.
Annunci online

 
simonespiga 
militanza, comunità, volontariato, ambiente...
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Associazionismo - Volontariato - Notizie*****
Fare Verde
Fare Verde Cagliari
Unione Generale del Lavoro
Zeta Zero Alfa
NoReporter
Massimiliano Bonu
Fondazione Julius Evola
Alain De Benoist
Polaris
Novopress
Comunità Popoli
No al Calcio Moderno
I miei Amici Blogger *****
nonsolorossi
Michele Pisano Blog
Enzo Cumpostu
MaraLai
Ceciliaraba
Steppenwolf
Alessandro Serra Blog


LINK DELLA DESTRA SOCIALE
Gianni Alemanno
Destra Sociale
Roberta Angelilli
Area - la rivista
Area - Ass. Cult.
Fondazione Nuova Italia
Identitario
Sardegna Non Conforme
Settembre Nero
Terra di Mezzo - Crotone
Luigi Curci
Militanti Per la Vita
Le Cose da Dire
Frodo Baggins - Un Hobbit Controcorrente
Gianmario non conforme
Oronzo Cilli
Area Sabaudia
Antonio Pasquini
Luca Caremi
Destra Sociale Sabaudia
Carlo Fidanza
Francesco Sallustio Taranto
AltraDestra
Fedalmor
Gianmichele Nonne - Consigliere Comunale An Dorgali (NU)
  cerca

  


  ISCRIVETEVI ALLA
  Newsletter.it - Arretrati




















 

Diario | URLIAMOLO !!! | Appuntamenti | Con simpatia... | Quelli che il Blog... | Parcheggio Via Manzoni | Elezioni Sardegna 2005 | Abolire il 25 Aprile? | Solidarietà al Foro | Referendum 12/13 Giugno | Autodeterminazione dei popoli | Comitato per la scelta del Sindaco di Cagliari | Coordinamento Nazionale MUTUO SOCIALE | Strage di Bologna, vogliamo la verità! | Ascolta la nostra musica | Circoscrizione N°4 | Precariato ...ora basta! | Ultras...discutiamone | Giù le mani dalla Colonia Dux | TITTI LIBERO | Allarme sbarchi in Sardegna | Partito Unico, discutiamone... | No al termovalorizzatore di Ottana (NU) | No al signoraggio ! | Elezioni Politiche 2008 - 13 14 Aprile 2008 | No al Ponte sullo Stretto | Comunali ad Assemini - 15/16 Giugno 2008 | Sardegna - Elezioni Regionali 15/16 Febbraio 2009 | No al Nucleare! | Referendum Regione Sardegna - 5 Ottobre 2008 | Elezioni Europee 6/7 Giugno 2009 | No ai sequestri di persona | Elezioni Regionali 2010 | Elezioni Provinciali in Sardegna - 30/31 Maggio 2010 | Referendum Regionale contro il nucleare in Sardegna | Elezioni Comunali di Cagliari - 15/16 Maggio 2011 | Referendum contro il porcellum | Comitato Sardo Acque Sociali | No al Galsi | Referendum per la Sardegna - 6 Maggio 2012 | No Tav | Referendum per ridurre le indennità dei Parlamentari | Paola Musu Presidente del Consiglio - Elezioni Politiche 24 /25 Febbraio 2013 |
 
Partito Unico, discutiamone...
1visite.

3 aprile 2008

La Dignità non ha prezzo...non per tutti!

Tornato dalla mia breve vacanza in montagna, ieri sera girando per le strade di Cagliari mi sono imbattuto nei pannelli elettorali dove i vari partiti o anzi meglio dire, le varie cozzaglie di partiti affiggono i manifesti per pubblicizzare i propri simboli e i vari candidati. Ho anche visto quello che ci ricorda l'AVVENIMENTO UNICO NELLA STORIA DELLA POLITICA SARDA, l'arrivo a Cagliari di Gianfry, il simbolo unico e inconfondibile della destra, con la d minuscola...
Insieme a questi manifesti vi erano i soliti 100x70 del Pdl con il riferimento al sito www.votaberlusconi.it.
Su questo sito ho gia parlato ampliamente, ma visto e considerato che ancora nessuno si è occupato di inserire i simboli di An, trovo VERGOGNOSO che quel sito sia una succursale del sito di Forza Italia senza alcun riferimento agli altri Partiti del Pdl. 
Ecco dove ne avevo parlato:
http://www.simonespiga.ilcannocchiale.it/post/1822301.html


http://www.simonespiga.ilcannocchiale.it/post/1802083.html

Ma quello che più mi ha schifato in questi giorni è stato l'ingresso nel Pdl di personaggio dal facile passaggio di schieramento...
Alcuni ex Udeur sardi sono passati nel Pdl senza che nessuno e dico nessuno di An abbia alzato il dito e abbia detto CHE SCHIFO!
Si può leggere solo un comunicato del Circolo di An di Ozieri, ma la cosa grave è il silenzio di Mariano Delogu e di Antonello Liori, il primo Coordinatore Regionale e Senatore e il secondo Presidente Provinciale di Cagliari e Consigliere Regionale. Pure i nostri candidati alla Camera e al Senato sono stati zitti.

Tranquilli, tranquilli ha deciso Forza Italia, quindi anche voi....


