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31 ottobre 2009

Costituito il Comitato Regionale contro i sequestri di personaa

 Nei giorni scorsi è nato, grazie ad una collaborazione tra www.radiolevelone.it e il blog www.noaisequestri.tk , il Comitato Regionale contro i sequestri di persona che si farà promotore a livello regionale di iniziative , non solo per la liberazione di Gianfranco Campus, giovane allevatore sequestrato lo scorso 24 Settembre a Florinas, ma anche per mantenere alta l'attenzione sul tema SEQUESTRO, che non finisce con la liberazione di un'ostaggio,tutt'altro, e gli ultimi anni purtroppo ne sono una triste conferma..
"L'iniziativa ci vede tutti impegnati contro la piaga dei sequestri di persona, dopo la fiaccolata della settimana scorsa a Sassari, intendiamo portare avanti a tutti i livelli, abbiamo creato un gruppo su facebook che si chiama NO Ai SEQUESTRI - LIBERIAMO LA SARDEGNA che ha già quasi 1000 adesioni e abbiamo in distribuzione adesivi e locandine che serviranno per sensibilizzare l'opinione pubblica", affermano nella nota i promotori, Simone Spiga, Barbara Burghesu e Rosanna Sechi.
"Dopo aver vissuto l'esperienza del Comitato Titti Libero, sentiamo il dovere di essere presenti anche in questo grande Comitato Regionale ,ci auguriamo che serva a smuovere le coscienze e riportare all'attenzione di tutti il tema dei sequestri, che si pensava fossero finiti e che invece prosegue nel silenzio di troppi"..."Ci auguriamo che Associazioni, Gruppi, Partiti ,Movimenti e altri si uniscano a questa iniziativa, affinché si alzi una sola voce ,quella della Sardegna Libera", concludono Barbara e Rosanna .


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30 ottobre 2009

Cucchi, vogliamo la verità!

di Filippo Rossi
 
Verità. Naturalmente verità. Verità e legalità per tutti, ma proprio tutti: in fondo è semplice. Deve essere semplice. Perché uno Stato democratico non può nascondersi dietro la reticenza degli apparati burocratici. Perché verità e legalità devono essere “uguali per tutti”, come la legge. Non è possibile che, in uno Stato di diritto, ci sia qualcuno per cui questa regola non valga: fosse anche un poliziotto, un carabiniere, un militare, un agente carcerario o chiunque voi vogliate. Non può esistere una “terra di mezzo” in cui si consente quello che non è consentito, in cui si difende l’indifendibile, in cui la responsabilità individuale va a farsi friggere in nome di un “codice” non scritto che sa tanto, troppo, di omertà tribale.

La vicenda è quella di Stefano Cucchi, trentenne romano arrestato all’alba di venerdì 16 ottobre e restituito alla famiglia giovedì 22, cadavere, con la faccia completamente tumefatta, gonfia, l’occhio rientrato nell’orbita, la mascella fuori posto, i denti spezzati, lividi e lesioni in tutto il corpo. Cosa è successo a Stefano, un ragazzo di appena quaranta chili? Come è morto? Le domande sono semplici. Le risposte lo devono essere altrettanto. Perché non è possibile che un ragazzo muoia così, lontano dai genitori, dagli affetti, senza che nessuno dia una risposta chiara, senza che nessuno si assuma le responsabilità di quanto è successo. Qualsiasi cosa sia successo.

