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Elezioni Politiche 2008 - 13 14 Aprile 2008
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1 maggio 2010

MASSIDDA PRESIDENTE



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permalink | inviato da simonespiga il 1/5/2010 alle 14:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 aprile 2010

Piergiorgio MASSIDDA contro la nomenclatura dentro il Pdl

14 aprile 2008

Aggiornamenti dei dati della Sardegna

 CAMERA DEI DEPUTATI


















SENATO DELLA REPUBBLICA
















14 aprile 2008

Solo la Lega Nord può festeggiare....

I primissimi dati ci dicono che l'unico partito del Centro Destra che può festeggiare è la Lega Nord e in parte La Destra Fiamma Tricolore.

«La Lega è forte!». I primi exit poll danno in vantaggio il Pdl sia alla Camera che al Senato con il Carroccio al 7% in entrambi i rami del Parlamento. Umberto Bossi non commenta i dati ma con un sorriso e stringendo il pugno, in segno di forza, saluta i suoi collaboratori transitando da un corridoio fra il suo studio e la stanza dove si trovano Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti e altri dirigenti della Lega e dichiarando appunto che «la Lega è forte». Il leader del Carroccio spiega inoltre che «negli exit poll la Lega di solito è sottostimata».

CALDEROLI - «Che la Lega sarebbe andata bene, che sarebbe andata al raddoppio, ce lo sentivamo, ma non ho nessuna intenzione di commentare degli exit poll, bisognerà aspettare qualche ora prima di poter cominciare a ragionare sui dati». Così il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie della Lega Nord, Roberto Calderoli ha commentato i primi exit poll. L'esponente del Carroccio è già nella sede della Lega in via Bellerio dove sta seguendo i dati elettorali. Esulta senza mezzi termini il leghista Mario Borghezio: «Lega Nord superstar. Questa volta sarà difficile inciuciarci» ha dichiarato l'esponente del Carroccio. «A questo punto - ha proseguito Borghezio - in coalizione i topi ballano. Questa Lega superstar è frutto della determinazione dimostrata da Bossi. La sua è stata una campagna elettorale stupenda, ineguagliabile».

14 aprile 2008

Pronti gli Speciale Elezioni nei principali giornali online

Dal Giornale, al Corriere passando per la Repubblica, tutti stanno predisponendo le ultime cose per garantire un aggiornamento tempestivo sui risultati elettorali di oggi e anch'io sarò presente minuto per minuto a partire dalle ore 16,30 per aggiornarvi su tutti i risultati, sulle dichiarazioni e sui primi malumori dentro e fuori dai partiti.

a più tardi

Simone

13 aprile 2008

L'Affluenza alle 19.00

Non si raggiunge neanche il 49% un dato molto basso che dovrebbe iniziare a far riflettere...


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13 aprile 2008

Primi dati sull'affluenza al voto

Un calo consistente dei votanti rispetto a due anni fa con oltre un punto perecentuale in meno.

Italia 7.901 su 8.101 16,407


http://politiche.interno.it/votanti/votanti080413/Cvotanti.htm


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13 aprile 2008

L'Italia al voto, alle urne in 47 milioni

ROMA - Seggi aperti in tutta Italia dalle otto di questa mattina. Il tanto atteso election day è dunque arrivato. Si tratta di un turno elettorale particolarmente importante, che, contando anche gli italiani all'estero, chiama in causa circa 50 milioni di elettori. E' possibile votare fino alle 22 e anche nella giornata di lunedì dalle 7 alle 15. Oltre che per la composizione del Parlamento, in questa tornata si vota anche per il rinnovo di 423 consigli comunali (di cui 9 capoluoghi di provincia: Brescia, Sondrio, Treviso, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara), oltre a Udine, in Friuli Venezia Giulia, Regione a Statuto speciale; 8 consigli provinciali e due Regioni: Friuli Venezia Giulia e Sicilia (in Valle d'Aosta il 25 maggio). Gli eventuali ballottaggi per le amministrative saranno il 27 e 28 aprile.

IL VOTO PER CAMERA E SENATO - Per la Camera dei deputati gli elettori sono 47.126.326, per il Senato 43.133.946, che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. Le sezioni elettorali sono 61.212. Gli elettori residenti all'estero sono per la Camera 2.812.422, per il Senato 2.531.584 in 1.200 sezioni ed eleggeranno 12 deputati e 6 senatori.