P.s. questo è decisamente il motivo che dovrebbe far dire ai militanti, dirigenti e iscritti di An di non voler condividere decisioni imposte e mal digerite, speriamo che ci sia un minimo d'orgoglio perchè la nostra Destra ne ha tanto bisogno!

Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Simone Spiga Pdl Udeur Sardegna An Destra

permalink | inviato da simonespiga il 3/4/2008 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

10 marzo 2008

Continua a mancare il rispetto per i militanti e gli elettori di An...

Ormai è iniziata la campagna elettorale e mentre il sito del Popolo delle Libertà è stato modificato aggiungendo nella prima pagina anche il simbolo di An, nel sito www.votaberlusconi.it, non è presente alcun nostro simbolo...
e pensare che questo è il sito che si legge in milioni di manifesti affissi in tutta Italia!

Sembra essere nella succursale telematiche di Forza Italia...

E il rispetto dov'è?



Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Pdl Berlusconi

permalink | inviato da simonespiga il 10/3/2008 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

27 febbraio 2008

Alemanno partecipa alla trasmissione di approfondimento politico “Otto e mezzo” in onda su La 7.


Mercoledì 27 febbraio 2008, dalle ore 20.30, l'On. Gianni Alemanno parteciperà alla trasmissione di approfondimento politico "Otto e mezzo" in onda su La 7.


Editoriale di Gianni Alemanno - 27 Febbraio 2008

Anche a Fiuggi abbiamo sofferto, anche a Fiuggi il cambiamento era stato repentino, ma abbiamo sacrificato le forme del passato per fare un grande atto di amore nei confronti dell’Italia. Tutto questo non deve essere vuota retorica, chiacchiere per nascondere qualche comodo trasformismo. Oggi, ancora una volta, siamo chiamati a una nuova sfida: creare un grande soggetto politico per cambiare l’Italia.

Lo percepiamo tutti: ci troviamo a vivere un momento di cambiamento e dobbiamo, per il bene dell’Italia, riuscire a gestirlo e a governarlo fino in fondo.
I quadri e dirigenti di Alleanza nazionale sono chiamati ad affrontare questa fase estremamente importante per la vita politica italiana, senza paure ma anche senza trionfalismi infantili. Occorre affrontare questo evento con il realismo e con la consapevolezza necessari nei grandi momenti storici e nei passaggi politici fondamentali. Altrimenti, si rischia di procedere troppo lentamente, col freno a mano tirato, senza riuscire a cogliere le grandi occasioni politiche che ci sono di fronte; oppure di andare troppo veloci, in modo disinvolto, con il rischio di scivolare sulle prime avversità.
Gli uomini e le donne di An devono tirare fuori la loro parte migliore: il realismo, il senso di responsabilità e il radicamento nei valori, e trasferirli all’interno del Popolo delle libertà. Con la consapevolezza che nessun grande cambiamento politico è stato promosso e governato da piccoli partiti. Quando si deve marcare un’impronta politica forte, quando bisogna imprimere a una comunità nazionale una grande accelerazione per il cambiamento, questo può essere fatto soltanto da grandi formazioni politiche in grado di raccogliere un ampio consenso.
An aveva già creduto in questa sfida, lanciando, prima della nascita del Pdl, il progetto “Alleanza per l’Italia”. Di fronte alla retorica del declino e ai problemi del nostro Paese, c’è bisogno di qualcosa di più grande di An: c’era e c’è bisogno di una grande alleanza di tutte le forze che vogliono dire “no” al declino e che vogliono costruire un destino diverso per la nostra nazione.
Oggi siamo di fronte a una sfida epocale, che deve essere affrontata con la massima determinazione e con la convinzione che, se non saranno invertite le attuali tendenze, la situazione del nostro Paese potrebbe diventare davvero drammatica.
Viviamo in tempi di emergenza e di cambiamento, che richiedono una politica all’altezza delle sfide in atto: se le comunità nazionali non si svegliano, non cambiano radicalmente e rapidamente pelle, rischiano di non riuscire a sopravvivere neanche più come unità statuali. Questo è il quadro che abbiamo di fronte. Guai, in questi momenti difficili, a pensare solo al proprio particolare, a contemplare con splendida attenzione il proprio ombelico. Questo è il tempo in cui si deve ripartire dalle basi ideologiche, programmatiche e culturali che da sempre ci hanno caratterizzato. Infatti, ci siamo sempre ispirati all’idea che, prima dei partiti e prima delle appartenenze particolari, ci fosse il bene comune rappresentato dall’Italia, un bene comune di fronte al quale si deve essere in grado anche di sacrificare se stessi e i propri interessi particolari.
Questa è l’idea con cui dobbiamo accostarci alla nascita del Popolo delle libertà.
Ma occorre costruire bene l’architettura di questo nuovo soggetto politico.
Il rischio è, infatti, quello di cadere di nuovo nel vecchio equivoco: quello di ritenere che sia sufficiente dar vita ad una generica realtà moderata, più o meno centrista, nella convinzione che le elezioni si vincano al centro, dicendo le cose più sbiadite possibili.
È vero che ci vuole una grande alleanza per l’Italia, ma questa grande alleanza non deve essere generica, priva di direzione né di determinazione; essa non può fare a meno dei nostri valori.
Questo nuovo soggetto politico sarà davvero utile all’Italia solo se sarà fondato sulla pari dignità tra il centro e la destra. Ciò significa costruire il partito su due pilastri: la libertà e l’identità. Fino ad ora nel centro-destra si è parlato di più di libertà: il “Polo della libertà” e la “Casa della libertà”.
Oggi parliamo di “Popolo della libertà” perché, per noi, popolo significa identità.
Libertà è il primo termine fondamentale, che raccoglie, dentro la nostra aggregazione, le spinte liberali, ma che esprime anche quel bisogno di reagire a tutte le incrostazioni, a tutti i blocchi, a tutti gli appesantimenti che l’Italia ha ereditato dalla prima Repubblica e dall’egemonia culturale della sinistra.
Ma la libertà da sola non basta.
Il nostro progetto politico deve essere sostenuto anche dal valore centrale dell’identità: l’identità è il patrimonio che la destra porta in dote al nuovo soggetto politico. Quando si chiede pari dignità tra destra e centro, si intende la capacità di formulare un messaggio e di dar corpo a un patrimonio programmatico, culturale e valoriale che mettano insieme definitivamente questi due principi, e che non facciano più oscillare, né nel linguaggio, né nel programma, né nella formazione dei quadri dirigenti. Non bisogna più dimenticare quanto, oggi, in un contesto globalizzato, siano imprescindibili l’affermazione e la difesa dell’identità dell’interesse nazionale, ma anche dell’identità delle persone, delle famiglie, delle comunità e dei territori.
Occorre fare alcune considerazioni su come dobbiamo costruire il nuovo partito. Innanzitutto deve essere chiaro che Alleanza nazionale non si è sciolta: il nostro partito di origine continuerà ad esistere fino a quando non sarà celebrato un grande congresso nazionale che dovrà valutare i passi successivi. Dovremo infatti allora essere sicuri che il nuovo soggetto politico sia ispirato a regole di vera partecipazione, ai nostri valori, ai nostri programmi, e animato da una classe dirigente all’altezza della sfide di governo; insomma, An deve rimanere il nostro principale strumento per governare questa fase di transizione, e non è escluso che alla fine si opterà per una struttura confederata in cui i partiti originari continuino ad esistere, sia pure in una cornice unitaria.
Ma non basta, siamo tutti tenuti a compiere un salto di livello incentrato sulla qualità dei comportamenti, a partire da quelli personali, incarnando sobriamente i nostri valori di riferimento. Dobbiamo far nostro un nuovo modo di essere, di governare e di fare politica, che si traduca in risultati concreti. Se vinceremo, la nostra prossima esperienza di governo sarà fondamentale per il futuro della nazione.
Comprendo il disagio che molti stanno vivendo in questa fase, ma, per essere noi stessi, più importante di un simbolo è la capacità di incarnare i nostri valori in comportamenti che possono rappresentare la vera differenza antropologica da portare dentro la politica italiana.
Anche a Fiuggi abbiamo sofferto, anche a Fiuggi il cambiamento era stato repentino, ma abbiamo sacrificato le forme del passato per fare un grande atto di amore nei confronti dell’Italia. Il punto è che tutto questo non deve essere vuota retorica, chiacchiere per nascondere qualche facile trasformismo. Oggi, ancora una volta, siamo chiamati ad una nuova sfida per cambiare l’Italia. Non possiamo tirarci indietro.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Alemanno An Alleanza Nazionale pdl

