.
Annunci online

 
simonespiga 
militanza, comunità, volontariato, ambiente...
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Associazionismo - Volontariato - Notizie*****
Fare Verde
Fare Verde Cagliari
Unione Generale del Lavoro
Zeta Zero Alfa
NoReporter
Massimiliano Bonu
Fondazione Julius Evola
Alain De Benoist
Polaris
Novopress
Comunità Popoli
No al Calcio Moderno
I miei Amici Blogger *****
nonsolorossi
Michele Pisano Blog
Enzo Cumpostu
MaraLai
Ceciliaraba
Steppenwolf
Alessandro Serra Blog


LINK DELLA DESTRA SOCIALE
Gianni Alemanno
Destra Sociale
Roberta Angelilli
Area - la rivista
Area - Ass. Cult.
Fondazione Nuova Italia
Identitario
Sardegna Non Conforme
Settembre Nero
Terra di Mezzo - Crotone
Luigi Curci
Militanti Per la Vita
Le Cose da Dire
Frodo Baggins - Un Hobbit Controcorrente
Gianmario non conforme
Oronzo Cilli
Area Sabaudia
Antonio Pasquini
Luca Caremi
Destra Sociale Sabaudia
Carlo Fidanza
Francesco Sallustio Taranto
AltraDestra
Fedalmor
Gianmichele Nonne - Consigliere Comunale An Dorgali (NU)
  cerca

  


  ISCRIVETEVI ALLA
  Newsletter.it - Arretrati




















 

Diario | URLIAMOLO !!! | Appuntamenti | Con simpatia... | Quelli che il Blog... | Parcheggio Via Manzoni | Elezioni Sardegna 2005 | Abolire il 25 Aprile? | Solidarietà al Foro | Referendum 12/13 Giugno | Autodeterminazione dei popoli | Comitato per la scelta del Sindaco di Cagliari | Coordinamento Nazionale MUTUO SOCIALE | Strage di Bologna, vogliamo la verità! | Ascolta la nostra musica | Circoscrizione N°4 | Precariato ...ora basta! | Ultras...discutiamone | Giù le mani dalla Colonia Dux | TITTI LIBERO | Allarme sbarchi in Sardegna | Partito Unico, discutiamone... | No al termovalorizzatore di Ottana (NU) | No al signoraggio ! | Elezioni Politiche 2008 - 13 14 Aprile 2008 | No al Ponte sullo Stretto | Comunali ad Assemini - 15/16 Giugno 2008 | Sardegna - Elezioni Regionali 15/16 Febbraio 2009 | No al Nucleare! | Referendum Regione Sardegna - 5 Ottobre 2008 | Elezioni Europee 6/7 Giugno 2009 | No ai sequestri di persona | Elezioni Regionali 2010 | Elezioni Provinciali in Sardegna - 30/31 Maggio 2010 | Referendum Regionale contro il nucleare in Sardegna | Elezioni Comunali di Cagliari - 15/16 Maggio 2011 | Referendum contro il porcellum | Comitato Sardo Acque Sociali | No al Galsi | Referendum per la Sardegna - 6 Maggio 2012 | No Tav | Referendum per ridurre le indennità dei Parlamentari | Paola Musu Presidente del Consiglio - Elezioni Politiche 24 /25 Febbraio 2013 |
 
No al termovalorizzatore di Ottana (NU)
1visite.

21 settembre 2007

22 Settembre, Giornata contro i sussidi all’incenerimento: Fare Verde Cagliari in piazza sul caso Ottana

"La Federazione Regionale di Fare Verde ha aderito alla Campagna Nazionale contro i sussidi all’incenerimento, promossa da diverse realtà italiane impegnate a contrastare la creazione di termovalorizzatore e da Beppe Grillo che più di altri si sta impegnando su questa importante battaglia”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Saremo a partire dai prossimi giorni a sostenere un’iniziativa per favorire una causa giudiziaria contro l’Enel, in relazione alla voce A3 della bolletta elettrica che porta nelle casse di petrolieri e dei gestori degli inceneritori importanti somme di denaro dei contribuenti”, incalza Spiga.