Ecco la storia: secca, senza fronzoli, senza retorica, così come raccontata dal Secolo d’Italia.
Stefano arriva a casa, nella zona Casilina, nella notte tra giovedì e venerdì, accompagnato da due carabinieri in borghese. Lo hanno fermato poco prima, gli hanno trovato in tasca venti grammi di marjuana, una dose di cocaina e due pasticche. Cercano altra droga, probabilmente lo sospettano di spaccio. Nulla viene trovato, ma Stefano viene comunque portato via in vista del processo per direttissima, fissato per venerdì alle 9. Quando arriva in aula è già un’altra persona. Si dichiara colpevole di detenzione di droga “in quanto consumatore”, viene rinviato a giudizio ma sta così male che il giudice lo spedisce all’ambulatorio del Palazzo di Giustizia. Il referto conferma problemi gravi alla schiena e alle gambe e il giudizio – generico ma inequivocabile – viene dall’infermeria di Regina Coeli che manda Stefano al Fatebenefratelli per fare radiografie alla schiena e alla testa: esce fuori la frattura di due vertebre, ma il ragazzo viene riportato in cella. Sabato mattina nuova corsa all’ospedale, al Pertini. Il detenuto sta male, finalmente alle nove di sera qualcuno pensa di avvertire la famiglia che si precipita al “padiglione detenuti” del grande ospedale romano e trova un piantone irremovibile: «Niente visite, tornate lunedì. E comunque non preoccupatevi. Non è niente di grave». La storia si ripete lunedì. Poi martedì. E il giorno dopo, mercoledì, il padre di Stefano ottiene finalmente un regolare permesso di colloquio dal tribunale di roma, ma controfirmato da un ufficio di Regina Coeli che chiude alle 12,45. Il tempo non basta, tutto rinviato a giovedì. Ma giovedì mattina, alle 6,20, Stefano muore. Di “morte naturale” scrive il medico di turno.

Inutile citare Il processo di  Kafka, inutile citare il Sud America, e nemmeno la Turchia di Fuga di Mezzanotte. Inutile ogni retorica. E inutili le parole. L’unica cosa utile, a questo punto, è la verità. Tutta la verità. Il resto non conta.


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28 ottobre 2009

Comitato Sardo contro i sequestri di persona

28 ottobre 2009

EOLICO: CASO SARDEGNA, CHIESTA INDAGINE COMMISSIONE ANTIMAFIA

 Il vicepresidente della commissione bicamerale Antimafia Fabio Granata e i deputati sardi Mauro Pili e Bruno Murgia (Pdl) sollecitano un'indagine della commissione sul proliferare di richieste di concessione per parchi eolici off-shore in Sardegna.
  "Sottoporro' al presidente dell' Antimafia, il senatore Giuseppe Pisanu", ha precisato Granata, dopo un incontro con gli altri parlamentari per definire i documenti da sottoporre all'organismo parlamentare, "la necessita' di affrontare nella commissione la questione che assieme ai colleghi sardi ho valutato come rilevante e urgente".
  "Ci sono molte analogie tra quello che sta accadendo in Sicilia e quanto si preannuncia in Sardegna - sostengono i parlamentari - per non sottoporre il caso alla commissione competente cosi' che si possa far chiarezza su una escalation eolica senza precedenti".
  "I troppi segreti di queste societa', senza nome e cognome, con indirizzi puntualmente in paradisi fiscali esteri, da Montecarlo al Lussemburgo, incroci societari palesemente tesi a celare i veri finanziatori di queste operazioni", proseguono i promotori dell'iniziativa, "rendono improcrastinabile una puntuale indagine conoscitiva su quanto sta accadendo in molte regione italiane, con particolare riferimento alla Sardegna e alla Sicilia".
  "Le inchieste siciliane", affermano Granata, Pili e Murgia, "che hanno portato a diversi arresti sul versante dell'eolico, prospettano legami che appaiono sospetti con almeno due iniziative avanzate sull'off shore in Sardegna. Societa' e fiduciari che si affiancano e si sovrappongono in societa' anonime registrate come tali nei piu' lontani paradisi fiscali".
  "Occorre con urgenza valutare tutti i possibili collegamenti societari e mettere in luce tutte le reali partecipazioni finanziarie a questi progetti", sostengono i parlamentari. "In questa direzione sara' necessario proporre anche un intervento normativo per impedire che capitali occulti possano insinuarsi nel settore delle energie alternative come l'eolico".