permalink | inviato da simonespiga il 27/2/2008 alle 16:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 febbraio 2008

Nuove conferme dell'annessione di An in Forza Italia

Arrivano nuove conferme circa il mio dubbio sull'annessione di An ad opera di Forza Italia, infatti leggendo la mia casella di posta ho ricevuto una email dal'indirizzo elezioni2008@votaberlusconi.it con questo contenuto: 

Lunedì è iniziata l'affissione del manifesto Rialzati, Italia!, primo atto di comunicazione di questa campagna elettorale. Lo stesso giorno abbiamo messo on line
www.votaberlusconi.it, il supergazebo virtuale per fare insieme campagna elettorale anche in internet.
Nel sito puoi trovare i primi cinque modi con i quali essere anche tu protagonista in queste settimane che ci separano dal voto del 13 e 14 aprile e che saranno dure e molto impegnative.
Nelle prossime settimane arricchiremo di nuove iniziative votaberlusconi.it, iniziative che saranno frutto anche dei suggerimenti che riceveremo e già stiamo ricevendo dai nostri sostenitori.
Grazie per l'attenzione. Buona campagna elettorale!
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia

Chiaramente questa email conferma quanto affermavo un paio di giorni fa in questo post.

A Voi i commenti, sperando non siano come quello di http://hamelin.ilcannocchiale.it/


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito unico Pdl Forza Italia An

permalink | inviato da simonespiga il 24/2/2008 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

21 febbraio 2008

Dopo l'annessione anche le PRESE PER IL CULO!