“Domani si svolgerà un volantinaggio per le vie di Cagliari e nelle prossime settimane numerose saranno le iniziative collegate”, conclude Simone Spiga.

17 luglio 2007

Fare Verde Sardegna: “Soru incontra i cittadini di Ottana dopo aver deciso la loro fine…..”

“L’incontro di questo pomeriggio tra Soru, l’Assessore Morittu e i cittadini di Ottana e delle aree limitrofe per spiegare cosa sarà il termovalorizzatore non è altro che una grave presa in giro per le popolazioni del nuorese”, afferma Simone Spiga, Responsabile Regionale di Fare Verde.

“Dopo aver deciso nel silenzio degli Amministratori Provinciali e Regionali, oggi vengono a Ottana per spiegare le caratteristiche del termovalorizzatore”…” ma perché non ci spiegano che tipo di interessi economici ci sono dietro la creazione di questo mostro ambientale? Perché non ci dicono quando sarà grave per le popolazioni delle aree intorno respirare diossina e nanoparticelle? Perché non ci spiegano perché la Regione farà arrivare in Sardegna rifiuti da altre regioni italiane?, tutte domande alle quali Soru e il suo cagnolino Morittu non sapranno e non vorranno rispondere”, incalza Simone Spiga.

“Certo siamo sicuri che l’orgoglioso popoloso sardo saprà dare la risposta che si meritano questi amministratori incapaci di ascoltare le esigenze dei sardi, ma soprattutto impegnati a sostenere lobby economiche che nulla hanno a che fare con la Sardegna”, conclude Simone Spiga.

23 giugno 2007

No al Termovalorizzatore di Ottana!

Sardegna: «Quell'inceneritore non lo vogliamo»

Tratto da L'Unione Sarda

Ieri a tarda sera confronto improvvisato con il governatore

«Presidente, lei deve tenere conto del fatto che l'inceneritore dei rifiuti noi non lo vogliamo. E dunque non si deve fare». Quasi tutti di questo tenore gli interventi di quanti ieri sera, a Bolotana, si sono voluti confrontare con Soru sul termovalorizzatore che la Regione vuole costruire a Ottana. Invitato dal circolo di Progetto Sardegna, il presidente avrebbe voluto parlare soprattutto di Partito Democratico. E invece, in un'aula consiliare gremita, l'argomento della riunione nella tarda serata di ieri è stato quello del termovalorizzatore che la Regione vuole realizzare a Ottana. La prima domanda dal pubblico l'ha posta Mariangela Barca, di Sarule, componente del comitato per il no: «Abbiamo scelto di vivere qui, in un piccolo centro. E questo vantaggio ci verrebbe negato proprio dalla presenza dell'inceneritore. I nostri figli rischiano di crescere in un territorio dall'aria avvelenata». Il presidente non si è scomposto e ha replicato: «Le ricerche scientifiche dicono il contrario - ha detto Soru - il termovalorizzatore a Ottana serve alla Sardegna. Posso solo promettere che non ci sarà un solo grammo di rifiuti che arriverà dal Continente». Da Franco Cossu e Peppino Sini, di Orani, altre contestazioni: «Perché non è stato fatto un approfondimento tecnologico?». E Soru, sicuro: «Lo abbiamo fatto, non siamo così stupidi da procedere senza avere sicurezze». E per tagliare la testa al toro il presidente ha lasciato tutti con una promessa: «Entro due settimane ci sarà un confronto pubblico con esperti e scienziati». Qualcuno ha chiesto perché è stato scelto il paese di Ottana e non uno del nord Sardegna. «Perché la struttura sarà al servizio dell'industria, che qua è presente, e perché questo è un territorio baricentrico». Intanto il comitato popolare che raduna le comunità contrarie all'inceneritore ha annunciato che giovedì prossimo alle 17.15 a Nuoro ci sarà un convegno dal titolo "Dal no al termovalorizzatore di Ottana alle alternative all'incenerimento dei rifiuti.