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26 ottobre 2009

I Wanna Rock - http://www.radiolevelone.it

25 ottobre 2009

I Wanna Rock contro i sequestri

 

Amici di www.radiolevelone.it, prosegue con successo la trasmissione radiofonico I WANNA ROCK ogni Mercoledì dalle 20,30 fino alle 21,30, con ottima musica non solo Rock e con interviste sui principali temi che animano il confronto politico e culturale in Italia. Ricordiamo che siamo in diretta e che Mercoledì vi terremo informati anche sui risultati del Campionato di Serie A di Calcio e con voi condivideremo pezzi musicali che vorrete segnalarci.

La puntata di Mercoledì sarà dedicata principalmente al tema dei sequestri in Sardegna, avremo in diretta Pietro Serra, promotore della fiaccolata svolta a Sassari Giovedì 22 Ottobre per non dimenticare il sequestro di Gianfranco Campus e inoltre sentiremo Rossana Sechi, promotrice del Gruppo NoAiSequestri - Liberiamo la Sardegna http://www.facebook.com/search/?q=sequestri&init=quick#/group.php?gid=144789601524&ref=share e del Blog http://blog.libero.it/noaisequestri.

A partire da questa puntata www.radiolevelone.it si farà promotrice e coordinatrice di tutte le manifestazioni, incontri e convegni per sensibilizzare i cittadini motivandoli a scendere in campo per sconfiggere una piaga che da troppi anni ormai condiziona la Sardegna.

Vi chiediamo di inviatre i vostri contatti a sostenere la nostra iniziativa, esortandoli a inviarci materiale e testimonianze per cercare di sostenere questa causa nel modo più coordinato possibile.

 

Vi invitiamo a diventare fan su Facebook di Radiolevelone, cliccando al seguente indirizzo http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/pages/wwwRadioLevelOneit/151854696560?ref=ts


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24 ottobre 2009

no ai sequestri di persona

Gianfranco Campus 57 anni,allevatore di Florinas, giovedì notte (24 settembre) viene prelevato dalla sua abitazione da alcuni uomini, sorpreso mentre si preparava ad andare a letto. L'allarme scatta la mattina seguente, quando il padre allarmato per il ritardo del figlio, si reca nell'abitazione e trova la porta sfondata, chiama subito i Carabinieri.
Partono subito le ricerche.La pista privilegiata è il sequestro a scopo di vendetta.
Campus dopo alcuni anni di carcere, era tornato libero nel 2007.
Detto questo, faccio alcune considerazioni personali, ma penso di rispecchiare anche il pensiero di coloro che hanno condiviso con me i principi di libertà e solidarietà, durante il sequestro di Titti Pinna.
Non ho voluto elencare le accuse e il passato del Sig.Campus ,perchè credo che non sia neccesario, si tratta sempre di un sequestro di persona, che non può avere giustificazioni, e tanto meno deve essere considerato meno di altri.
Ma ancora una volta ci ritroviamo nell'indifferenza nazionale,al di fuori dei giornali e tg regionali,chi ha dato la notizia, lo ha fatto in modo innadeguato e con articoli quasi nascosti, altri anche peggio, hanno ignorato il fatto, come se non contasse niente.
Il sequestro di persona non è un fatto solo regionale,  è un fatto gravissimo e tutti hanno il diritto di sapere.
Mi fà indignare questo atteggiamento, il silenzio e l'indifferenza  si sà non fà bene a un sequestro, non si può rimanere in silenzio...è assurdo!!!

LIBERTA' PER GIANFRANCO CAMPUS.

 

24 ottobre 2009

Lancette indietro di 60 minuti, domenica prossima torna l'ora solare

Roma - (Adnkronos) - ll cambio scatterà la notte tra il 24 e 25 ottobre quando rimetteremo l'orologio dalle 3 alle 2. L'ora legale tornerà il 28 marzo 2010