Questa sera passeggiando per le vie principali di Cagliari pensavo a come e quanto  gli italiani fossero interessati a questa campagna elettorale, alle poche differenze in campo tra gli schieramenti e mi chiedevo come spiegare ai tanti elettori che mi hanno sostenuto nelle ultime tornate elettorali a Cagliari, questo livellamento verso il basso della politica italiana...
Ad un tratto un grande manifesto elettorale del Pdl ha attirato la mia attenzione, il manifesto è questo che vedete ora


 e oltre a non avere alcun tipo di contenuto politico, da buon osservatore mi sono concentrato sul sito che si vede sulla sinistra www.votaberlusconi.it, a questo punto me lo sono segnato e non appena sono tornato a casa mi sono collegato a questo sito.
Con notevole stupore, ho riscontrato come Forza Italia abbia annesso An con un semplice colpo di mano, basta poco, basta infatti vedere come nel sito "votaberslusconi" non vi è alcun riferimento ad Alleanza Nazionale, mentre sono solo presenti collegamenti ai siti di Forza Italia. L'annessione è un termine che non uso in maniera polemica, ma vista la situazione credo sia il termine adatto.
Ma non finisce qui....
Sentendo le dichiarazioni di Sandro Bondi, sulla non candidatira di esponenti con procedimenti penali in corso, ho subito pensato, caspita! per una volta sono dalla parte di Sandro Bondi...
 Ma sentendo bene la dichiarazione subito si capisce che anche questa volta è una presa per il culo, infatti si escudono da questo elenco di incandidabili quelli esponenti che si sentono perseguitati dalla Magistratura....
Grazie ancora una volta per aver preso per il culo noi italiani!

Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Pdl Sandro Bondi

permalink | inviato da simonespiga il 21/2/2008 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

13 febbraio 2008

I DUBBI SUL PDL SONO LEGITTIMI. MA PREOCCUPA DI PIU' IL FUTURO DELL'ITALIA

(di O.K. - Destrasociale.Org) - An e Forza Italia (sembra quasi superfluo ricordarlo) si sono ufficialmente uniti per dar vita al PdL: il PdL, che i più sarcastici dicono si differenzi dal Pd solo per via di quella "L" (che è poi la Libertà). In questi giorni sul nostro sito, sono piovute tante mail di “protesta” (ovviamente, uso un eufemismo) del tutto paragonabili alla grandine delle piaghe d’Egitto (Es9,13-35). Mettiamola così: non tutti, ma certamente in molti non l’hanno presa bene. Non tanto per via del dato di fatto, ossia la costituzione di un patto elettorale, quanto per i modi in cui ci si è arrivati. In fondo, fino a un paio di mesi fa, tra An e Forza Italia c’era il gelo. Non parlo di rapporti tiepidi: dico proprio il gelo.

Nel frattempo, succede l’imprevedibile: Lamberto Dini e Clemente Mastella (per la serie “guarda chi si rivede”) fanno cadere il 'Professore', che interpretando quel blasfemo “barcollo ma non mollo” decide di arrivare alla conta. Prodi, non ce la fa. Viene battuto grazie a quella stessa “mano de Dios” che fece cadere qualche annetto fa il primo Governo Berlusconi. Ma questo lo diciamo solo a buona di memoria (futura). Viene quindi il momento di Franco Marini, che su indicazione del Presidente della Repubblica, procede (manco fosse Giulio Verne), attraverso un mandato esplorativo, alla ricerca del “consenso”. Ah, se Marini anziché chiamarsi Franco si fosse chiamato Valeria, non v’è dubbio alcuno che -visti i tempi che corrono- avrebbe non solo raccolto consenso ma ottenuto un vero e proprio plebiscito. Il Presidente del Senato fallisce, non si trova nessun accordo. Ecco quindi che si tornerà a votare a metà aprile.

Metà aprile: ossia fra due mesi. E due mesi sono davvero pochi, soprattutto se ricordate quanto è durata l’ultima campagna elettorale, che per certi versi è stata sin troppo lunga. Due mesi -suvvia- sono oggettivamente pochi per gestire alleanze, promuovere i buoni e bocciare i cattivi (sempre ammesso che nei partiti ci sia un valore di merito dei propri rappresentanti), per fare un programma e soprattutto per pregare Iddio che questo venga recepito e condiviso da tutti. Ammettiamolo, due mesi non bastano. Non c’è tempo. Bisognava fare tutto e farlo subito: non si poteva sapere cosa ne pensava il tesserato n°307648 (che sarei io) così come gli altri. Ed è a questo punto che dovremmo chiederci cosa rappresenta quella tessera: è un simbolo oppure è -freddamente- appena un numero? In molti si sono fatti questa domanda, forse sbagliando.

Sì, perché le preoccupazioni sono tante, e soprattutto sono molto diverse fra loro. La prima preoccupazione (non nascondiamoci) è proprio la legge elettorale. Quella stessa che Berlusconi (ansioso di tornare alle urne) definì “una buona legge elettorale”, non fosse altro che con questa “sua” legge elettorale, la CdL (nonostante una maggioranza di 25.000 elettori) perse le elezioni permettendo a Prodi e a tutto il teatrino del centrosinistra di giocar per due anni a tressette e a monopoli sulla nostra pelle. E per fortuna che era “una buona legge”. Il Cavaliere sostiene che il PdL -stando ai sondaggi- avrebbe (da solo) il 50%. In molti se lo augurano, me compreso. Ma in cuor mio non sapevo che i “Fratelli Grimm” facessero anche i sondaggisti. Perché l’ultima favola era quella dell’Elefantino dato al 20%. Ricordate come finì? Eppure mi domando: cos’accadrebbe se ci ritrovassimo di fronte ad un’Italia ancora spaccata in due? Possiamo permettercelo?