19 giugno 2007

«Il termovalorizzatore oggi non ha più senso»

Tratto da L'Unione Sarda -intervista a Gianni Mura, Componente della Commissione di gara per il termovalorizzatore

Il lavoro della Commissione regionale, chiamata a valutare i progetti per la realizzazione di una centrale energetica integrata, è iniziato oltre un anno fa, quando «lo scenario era ben diverso». Oggi, il quadro generale è cambiato e le novità portano a fare nuove riflessioni sul progetto. Lo sostiene Gianni Mura, ingegnere, nominato dal Comune di Ottana nella Commissione di valutazione dei progetti per la realizzazione del termovalorizzatore.
Oggi, la centrale non serve?
«Di sicuro posso dire che il quadro di riferimento è radicalmente cambiato: nel febbraio 2006 si registrava la crisi della centrale di Ottana, che ha una potenza di 140 megawatt. Di questi, soltanto 40 sono necessari per il funzionamento delle attività industriali di Ottana, mentre il resto viene venduto alla rete nazionale. Oggi, la centrale di Clivati è stata risanata ed è previsto un potenziamento fino a 200 megawatt».
Si può sempre costruire una centrale per vendere energia?
«Certo, ma a questo punto il ragionamento non è più basato sull'emergenza energetica e quindi mi chiedo: che senso ha costruire una nuova centrale per arrivare a produrre oltre 240 megawatt a Ottana, che ne consumerebbe solo il 20%?».
 E il problema dello smaltimento dei rifiuti?
 «Questo è un problema serio al quale nessun territorio si può sottrarre. Infatti, non sono contrario al termovalorizzatore per ragioni ideologiche, ma avendo visto il progetto, ritengo non si possa più parlare di centrale integrata. Se vogliamo una centrale di smaltimento dei rifiuti con la combustione, allora questo è un problema regionale e il sito non va imposto, ma valutato sulla base della fattibilità. E non si capisce a quel punto perché il termovalorizzatore debba sorgere a Ottana quando la grande maggioranza di rifiuti la si produce a Olbia e Sassari».
È una questione di campanile?
«Direi di no. Tutti ci dobbiamo far carico del problema dei rifiuti che però va impostato con sperimentazioni che puntimo a spingere al massimo la differenziata. La Regione deve avere il coraggio di sviluppare una tecnologia che abbia requisiti di garanzia per la salute. Tanto più che all'unanimità la Commissione, nella lettera riservata inviata alla Giunta, ha chiesto che venga diminuita la quota di rifiuti da bruciare nel termovalorizzatore».
La Commissione teme che i rifiuti possano aumentare con il passare degli anni?
«Nella proposta di Urbaser, che ha vinto la gara, il 45% dei ricavi, nei primi undici anni, arriva dalla vendita dei certificati verdi. A fronte di un ricavo di 62 milioni di euro, i certificati valgono 28 milioni, mentre la tariffa incide per 13 e la vendita di energia per 20. Se la normativa sui certificati verdi dovesse essere modificata, così come si pensa, la tariffa di smaltimento dei rifiuti finirebbe per essere triplicata».
 Lei ha votato no alla graduatoria perché le proposte non prevedono in modo distinto un impianto a biomasse. Perché non si è dimesso dalla Commissione?
«Se mi fossi dimesso, non avrei rispettato il lavoro dei miei colleghi. E in ogni caso, ho assegnato un punteggio uguale a zero ai parametri sulla qualità del progetto».
È convinto che la linea a biomasse non si farà?
 «A parte il fatto che i prezzi delle biomasse sono fuori mercato. Poi, una centrale a biomasse produce in trent'anni un milione di tonnellate di ceneri, che sono rifiuti speciali. Anche in questo caso, dunque, l'impatto ambientale non è neutro. Ripeto: che senso ha ora realizzare la centrale a Ottana? Questo la Regione lo deve spiegare».
La Giunta assicura un confronto con gli enti locali.
«La discussione ci doveva essere prima di assumere decisioni. Credo che la Giunta stia sottovalutando l'allarme sociale provocato da queste scelte nella Sardegna centrale. Si potrebbe finire come in Irpinia».