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22 ottobre 2009

manifestazione del Comitato per Pirri

MANIFESTAZIONE DEL COMITATO PER PIRRI

Abbiamo ottenuto l'autorizzazione per il corteo del 22 ottobre c.a. gradiremo la presenza di tutti i cittadini di Pirri, feriti nell'orgoglio, derisi e umiliati dopo l'ultima beffarda alluvione che ha costretto numerose famiglie a passare un Natale di Degrado, una Pasqua nell'umidità e con la muffa nelle proprie mura domestiche. Le nostre case sudate, costruite e comprate con i nostri sacrifici. Luoghi per noi sicuri; Qualcuno ha pensato di privarci dei nostri diritti ed ha ancora il coraggio di tenerci nell'ansia, costretti a vivere nel terrore che ci possa accadere ancora qualcosa di grave per la nostra salute.
Migliaia di persone oggi rischiano la vita per le vie di Cagliari ed in particolare a Pirri, dove un anno fa, qualcuno si è salvato per il rotto della cuffia, grazie all'intervento tempestivo di quelle persone che vivono giorno per giorno nell'icubo delle alluvioni.
Oggi Chiediamo sicurezza e prevenzione, parole spesso usate a sproposito dai nostri rappresentanti al Comune di Cagliari, che sanno solamente farsi pubblicità aprofittando della nostra debolezza legata agli eventi calamitosi che ci hanno colpito in prima persona e reso invulnerabili e dipendenti. Ora con coraggio dobbiamo alzare la voce e gridare la nostra rabbia, perchè ci siamo saputi risollevare dal degrado con le sole nostre forze. (giuseppe cocco)

Oggi abbiamo costituito un comitato di cittadini, qualcuno afferma che siamo legati al partito democratico, non è affatto così: noi siamo cittadini liberi da schieramenti politici ma come un associazione democratica che si rispetti, smpre aperti al dialogo con tutte le forze Politiche. Abbiamo ricevuto la collaborazione di tanti personaggi politici e tanti altri ci hanno ignorato, altri hanno aprofittato di noi ma la nostra forza è la totale Autonomia. La nostra bandiera non ha nessun colore ma ha il simbolo della Sicurezza e della Salute.

Il Comitato per Pirri
Organizza per giovedì
22 ottobre 2009 ore 17:00
un corteo che partirà da via Stamira (angolo via Tamburino Sardo) per proseguire nelle vie Socrate, Su Planu, Balilla, Italia, Pisano e Amper

Per capire quali sono le intenzioni del Sindaco per fronteggiare l’emergenza alluvioni a Pirri. 

21 ottobre 2009

Questa sera dalle 20,30 in diretta su www.radiolevelone.it

19 ottobre 2009

Il Giornale di Sardegna - 19 Ottobre 2009

17 ottobre 2009

Cagliari: Via S. Alenixedda occupata dal fast-parking

 

 Sono mesi che i cittadini residenti lamentano una occupazione abusiva della Via S. Alenixedda da parte dei dipendenti del Fast-Parking ogni Venerdì e Sabato e durante le principali feste nazionali.

"Con l'apertuna del Fast-Parking nel Dicembre 2004 per i residenti della zona di Sant'Alenixedda, Via Costa, Via Pintor e Via Salaris sono aumentati esponenzialmente i disagi legati ad una modalità, molto grave, dei dipendenti del parcheggio a pagamento, che infatti si possizinano in mezzo alla corsia della Via S. Alenixedda creando immensi ingorghi, che su un lato arrivano fino alla Via Bacaredda e dall'altra parte fino alla rotonda della Via Salaris", afferma polemicamente Simone Spiga, ex Capogruppo di An nella Circoscrizione n°4.

"in tante occasioni abbiamo chiesto la presenza della Polizia Municipale, ma nessuno si è visto, per i residenti l'unica soluzione è quella di non favorire l'ingresso delle auto nella Via S. Alenixedda, per questo si chiede il posizionamento di due pannelli luminosi sulla Via Bacaredda e sulla Via Dante all'angolo con la Via Salaris per dissuadere l'ingresso sull'area interessata", conclude Simone Spiga

16 ottobre 2009

Il Fronte Identitario Sulcis in campo contro il Presidente della Provincia

15 ottobre 2009

Il consigliere regionale Giorgio Locci (Pdl) contro l’ingresso in Giunta dell’Udc nel Sulcis