Fra i tanti problemi oggi esiste un problema oggettivo che verte sulla rappresentanza politica: perché in questi quindici anni, gli attori della politica -salvo quei pochi che non diventano mai noti- sono sempre gli stessi, compresi vecchi cefalopodi evoluti che ci portiamo appresso dal Mesozoico. Ma si sa, la carità si fa soltanto nel “Palazzo”. Di “eterne promesse” e “golden-boy”, invece, ne abbiamo quante ne vogliamo. Peccato, resteranno tali. Servono facce e cervelli nuovi, perché negarlo? Serve una nuova identità, che non è quella del PdL (una semplice lista elettorale). Ne serve una futurista e soprattutto futuribile. Non servono persone che interpretino il presente, ma uomini e donne capaci d’immaginare e sognare un domani quanto meno possibile. Un futuro lontano dagli scandali, perché l’Italia deve uscire dal suo status di commedia: bisogna pensare ad un futuro possibile, non ad utopie. E per questo serve continuità, umiltà (merce rara) ed un consenso diffuso, sempre ammesso che al centro dei pensieri dei politici ci sia un po’ di spazio per il destino degli italiani.

Per questo il problema non è il PdL, che è una forma, ma è la sua sostanza. E’ capire chi saranno i suoi rappresentanti, quali saranno i punti fondamentali: il fisco, la sicurezza, lo stato sociale? Cosa succederà quando bisognerà affrontare in Parlamento temi “scomodi”, come la politica estera: quale sarà la posizione nei confronti della Cina, ad esempio, dato che in questi anni si è sempre giocato ambiguamente su più tavoli? Cosa succederà quando si discuteranno temi etici come quelli legati alla bioetica o alla ricerca scientifica? Come si comporterà il PdL dinanzi alle questioni legate all’informazione o al conflitto d’interessi, per citarne un paio a caso? Altro punto: il PdL è dichiaratamente lanciato per entrare nel PPE. Siamo certi di volerci andare? Perché la mia sensazione, senza dubbio fallibile quanto quella di chiunque altro, è che questo nuovo soggetto sia dichiaratamente accentratore & centrista. Dico questo perché l’idea di fare opposizione interna a qualcosa/qualcuno, onestamente oggi a molti non basta più. Perché a furia di opposizioni interne non è mai cambiato un fico secco. O sbaglio?

Non è il PdL in quanto tale che ci dovrebbe preoccupare, ma l’Italia. Non è la presenza-assenza di simboli che, se impressi nel cuore, non hanno bisogno di essere impressi nero su bianco. Specie se quando ci sono non se ne tiene conto. Serve che si lavori per un Paese moderno, orientato sì verso un futuro, ma senza dimenticare le proprie tradizioni. Non un Paese di conservatori ibernati, criogenizzati o mantenuti nella naftalina.

Ricordiamoci che tutti noi abbiamo il coraggio di votare un programma profondamente innovativo. Ma ricordiamoci anche che serve incoscienza, invece, per votare una lista frutto di un patto elettorale di cui non si conosce nulla. Perché il mio voto (o il vostro voto) ha un valore fondamentale. Votiamo uomini e donne, votiamo dei programmi fatti anche per noi, votiamo simboli e partiti. Deleghiamo la nostra fiducia, ma ancor più affidiamo a qualcuno le nostre speranze e il nostro entusiasmo, la nostra linfa vitale. Cose sacre, dal mio punto di vista. Cose su cui non ci può essere improvvisazione, confusione o malafede. Perché diamine, siamo uomini!

13 febbraio 2008

Riflessione a Voce Alta

Cari camerati,

questi sono giorni complicati, tortuosi, difficili ma anche molto stimolanti.

Dal momento in cui, la mattina dell’8 Febbraio, ho sentito prima Berlusconi e poi Fini affermare della nascita di una nuova formazione politica in Italia, mi sono sentito smarrito, senza più la mia corazza e la spada.

Credo che tanti di quelli che leggono questo mio piccolo contributo al dibattito interno, si siano trovati nella stessa condizione. Da più parti, in questi giorni, si sono sentite voci di sostegno alla politica di Fini, anche nelle file della Destra Sociale molte sono state le voci di assenso. Gianni Alemanno ha contestualmente chiesto la convocazione straordinaria di un congresso del partito, unica strada possibile anche per poi decider di imboccare la strada del partito unico con la consapevolezza, il confronto e la giusta partecipazione della base del partito.

Ma essendo io, uno che di battaglie dentro il nostro partito ne ho fatte e ne faccio giornalmente, credo che sia oggi indispensabile aprire un dibattito a trecentosessanta gradi su questa sfida che ci troviamo davanti e per questo credo che non possa essere che la destra identitaria la prima a doverne discutere.

La sfida del partito unico mi stimola, mi rende schiavo delle mie passioni, come direbbe Battiato, mi porta a cercare nuove e più importanti forme di aggregazione dentro un percorso politico della destra sociale, popolare e nazionale.

Certamente il passo per arrivare ad un percorso politico comune non può essere quello dell’annessione berlusconiana, ma ha bisogno di regole, strategie e soprattutto programmi credibili che non possono prescindere dalla nostra visione della vita e dal nostro modo di essere tra la gente, giorno dopo giorno.

Quindi per concludere, nel condannare categoricamente le modalità che hanno portato a questo soggetto elettorale, mi chiedo e lo chiedo a voi, perché non accettare questa nuova immensa sfida che potrebbe essere la nascita di una vera rivoluzione italiana per ridare dignità e onore alla nostra patria?