13 giugno 2007

Termovalorizzatore, Ottana dice no

 Tratto da Fare Verde Sardegna

OttanaLa resistenza è nei propositi del sindaco di indire un referendum e di chiedere al governatore Soru l'annullamento della delibera super contestata, a costo anche di presentare un ricorso al Tar. Come pure nel no ripetuto a più voci dalla folla di cittadini, quasi un coro che intona un'unica nota. Non manca qualche debole dissonanza nella sala che ospita un insolito consiglio comunale chiamato a discutere ieri sera sul termovalorizzatore benedetto dalla giunta regionale e detestato dalle popolazioni locali. Le perplessitàIl sindaco ds Peppino Fenudi, finora accusato di tifare per il ni, osa bacchettare, pur con garbo, gli alti vertici regionali, compreso il collega di partito Cicito Morittu, assessore all'Ambiente. «Do atto della correttezza dell'assessore Tonino Dessì, non altrettanto ho potuto riscontrare con l'attuale». Esordio che annuncia una chiara linea di contestazione. «Di fronte a temi tanto importanti non capisco perché non c'è stata un'interlocuzione costante tra i diversi livelli istituzionali». E allora c'è una scelta obbligata, quella del referendum, meglio se congiunto con i paesi vicini, già sancita da una delibera consiliare. E una richiesta scontata: «Mi auguro che il presidente Soru possa rivedere la delibera assieme a tutto il sistema di smaltimento dei rifiuti. Non escludo un ricorso per annullare un atto che appare viziato e non conforme alle risultanze della gara». Il riferimento è alla relazione della commissione regionale che ha stilato la graduatoria dei quattro progetti in gara. All'unanimità esprime perplessità non di poco conto, richiamate con molta efficacia da Gianni Mura, rappresentante tecnico del comune di Ottana in quella commissione. Lui rompe per la prima volta il silenzio osservato durante l'incarico. E tra le 300 mila pagine prodotte dal gran lavoro attorno alla gara ne saltano fuori tre. Raccolgono i dubbi attorno all'impianto a biomasse che secondo il bando dovrebbe integrare le due linee, una di marcia e una di riserva, sui rifiuti. Ma per la commissione è "ridondante" e aprirebbe le porte al raddoppio dei rifiuti trattati che passerebbero così da 200 mila a 400 mila tonnellate, cifra equivalente alla quantità prodotta in Sardegna. «Alle biomasse non crede nessuno. Il bando è molto preciso sulle tecnologie relative ai rifiuti, mentre sulle biomasse chiede indicazioni ai concorrenti. Nessuna delle proposte in gara ha rispettato il bando», dice Mura. E aggiunge: «La centrale integrata con la produzione di energia è una proposta furbesca». Il motivo? Quando è stato fatto ? spiega ? si temeva la chiusura della centrale di Ottana che avrebbe mandato in tilt l'insediamento produttivo. Ma da gennaio la centrale è salva. E la nuova produzione di energia non serve più. Il progetto vincenteNeppure le caratteristiche del progetto vincente, quello della società spagnola Urbaser, danno sufficienti rassicurazioni. Un esempio: di fronte a un costo di 260 milioni di euro i posti di lavoro da una parte sono 38, da un'altra 91. Comunque, non grandi cifre. Altro esempio, i ricavi. Nei primi 11 anni dovrebbero essere di 62 milioni di euro di cui 13 milioni arrivano dai pagamenti delle tariffe (56,40 euro per tonnellata), 20 milioni dalla vendita di energia e 28 milioni, ovvero la quota più cospicua, dai certificati verdi, premi europei per chi produce energia utilizzando rifiuti biodegradabili. «Visto il dibattito in atto, è possibile che i certificati verdi vengano eliminati. Significa che quei 28 milioni di euro dovranno arrivare da altre entrate con l'aumento delle tariffe. È una situazione preoccupante», denuncia Mura. L'alternativaIl pubblico l'ascolta con molta attenzione anche quando parla dei resti della termovalorizzazione. La società Urbaser propone di stoccarli in una discarica vicina all'impianto che, però, può accogliere fino a 180 mila tonnellate, e in una di Sassari. Il punto è che, a conti fatti, in 30 anni bisogna smaltire un milione e mezzo di tonnellate di residui da combustione. E allora ? fa notare il tecnico ? servirà una nuova discarica. In alternativa c'è la raccolta differenziata spinta, professata da Mura, come dal sindaco che invita la Provincia a farsi avanti con una sua iniziativa che consenta di ridurre la frazione da mandare in discarica e di stoppare il progetto-termovalorizzatore. «L'impianto è una proposta tra il paternalistico e l'arrogante», commenta Mura prima di lasciare scivolare il microfono a cittadini e consiglieri comunali. Nella sala non mancano gli ospiti. «Da Ottana deve partire una rivolta contro questo modello di sviluppo», dice il leader di Sardigna Natzione Bustianu Cumpostu. «Temiamo i tempi lunghi del referendum», commenta Mario Denti per il comitato spontaneo anti-inceneritore che oggi incontra il presidente della Provincia Roberto Deriu.