Chiede a Pierfranco Gaviano di togliere il disturbo e ricorda a Giorgio Oppi che i ribaltoni al Pdl non piacciono. Giorgio Locci, consigliere regionale del Popolo delle Libertà, apre ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale.
Fa capire senza mezzi termini che «il Pdl – come si legge in un comunicato diffuso ieri – non accetterà mai un percorso che porti a un candidato presidente eletto con i voti degli elettori del centrosinistra e sostenuto da chi ha ricevuto un mandato elettorale opposto. Chi dovesse farlo, seppure a titolo personale, si pone automaticamente fuori dal partito».
La situazione politica si ingarbuglia sempre di più dopo l’ingresso nella Giunta di assessori di centrodestra, in particolare dell’Udc.
Il presidente Gaviano è sostenuto da una solida maggioranza trasversale e non dovrebbe avere problemi per portare a termine la legislatura. Alcuni partiti, come i Riformatori, e adesso il Pdl prendono le distanze, ma in Consiglio il presidente ormai può contare sul sostegno del centrodestra. Il 24 aprile scorso il Bilancio venne approvato anche con i voti favorevoli di Mario Corongiu (Riformatori), Antonio Vigo (Udc), Gianni Carboni (Pdl) e Alessandro Masciarelli (Pdl).
«Oggi – sottolinea Giorgio Locci – in assenza di una maggioranza di centrosinistra, noi dovremmo accettare, in aperto contrasto con i nostri principi, un ribaltone in piena regola con l’ingresso in giunta di un esponente dell’Udc e con un appoggio politico del suo partito di riferimento. Noi vorremmo, invece, che l’Udc avesse un atteggiamento di ferma coerenza, come giustamente l’onorevole Oppi ha avuto a livello regionale per esempio nel momento della nomina dei commissari delle Asl, dove ha posto la pregiudiziale, da me condivisa, nei confronti di persone che avessero ricoperto incarichi nella gestione della sanità per conto del centrosinistra».

14 ottobre 2009

Tra pochi minuti inizia I Wanna Rock su www.radiolevelone.it

 

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14 ottobre 2009

Il Fronte Identitario Gonnesa chiede le dimissioni del Presidente della Provincia del Sulcis

12 ottobre 2009

'Associazione Fronte Identitario diventa regionale e lancia il proprio sito e le prime iniziative

 

Nella giornata di oggi, l'Associazione "Fronte Identitario" ha deciso di promuovere il proprio progetto su tutto il territorio regionale sviluppando iniziative e ramificandosi su tutta la Sardegna per diventare un chiaro punto di riferimento per tutta la Destra Sociale e Identitaria dell'isola.

I referenti regionali dell'Associazione saranno Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani, Organizzazione Giovanile prima di An e oggi della fase costituente del Pdl e Manolo Mureddu, promotore per anni della Destra Sociale nel Sulcis.

"Il Fronte Identitario, da Associazione del territorio cagliaritano si trasforma in movimento aperto, capaciedi interagire nell'area politica del Pdl, suo chiaro riferimento istituzionale, ma anche con altre realtà nazionali come Casa Pound Italia e Il Popolo di Roma, tutte realtà militanti che si basano sul concetto identitario e sociale della Destra Italiana, senza mai dimenticare le radici storiche e culturali della Destra Nazionale", affermano nella nota Simone Spiga e Manolo Mureddu.

"Saremo la spina nel fianco dell'immobilismo melmoso del politicamente corretto e sapremo rappresentare le istanze più forti della sardità e dell'identitarismo militante, cercheremo di interpretare il volere del popolo ormai stufo della contrapposizione (berlusconiani-antiberlusconiani)", prosegue la nota dei due esponenti.

"Collaboreremo con realtà gia presenti e radicate in Sardegna, come l'Associazione Ambientalista Fare Verde e il Comitato www.acquesociali.tk, per questo preannunciamo il lancio del tesseramento per l'Associazione Fronte Identitario e l'avvio di una protesta politica molto forte contro la Provincia di Carbonia - Iglesias e contro il tentativo dell'Udc di giocare su livelli istituzionali diversi nei vari territori della Sardegna", incalza Simone Spiga.