Simone Spiga

Identitario.org

12 febbraio 2008

La base militante della Destra Sociale ha una posizione chiara sul Partito Unico...

Dopo due giorni dall'inizio del sondaggio sul partito unico nel sito della componente della Destra Sociale emerge chiaramente una posizione sulla vicenda dell'annessione al PDL...
Ecco i risultati:
Oltre il 66 % dei votanti crede che An debba andare alle prossime Elezioni Politiche con il proprio simbolo e solo 30 % invece ci chiede di unire le forze politiche.

Riflettete gente, riflettete!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito unico destra sociale sondaggio

permalink | inviato da simonespiga il 12/2/2008 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 febbraio 2008

Venite a spiegarcelo!

Che Alleanza Nazionale da mesi, forse anni, aveva iniziato a percorrere il  sentiero verso il Partito Popolare Europeo lo sapevamo! Si sapeva anche che nel cantiere del centro-destra si stavano costruendo le prime fondamenta per un unico soggetto politico, esistente soprattutto, per quello che riguarda An, nella mente dei dirigenti e mai considerato dalla base (altrimenti saremmo andati ad "accreditarci" ai gazebo dei Circoli delle Libertà)!
Tutto questo però appariva più sbiadaito dalla famosa dichiarazione a Piazza S.Babila di Berlusconi. Da lì le reazioni contrarie del nostro Partito e sembrava addirittura minata l'armonia nei rapporti tra i due più grandi partiti della Casa delle Libertà!
Ieri però il grande colpo di scena. Gianfranco Fini nelle "segrete stanze" di Palazzo Grazioli, a cospetto della corte celeste, anzi "azzurra", di Silvio Berlusconi, decide per l'ennesima volta, nella più completa autonomia,la posizione del nostro Partito. Sta volta non si tratta del voto amministrativo agli immigrati o di visite diplomatiche all'uopo di chiedere perdono e pietà per le efferrratezze dei nostri "antenati", si tratta di qualcosa di più grande. Si tratta di dover eliminare il nostro simbolo dalla scheda elettorale e compiere un passo molto serio verso il "soggetto politico unico". Insomma, potremmo definirla una "restrizione di identità" molto difficile da capire perchè nessuno ce l'è venuta a spiegare...senza dimenticarci che chi la vuol capire fa dell'IDENTITA' un valore insostituibile.
Per carità l'ho scritto nella premessa, tutti lo sapevano, son discorsi che si trascinano da anni! Aggiungiamo anche che sono arrivate le garanzie che Alleanza Nazionale almeno per il momento non si scioglie. Aggiungiamo ancora che la richiesta di Alemanno in diretta televisiva di un Congresso subito dopo le elezioni, oltre a rappresentare una boccata d'ossigeno in una gioranta vissuta in apnea, restituisce un minimo di democrazia nelle scelte della nostra Organizzazione politica...ma tutto questo non ci può risparmiare da una osservazione: ma noi a cosa serviamo? Non ho mai pensato di fare Militanza sul territorio per garantire a qualcuno l'incarico di Ministro o di Parlamentare.
Ho pensato di fare Militanza perchè parte integrante di una Comunità politica, magari la parte meno importante e meno significativa, ma comunque parte.
Ed ecco oggi, specie nel mondo giovanile, il rincorrersi di telefonate,
messaggi, chiacchierate su Messenger, riunioni convocate d'urgenza nelle nostre sezioni, spesso squallide e sporche con i manifesti ammassati e con qualche vecchia foto di Fini con gli occhialoni anni '70 che lascia dediche che iniziano con "ai camerati di...". Ecco che tutti manifestavano le proprie paure e le proprie incertezze, soprattutto noi giovani. Ecco tutti che si sentono disorientati, spaesati, senza più dimora. Sapere che AN sparisca dalla scheda elettorale dal televideo, da internet, dalla radio ha scatenato tanta rabbia.
Ecco cosa succede quando c'è una classe dirigente ormai lontana dal territorio e dalla base militante. Ecco cosa succede quando ormai le Presidenze e i posti dirigenziali diventano club esclusivi e stagnanti ed in quelle stanze circola ormai solo aria viziata. Ecco cosa succede quando "non si ha il tempo" di andare sul territtorio e parlare coi militanti perchè troppo impegnati negli incarichi istituzionali. Non mi sembra che esistano medici che obbligano la coesistenza tra incarichi dirigenziali nel Partito e cariche elettive o istituzionali. Succede che il Partito cambia, si trasforma e nessuno ne sa nulla e lo apprende per caso! Per il mio modesto modo di pensare la cosa grave non è tanto fare la lista con Berlusconi o proiettarsi verso il popolarismo europeo perchè questo l'avevamo ampiamente pronosticato e in fondo in fondo ce
n'eravamo fatti una ragione. E' questo maledetto metodo nel prendere le decisioni che ci ha feriti! Magari saremo di nuovo pronti a riperdonare e a privilegiare l'INTERESSE di Partito, quell'interesse che spesso ci impedisce di mandare tutti al diavolo, quell'interesse di chi davvero lo ama questo partito...ma questa volta la ferita è profonda, fa tanto tanto male e qualcuno potrebbe prendersi qualche giorno di malattia nel momento meno idoneo perchè è quello che richiede più lavoro = le elezioni. Ora non ha senso far ratificare decisioni già assunte ad impotenti Direzioni Nazionali. Ora ha senso solo conservare la nostra credibilità e dignità e questo dipenderà da ciò che si dirà e farà durante e soprattutto dopo questa campagna elettorale, e non tocca a noi, umiliti servitori dell'"idea", tocca a chi l'ha creata questa situazione. Non aspettiamo insomma che la misura diventi colma, cerchiamo di svuotarla fin da ora! Abbiate almeno la decenza, tra un comizio e l'altro, tra una stretta di mano ed una cenetta, di venire Federazione per Federazione a spiegarci cosa vi è passato per la testa, venite a spiegarci, rendeteci partecipi!