LE AMMINISTRATIVE - Si vota nelle province di Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Asti, Varese, Catanzaro, Vibo Valentia; si vota anche a Udine, in Friuli Venezia Giulia, e, il 15 e 16 giugno, in tutte le province siciliane ad esclusione di Ragusa e in 145 comuni siciliani. Le elezioni nelle 8 province delle regioni a statuto ordinario interesseranno 5.838.223 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.758. Le elezioni nei 423 comuni di regioni a statuto ordinario interesseranno 6.060.784 elettori. Le sezioni elettorali saranno 6.990. Considerando una sola volta gli enti interessati a più elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, il numero di elettori superera i 9 milioni. A

COME SI VOTA - La scheda è rosa per la Camera, gialla per il Senato, verde per le provinciali, azzurra per le comunali. Sia per la Camera sia per il Senato l'elettore esprime il voto tracciando un solo segno sul contrassegno della lista prescelta, anche in caso di liste collegate in coalizione, pena la sua validità. Ma se il segno dovesse parzialmente invadere altri simboli il voto verrà comunque assegnato a quello su cui insiste la parte prevalente del segno stesso. È vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati. Nella regione Valle d'Aosta (per la Camera e per il Senato) e nella regione Trentino-Alto Adige (per il solo Senato) l'elettore esprime il voto con un segno sul contrassegno del candidato prescelto o nel rettangolo che lo contiene. Le schede bianche, nulle, quelle rifiutate e il numero degli astenuti non hanno alcuna influenza sul sistema di attribuzione dei seggi. Non saranno conteggiati tra i votanti gli elettori che, dopo la registrazione, si rifiutino di ritirare le schede.

Elezioni provinciali: non è ammesso il voto disgiunto, cioé il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste.

Elezioni comunali: nei comuni con più di 15mila abitanti è consentito il voto disgiunto. Si può anche esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, la data e il luogo di nascita) alla destra del contrassegno della lista.


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12 aprile 2008

Tutti al voto!!!

Si è finalmente conclusa la Campagna Elettorale e voglio ricordare ancora una volta quelle che sono per me le indicazioni di voto più importanti per le Elezioni Amministrative in varie località dell'Italia.
Ricordo che si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale della Sicilia, dove il mio caro camerata
Ruggero RAZZA  è candidato alla Presidenza della Regione Sicilia.
Inoltre a Roma per la carica di Sindaco è candidato
Gianni ALEMANNO , e invito a indicare come candidato al Consiglio Comunale, Ugo CASSONE  
Per finire al Comune di Massa, vi invito a sostenere Alessandro AMORESE.

Grazie e buon voto a tutti!

Simone


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10 aprile 2008

IL RISCHIO ASTENSIONISMO C’E’, SBAGLIA CHI LO SOTTOVALUTA

Di Omar Kamal - tratto da destrasociale.org

L’Italia, pur non godendo di una democrazia affidabile (si pensi ai ribaltoni cui lo Stivale è sottoposto da oltre mezzo secolo), è figlia di una democrazia partecipata, pulsante, viva. Gli italiani si sono sempre esposti pur di dare il loro voto e delegare le loro speranze a persone e simboli, che magari alla fine non hanno mantenuto promesse e aspettative, ma che sapevano e riuscivano ad ottenere la fiducia della gente. Oggi, invece, le cose non stanno proprio così. O per lo meno, non ne siamo certi.

OCCHIO A FAR FINTA DI NIENTE - Alzi la mano chi conosce più di dieci persone che non sanno cosa fare: che non sanno chi votare, che non sanno se lasciare scheda bianca, che non sanno se vale la pena annullare il voto o che non sanno se andare a votare servirà veramente a qualcosa. Lo dico, perché da un po’ ci arrivano mail che ci fanno pensare che gli unici “decisi” sono quelle stesse persone candidate nelle liste. E forse le loro famiglie. Ma quanti sono gli indecisi? Molti, e guai a dargli torto o a ignorarli.

L’IDENTITA’ SMARRITA DEI PARTITI - Il primo problema è che il panorama politico italiano era costituito da partiti fortemente identitari. Partiti con una storia, con dei punti fondamentali dai quali non si poteva prescindere. C’erano sì rotte non sempre coincidenti all’interno delle rispettive coalizioni, ma l’elettore delegava il proprio partito ad agire almeno su una manciata di temi che riteneva fossero fondamentali. Da un lato c’era l’identità dei partiti, dall’altro l’elettore poteva di fatto identificarsi in un simbolo o in un leader. Bei tempi. Oggi invece non è chiara la distinzione non solo fra un partito ed un cartello elettorale, ma la confusione è tale da non farci capire neppure quale sia la differenza fra un partito e l’altro. Questo perché tutti dicono tutto, rivolgendosi a chiunque. Dice bene Berlusconi che Veltroni oggi può promettere anche la Luna, ma non perché Veltroni è consapevole di prendersi una “sveglia”: ma semplicemente perché visto che tutti dicono tutto, chiunque si può permettere il rischio di spararla. Tanto chi se lo ricorda?