Ieri anche Beppe Grillo, durante lo spettacolo di Cagliari, ha fatto un duro attacco contro il termovalorizzatore di Ottana

9 giugno 2007

Rivolta contro il termovalorizzatore

Tratto da L'Unione sarda

Dodici dicembre 2006. Il presidente della Regione Renato Soru parla del Piano regionale dei rifiuti approvato dalla Giunta. E dice: «C'è una cosa importante per il termovalorizzatore di Cagliari: non si può più far finta di non sapere che smaltisce i rifiuti a 130-140 euro a tonnellata, laddove i privati che si finanziano il loro impianto di smaltimento, lo smaltiranno a 60, massimo 70 euro». Le dichiarazioni sono rintracciabili sul sito internet della Regione, dove è possibile consultare anche il bando per il project financing, che aveva previsto la scadenza del 30 giugno 2006 per la presentazione delle proposte. Sette giugno 2007. La delibera della giunta regionale sull'approvazione della graduatoria per il termovalorizzatore di Ottana (il progetto parla di un investimento da 270 milioni di euro oltre all'Iva, 3 linee a griglia e 91 occupati) prevede una serie di parametri: il punteggio maggiore, tra le varie voci, viene assegnato al requisito della tariffa più bassa. A vincere è la multinazionale spagnola Urbaser che propone un prezzo per il conferimento dei rifiuti di 56,4 euro a tonnellata, senza utilities (per esempio la produzione aggiuntiva di vapore). Nel caso in cui sia prevista la produzione di utilities si arriva a 61 euro. Ieri, però, durante un convegno sui rifiuti organizzato a Cagliari dalle Province sarde, anche grazie all'intervento di alcuni esperti, «è emerso che per un termovalorizzatore la tariffa minima di smaltimento per produrre profitto si dovrebbe aggirare intorno ai 90 euro», spiega Giorgio Asuni, leader regionale della Filcem-Cgil, che mostra perplessità sulle proposte per la realizzazione della centrale. La graduatoriaCon la delibera di approvazione della graduatoria, dunque, la giunta regionale insiste sulla realizzazione della centrale energetica alimentata dai rifiuti. Il provvedimento prevede una fase di concertazione con gli enti locali, ma per migliorare il progetto, senza dunque mettere in discussione l'impianto, che comunque «si deve fare», come ha ribadito lo stesso Soru ieri davanti ai presidenti delle Province sarde. i dubbi della commissioneIl progetto di Urbaser e De Vizia prevede una linea di produzione, da alimentare a biomasse (legna), ma è perfettamente uguale a quelle per bruciare i rifiuti, e quindi utilizzabile a questo scopo, nel caso le biomasse venissero a mancare. Da qui i dubbi di due componenti della Commissione regionale chiamata a esprimersi sulla graduatoria dei progetti. Il no di Roberto Serra, rappresentante della Regione nella commissione, e di Gianni Mura, nominato dal Comune