, afferma Simone Spiga, componente dell’Assemblea Regionale di Alleanza Nazionale.

Questo può voler dire modificare parzialmente o totalmente l’assetto architettonico della struttura con il gravissimo rischio di snaturare la sua architettura razionalista”, incalza Simone Spiga.

In due giorni oltre 100 firme sono state raccolta nella petizione ondine e almeno 400 sono state raccolte nelle strade cittadine”…”Non siamo disposti a stare in silenzio e invitiamo i cagliaritani a sostenere con forze la nostra rivendicazione, anche perché una città che perde la propria identità è un città morta e Cagliari non dovrà mai morire”, denuncia Simone Spiga.

Grazie al sostegno delle Associazioni Nuova Italia e Fare Verde, proseguiremo la battaglia con modalità di protesta che andremo volta per volta a comunicare”…”Oggi l’aspetto più importante rimane quello di capire dalla Regione Sardegna con maggiore chiarezza che tipo di modifiche potranno essere apportate all’assetto architettonico originale”, conclude Simone Spiga.

Ricordiamo che è attivo il sito www.coloniadux.tk dove potrà essere firmata la petizione ondine e per ulteriori informazioni la email è colonia_dux@yahoo.it.

 




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27 luglio 2006

Petizione di An per salvare il Marino dalla demolizione - Unione Sarda

«Giù le mani dall'ex ospedale Marino: la vecchia struttura deve essere completamente recuperata senza che la sua architettura sia in alcun modo snaturata». L'appello, rivolto a tutti i cittadini e in primis all'amministrazione comunale di Cagliari e alla Regione, arriva dall'assemblea regionale di Alleanza nazionale, partito che si oppone da tempo al possibile abbattimento della struttura ipotizzato durante un vertice tra il governatore Renato Soru e il sindaco Emilio Floris, e che ha costituito un comitato ad hoc. «Ci opponiamo alla distruzione della struttura e invitiamo tutti i cagliaritani ad unirsi alla nostra protesta», afferma Simone Spiga, componente dell'assemblea regionale di An. L'opera, un tempo chiamata "Colonia marinara estiva Dux", è stata edificata nel 1937, in periodo fascista, su progetto dell'architetto Ubaldo Badas. Per decenni è stata considera un lucido esempio di razionalismo moderno ed è stata oggetto di numerosi articoli e foto pubblicati nelle più importanti riviste mondiali di architetture. Nel 1947 venne convertita in ospedale e nel 1982 è stata chiusa: da allora versa in stato di totale abbandono e grave degrado. Un rudere frequentato esclusivamente da sbandati, barboni, tossicodipendenti, topi e parassiti. Le facciate cadono a pezzi e i locali interni sono invasi da cumuli di calcinacci e rifiuti di ogni genere. L'anno scorso il gruppo di An in consiglio regionale presentò una mozione (primo firmatario Matteo Sanna) per chiederne il recupero, ma non se ne fece niente. La Regione nel frattempo ha bandito un concorso internazionale di idee per il suo rilancio. «Considerata l'importanza della struttura, visto l'affetto che tutti i cagliaritani nutrono nei suoi confronti e considerato soprattutto il suo indiscutibile valore storico, diciamo no all'abbattimento e chiediamo che l'opera sia recuperata», aggiunge Spiga. Sui questa base è nato un comitato spontaneo, denominato Giù le mani dalla Colonia Dux, ed è stata avviata una petizione on line. Per firmare è sufficiente andare sul sito internet www.coloniadux.tk e cliccare nell'apposito spazio. Maggiori informazioni possono essere reperite telefonando al numero 338.6417825. Alla campagna hanno già aderito cittadini e l'associazione Nuova Italia e gli ambientalisti di Fare Verde, entrambe vicine ad An.

Tratta da L'Unione Sarda
Paolo Loche




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25 luglio 2006

I Cagliaritani rispondo all'Appello...

Inserisci nel tuo sito o nel tuo Blog uno di questi due Banner, per sostenere con noi la battaglia GIU' LE MANI DALLA COLONIA DUX!







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25 luglio 2006

Fare Verde aderisce al Comitato "Giù le mani dalla Colonia DVX"

Il Coordinamento Regionale dell’'Associazione Ambientalista FARE VERDE ha aderito ufficialmente alla campagna promossa dal Comitato Spontaneo “Giù le mani dalla Colonia DVX” per chiedere il recupero e la riqualificazione dell’ex ospedale marino sito nella spiaggia del Poetto di Cagliari.


“Abbiamo ritenuto indispensabile sostenere l’appello e invitaiamo i cittadini sardi a promuovere in tutti gli ambiti la petizione on-line che in due giorni ha raccolto oltre 50 adesioni”, affermano Valentina Caruso e Federica Orrù rappresentanti di Fare Verde Sardegna.


“L’adesione dell’Associazione Nuova Italia e di Fare Verde è la dimostrazione che iniziative di questo tipo devono vedere il coinvolgimento di tutti i settori della società civile e per questo siamo in prima linea”…”Da questa mattina è anche attivo, oltre alla petizione ondine anche il sito www.coloniadux.tk e nel giro di alcune settimane speriamo di raggiungere le 1000 adesioni all’appello”, incalzano le militanti ambientaliste.


“Per informazioni potrà essere possibile contattare il Comitato all’indirizzo colonia_dux@yahoo.it o contattando Simone Spiga al numero 338/6417825”, concludono Valentina Caruso e Federica Orrù.




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25 luglio 2006

GIU’ LE MANI DALLA COLONIA DVX

Dopo l'appello e la Petizione ora abbiamo anche il sito internet per promuovere la campagna in difesa della Colonia Marina DVX

Visitalo e Firma la Petizione




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