La questione identitaria dei partiti penalizzerà maggiormente i due partiti maggiori, ossia il Pdl e il Pd. Attenzione, non minerà il loro bacino di voti (su questo stiano tranquilli), ma minerà la loro credibilità. Le rispettive classi dirigenti, ad esempio, non sono “un qualcosa di già visto”, ma sono esattamente qualcosa di già visto. Perché sono le stesse di prima. Idem dicasi per la Sinistra Arcobaleno, composta da gente che promise tre cose (ritiro delle truppe dall’Iraq, unioni civili, lotta al precariato) senza realizzarne mezza. E queste promesse, poche, nette e non mantenute, pesano su Bertinotti e compagni quanto macigni. Il problema riguarderà anche La Destra: per quale motivo un elettore critico di An dovrebbe votare un partito per lo più composto da ex alleanzini? Qual è il senso? Premiare un ravvedimento tardivo? Ne siamo sicuri? A che pro?

MA VINCERA’ SILVIO – Berlusconi alla fine avrà la meglio, anche se Veltroni sta facendo di tutto per ridurre il divario e vender cara la pelle del centrosinistra. Il cavaliere vincerà, ma non farà man bassa, perché la scomparsa dal video (pensateci bene) di tutto il Governo Prodi, ha calmato l’urto di nervi degli italiani e con esso le possibili crisi da “Un giorno di ordinaria follia”. Il Governo Prodi provocava danni ovunque e comunque si esprimesse: giornali, televisione, internet. Era una jattura, e Walter (mica scemo) ha tolto dal video e dal centro della campagna elettorale ogni santone dell’attuale Governo. Perché questi qui, non solo scavavano la fossa all’Italia, ma anche a tutta la sinistra. Veltroni, che con Prodi s’è comportato come il D’Alema dei tempi migliori, ha compreso che l’indice di gradimento di questo Governo è più basso di un bonsai. Da qui, la sua idea migliore, ossia emarginare il Governo. Il divario fra i due leader principali non è quello di prima: ma esiste sicuramente anche molta gente che non ama né la spavalderia di Berlusconi, né il buonismo di Veltroni, e questo è bastato a far calare ad ambedue i leader una parte di consenso. Solo che il primo garantisce per lo meno la stabilità, e ciò gli permette di godere di un vantaggio importante.

MI SORGE UN DUBBIO - Cos’accadrebbe in caso di un nuovo pareggio? Cos’accadrebbe se ci dovesse essere un alto indice di astenuti, schede bianche o schede nulle? Perché forse non andrà così, ma il sospetto che i numeri possano (globalmente) essere meno felici per la democrazia italiana, c’è eccome. C’è perché manca un ricambio delle leadership politiche da quasi “un ventennio”. Il sentore c’è perché esiste una confusione oggettiva fra programmi di cui nessuno si ricorda nulla. Se le cose non dovessero andare per il meglio (dell’Italia), occhio però a dar la colpa all’antipolitica, perché in quel caso servirà invece un bel bagno d’umiltà.

LA SPERANZA - La speranza è che l’Italia torni ad essere un Paese governato bene, un Paese governato prima di tutto per dare benessere agli italiani. Un Paese che si ricordi che senza uno stato sociale all’altezza, c’è di che morire di fame per via di un’economia capitalistica, globalizzata e consumistica. Serve un Governo capace di rimettere al centro l’uomo ed i suoi bisogni fondamentali, che rimetta al centro l’identità dell’Italia. Sebbene fra plastiche, tinte, e botox di partito non v’è modo per restar allegri.

9 aprile 2008

come siamo caduto in basso...

ROMA - Ancora un botta e risposta a distanza tra Silvio Berlusconi e Daniela Santanchè. «Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do...» ha detto la candidata premier de La Destra, replicando alle parole del Cavaliere che nel corso della puntata di Omnibus aveva detto che la Santanchè non è altro che «quella destra Billionaire che cerca di portarci i voti ma che fa soltanto il gioco della sinistra».