Daniele Caroleo

Luigi Curci

Simone Spiga

ADERISCONO

Fronte Identitario - Cagliari

Identitario.org

Terra di Mezzo - Crotone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito unico documento destra sociale

permalink | inviato da simonespiga il 9/2/2008 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

9 febbraio 2008

E nel nuovo sito del Popolo delle Libertà, si sono dimenticati di An...

Questa mattina facendo un bel giro nei vari siti di Politica, alla ricerca di dichiarazioni, commenti e critiche su questa frettolosa scelta di Fini e della sua combricoletta, mi sono trovato nel sito del Popolo delle Libertà che sarà il sito ufficiale della nuova formazione politica di Fini, Berlusconi, Mastella, Dini, e tanti altri.....
Come era prevedibile, Forza Italia fa da padrone, annettendo tutti gli altri, come una grande aspiratutto della politica italiana...
Grazie Gianfranco, Grazie Andrea Ronchi, che volete che siano sessant'anni di storia politica?

Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito unico Fini Ronchi An Fi

permalink | inviato da simonespiga il 9/2/2008 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 febbraio 2008

PDL/ ALEMANNO: RISPETTARE AN E MILITANTI, SERVE CONGRESSO

Gianni Alemanno torna a chiedere a Gianfranco Fini la convocazione di un congresso dopo le elezioni Politiche per dare il via libera alla scelta di Alleanza nazionale di aderire al Pdl: "Dobbiamo avere rispetto per le strutture del partito e per i nostri militanti. Toccherà prima alla direzione del partito, poi, se si farà il partito unico, ad un congresso" dare il via libera alla scelta annunciata oggi da Fini.

"Deve essere chiaro - aggiunge Alemanno, sempre parlando del Pdl - che la parte centrista e quella di destra devono avere pari dignità".


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Alemanno An congresso nazionale

permalink | inviato da simonespiga il 9/2/2008 alle 0:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

8 febbraio 2008

Donna Assunta boccia la lista unica: «Fini non è il padrone del simbolo»

«Fini non è il padrone del simbolo di An: se vuole ammainare le bandiere e mettere la fiamma in soffitta, lo dica chiaramente al popolo di destra. Riunisca la gente di An e chieda il permesso agli elettori, bisogna vedere se saranno d'accordo».

Donna Assunta Almirante prende le distanze dal leader di An Gianfranco Fini, che ha aderito al Popolo della libertà di Silvio Berlusconi. La moglie dello storico fondatore del Msi si definisce «in uno stato di confusione totale e- assicura- come me lo saranno molti elettori che sulla scheda elettorale non troveranno più il simbolo della fiamma. Possibile - si chiede- che Fini, di cui tutto si può dire tranne che sia uno stupido, non abbia vagliato più attentamente la situazione prima di prendere questa scelta?». Perché, avverte, «se Fini ha veramente intenzione di mettere il simbolo in soffitta, ci sarà sicuramente qualcuno che si alza in piedi e dice: "Bene, se la fiamma non t'interessa, allora me la prendo io. Ci sarà eccome quel qualcuno...».

Donna Assunta, poi, lascia aperto uno spiraglio: «Spero che sia una decisione momentanea, provvisoria. Dettata dalla consapevolezza che il Pd si può sconfiggere solo uniti». Insomma, sintetizza, se si trattasse di un semplice «accordo elettorale», allora la mossa avrebbe la sua benedizione. Comunque, la scomparsa del simbolo di An, sottolinea Donna Assunta, «resta un fatto molto negativo, che può mettere a rischio l'esito del voto». Poi, una bacchettata alla scelta di andare subito alle urne: «È stato sbagliato chiedere di andare in fretta e furia al voto. Prima- osserva- andava fatta la riforma della legge elettorale: è questo che vuole veramente il popolo. Le elezioni le vogliono solo i partiti e i politici».


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. assunta almirante Fini partito unico

permalink | inviato da simonespiga il 8/2/2008 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

8 febbraio 2008

Hanno ucciso il nostro partito?

Che bella domanda, la notizia di oggi in questi primi istanti mi sconcerta, chiaramente è una prima impressione, ma credo che la decisione di fare una unica lista per le Elezioni Politiche mi trova contrario, sostanzialmente per due motivi, in pratica per troppi....
Non credo sia il momento di annacquare la nostra identità e il nostro modo di essere Partito, ma poi credo che l'elettorato senza un reale coinvolgimento rischierebbe di non capire questa mossa..
Ora c'è solo da attendere e capire le prossime mosse.

Aspettiamo, tanto un cadavere ci passerà davanti...


Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. partito unico Fi An Fini Berlusconi

permalink | inviato da simonespiga il 8/2/2008 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

22 giugno 2007

Referendum e Partito Unico.... (meglio l'Unico Partito !)