"Tutto questo è www.fronteidentitario.tk, saremo presenti con varie iniziative a partire dai prossimi giorni, sui principali temi della politica regionale e nazionale, l'Associazione si colloca nell'area politica del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rappresentati in Sardegna dall'On. Bruno Murgia e saremo disponibili a collaborare con chiunque porterà le nostre istanze nelle Istituzioni, infatti nella giornata di oggi abbiamo ricevuto una proposta di collaborazione dell'On. Giorgio Locci che si è messo a disposizione dell'Associazione per presentare istanze popolari e promuovere iniziative comuni", concludono Simone Spiga e Manolo Mureddu.

 


 

 

11 ottobre 2009

Raid nella sede di Casa Pound Pistoia con spranghe e catene

 Un gruppo di circa 15 persone ha assalito oggi pomeriggio (domenica 11 ottobre) intorno alle 16,30 il circolo “non conforme Agogè”, sede dell’associazione di estrema destra Casa Pound di Pistoia. Con manganelli, spranghe e cinture gli assalitori hanno spaccato la porta a vetri dell’associazione, al cui interno si trovavano un militante, Massimo Dessì, e il consigliere comunale del Pdl Alessandro Tomasi. 
Hanno devastato la stanza d’ingresso, rovesciando il tavolo, buttando in terra un computer, la libreria e le sedie. Tomasi e Dessì si sono rifugiati nella stanza attigua e hanno preso una scala (usata per salire sul soppalco) mettendola tra di loro e gli assalitori. Dessì è stato raggiunto da dei colpi alle braccia. Persone dalle abitazioni limitrofe (via Porta San Marco, sede dell’a ssociazione è uno dei quartieri popolari) si sono affacciate in strada e il gruppetto si è dileguato. Tomasi e Dessì sono stati accompagnati in questura.

Circa un’ora dopo polizia e carabinieri sono entrati nella sede del comitato antifascista, situato ad un centinaio di metri di distanza, sempre in via Porta San Marco, e hanno accompagnato in questura una decina di persone che si trovavano all’interno. Il comitato antifascista – o Associazione civile del popolo di San Marco – si è costituito circa due mesi dopo la nascita di Casa Pound a Pistoia, nell’ottobre del 2008. Dalla questura le uniche dichiarazioni pervenute al momento sono quelle del vicequestore Mauro Ciavardini, che parla di “accertamenti in corso”.

Tre persone hanno visto il gruppo di aggressori fuggire verso piazza San Bartolomeo. “Erano a volto scoperto – dicono - si sono tolti le cinture dei pantaloni e poi se le sono rimesse mentre correvano via”. Militanti di Casa Pound, sulla base del racconto di Dessì e Tomasi, parlano invece di aggressori a volto coperto, con magliette tirate sul viso, felpe con cappucci e caschi.

11 ottobre 2009

Nucleare: 3 Italiani su 4 non vogliono centrali nella propria provincia

Giovedì 8 Ottobre i protagonisti della politica energetica italiana ed europea e le aziende del settore energetico operanti a livello nazionale e internazionale si sono riuniti a soli due mesi dalla Conferenza di Copenaghen in Energetica 2009. Il convegno annuale di Repubblica e Somedia dedicato ai grandi temi dell'energia sostenibile giunto quest'anno alla quinta edizione. Quest’anno si sono evidenziati gli effetti della decentralizzazione energetica a livello sociale e territoriale, evidenziando al contempo le straordinarie opportunità delle rinnovabili come volano per la ripresa economica e industriale.

Dall'indagine sulla democrazia energetica "Enti locali e cittadini di fronte alle rinnovabili"  diffuso al convegno di ieri e condotta dall'Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009) esce un importante verdetto: TRE ITALIANI SU QUATTRO NON VOGLIONO LE CENTRALI NELLA PROPRIA PROVINCIA, anzi non vogliono nemmeno prendere in considerazione l'idea! E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza. Solo il 28% degli intervistati ritiene sicura la produzione di energia nucleare e pressoche' assenti i rischi ad essa connessi.