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5 aprile 2008

Storace contro tutti



Fini è un traditore, Berlusconi un uomo senza valori e Veltroni è spietato e più falso di una banconota da 110 euro. Francesco Storace ne ha per tutti, in una chiacchierata con Aldo Cazzullo, del Corriere della Sera, che lo ha seguito nei suoi comizi di ieri.
Vi proponiamo il servizio:
Il Corsera di sabato 5 aprile 2008


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4 aprile 2008

Assalto» a Ferrara, nuovi scontri a Pesaro

 ROMA — Il giorno dopo il lancio di uova e pomodori in piazza a Bologna, per Giuliano Ferrara, promotore della lista «Aborto? No grazie» si è registrato uno largo fronte di solidarietà politica. Ma ci sono state anche altre due contestazioni di piazza a Pesaro e ad Ancona da parte degli stessi no global che l'avevano contestato mercoledì e due poliziotti sono rimasti feriti. Il Presidente Napolitano «mi ha scritto un biglietto personale molto affettuoso », racconta il direttore del Foglio. Gli hanno telefonato il Presidente del Senato, Marini, il premier Prodi («Le offese a lei mi colpiscono due volte, come uomo di governo e come cittadino bolognese») e il vicepremier Rutelli, il leader del Pd Veltroni, Bettini («Coraggioso e a mani nude, le violenze sono inaccettabili»), il sindaco di Bologna, Cofferati. «Mi dispiace quanto è accaduto — ha detto subito Bertinotti — nessuno può accettare una contestazione così sprezzante e violenta ». Ma nella sinistra arcobaleno non tutti concordano. Manuela Palermi arriva a dire «hanno fatto bene. Mi auguro che capiti in tutte le piazze d'Italia».

Ma anche Occhetto ed alcuni dirigenti locali di Rifondazione giudicano Ferrara un provocatore: «Lui va in televisione, alle donne chi ci pensa?». Ci sono stati invece gli attestati di Casini («Amo Ferrara e gli sono solidale»), e nel Pdl di Cicchitto, Pera, Formigoni, Lupi. Adriano Sofri ha affermato che «in piazza c'è stata un'intolleranza indegna di Bologna». «Grave» l'ha definita il ministro Pollastrini. «Benvenuto nel club dei fascisti, con Montanelli e Ratzinger», ha scritto Daniela Santanché. «Onore alla senatrice Palermi» ha commentato Mantovano di An, «in un coro di ipocrite e sinistre prese di distanza». «Hanno fatto bene» ha ripetuto Flavia D'Angeli di Sinistra critica. Boselli (Socialisti) teme che la lista si rivitalizzi, Di Pietro invita a «lasciare che parli al muro». In serata a Pesaro, Ferrara è dovuto uscire da una porta sul retro. Ad Ancona, in piazza una grande gallina di carta pesta: «Non siamo le tue incubatrici». A Bologna, «ai cattivi e ai violenti che non sono riusciti a linciarmi, non ho mostrato l'altra guancia», ma Pesaro, ha detto Ferrara, a chi gli gridava «Assassino, assassino» ho risposto: «Ti perdono, perché non sai quello fai».


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4 aprile 2008

Domani Sabato 5 Aprile alle 13,45 su SkY Tg24 interviene Antonio Piu de La Destra

Antonio Piu, portavoce provinciale de La Destra di Nuoro, candidato alla Camera dei Deputati nella lista La Destra-Fiamma Tricolore, sarà ospite sabato 5 aprile alle ore 13.45 della rubrica "Under 35? all'interno del Tg di Sky Tg 24, in diretta dagli studi di Roma.


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21 marzo 2008

«Squilibrio nei tg: c'è troppo Pdl»

Tratto da corriere.it

ROMA - Serve un «immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale», in particolare nei tg, dove si nota un «forte squilibrio» nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo. È questo il senso dell'atto di richiamo rivolto dalla commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sia alla Rai sia alle tv private.

«RIEQUILIBRIO FRA LE LISTE» - La commissione - spiega una nota dell'Agcom - «ha indirizzato un atto di richiamo alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private, per l'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale». «Dal monitoraggio della prima settimana dell'ultima fase della campagna elettorale, dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto riguarda la presenza nei notiziari delle forze politiche - spiega ancora la nota - emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia nel rapporto tra queste ultime sia, anche, in una certa misura, tra il Pdl e il Pd a favore del primo».