di Ottana, è stato espresso in modo esplicito nel verbale. A pagina 4, infatti, Gianni Mura motiva il suo no alla graduatoria finale sulla base del fatto che «nessuno dei concorrenti propone una specifica tecnologia per le biomasse....... poiché tutti i concorrenti propongono una linea di trattamento sostanzialmente analoga a quelle per i rifiuti, modificando in questo modo uno dei requisiti strutturali del bando». Il risultato sostanziale, denuncia ancora Mura, «vede la presenza di un'ulteriore linea di termovalorizzazione aggiuntiva rispetto a quelle riferite alla quantità massima di 240 mila tonnellate». Nella pagina successiva del verbale, poi, Roberto Serra rincara la dose e afferma che «il mancato rispetto da parte di tutte le proposte progettuali delle condizioni previste» sulla trasformazione delle biomasse, è motivo «di inamissibilità alla valutazione tecnica». Tutte le proposte, sottolinea Serra, «non hanno proposto linee dedicate alla valorizzazione delle biomasse e in ogni caso non hanno avanzato alcuno studio argomentato sulla scelta della tecnologia più adatta per l'utilizzo delle biomasse». Si è preferito utilizzare una linea produttiva uguale a quella per le biomasse, scelta che «inficia anche la valutazione tecnica della proposta progettuale complessiva». Tutte osservazioni che non hanno modificato il giudizio degli altri componenti della commissione che, a maggioranza, ha approvato la graduatoria.

7 giugno 2007

Sanna (AN Sardegna): Termovalorizzatore Ottana, la Giunta Regionale prepotente e ottusa

 

“Questo pomeriggio la Giunta Regionale della Sardegna ha approvato la delibera con la quale si da attuazione alla progetto di realizzazione del termovalorizzatore nell’area industriale di Ottana, decisione prepotente a scapito delle Autonomie Locali e della salute dei sardi”, afferma Matteo Sanna Consigliere Regionale di An.

“La Giunta Regionale è incurante delle opinioni delle popolazioni, dei Comuni, delle Associazioni, e di due Commissari facenti parte della Commissione esaminatrice della gara d'appalto per la realizzazione del termovalorizzatore”…”ma la cosa più grave è il fatto che Soru e la sua Giunta stanno portando avanti un progetto, nonostante un voto chiaro del Consiglio Regionale che non più di un mese fa ha bocciato un emendamento sul project financing per il termovalorizzatore”, incalza Matteo Sanna.

“Questo è il segnale più chiaro del disprezzo che Soru ha nei confronti dei sardi e del Consiglio Regionale che li rappresenta, un gesto gravissimo, mobiliteremo le popolazioni del nuorese e dell’oristanese per contestare questa decisione e promuoveremo iniziative insieme alle Associazioni Ambientaliste per promuovere la raccolta differenziata contro lo scempio dei termovalorizzatore”, conclude Matteo Sanna.