È da tempo che alla politica del No si sono affiancate molte soluzioni realistiche, efficienti ed economicamente vantaggiose. Grazie all’impegno di associazioni e di alcune istituzioni illuminate, la popolazione è sempre più informata e cosciente della pericolosità di centrali atomiche per l’approvvigionamento di energia e propensa a soluzioni alternative.
Ecco l'indice di gradimento sulle rinnovabili che emerge dall'indagine di Format diffusa ieri al convegno Energetica, al primo posto c'è il solare fotovoltaico con il 48,6 per cento, al secondo l'eolico con il 25,9 per cento, al terzo il solare termico con il 17,3 per cento, poi vengono le biomasse (2,6 per cento), le onde marine (3,3 per cento), la geotermia (1,3 per cento), il mini idroelettrico (1,0 per cento).

Comunque l’indagine rileva che il livello di conoscenza delle fonti di energia rinnovabili non è ancora molto alto. Il campione ha affermato di conoscere “molto bene” l'energia solare fotovoltaica il 26,4% del campione, l'energia solare termica il 17,1 per cento, l'energia eolica il 26,6 per cento, l'energia da biomasse il 12,3 per cento, l'energia dalle onde del mare il 7,5 per cento, la geotermia il 10,8 per cento ed il mini-idroelettrico il 6,3 per cento.

A seguito delle polemiche e del ricorso delle Regioni presso la Consulta della Corte Costituzionale per impugnare la Legge 99 che contiene la delega al Governo sulla ripartenza dell’energia atomica in Italia, Palazzo Chigi  sembra aver deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera.

Intanto l’Enel non si ferma e il 5 ottobre ha lanciato nel corso di un seminario a Flamanville (Francia) il suo piano per il ritorno dell'Italia all'energia nucleare: quattro reattori dell'ultima tecnologia in tre siti con la prima energia in linea al massimo a metà del 2020 e le altre operative a seguire ad un ritmo di un reattore ogni 18 mesi. Si parla proprio dello stesso settore francese, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l'aspro contenzioso giudiziario per l'impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l'altro nella centrale finlandese di Olkiluoto.

La maggior parte della popolazione italiana non si fida dell’atomo, vorrebbe investire sulle energie alternative eolico e solare, ma c’è ancora tanto da lavorare, studiare, coinvolgere, informare. Fare Verde crede nelle rinnovabili e nell’importanza del coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza che deve essere attiva e cosciente. E come usiamo dire in queste situazioni…”Meglio oggi attivo che domani radioattivo”

8 ottobre 2009

Berlusconi sia lodato....

La sentenza di questa sera mi ha portato a riflettere e per tutto il tardo pomeriggio ho smosso il mio piccolo cervellino per capire come da militante di destra poter rispondere a questa sconfitta di Berlusconi e del suo entourage.
Bene dopo alcune ore e diverse letture, sono arrivato alla conclusione che se c'è un responsabile in questa situazione ha un nome e cognome e si chiama Gianfranco Fini.
Si si proprio lui, quello che oggi sbraita contro Berlusconi e che ieri ne era il cameriere di fiducia.
Voglio dire, se oggi, dobbiamo in qualche modo difendere Berlusconi è perché non abbiamo un nostro partito per provare a smarcarci.
Io lo dissi prima del congresso nazionale di scioglimento di An e oggi lo ribadisco con forza, abbiamo prima perso le idee e oggi la faccia. Nel mentre il Presidente della Camera che non ha più il giocattolino in mano, urla contro il Pdl, dopo che ci ha infilato gambe, braccia e altro...
Il problema di Gianfranco Fini è che non ha il controllo della situazione e che non può sostituire il Berlusca, per questo chiede i congressi che non si è mai sognato di fare in An.
Parla di cesarismo, quando lo ha applicato regolarmente in An.
Basta con questa politica, basta con questa inutile contrapposizione tra italiani, pensiamo al bene della nazione, riscopriamo le differenze politiche per dare dignità all'Italia.

Simone Spiga

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