17 marzo 2008

Polemiche dentro il Pdl in Veneto

Lettera inviata da Vicenza

Siamo a denunciare una scorrettezza che a chiamarla tale è usare un eufemismo. Nel corso di questi ultimi giorni avevamo preso degli accordi chiari per la presenza di almeno un rappresentante nella lista del Pdl. Così ci avevano assicurato i dirigenti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale. Tanto è vero, che anche l’iter burocratico dell’accettazione della candidatura era stato portato a termine in settimana. Fino a poche ore dalla presentazione della lista ci era stata nuovamente assicurata la presenza del nostro Renzo Piccolo, il che ci aveva messo nella condizione di abbassare la guardia e di non prendere più in considerazione l’alternativa di presentare la lista come Azione sociale che avevamo pronta sia di candidati che di firme. Solo dopo la deposizione della lista del Pdl, precisamente alle ore 12.00, quindi dopo il termine ultimo previsto dalla legge, abbiamo scoperto l’inganno tramato a danno del partito. E’ evidente che l’operazione messa in atto non è grave solo sul piano politico ma innanzitutto perché decisamente antidemocratica e illiberale. Una scorrettezza inaudita ai confini della legalità che non potrà non avere una giusta risposta politica. Alla Sartori e ai suoi compagni di merende diciamo senza timore alcuno, che la reazione sarà coerente con la nostra mai tradita identità e commisurata all’offesa subita. Quando si calpesta in questo modo la dignità di una comunità umana, oltre che politica, si deve tenere in conto anche delle possibili conseguenze, di cui noi, solo noi, ci assumeremo le responsabilità. Un mea colpa comunque va fatto. A noi la responsabilità di esserci fidati di un branco di delinquenti travestiti da politici; a noi la colpa di aver sottoscritto un compromesso politico, per la verità vincolato dalle dinamiche nazionali, con chi della politica ha fatto la propria professione al solo scopo di godere di privilegi e prebende. Come partito paghiamo delle scelte errate e ce ne assumiamo in pieno le responsabilità. Tuttavia, ai nostri camerati, amici e simpatizzanti vogliamo ricordare che nella nostra storia siamo caduti altre volte rialzandoci sempre. Ci rialzeremo anche stavolta. Nei prossimi giorni daremo un’indicazione di voto alternativa alla Lia Sartori comunicando altresì le iniziative che andremo a proporre per una campagna di disturbo nei suoi confronti.


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14 marzo 2008

Questa sera Alemanno e Storace a Rai Uno

Questa sera a ”Tv7”, in onda alle 23.30 su Raiuno, in studio con Francesco Giorgino, Rosy Bindi del Partito Democratico, Gianni ALEMANNO del Popolo della Liberta’, Francesco STORACE della Destra, Luciano Ciocchetti dell’Unione di Centro e Grazia Francescato della Sinistra-l’Arcobaleno. Nella puntata si tratteranno i temi della campagna elettorale, le incertezze sulle alleanze, le prospettive politiche del nostro Paese.


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13 marzo 2008

Cresce, sul web, la voglia di «non voto»

Tratto da Corriere.it

MILANO - «Sono incazzato nero e tutto questo non l’accetterò più». Il mantra populista di Quinto Potere potrebbe rappresentare il simbolo di una nuova generazione di arrabbiati, grillini o qualunquisti, comunque delusi dalla Casta e decisissimi a tenersi alla larga dalle urne. Forti di testimonial di peso - dal Grillo che urla «Non vado a votare e ne sono orgoglioso», a Fiorello che prima invita a «stracciare il certificato elettorale» e poi fa una mezza marcia indietro - il popolo del non voto dilaga nei sondaggi e in rete: secondo alcune indagini arriverebbe al 15 per cento. C’è persino una lista civica nazionale che si presenta alle elezioni con il contrassegno, accettato dal Viminale: «Io non voto». Ossimoro che si giustifica con il tentativo di dare una legittimazione simbolica alla protesta, uscendo dall’anonimato di un astensionismo indifferente e distratto.

LEGGENDE METROPOLITANE - Per strada e sulla rete impazza il passaparola per il non voto, talvolta condito di informazioni e interpretazioni errate. Sul sito Nonvoto si ricorda che è possibile «avvalersi del diritto di rifiutare la scheda». Perché arrivare fino al seggio per far vidimare il certificato elettorale e poi fare il gran rifiuto? È un modo, spiega il proponente, per essere «percentuale votante (quindi non delegante)». Meglio, assicurano i proponenti, che votare scheda bianca o nulla, «voti che entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti». Vero o falso? Il dibattito in rete, soprattutto sui meetup grillini, ferve, con alterni esiti. C’è chi dice, inoltre, che si può «allegare in calce al verbale» una breve dichiarazione con i motivi del rifiuto. «Tutto falso», spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Chi prende più voti ha il premio di maggioranza, non c’entrano le schede bianche e le nulle. Sono leggende metropolitane». L’«astensione attiva», secondo i proponenti, sarebbe anche un modo per rallentare le operazioni elettorali: una sorta di ostruzionismo, anche questo, però, di dubbia legittimità.