PEGGIO SORU

5 giugno 2007

Sardegna: Raddoppia il termovalorizzatore, a Ottana i rifiuti di tutta la Sardegna

Tratto da L'Unione Sarda

Ottana rischia di diventare la "pattumiera" della Sardegna. E non solo. Se la graduatoria sul bando promosso dalla Regione per la realizzazione di un termovalorizzatore nel centro Sardegna dovesse essere approvata dalla Giunta, il rischio è che il progetto per la nuova centrale diventi cosa ben diversa da quella prevista inizialmente. Ed è questa la ragione che ha spinto due componenti della commissione di gara a votare no alla graduatoria finale, stilata sulla base dei punteggi fissati dalla Regione (che ha dato un vantaggio consistente a chi garantisce una tariffa bassa per lo smaltimento). Il raddoppioIl bando promosso dalla Regione prevede infatti che si realizzi a Ottana, con il sistema del project financing, una centrale elettrica integrata all'interno del polo industriale ex Enichem. Il ciclo integrato consiste nella produzione combinata di energia: 20 megawatt da un termovalorizzatore che brucia i rifiuti (soltanto i residui secchi, circa il 30% del totale ottenuto grazie alla raccolta differenziata), mentre gli altri 20 megawatt arriverebbero dall'utilizzo delle biomasse (per lo più legno). Il fatto che però ci siano non poche difficoltà nell'approvvigionamento delle biomasse ha spinto le quattro società concorrenti a presentare una proposta che prevede soltanto un termovalorizzatore. Con un piccolo particolare: come recita il bando regionale, produrre 20 megawatt di energia equivale a bruciare oltre 200 mila tonnellate all'anno di rifiuti secchi. L'equivalente, si legge sempre nel bando, del residuo proveniente dalla raccolta differenziata effettuata nelle province di Nuoro, Oristano, Sassari, Ogliastra e Olbia-Tempio. In altri termini, se passasse il progetto, ci sarebbe un raddoppio della capacità del termovalorizzatore. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare sul fronte dell'impatto ambientale. E c'è di più: una volta che il termovalorizzatore sarà in grado di bruciare 400 mila tonnellate all'anno, da dove arriverà la materia prima? La società che realizzerà la centrale investirà soldi propri e difficilmente accetterà di utilizzare solo metà della capacità produttiva. «Anche perché», spiega uno dei componenti della commissione, «più rifiuti si bruciano e più certificati verdi si possono vendere. È questo il business». Da qui le perplessità che hanno portato due commissari, il rappresentante del Comune di Ottana Gianni Mura e l'esperto nominato dalla Regione, Roberto Serra, a far mettere a verbale la loro contrarietà. E ora sembra che l'assessorato dell'Ambiente stia predisponendo una delibera per approvare la graduatoria. Anche se adesso l'opposizione delle popolazioni locali non potrà che aumentare. Tra le altre cose, infatti, il progetto proposto da Urbaser, la società prima in graduatoria, prevede la realizzazione del termovalorizzatore non dentro il sito ex Enichem, ma in una zona, in territorio di Bolotana, ancora incontaminata dal punto di vista ambientale. I sindacatiL'allarme sociale cresce, dunque. «Mi ha allarmato il fatto che il Comune di Ottana appare sempre più perplesso rispetto all'insediamento», spiega Ignazio Ganga, segretario della Cisl nuorese, «fortunatamente abbiamo fatto inserire nel piano strategico la clausola sulla necessità di sentire le popolazioni locali». Anche perché, aggiunge la Filcem-Cgil, «il progetto originario è stato completamente stravolto», osserva Giorgio Asuni. «L'esigenza era quella di garantire l'energia necessaria all'insediamento ex Enichem se l'altra centrale fosse entrata in crisi, garantendo occupazione e sviluppo. Ora, però, il progetto è diverso», osserva Asuni, «si doveva cercare di abbattere l'inquinamento, sostituendo la produzione di energia dall'olio combustibile. Invece, ora si rischia di avere un consistente impatto ambientale con un'infrastruttura aggiuntiva».