Questa sera passeggiando per le vie di Cagliari a vedere la giornata della Musica in strada mi sono imbattuto in uno dei tanti banchetti che i Riformatori sardi insieme ai promotori del referendum stanno organizzando per le vie di Cagliari.
Il primo istinto è stato quello di passarci lontano anche per non farmi bloccare, ma appena ho sentito l'approccio che hanno usato per chiedere alla gente di firmare, mi sono fermato....
Nel raccontare tante balle sul maggioritario, (aahh scusate sono proporzionalista convinto con lo sbarramento al 4 % e l'elezione diretta del Presidente della Repubblica), mi sono sentito dire che oggi ci sono troppi partiti e che ci serve il maggioritario, facendomi vedere un volantino che ha in bella mostra i 74 partiti delle ultime elezioni.
A quel punto mi sono posto una domanda e l'ho posta al mio interlocutore, ma le ultime elezioni non erano con il sistema maggioritario?
Il tentativo di arrampicarsi agli specchi è stato evidente e la conclusione di tutto era che dovevamo voatre per avere due partiti, uno liberal-socialista e l'altro liberal-conservatore......
A quel punto ho salutato e invitato le persone che erano intorno al banchetto a non firmare, e molti non lo hanno fatto!
Io non voglio un partito Unico ma un Unico Partito!!! Salvatemi, vi prego!!! 

Buona Notte a tutti!!

Simone

21 giugno 2007

Sui tre referendum, Storace ha ragione!

REFERENDUM. STORACE: CI MANCAVA L'INVOCAZIONE DI PRESTIGIACOMO...

Roma, 21 giu. - "Ci mancava l'invocazione di Stefania Prestigiacomo alla Rai per informare sul referendum". A sbottare cosi' nei confronti della parlamentare di Fi e' il senatore di Alleanza nazionale Francesco Storace che, a proposito del referendum sulla legge elettorale, domanda: "E perche'? Che cosa c'e' di speciale, innovativo, meritevole nel far sapere dove si raccolgono le firme?".
Non basta. Domanda ancora Storace: "Quale sarebbe la reazione di quei referendari se la Rai raccontasse che c'e' un gruppo di pazzarelloni che chiedono firme per abrogare una legge che hanno imposto a colpi di maggioranza parlamentare? Che direbbero se i cittadini che firmano scoprissero improvvisamente che non ci sono preferenze, non ci sono quote rosa, ma solo odiosa vendetta oligarchica?".


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Storace no ai referendum

permalink | inviato da simonespiga il 21/6/2007 alle 17:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 giugno 2007

REFERENDUM. STORACE: RAI INFORMI SULLA 'PORCHERIA' CHE NE USCIRA'

Roma, 19 giu. - "Il presidente Landolfi ha ragione: non c'e' sufficiente informazione da parte della Rai sulla porcheria che uscirebbe dal referendum sulla legge elettorale". Ad affermarlo, in una nota, e' il senatore di Alleanza nazionale Francesco Storace, che aggiunge: "Preferenze zero e oligarchie esaltate all'ennesima potenza... Il trionfo della casta".


Come non essere d'accordo con Storace?
Simone


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Storace An Referendum Partito Unico

permalink | inviato da simonespiga il 19/6/2007 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 giugno 2007

Partito Unico, discutiamone....

Questa sera, dopo diverse settimane di attesa ho voluto aprire un nuovo Titolo per il mio blog anche perchè ritengo sia giunto il momento per aprire una discussione ed un dibattito sul Partito Unico del Centro destra e sul Referendum sul sistema elettorale.
Sono certo che mi abbia convinto ad aprire questo post il Blog della Comunità Militante "Terra di Mezzo" di Crotone che ha promosso insieme all'Ugl la raccolta firme del Referendum.
Perchè? Come mai i camerati di Crotone hanno preso questa posizione? Mi sono fatto alcune domande e siccome aprezzo e stimo Daniele Caroleo e la sua Comunità ho voluto, nel loro Blog, riportare il mio giudizio... per altri esponenti di Ag e An non avrei neanche detto nulla, ma per loro si, ci tengo troppo!
Poi guardando il sito nazionale di Azione Giovani ho letto un comunicato di Ag Puglia in sostegno allo stesso Referendum.Allora sì, mi sono posto dubbi atroci e perplessità... Vi chiederete cosa c'entra il Referendum sulla legge elettorale con il Partito Unico, la risposta è semplice, questo Referendum è il modo più semplice e veloce per arrivare al Partit Unico senza far discutere la base di An. L'accellerata è dettata dal cambio di due parole nella legge... dal premio di maggioranza alla Coalizione vincente, al premio di maggioranza al Partito vincente.
Semplicissimo, ci porteranno a doverlo fare solo con la forze delle firme raccolte.
Nulla di più meschino e squallido!  
Voglio essere chiaro, non sono per forzacontro il Partito Unico, quello che vorrei è un dibattito interno, un Congresso e tesi politiche che giustifico un adesione al Partito Unico, nel frattempo l'unica strada percorribile è una Federazione, dove sia garantita l'identità ai singoli Partiti.
Ora il dibattito è aperto, confrontiamoci, discutiamo e magari incazziamoci, forse è ora!




permalink | inviato da il 4/6/2007 alle 1:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
sfoglia
marzo