GADGET - Pochi i sostenitori della scheda bianca, memori dei sospetti di broglio delle precedenti elezioni, che si erano incentrati proprio sulla possibilità di votare a posteriori le schede bianche. In rete si trova anche chi, come Antonio Vergara, usa il comizio di Antonio La Trippa, alias Totò, come testimonial per boicottare le elezioni. Ma non mancano i gadget, come le t-shirt e i cappellini da indossare ai seggi, venduti sul sito Nonvoto. E su eBay si trova perfino un’asta con i «non voti» in vendita.

11 marzo 2008

Buontempo A “CONTROCORRENTE” SU SKY TG24

Teodoro Buontempo, Presidente de La Destra sarà questa sera alle 22,35 a ControCorrente su Sky al Canale 500. La trasmissione è diretta da Riccardo Formigli.


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11 marzo 2008

Chi vota il partito di Storace-Santanché

Tratto da Corriere.it

La Destra rappresenta una delle tante novità nello scenario dell’offerta politica in vista delle elezioni del 13 aprile. Come si sa, essa è nata da una scissione di An, operata soprattutto da settori scontenti delle recenti scelte di Fini e che hanno accusato quest’ultimo di essere «succube» o, secondo alcuni, «supino» a Berlusconi.

Nel corso della campagna elettorale condotta sino a questo momento, La Destra ha cercato di intercettare due target diversi di elettori. Da un verso, si è comprensibilmente diretta verso coloro che sentono ancora forte il sentimento identitario de La Destra. Ma, rendendosi probabilmente conto che si tratta di un segmento assai limitato di popolazione, ha anche cercato di incidere su altri settori di elettorato, tendendo soprattutto a presentarsi come forza «nuova» e «diversa» dai partiti tradizionali. Con lo scopo evidente di attirare in questo modo anche strati non legati necessariamente al segmento «estremo» dello scenario politico in cui La Destra si colloca. Con quali esiti?

¦ Il sondaggio

Sino ad oggi, La Destra pare, secondo gli ultimi sondaggi, ottenere il 2-3% dei consensi. Si tratta di una quota relativamente modesta, che permetterebbe al partito di ottenere i rimborsi per la campagna (previsti per chi ottiene almeno l’1%, anche in caso di insuccesso di tutti i candidati), ma non consentirebbe di superare la soglia del 4% che apre la possibilità di ottenere seggi alla Camera dei Deputati. Insomma, se si confermasse l’attuale livello di adesione, La Destra non avrebbe nessuna rappresentanza parlamentare.

C’è da dire, tuttavia, che la forza capeggiata da Storace e dalla Santanché gode di un bacino potenziale assai più ampio. Esso è composto da coloro che, pur non avendo deciso di votare per il partito, dichiarano di «prenderlo in considerazione» in vista della scelta futura. Costoro costituiscono poco meno del 14% dell’elettorato. In buona parte essi votano oggi per il Pdl. C’è tuttavia una più minuta presenza di elettori potenziali per La Destra in tutti gli altri partiti, compreso il Pd, tanto che il 9% dei votanti potenziali per La Destra attualmente vota Pd.

Gli elettori che attualmente esprimono l’intenzione «certa» di votare per La Destra si trovano in misura proporzionalmente maggiore nel centro-sud, in particolare nelle grandi città, specialmente a Roma. Sono in larga misura cattolici praticanti in modo regolare o quasi: mediamente si recano alla Messa 1-4 volte al mese. Ma l’elemento più caratterizzante dei votanti per La Destra rispetto all’elettorato degli altri partiti è costituito dall’età relativamente minore. Sono cioè i giovani, specie coloro che hanno fino a 20 anni e sono dunque al primo voto ad essere attratti, in misura più che proporzionale dalla scelta per la lista della Santanché. Il motivo sta, probabilmente, nel carattere «radicale» di questa forza politica. Un connotato che mobilita spesso le persone più giovani.


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permalink | inviato da simonespiga il 11/3/2008 alle 14:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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