4 giugno 2007

SANNA (AN SARDEGNA) : TERMOVALORIZZATORE OTTANA, LA DESTRA DICE NO, PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE!

" Prosegue la polemica innescata parecchi mesi fa sull’ipotesi di realizzare un termovalorizzatore nei pressi di Ottana, ed è proprio di ieri la notizia che la Commissione Regionale chiamata a valutare le proposte di project financing si è divisa sulla scelta della graduatoria per i requisiti per la creazione della struttura”, afferma Matteo Sanna, Consigliere Regionale di An.


La Destra sarda da tempo si è schierata chiaramente per il no alla costruzione del termovalorizzatore, la Federazione Provinciale di An di Nuoro, Fare Verde, Azione Giovani e diverse altre associazioni hanno espresso all’unisono il no alla creazione di un mostro che procurerà gravissimi danni ambientali all’intera area industriale di Ottana”…”i documenti in nostro possesso prevedono che nella struttura di Ottana vengano termovalorizzati circa 210.000 Tonnellate annue di residuo secco e tali quantitativi risultano derivati dal riciclo del 50% di almeno 428.000 Tonnellate annue di rifiuti, va evidenziato che il bacino di servizio del termovalorizzatore è di 860.183 abitanti con una produzione pro capite media di 497 chilogrammi pari a 428.000 Tonnellate annue di rifiuti”, prosegue Matteo Sanna.


“Pertanto se consideriamo la percentuale minima  del 60 % per la raccolta differenziata come previsto nella Legge Finanziaria 2007 all’articolo 1 comma 1108, la produzione di rifiuti solidi secchi che ne deriva è di 172.000 Tonnellate l’anno”…”quindi la taglia del termovalorizzatore, escludendo potenzialità superiori a quelle previste, che solitamente vi sono, è sovradimensionato di circa 38.000 Tonnellate l’anno”, incalza Matteo Sanna.


“Questo ci induce a pensare che se non lo si vuole tenere in marcia a bassi regimi, chiaramente antieconomici, si dovrà alimentare con rifiuti provenienti da altri siti e bacini”…”non possiamo dimenticare la battaglia condotta per non far arrivare in territorio sardo i rifiuti campani, e oggi con questo termovalorizzatore c’è il rischio che ci mandino spazzatura da mezza Italia”, afferma Matteo Sanna.


“La decisione di costruire questo scempio ambientale non può non essere discussa con le popolazioni e noi saremo in prima linea per rivendicare il diritto degli abitanti del nuorese ad essere rispettati e tutelati”, conclude Matteo Sanna.

4 giugno 2007

MURGIA (AN) : TERMOVALORIZZATORE OTTANA, ORA LE RAGIONI DEL NO SONO ANCORA PIU' FORTI

" La mancata unanimità  nell'approvazione della graduatoria di valutazione dei progetti presentati per la realizzazione del termovalorizzatore di Ottana rende ancora più forti le ragioni del no alla sua attivazione ".

Lo afferma in una nota il deputato di An Bruno Murgia che dichiara di essere preoccupato per le conseguenze di una scelta contestata in primo luogo dalle popolazioni locali.

" Decisioni di questo tipo non possono essere prese senza il consenso della gente che in questi luoghi ci abita e  le popolazioni dei paesi interessati giorno dopo giorno e in vari modi manifestano il proprio no al termovalorizzatore.

La bocciatura della graduatoria da  parte di due membri della commissione regionale  incaricata di valutare i progetti aumenta i dubbi e le nostre preoccupazioni: si sta dando più importanza ai costi del progetto che all'impatto ambientale.

Esprimo la mia solidarietà  nei confronti delle popolazioni locali e ribadisco la mia contrarietà  e perplessità  circa una scelta che ritengo sbagliata e dannosa per l'ambiente ma soprattutto per la salute delle persone ".

On. Bruno Murgia

sfoglia
luglio